Catalunya: terra di tesori dichiarati Patrimonio dell’Umanità

La ricchezza di tradizioni e storia che caratterizzano la Catalunya fanno di questo territorio un prezioso luogo dal valore culturale inestimabile. A testimoniarlo sono i numerosi riconoscimenti da parte dell’UNESCO che hanno reso la Catalunya uno dei Paesi con il maggior numero di siti dichiarati Patrimonio dell’Umanità: dall’antichissima città di Tarragona, al Palau de la Música Catalana,il Recinto Modernista di Sant Pau a Barcellona, il Monastero de Poblet, le chiese romaniche nella Vall de Boí e le incredibili opere del celebre architetto spagnolo Gaudí.

Le opere di Gaudí

Considerate tra i più famosi tesori della Catalunya, le opere di Antoni Gaudí sono state incluse nella lista del Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO grazie al loro eccezionale contributo allo sviluppo architettonico del XIX e del XX secolo. Chi sceglierà la città catalana come meta del proprio viaggio potrà scoprire le meravigliose opere dell’architetto spagnolo che costellano Barcellona. Sono 7 i tesori considerati patrimonio dell’Umanità: Park Güell, Palazzo Güell, Casa Milà, Casa Vicens, Casa Batlló, la Cripta a Colònia Guell, così come la meravigliosa facciata della Natività e la Cripta della Sagrada Família. Tra i siti meno conosciuti  spesso esclusi dai classici itinerari, vale la pena visitare il Palazzo Güell. Questo magnifico esempio di architettura domestica moderna, nel cuore di Barcellona e a pochi passi da La Rambla, fu commissionato all’architetto dalla famiglia Güell-López come spazio urbano per espandere la proprietà. Spostandosi nel quartiere bohemien di Gràcia, ci si imbatte nella Casa Vicens, la prima opera importante di Gaudí ispirata all’architettura mudejar. Questo palazzo, che per oltre un secolo è stato un’abitazione privata, ha recentemente aperto al pubblico, che può visitare le mostre permanenti ed ammirare gli interni e i disegni originali di Gaudí qui conservati. Nel caratteristico villaggio di Santa Coloma de Cervelló, a 20 km a ovest di Barcellona, si trova la  gemma  nascosta di Gaudí: la Cripta de la Colònia Güell. Varcando la soglia della cripta la sensazione è quella di entrare in una grotta naturale e non in un edificio appositamente realizzato dall’uomo. Per ottenere questo realistico effetto l’architetto ha fatto uso di colori scuri sia per il pavimento che per le pareti, evocando così l’oscurità del bosco.

Recinto Modernista di Sant Pau
Considerato uno degli ospedali più importanti della città, il Recinto Modernista di Sant Pau, è l’edificio più grande realizzato dall’architetto Lluís Domènech i Montaner, nonché tra i migliori esempi di modernismo pubblico. Situato nel distretto Guinardó di Barcellona, l’Hospital, costruito nel 1401 con il nome di Santa Creu (Santa Croce) e con l’obiettivo di fondere i 6 ospedali allora presenti a Barcellona, dal 1997 è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.Alla fine del XIX secolo, a causa dell’inarrestabile crescita demografica, era chiaro che la città avesse bisogno di una struttura più grande e, grazie all’eredità del banchiere Pau Gil, nel 1902 si posò la prima pietra. Nel testamento Gil decise di destinare la sua fortuna alla costruzione dell’ospedale a condizione che venisse realizzata la miglior struttura da un punto visto tecnologico, medico e architettonico e che portasse il nome di Sant Pau.Il sorprendente ospedale fu ideato come un piccolo paesino modernista, la cui funzione era quella di contribuire alla cura dei pazienti grazie agli spazi di questo gradevole luogo.
Dall’autunno del 2009 tutta l’attività sanitaria è stata trasferita nel nuovo Hospital de Sant Pau e nella vecchia struttura sono stati avviati nuovi lavori di ristrutturazione con l’obiettivo di renderla un’area visitabile dal pubblico e un importante centro di ricerca e di cultura, sede di istituzioni e fondazioni internazionali.

Palau de la Música Catalana
Un giardino di luci e colori, così viene definito il Palau de la Música Catalana di Barcellona. Gli appassionati d’arte e di architettura sicuramente apprezzeranno questo grande esempio del modernismo catalano, dal 1997 dichiarato patrimonio mondiale dell’Umanità. All’interno del Palau la bellezza della musica si inserisce in un contesto architettonico unico capace di raggiunge il cuore di chi si reca qui per ascoltare un concerto. Progettato agli inizi del secolo da Lluís Domènech i Montaner, l’edificio è stato sottoposto nel corso degli anni a modifiche e miglioramenti e attualmente include una biblioteca, alcuni uffici, camerini, una piazzetta esterna e un bar interno. La principale innovazione architettonica del Palau è quella di essere concepito come uno spazio aperto, fruibile, da vivere nella sua totalità da chiunque lo visiti. È studiato apposta per non bloccare lo sguardo, senza nascondere le strutture interne delle scalinate e di altri ambienti che rimangono quindi a vista.Impossibile non rimanere sbalorditi di fronte ai giochi di luce e ai bellissimi colori che si creano all’interno dell’edificio grazie al vetro che ricopre la struttura metallica. Tra le altre sale, molto suggestive sono il Petit Palau, spazio adibito a concerti più piccoli e proiezioni audiovisuali, la Sala dell’Orfeó Català, utilizzata dal celebre coro catalano, e infine la Sala Lluís Millet, salone di riposo e luogo di incontro dedicata al maestro Millet, fondatore dell’Orfeó Català.

Tarragona
Lasciandosi alle spalle Barcellona e percorrendo la costa verso sud si arriva a Tarragona, una terra ricca di storia. Le origini della città risalgono infatti alla seconda guerra punica, nel 200 a.C. e i reperti archeologici qui rinvenuti sono davvero sorprendenti: impressionante il fatto che su alcuni blocchi di pietra che compongono le alte mura della città si possano ancora intravedere le cifre di riconoscimento degli schiavi incaricati della costruzione. Il circo romano, il bellissimo anfiteatro a strapiombo sul mare, le iscrizioni e incastri di pavimentazioni antiche nel centro cittadino portano indietro nel tempo qualsiasi turista si avventuri per le vie ricche della città. In oltre 2000 anni, la storia di Tarragona è stata scritta nel suo patrimonio architettonico, che ogni visitatore può ancora oggi avere la fortuna di ammirare. Dai reperti romani al Medioevo il passo è breve, l’epicentro è costituito dalla cattedrale gotica e la scalinata Pla de la Seu,  dove ogni domenica è allestito un delizioso mercatino. Il modernismo poi fiorisce in numerosi edifici della Rambla Nova. Ma l’apice di questo stile creativo e divertente è stato raggiunto nel bellissimoTeatro Metropol, vero e proprio gioiello modernista, opera di Josep Maria Jujol. Orgogliosa delle sue tradizioni, Tarragona è una città ricca di manifestazioni culturali e numerose attività che la rendono tutto l’anno una meta ideale da visitare.

Monastero di Santa Maria di Poblet 
E per chi desidera fare una gita fuoriporta, a soli 100 km da Barcellona, nel comune di Vimbodí,si trova il Monastero di Santa Maria di Poblet, uno dei più importanti complessi monastici d’Europa e Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO dal 1991. Il monastero rappresenta uno dei migliori esempi di architettura religiosa della Catalunya e venne fondato da Ramón Berenguer IV, conte di Barcellona, che lo donò all’ordine cistercense. I re d’Aragona lo scelsero come pantheon reale e diventò uno dei centri culturali più importanti dell’epoca, con una biblioteca particolarmente rilevante. I visitatori possono accedere alla chiesa del complesso monumentale dove sono conservate le tombe di sovrani e regine della corona di Catalogna e d’Aragona, mentre lo spazio centrale è destinato alla clausura dei monaci benedettini.

Chiese romaniche della Vall de Boí 
Spostandosi nell’entroterra si scopre un luogo sorprendente, dove l’arte si fonde con la natura: laValle di Boí, in provincia di Lleida. In questo territorio protetto dalle spettacolari vette dei Pirenei, si conserva uno dei migliori complessi romanici dl’Europa formato da nove chiese e risalenti ai secoli XI e XII che, grazie al proprio valore artistico, ha ottenuto il titolo di Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO nel 2000. Le chiese di Sant Climent e Santa Maria a Taüll, SantFeliu a Barruera, Sant Joan a Boí, Santa Eulàlia a Erill la Vall,  l’Assumpció di Cóll, Santa Maria di Cardet e SantQuirc nei pressi di Durro sono caratterizzate da elaborati lavori in pietra e da eleganti torri campanarie. Gli affreschi recuperati dalle mura sono attualmente conservati presso il MuseuNacional d’Art de Catalunya a Barcellona.

Catalunya: il patrimonio immateriale
Non solo arte ed architettura, la Catalunya è una terra riconosciuta anche per le sue tradizioni. In particolare, la festa La Patum e le torri umane di Castellers sono riconosciute Patrimonio Immateriale dell’UNESCO.

La Patum de Berga, Capolavoro del Patrimonio Orale e Immateriale dell’Umanità, accompagna il Corpus Domini con una serie di rappresentazioni teatrali, personaggi e figure che riempiono la località di Berga ogni primavera. Si tratta di una commemorazione religiosa di origine medievale che è riuscita a preservare le proprie radici religiose e profane. Per festeggiare vengono organizzate parate e spettacoli nei quali predominano il fuoco e il ballo, con figure tipiche della tradizione come giganti, testoni, aquile, draghi e demoni. La festa comincia a mezzogiorno del giovedì del Corpus, con la parata detta Patum de lluïment. Imperdibile il salto de plens, apoteosi della festa, rappresenta un’orgia infernale nella quale diavoli di fuoco saltano a ritmo di musica. Un evento che sarà seguito il giorno dopo dalla parata Patum Infantil nella quale i bambini sfilano per le strade danzando.

Un altro evento popolare al quale non si può mancare, è la formazione dei “castellers”: impressionanti torri umane che variano da sei a dieci piani e che sembrano sfiorare il cielo. Si tratta di una tradizione che risale ad oltre 200 anni fa, trasmessa di generazione in generazione (infatti queste torri umane sono formate sia da adulti che- all’ultimo piano – da bambini), alla quale l’UNESCO ha riconosciuto l’importante ruolo di trasmettere il sentimento di uno sforzo condiviso e della creatività umana. I “castellers” si innalzano solitamente sulla piazza di fronte al balcone principale del palazzo comunale per celebrare le feste e abitualmente il pubblico si aggiunge alla base di questa costruzione umana per vivere con intensità uno spettacolo carico di emozione.

Inaugura il 16 novembre Casa Vicens Gaudí

Da dimora privata a sito Patrimonio Mondiale aperto al pubblico

Aprirà le proprie porte il 16 novembre a Barcellona, capoluogo catalano, Casa Vicens Gaudí, il primo edificio progettato e costruito interamente dal genio modernista Antoni Gaudí. Dopo un restauro meticoloso basato su una approfondita ricerca storica, la casa sarà uno spazio aperto al pubblico e interamente dedicato ad arte e cultura.

Dopo 130 anni dalla sua realizzazione e a seguito del suo ripristino iniziato nel 2015, Casa Vicens Gaudí, dal 2005Patrimonio Mondiale UNESCO, si appresta a diventare accessibile e aperta a tutti.

Casa Vicens è la prima opera integralmente progettata e realizzata da Antoni Gaudì, che ne ha curato non solo il progetto architettonico, ma anche le finiture artistiche. L’edificio è per questo considerato la massima espressione del genio di Gaudì che, precursore dei tempi e degli stili, ha contribuito a diffondere il modernismo in Europa sul finire del XIX secolo.
L’apertura di Casa Vicens al pubblico è stata possibile grazie al ripristino della struttura nel rispetto del progetto originario dell’architetto – fonte primaria di elementi di studio per i restauratori – e sull’analisi di tutte le fonti archivistiche disponibili sia su Gaudí sia sul contesto storico, sociale e architettonico dell’epoca.

Il progetto di recupero ha incluso interventi architettonici per adattare gli spazi al nuovo utilizzo come spazio culturale ed espositivo e facilitare la comprensione e la scoperta ai visitatori. Casa Vicens  apre al pubblico con una riflessione sul concetto stesso di “Casa museo” e mira ad essere un luogo in cui contemplazione e ricerca continua vanno di pari passo; un luogo  dove i visitatori, divertendosi, siano invogliati a porsi nuovi interrogativi sull’arte. Riflessioni che, espresse nel piano museale, sono state aggiunte al piano architettonico per stabilire e definire la nuova Casa Vicens.

Gli itinerari del vino in Catalunya

La Catalunya è una destinazione florida per quanto riguarda il turismo rurale ed enogastronomico. Tra i molti prodotti tipici del Mediterraneo di cui questa regione è ricca, il vino è uno dei più famosi e l’autunno, stagione di vendemmia, è l’ideale per esplorare la Catalunya sulle vie del vino in percorsi escursionistici, in treno o in bicicletta attraverso alcune delle 12 DO (Denominazione di Origine) catalane, approfittando della vista sui vitigni e sulla campagna, alla scoperta delle oltre 300 cantine visitabili.

La DO Cava
La DO Cava, l’unica area in Catalunya in cui può essere prodotto l’omonimo spumante famoso in tutto il mondo, include 69 comuni in Costa Barcelona, Paesaggi di Barcellona, Costa Daurada e Costa Brava. Il Cava nasce nel 1872 a Sant Sadurní d’Anoia in Costa Barcelona, con una produzione di appena 3.000 bottiglie. Attualmente nella DO Cava convivono piccole cantine artigianali e grandi cantine di prestigio internazionale che producono secondo il metodo tradizionale circa 200 milioni di bottiglie l’anno, tendenzialmente tra fine agosto e fine ottobre, utilizzando preferibilmente uva bianca macabeu, Xarel•lo, Parellada e Chardonnay. Sant Sadurní d’Anoia resta la capitale indiscussa del Cava e qui ogni anno a inizio ottobre si svolge il Cavatast, una manifestazione in cui vengono degustati i migliori spumanti, in un ambiente conviviale tra stand di specialità gastronomiche e workshop. Quest’anno l’evento si terrà dal 6 all’8 ottobre. Un’occasione da non perdere a cui abbinare un weekend in tour tra le cantine del Cava, la maggior parte delle quali può essere visitata, con inclusa una spiegazione del processo di elaborazione dello spumante locale, talvolta accompagnata da mostre audiovisive. Quasi sempre, il tour, si conclude con una degustazione di prodotti di ogni cantina.

La DO Conca de Barberà
Altra area DO celebre è la Conca de Barberà, di grande tradizione vinicola grazie al suo microclima mediterraneo. I vini prodotti in questa regione a nord di Tarragona, in Costa Daurada, sono caratterizzati principalmente dal sapore fresco, dalla leggerezza e dall’aroma espressivo. Ovunque a Conca de Barberà è possibile fare degustazioni di vino, presso le così dette “cattedrali del vino”, cantine moderniste in cui viene prodotto. Nate come cooperative per unire le forze per rendere possibile la produzione di vino e olio, le “cattedrali del vino” sono maestosi edifici in stile modernista firmati da architetti come Cèsar Martinell (autore della maggior parte di esse). Questi “templi” costituiscono un patrimonio unico e singolare, anche da un punto di vista architettonico. Nella regione ci sono sei importanti cattedrali del vino che possono essere visitate. Due sono opera di Pere Domènech i Roura: Castell d’Or, la cantina sociale di L’Espluga de Francolí (1912) e la cantina cooperativa Sarral (1914). Le altre quattro sono opera di Cèsar Martinell, e si trovano a Montblanc, Barberà de la Conca, Rocafort de Queralt e Pira. Ci sono diversi percorsi attraverso la regione: alcuni raggiungono Prenafeta, dove è possibile visitare il Museu de la Vinya, una collezione privata legata al mondo della vite per scoprire come veniva fatto il vino in tempi antichi. A Pira è possibile visitare oltre alla cantina modernista, la casa padronale della famiglia Celdoni, impegnata nella viticultura dal XVIII secolo. Esplorando i territori circostanti ci si imbatte in resti medioevali di chiese, cappelle, mura e castelli.

Visitare le cantine lungo questi itinerari non solo permette di contemplare questi edifici, ma anche passeggiare tra i vigneti, conoscere le uve e apprendere come avviene il processo di vinificazione, oltre a partecipare a degustazioni con i produttori e i proprietari di cantina.

La DO Penedès
Questa vasta zona di produzione vitivinicola si trova vicino a Barcellona ed è considerata tra le più produttive. La DO Penedès è attraversata dalla Via Augusta e si estende da spiagge come Sitges fino alla cordigliera pre-litoranea, attraversando una distesa di vigneti. Paesaggi, microclimi e terreni diversi, in cui cresce il Xarel·lo, vitigno emblematico di questa DO, assieme ad altre varietà bianche, come il Macabeu o il Chardonnay e rossi, come la Garnatxa. Questo territorio è il luogo ideale per scoprire vini e piccole cantine e il consorzio di promozione turistica Enoturisme Penedès, combina iniziative pubbliche e private per promuovere la cultura vitivinicola e l’enoturismo nel territorio della DO. Attualmente, riunisce 176 stabilimenti: 75 cantine, 30 ristoranti e 46 alloggiamenti, oltre a musei, enoteche, attività commerciali, aziende di servizi e uffici di informazioni turistiche.
Ad affermare la completezza dell’offerta enoturistica della DO Penedès, con il nome di Penedès 360º, sono stati attivati tre itinerari circolari nei comprensori dell’Alt e del Baix Penedès. Sono tratti di una certa lunghezza, fra i 150 e i 270 km, e vanno percorsi in varie tappe. Ognuno dei tre programmi può essere seguito in mountain bike, in bicicletta classica o a piedi.
La carretera del vi, letteralmente la strada del vino, itinerario enoturistico promosso da 13 cantine e 7 comuni vicini all’asse Sitges – Vilafranca del Penedès – Sant Martí Sarroca, ha approntato a titolo di esperimento quattro vetture elettriche che lo percorrono. Con l’uso di questi veicoli, due automobili e due furgoncini, i promotori intendono rendere questa ruta un riferimento nel panorama del turismo sostenibile. Dal canto suo, anche Bodegas Torres ha aperto un nuovo itinerario enoturistico. Si tratta di una visita alla moderna cantina di Mas La Plana, un itinerario che permette al visitatore di attraversare i vigneti dell’azienda e di conoscere più da vicino le caratteristiche del Penedès. La visita può essere completata da un assaggio commentato che porta a scoprire i segreti dei suoi vini. Va sottolineato che Torres, fra le altre misure eco-sostenibili adottate, utilizza nelle sue visite un treno elettrico-solare che consente di ridurre del 50% le emissioni di CO2.
Un viaggio alla scoperta del nettare di Bacco culmina nella città Vilafranca del Penedès, la cosiddetta “Capitale Catalana del Vino”, che ospita un interessante museo del vino “Vinseum”. Vilafranca del Penedès è anche sede del Festival Vijazz, un imperdibile evento di musica e vino tra i più importanti in Catalunya, che si svolge ogni anno a luglio.

I Festival dell’Estate in Catalunya

Un’estate tutta da vivere quella in Catalunya grazie al susseguirsi di importanti feste popolari ed eventi che permettono ai visitatori di assistere a spettacoli unici, immergersi nelle antiche tradizioni e scoprire la vera anima della regione. Dalla Costa Brava alla città di Barcellona fino a Tarragona in Costa Daurada, numerosi gli eventi da non perdere.

Dal 24 al 30 luglio a Blanes in Costa Brava si svolge il Concorso Internazionale di Fuochi d’Artificio, dove vengono messe in mostra le migliori arti pirotecniche del mondo in uno spettacolo di colori in cielo. Il Festival si svolge durante settimana della festa di Santa Anna presso la spiaggia principale, nei pressi della grande rocca di Sa Palomera.

La Festa di Gràcia (Festa Major) si svolge dal 15 al 21 agosto a Barcellona nel quartiere Gràcia, una zona residenziale nota per la sua atmosfera rilassata e bohemien, le sue piazze affollate, i bar e i locali vivaci. Per una settimana, le strade si riempiono di colori attraverso decorazioni tematiche create con diversi materiali (reciclati, di recupero…).
Si tratta di un’attività per lo più pittoresca e anche molto rappresentativa e, inoltre, di una competizione in cui gli abitanti delle varie strade del quartiere gareggiano per creare la decorazione più originale. Alla fine della settimana viene dichiarata quale sia la strada vincitrice. È inoltre considerata una delle feste più animate della città, che comprende numerose attività distribuite durante tutto il corso della settimana (di giorno e di notte): da concerti a degustazioni gastronomiche, concorsi, laboratori, attività sportive, sfilate, le tradizionali torri umane detti
castellers, cene di quartiere, teatro ed esposizioni d’arte.

La Festa della Mercè a Barcellona si svolge a settembre ed è dedicata alla Madonna de la Mercede, patrona della città. Il programma si concentra soprattutto sulle manifestazioni della cultura popolare catalana e comprende numerose attività per tutti i gusti: da parate di figure tradizionali, concerti a balli folkloristici o spettacoli di teatro e danza per le strade. Tra gli eventi vanno ricordati i castelli umani, le sfilate di giganti e testoni, i Correfoc (personaggi travestiti muniti di torce e bengala) o il festival di musica indipendente BAM. Gli eventi sono centinaia e le dimensioni delle “parade” sono una vera bomba d’energia vitale. E ancora il ballo della sardana nella piazza della cattedrale di Barcellona, i fuochi d’artificio come gran finale della festa visibili dalla Fontana Magica del Montjuic e installazioni di luce sui monumenti più famosi di Barcellona.

Dal 15 al 24 settembre si svolge la Festa di Santa Tecla a Tarragona in Costa Daurada. Questa festa raggruppa alcune delle tradizioni popolari più rappresentative della regione. In questi giorni, tutti gli abitanti di Tarragona si riversano nelle strade e piazze della città. L’evento centrale è la parata popolare, formata da testoni e comparse che ballano a suon di musica prodotta da vari strumenti tradizionali. Uno degli appuntamenti che richiama più pubblico è lo spettacolo dei Correfoc per cui la gente salta e corre sopra personaggi travestiti da diavoli e draghi che tengono in mano torce infuocate. Un altro momento particolarmente atteso è la spettacolare esibizione dei castellers, che possono arrivare anche a creare composizioni da nove piani.