Il vero padre di Carla Bruni in un’autobiografia

Che Carla Bruni non fosse figlia legittima di quello che credeva suo padre, lo si sapeva da quando, nel 2008, il genitore naturale l’aveva rivelato pubblicamente.

Ora esce in Francia l’autobiografia della madre dell’ex first lady di Francia. Marisa Bruni-Tedeschi, che in un libro dedicato alle figlie (Mie care figlie) rivela la sua relazione con il suo  giovane amante, il padre biologico della ex first lady francese.

Marisa Bruni-Tedeschi, si rivolge direttamente a Carla e sua sorella Valeria, nell’autobiografia. In uno dei capitoli del libro, racconta senza mezzi termini l’amore per il bel Maurizio, che allora aveva 19 anni, mentre lei. di anni ne aveva 35.

Una lunga relazione taciuta, ma di cui, a Torino, in molti sapevano.

Carla Bruni, solo più tardi, seppe che colui che l’aveva cresciuta non era il suo vero padre e conobbe l’identità del suo genitore biologico.

Da parte sua, il padre naturale di Carla Bruni aveva rivelato pubblicamente la cosa nel 2008. Maurizio Remmert, ora quasi settantenne, raccontò di aver avuto una lunga storia con la madre di Carla.

L’uomo, che ora abita a San Paolo, da 32 anni, ai tempi viveva Torino e aveva conosciuto Marisa Tedeschi nell’ambiente musicale della città. Lei era pianista. Alberto, suo marito, era imprenditore e compositore.

Maurizio, aveva suonato molto tempo con Marisa e aveva vissuto con lei una grande storia d’amore, durata sei anni.

Quando nacque Carla, nel 1967, non venne rivelato chi fosse il suo vero padre e il marito di Marisa quando è morto sapeva da tanto tempo di non essere il vero padre della ragazza, anche se aveva sempre trattato Carla come sua legittima figlia.

Marisa aveva svelato a Carla chi era il suo vero padre quando il marito si era ammalato gravemente. Interrogata dai giornali francesi su come Carla abbia vissuto la cosa, la pianista ha risposto che fondamentalmente, c’è sempre un po ‘di risentimento.

Mi dispiace di non aver parlato con lei, ma in quelle famiglie, non si parlava di certa roba”, ha detto Marisa prima di aggiungere.” Un giorno, quando venne a sapere che l’uomo che l’aveva cresciuta non era il padre, le ho detto: “non lamentarti, hai due padri”.

Su Nicolas Sarkozy, Marisa  ha detto che in lui ci sono due persone: quella di famiglia e quella politica.

In famiglia, Sarko è squisito. E l’uomo di casa e risolve ogni problema”, ha continuato la Tedeschi.

Sarkozy: ho fatto un affare sposando Carla

Molto sconcerto hanno causato in Francia le rivelazioni che il consulente della comunicazione di Nicolas Sarkozy ha registrato all’insaputa all’ex Presidente francese.

Protagonista di questo scandalo senza precedenti, è Patrick Buisson, consigliere di Sarkozy, ex giornalista e storico dell’estrema destra.

I dialoghi, rivelati dal giornale satirico ‘Le Canard Enchaine’ e dal sito web ‘Atlantico’, mercoledì, si riferiscono a una riunione che aveva avuto luogo nel palazzo presidenziale ‘La Lanterne’ di Versailles, in vista della riforma del governo, il 26 febbraio 2011.

I documenti diffusi riguarderebbero delle registrazioni che Buisson faceva per preparare gli incontri successivi.

Non è chiaro come le registrazioni siano arrivate ai media, dato che la gran parte di esse sono state distrutte e quelle rese pubbliche pare che siano state rubate.

Buisson è considerato da molti funzionari della destra moderata il responsabile della sconfitta di Sarkozy nelle elezioni presidenziali del 2012, perché istigava verso la linea di estrema destra, seguita dall’ex presidente durante la sua campagna elettorale.

Il contenuto delle conversazioni, è stato pubblicato 18 giorni prima delle elezioni comunali e può danneggiare la destra francese, ma anche indebolire Sarkozy, che non fa mistero di voler tornare, in un ruolo di primo piano, sulla scena politica.

In una delle registrazioni pubblicate Sarkozy afferma: “In politica a un certo livello uno ha tutto pagato. Se è ministro, ha uno stipendio, come presidente ho una residenza ufficiale e una casa in affitto. Nel mio caso, ho fatto un buon affare sposandomi con Carla. Nella nostra famiglia è lei che paga le bollette”.

Carla Bruni risponde: “Certo, è chiaro che sono io quella che paga” e, dopo la risate dei presenti, l’ex modella aggiunge: “Io pensavo di sposarmi con un tipo con un buon stipendio. Prima avevo contratti di ogni tipo e guadagnavo molti soldi. Ora non posso firmare nuovi contratti. Julia Roberts ha 44 anni, Sharon Stone 52, Julianne Moore 53, e guadagnano ancora molto bene con la pubblicità. Cose che io non posso permettermi dopo aver sposato un presidente della Repubblica”.

Carla Bruni dopo il flop in Canada annulla i concerti

Carla Bruni ha annullato due date del suo tour in Nord America a causa della mancanza di spettatori.

A Gatineau, vicino a Ottawa, solo 100 biglietti sono stati venduti, su circa 1000.

Carla Bruni andrà comunque a Montreal, a New York e a Los Angeles, nelle date previste.

Intanto, l’ex first lady francese canterà i pezzi contenuti in ‘Little French Songs’, il suo ultimo album, a Lille, il 10 gennaio, prima di iniziare una tournée in tutta la Francia.

Un’email con Carla Bruni nuda, ma era phishing

Un’email e un link: “Si possono vedere le foto di Carla Bruni nuda qui”, diceva il testo di una lettera elettronica inviata a vari diplomatici di ministeri degli esteri europei, durante un vertice del G20 a Parigi, nel 2011.

La maggior parte dei destinatari ha abboccato, ha scritto il New York Times, martedì 10 Dicembre. Così i ministeri della Repubblica Ceca, del Portogallo, della Bulgaria, dell’Ungheria e della Lettonia sono stati attaccati dagli hacker cinesi.

Una volta che i destinatari hanno cliccato sul link per vedere le immagini della cantante ed ex first lady francese, gli hacker hanno messo una specie di spia sui loro computer.

Secondo il quotidiano statunitense, gli hacker cercavano informazioni sugli Stati Uniti. Ma è impossibile sapere per gli esperti società di sicurezza informatica statunitense FireEye, quali file siano stati rubati, di fatto, dagli hacker.

Oltre ai ministeri degli esteri di alcuni paesi, gli hacker cinesi, con le loro operazioni di “phishing”, iniziate nel 2010 e ancora in corso, hanno spiato gli attivisti tibetani e delle aziende giapponesi.