A Natale cresce il rischio di infarto

Ogni anno, le vacanze di Natale sono contrassegnate da molti attacchi di cuore. Secondo un recente studio svedese pubblicato sul British Medical Journal, il 24 dicembre il rischio di avere un infarto miocardico è del 37% più alto del solito, intorno alle ore 22:00.

L’aumentato rischio è del 20% durante la notte di Capodanno.

I calcoli sono stati fatti sui dati di 283.000 svedesi, presi tra il 1998 e il 2013.

Mentre questo studio non ha determinato le cause di questo aumento del rischio di infarto, durante le vacanze di fine anno, altri studi hanno mostrato che un picco di mortalità in questo momento dell’anno, è  legato allo stress.

 

Il freddo aumenta il rischio di infarto

Il cattivo tempo influisce sul rischio di infarto. Questo si sapeva fin dagli anni ’20, ma ora una nuova ricerca ha esplorato i possibili meccanismi che contribuiscono a questo aumento del rischio di avere un attacco di cuore.

La ricerca, la più grande del suo genere, ha esaminato i dati meteo di 15 anni e l’incidenza degli attacchi di cuore in Svezia in quello stesso periodo.

I risultati dello studio sono stati pubblicati su JAMA Cardiology il 24 ottobre scorso.

E’ emerso che la più alta incidenza di attacchi di cuore c’era stata nei giorni con temperature sotto lo zero, mentre il tasso di attacchi cardiaci era diminuito quando le temperature erano salite a 40 gradi.

“Il clima freddo e ventoso porta a una contrazione dei vasi sanguigni nella pelle per risparmiare energia e temperatura”, ha spiegato David Erlinge, cardiologo all’Università di Lund, in Svezia, aggiungendo: “Questo aumenta il carico di lavoro del cuore, innalzando il rischio di un attacco di cuore”.

I risultati dello studio dicono anche che la correlazione tra freddo e attacchi di cuore non è stata trovata nelle parti settentrionali della Svezia, che è la regione più fredda. Quindi, piuttosto che il freddo estremo, può essere l’estrema fluttuazione della temperatura a colpire la salute del cuore.

Tra gli altri fattori, incidono anche quelli comportamentali, ad esempio, spalare la neve potrebbe essere un’attività pericolosa per gli anziani che non sono abituati a tali livelli di tensione durante il resto dell’anno.

Minore esposizione alla luce solare, cambiamenti nei modelli dietetici, maggiore probabilità di avere l’influenza e altri disturbi affettivi stagionali sono anche potenziali fattori di un attacco di cuore.

Ora, sono necessari ulteriori studi per vagliare questi fattori ed è importante studiare l’associazione tra freddo e infarto, nelle popolazioni più giovani, dato che l’età media dei partecipanti al presente studio era stato di 72 anni.

Molte persone anziane si trasferiscono in luoghi caldi e soleggiati quando vanno in pensione“, ha detto il dottor Erlinge. “Il nostro studio indica che questa è una buona idea”, ha aggiunto.

L’esperto, alle persone che sono a rischio di avere attacchi di cuore o che hanno una storia familiare o di infarto, ha consigliato di indossare strati di vestiti caldi e di stare dentro casa quando le temperature si abbassano. Anche fare delle pause adeguate quando si lavora è importante.

L’esercizio fisico rallenta l’invecchiamento

L’esercizio cardio e l’allenamento della forza possono proteggere dall’invecchiamento, secondo un nuovo studio pubblicato sul Journal of American Heart Association.

Le persone anziane che che puntano su questi due tipi di movimento hanno livelli migliori nei biomarcatori chiave del sangue correlati alla salute del cuore.

Il nuovo studio ha trovato che l’attività fisica regolare, a qualsiasi livello, può essere più utile di un allenamento occasionale ad alta intensità.

Nello studio, le persone anziane che passavano meno tempo a stare sedute e più tempo a muoversi avevano meno segni di malattie cardiache.

Il movimento regolare aiuta la mente, oltre al  corpo, e protegge anche da molti aspetti del lento deterioramento fisico.

Per giungere alle loro conclusioni gli scienziati di Bristol, autori del nuovo studio, hanno esaminato lo stato di 1.600 volontari britannici di età compresa tra i 60 e i 64 anni, che avevano indossato dei sensori di frequenza cardiaca per cinque giorni. Hanno analizzato i livelli di attività fisica dei partecipanti, confrontandoli con gli indicatori di malattie cardiache, come i precursori del colesterolo e i livelli di una sostanza chiamata interleuchina-6.

E’ emerso, nel complesso, che i partecipanti che facevano più attività fisica avevano livelli migliori in tutti i biomarcatori.

Gli effetti erano risultati persino evidenti quando i ricercatori avevano esaminato l’attività dei partecipanti in blocchi di 10 minuti. Ogni 10 minuti passati a fare un qualche tipo di movimento, camminare, giocare a tennis o fare giardinaggio, era legato a miglioramenti misurabili, in almeno un tipo di biomarcatore, correlato alla salute del cuore. Viceversa, ogni 10 minuti trascorsi stando seduti era legato a risultati peggiori nei biomarcatori.

I risultati di questo nuovo studio si aggiungono a un crescente numero di prove che suggeriscono che l’attività fisica può ridurre il rischio di malattie cardiache.

Il nuovo studio dice che due forme di esercizio fisico possono essere la chiave per mantenere giovani il cuore e il cervello. L’esercizio aerobico, o cardio, che è il tipo di allenamento che porta il cuore a pompare più sangue oltre a sudare e l’ allenamento per la forza, che aiuta ad evitare l’invecchiamento dei muscoli, che si indeboliscono nel tempo.

Entrambi questi tipi di esercizio fisico sono importanti per il cuore, parti del quale possono irrigidirsi con l’età. Il ventricolo sinistro, che svolge un ruolo chiave nel rifornire il corpo di sangue appena ossigenato, è particolarmente suscettibile ai danni legati all’età.

Un certo irrigidimento nel cuore può essere prevenuto o addirittura invertito con un regolare esercizio aerobico. Il movimento regolare ha anche benefici per l’invecchiamento del cervello.

Cuore più sano con 7-8 mandorle al giorno

Le mandorle sono importantissime per la salute del cuore, secondo  nuove ricerche fatte da vari nutrizionisti ed esperti.

Includere le mandorle nella dieta, secondo diversi nuovi studi, può ridurre i sintomi della dislipidemia, condizione caratterizzata da alti livelli di colesterolo LDL (cattivo), bassi livelli di colesterolo HDL (buono) e alti livelli di trigliceridi.

Le persone che soffrono di dislipidemia sono più inclini ad avere attacchi di cuore, ictus e altre malattie circolatorie. I fumatori sono più alto rischio di dislipidemia, così come chi fa una dieta non sana, è obeso e non fa esercizio fisico.

I nuovi studi, presentati durante le American Society of Nutrition Scientific Sessions a San Diego, sostengono che il consumo di 45 grammi di mandorle al giorno può ridurre i sintomi della dislipidemia, aiutando a ridurre i livelli nocivi di colesterolo LDL e dei trigliceridi, pur non intaccando i livelli di colesterolo HDL.

Le mandorle contengono grassi monoinsaturi e polinsaturi, considerati grassi buoni . Altre sostanze nutrienti presenti nelle mandorle comprendono la vitamina E e le fibre.

Mangiare 8-10 mandorle messe prima a bagno nell’acqua, ogni giorno, può essere, perciò, benefico per il cuore. I grassi insaturi che sono nelle mandorle aiutano a migliorare i livelli di serotonina, che fa bene al sonno.

Inoltre, le mandorle, ricche di vitamina E, aiutano a tenere le infezioni a bada. Il consumo regolare di mandorle può aiutare a rafforzare il sistema immunitario.

Essendo anche un buona fonte di fibre, le mandorle possono aiutare a sentirsi pieni, per più tempo.

Il contenuto di fibre delle mandorle è pure vantaggioso per le persone con diabete di tipo 2, dato che aiutano a mantenere un livello stabile di zucchero nel sangue e a migliorare il flusso sanguigno.

Le mandorle possono anche aiutare a regolare la pressione arteriosa, poiché contengono alti livelli di bio molecole attive come i polifenoli, oltre a vari minerali e vitamine, con proprietà antiossidanti.

Inoltre, le mandorle fanno bene anche alla salute delle ossa e dei denti. Sono ricche di calcio, un minerale che lavora con la vitamina D nel corpo per costruire le ossa e migliorare la forza dei denti.

Si dovrebbero mangiare le mandorle dopo averle tenute a mollo nell’acqua per migliorare l’assunzione delle sostanze nutrienti. Lo strato esterno di crusca delle mandorle può bloccare l’assorbimento del calcio e anche influenzare la quantità di magnesio, ferro, rame e zinco. Si possono anche spellare le mandorle per renderle più salutari.

Questo tipo di frutta ha però molte calorie. Gli eccessi non giovano mai. Il consumo alto di mandorle può essere un male per il cuore, così come per il peso corporeo.

Grasso addominale pericoloso anche per i magri

Il grasso addominale è un rischio per la salute del cuore, anche se si non si è obesi, secondo un nuovo studio statunitense.

I ricercatori della Mayo Clinic di Rochester, nel Minnesota (Stati Uniti), hanno trovato che non è solo l’obesità ad essere pericolosa.

Lo studio, presentato in una conferenza sulla prevenzione cardiovascolare alla Società europea di Cardiologia, riunita a Lubiana, in Slovenia, dice che le persone con un peso normale ma una grande pancia hanno maggiori probabilità di avere problemi cardiaci rispetto a quelle senza grasso nella pancia, anche se obese.

Per giungere a questa conclusione, i ricercatori hanno esaminato le cartelle cliniche di 1.692 americani ed europei di 45 anni e oltre. Lo studio è iniziato tra il 1997 e il 2000 ed è stato completato nel 2016.

E’ emerso che avere una grande pancia raddoppia il rischio di sviluppare le malattie cardiache.

L’obesità addominale si verifica quando la circonferenza della vita supera il 90% dei fianchi, negli uomini, e l’85% nelle donne.

I ricercatori dicono che le attuali raccomandazioni non prevedono di valutare l’eventuale obesità addominale nelle persone che hanno un peso normale, per cui alcuni non sono consapevoli dell’impatto del grasso addominale sulla loro salute.

Anche una sessione di esercizio fisico protegge dall’infarto per giorni

Una singola sessione di esercizio fisico può proteggere il cuore anche per 5 giorni, secondo un nuovo studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association.

Anche una singola sessione di attività fisica genera effetti immediati, proteggendo il cuore, dice il nuovo studio fatto sugli animali.

Il team di ricerca, guidato da Dick Thijssen, professore di fisiologia cardiovascolare ed esercizio fisico alla Liverpool John Moores University, nel Regno Unito, per giungere a queste conclusioni, ha analizzato un certo numero di ricerche fatte su dei roditori.

Gli attacchi di cuore sono stati indotti negli animali bloccando un’arteria del cuore. Successivamente, è stata analizzata la gravità dell’infarto, cioè la quantità di tessuto interessato nell’organo.

L’infarto indotto nei porcellini d’India, che avevano fatto esercizio fisico, è stato confrontato con quello degli animali che non si erano mossi.

Tutti gli studi hanno evidenziato che una singola sessione di esercizio fisico portava ad un infarto meno grave, e tale effetto durava per giorni.

Per i ricercatori, facendo attività fisica l’organismo rilascia una sostanza che riduce la gravità dell’infarto.

Questi benefici si verificano anche in assenza di cambiamenti di altri fattori di rischio cardiovascolare, come la pressione sanguigna, il colesterolo e il peso corporeo. Gli effetti del movimento durano dai quattro ai cinque giorni.

La maggior parte degli studi ha sottoposto le cavie a sessioni di esercizio fisico di intensità moderata o di alta intensità, per circa un’ora.

I ricercatori dicono di non sapere se altri tipi di attività fisica, di durata variabile, porterebbero produrre diversi gradi di beneficio.

L’analisi di nuovi studi potrebbe fornire nuovi dati, a questo proposito.

I cibi che fanno bene al cuore

Ci sono dei cibi che aiutano a mantenere un cuore forte e sano. Anche l’aumento del consumo di caffè di una tazza alla settimana può ridurre il rischio di insufficienza cardiaca del 7 percento e diminuire dell’8 percento l’aumento dell’ictus, secondo uno studio presentato alla Scientific Sessions 2017 dell’American Heart Association ad Anaheim, in California.

Il lavoro ha trovato che anche una tazza di caffè, in più, bevuto a settimana, era associato un minor rischio di insufficienza cardiaca e di ictus.

Tra i cibi  che aiutano a conservare un cuore forte e sano ci sono anche questi 5:

1. Avena: L’avena contiene un tipo di fibra che aiuta a legare gli acidi biliari e ad espellerli dal corpo.
Gli acidi biliari derivano dal colesterolo.

2. Frutta a guscio:  le noci, ad esempio, hanno una grande quantità di grassi insaturi, buoni per il cuore in quanto aiutano a ridurre l’infiammazione delle arterie. Una manciata di noci ogni giorno, aiuta a tenere a bada i problemi cardiaci.

3. Bacche:  questi frutti sono ricchi di antiossidanti e aiutano a ridurre significativamente la pressione sanguigna. Aumentano anche i livelli di colesterolo HDL, utili avere un cuore sano.

4. Salmone: contiene abbondanti quantità di acidi grassi omega 3, che sono importanti per il cuore.

5. Legumi: i  legumi sono ottimi per il sistema cardiaco e contengono antiossidanti, proteine ​​e fibre. Sono anche una grande fonte di folati che aiutano ad aumentare l’attività piastrinica.

Una dieta equilibrata, che contenga questi componenti, aiuta mantenere un cuore forte e sano.