Una casa a misura dei nostri amici animali

Secondo il più recente Rapporto Italia di Eurispes, il 76,8% degli italiani considera i propri animali membri effettivi della famiglia. Sei su dieci li ritengono i loro migliori amici, quasi un terzo veri e propri figli. Un terzo degli italiani possiede almeno un animale domestico, con un incremento dell’1,1% rispetto al 2018. Cresce anche il numero delle famiglie che accolgono due, tre o più animali.

Gli animali domestici sono sempre più al centro delle nostre vite, tanto da influenzare anche le nostre scelte nella selezione della casa. Un trend che Casa.it – il sito e l’app di riferimento per chi cerca casa e per i professionisti del Real Estate – ha colto, facendo di questi nostri compagni di vita i protagonisti del suo divertente spot in onda in questi giorni sulle reti nazionali, dove gli animali acquistano la parola per comunicare le proprie preferenze ai loro padroni.

Affinché tutti, amici animali e umani, possano rilassarsi e divertirsi tra le pareti domestiche, Casa.it ha elaborato 5 semplici e pratici consigli per scegliere e progettare una casa su misura di questi nostri speciali compagni di vita.

Eccoli di seguito:

Se scivolo mi diverto, ma posso farmi male. Come scegliere una pavimentazione adatta agli animali

Soprattutto i cani tendono a passare molto tempo sdraiati per terra e quando rientrano dalla passeggiata con i loro padroni hanno le zampe sporche. Banditi quindi tappeti e moquette, ma attenzione anche al parquet, che può essere rovinato dalle unghie dei nostri amici animali. Ideale la resina o il microcemento, facili da pulire e poco scivolosi.

La curiosità è gatto

Quando scegliete gli arredi, prevedete mensole e passerelle sospese che il vostro gatto adorerà. E’ inoltre consigliabile scegliere mobili che gli consentano di scalarli facilmente. I gatti – che, a differenza degli umani, hanno una visione a 200 gradi – adorano guardarci dall’alto.

Finestre per esplorare, ma senza rischi

I cuccioli e i gatti sono curiosi di natura. Ottima quindi una casa con tante finestre, ma attenzione a metterle in sicurezza quando sono aperte. Basta una rete solida facile da trovare in commercio e simile alle normali zanzariere. Ideale sarebbe anche prevedere un’apertura vetrata verso la cucina con un ripiano dove il gatto possa arrampicarsi e osservarci mentre cuciniamo senza salire sul piano di lavoro.

La sicurezza al primo posto

La sicurezza dei cuccioli deve essere sempre al primo posto. Per non trascurarne nessun aspetto, proviamo a metterci nei loro panni e a guardare la casa con i loro occhi. Esattamente come i nostri bambini, cani e gatti sono curiosi per natura e andranno subito alla scoperta della loro nuova casa per farla propria. A questo proposito, occhio alle porte a vetri, contro le quali gli animali possono sbattere facendosi male. Per ovviare a questo rischio, basta mettere del nastro adesivo colorato nella parte bassa del vetro, che indichi la presenza di un ostacolo.

Colore sì, ma non troppo

I gatti non vedono bene da lontano, ma soprattutto se c’è troppa luce. Per le pareti e gli arredi è quindi consigliabile evitare tonalità accese come il giallo e l’arancione.

Simulazioni di salvataggio in mare con cani, a Pescara

Si è svolta domenica 25 agosto, per tutta la mattinata, presso lo stabilimento balneare Plinius di Pescara, una esercitazione di salvataggio in mare con cani addestrati e dimostrazioni pratiche di rianimazione cardiopolmonare e rilevazione gratuita parametri vitali promossa dall’Associazione di volontariato “Sea Rescue Dog” in collaborazione con l’OPI (Ordine Professionale degli Infermieri) di Pescara.

Sono state simulate tre operazioni di recupero di persone in difficoltà: cadute da una “tavola” (sup), da un pattino e da un pedalò.

Il recupero è stato effettuato dalle unità cinofile con i loro proprietari/conduttori.

Fabrizio Calgione, presidente “Sea Rescue Dog” – ha dichiarato – l’Associazione ha ormai superato i 10 anni di attività ed attualmente abbiamo oltre 30 soci e 24 cani da salvamento. I Corsi si tengono annualmente con inizio nel mese di settembre e si concludono a giugno dell’anno successivo. I cani sono ciascuno di proprietà del conduttore. Chi fosse interessato a partecipare o avere ulteriori informazioni le trova sul sito web http://www.searescuedog.org/

L’Assessore Nicoletta Di Nisio ha partecipato in rappresentanza dell’Amministrazione comunale di Pescara ed ha assistito sia alle prove di recupero in mare che alle prove di rianimazione cardio polmonare effettuate sotto la supervisione dell’OPI. Ha voluto, sotto la loro guida, effettuare anche una prova di rianimazione.

Penso che oggi abbiamo assistito – ha dichiarato – a una iniziativa importante per la sicurezza in mare. Sicurezza che ha come attori principali il personale di salvamento che è sulle spiagge – anche quelle “libere” – che ha il coordinamento della Capitaneria di Porto ma che hanno il supporto di queste splendide unità cinofile che grazie al loro addestramento, sono in grado di intervenire e salvare vite umane. Giornate come queste lasciano veramente il segno in chi vi partecipa. Vedere tante persone che, disinteressatamente e a titolo gratuito, svolgono attività di Volontariato per aiutare chi è in pericolo o in difficoltà ci fa comprendere come sono tante le Associazioni ed i Volontari in questa città che – spesso silenziosamente – ogni giorno è attivo in tantissimi settori. Come Assessorato saremo sempre al loro fianco, pronti a sostenerli”.

Campeggio a 4 zampe: i consigli del veterinario e le migliori mete

Partire per una vacanza tutti insieme, senza dover lasciare il proprio cane da solo in pensione, è un bel sogno di tante famiglie amanti degli animali che oggi diventa realtà.

Sono tanti ormai i cani scelti come compagni di vita e inclusi a pieno diritto nel nucleo familiare, sia in Italia che all’estero.

Se decidiamo di passare le vacanze con i nostri amici pelosi, è importante prima leggere alcuni preziosi consigli della veterinaria Stefania Uccheddu, DVM, PhD, esperta in comportamento animale e ricercatrice al Dipartimento di Etologia Comparata ELTE-MTA di Budapest.

  • La preparazione del viaggio con il cane inizia molto prima della data di partenza. In base al mezzo di trasporto prescelto per raggiungere il camping, di solito l’auto, occorre innanzitutto valutare se il nostro cane è abituato a viaggiare in macchina.  Se sì, non ci sono problemi. In caso contrario è meglio testare con brevi percorsi se il nostro amico a quattro zampe in macchina si sente a suo agio oppure se soffre di ansia o di nausea. In questi ultimi casi è consigliabile richiedere al proprio veterinario il medicinale più adatto (ve ne sono anche di naturali) e somministrarlo al cane con il giusto anticipo prima della partenza.
  • Sempre prima di partire non dimentichiamo di richiedere al nostro veterinario di fiducia un certificato di buona salute (possiamo approfittarne per un check-up del nostro amico a quattro zampe) che dovremo portare con noi insieme al libretto sanitario. Il cane deve essere ovviamente dotato di microchip come previsto dalla legge.
  • Se andiamo all’estero ci servirà inoltre il passaporto del cane (si richiede all’ASL locale) e sarà necessario fargli somministrare l’anti-rabbica almeno 20 giorni prima della partenza per poter entrare in quasi tutti i paesi stranieri.
  • Cerchiamo già il numero di un veterinario in zona, per qualsiasi evenienza, oppure chiediamo al nostro veterinario se conosce un bravo collega.
  • Informarsi con anticipo sulle caratteristiche del luogo in cui passeremo le vacanze è una buona prassi. Ci sono particolari pericoli per il nostro amico peloso? Ad esempio, in Sardegna la filaria è molto diffusa per cui è necessario sottoporre l’animale a una profilassi prima di partire. In tutto il Sud Italia ci sono i pericolosissimi pappataci, le campagne sono spesso infestate dalle zecche, quindi è importante proteggere il nostro peloso nel modo più efficace. In montagna ci sono le vipere, quindi stiamo attenti a dove mettiamo i piedi ma anche a dove mette le zampe il nostro cucciolo; teniamo inoltre a portata di mano il numero di telefono del veterinario e del centro anti-veleni.
  • Durante il viaggio in auto: per la sicurezza del cane e dei viaggiatori è indispensabile che il cane viaggi nel proprio trasportino oppure legato con l’apposita cintura di sicurezza in vendita in quasi tutti i negozi per animali (obbligatori in Italia e all’estero). Lasciare il cane libero di muoversi in auto è pericoloso, può provocare incidenti e, se veniamo fermati per un controllo, la multa è assicurata!
  • Il viaggio in auto, sia breve sia di diverse ore, va suddiviso in tappe perché il cane ha bisogno di scendere dalla macchina spesso per bere, sgranchirsi le gambe e fare i suoi bisogni.
  • Cerchiamo di viaggiare nelle ore più fresche. Il caldo è un problema non solo per l’uomo ma anche per il suo migliore amico! Teniamo sempre presente durante il viaggio e durante la vacanza che l’abitacolo dell’automobile, quando la lasciamo posteggiata, si surriscalda nel giro di pochissimi minuti. Quindi è vietato lasciare il cane chiuso in auto anche all’ombra e anche per pochi minuti. Questo vale anche per le tende e per le roulottes: quando sono sotto il sole, la temperatura interna diventa altissima in breve tempo. Meglio tenere il cane in un luogo arioso e ombreggiato. Attenzione anche all’asfalto: noi indossiamo le scarpe ma il nostro cane no! L’asfalto sotto il sole d’estate diventa caldissimo, quindi facciamo camminare il cane soltanto nelle zone di ombra.
  • Una volta arrivati al camping, è bene chiedere subito in quale aree i cani sono ammessi. Infatti, ad alcune persone gli animali danno fastidio, teniamolo sempre presente: è una forma di rispetto per gli altri. Il cane, quando vi accompagna in zone pubbliche, deve sempre avere la museruola ed essere tenuto con un guinzaglio non più lungo di 1 metro e mezzo. Se il nostro cane è abituato a stare con persone sconosciute e se normalmente va d’accordo con gli altri cani, possiamo stare abbastanza tranquilli, altrimenti stiamo sempre attenti che non arrechi danno ad altre persone o ad altri cani e soprattutto che non si trovi a disagio lui stesso.
  • Quando andiamo in spiaggia (sempre nelle ore più fresche) lasciamo il cane vicino all’ombra e ricordiamoci di bagnarlo e di dargli da bere spesso. In montagna, portiamo sempre scorte di acqua durante le escursioni e teniamo conto della rarefazione dell’ossigeno che ovviamente ha effetti non solo su di noi ma anche sul nostro cane.

Ora siamo veramente pronti per una vacanza indimenticabile col nostro amico peloso!

Ecco tre splendide mete dog friendly particolarmente suggestive che abbiamo scelto su Pitchup.com.

Cieloverde Camping Village – Toscana – Italia

Cielo Verde Camping Village, immerso in una freschissima pineta ai bordi del Parco Naturale della Maremma, è particolarmente adatto a chi soggiorna con il proprio cane che può correre e riposare sotto gli alberi, senza soffrire il caldo. Affacciata su un tratto della Costa d’Argento, la struttura dista solo un chilometro da una bella spiaggia sabbiosa, raggiungibile anche con la navetta gratuita o con una rilassante passeggiata in bicicletta sul sentiero tra i boschi, se il cane è di media o grande taglia.

Camping delle Rose – Liguria – Italia

Il Camping delle Rose si trova nell’entroterra di Imperia, e precisamente nella Val Nervia, tra ippocastani, eucalipti e alberi di mimosa, e offre una splendida vista sulle Alpi. A pochi passi dal confine con la Francia ci si può godere una splendida vacanza in questa struttura moderna e tranquilla, a conduzione familiare, dotata di ogni confort. Immerso nel verde, tra una vegetazione rigogliosa, offre la possibilità di far correre, giocare o riposare al fresco il proprio amico a quattro zampe.

Camping Village Le Diomedee – Puglia – Italia

Il Camping Village Le Diomedee è la scelta perfetta per chi ama il mare. Situato in una delle zone più belle della Puglia, a 10 chilometri da Vieste e all’interno del Parco Nazionale del Gargano, è il posto perfetto per fare vita da mare, sport acquatici o escursioni nell’entroterra. Particolarmente adatto a chi possiede cani piccoli, questo camping non accetta cani insieriti nella Lista delle razze canine pericolose.

Il gene che ha permesso l’addomesticamento dei cani

Grazie agli sforzi di un esperimento di riproduzione, iniziato in Unione Sovietica, sono stati trovati i geni che governano il modo in cui le volpi e altre specie canine si trasformano da animali aggressivi, in esemplari simpatici e amichevoli, adottando uno stile di vita più sedentario.

Una ricerca, pubblicata su Nature Ecology & Evolution, era iniziata nel 1959, quando uno scienziato russo di nome Dmitri Belyaev aveva deciso di lanciare un ambizioso progetto per sapere come i cani discendessero dai lupi e assumessero quei tratti che li rendevano docili.

Belyaev sospettava che il comportamento dei cani e i loro atteggiamenti fossero geneticamente ereditabili.Così decise di iniziare a far crescere delle volpi, che sono della famiglia dei canidi, come i cani, per vedere se potesse replicare la transizione tra lupo e cane.

Belyaev prese un gruppo di volpi argentate (volpi rosse con pelo d’argento) e iniziò a allevare gli individui più gentili e docili. Gli esseri più docili di ogni generazione poi furono allevati allevati e fatti accoppiare. Alla fine i discendenti iniziarono a cercare attivamente gli uomini e a mostrare segni di affetto, evidenziando alcune delle caratteristiche biologiche dei cani domestici.

Allo stesso tempo, Belyaev e il suo team avevano anche allevato un’altra linea di volpi argentate, selezionate per il loro comportamento aggressivo (attaccavano e ringhiavano contro qualsiasi uomo). Più di 40 generazioni dopo, il progetto ha prodotto due linee distinte di volpi quelle mansuete e quelle aggressive.

“L’esperimento di addomesticamento della volpe rossa offre un’eccellente opportunità per ripetere la storia di addomesticamento dei cani e identificare i geni della domesticazione, perché l’addomesticamento è stato fatto proprio in base ai comportamenti”, ha detto Guojie Zhang, professore all’Università di Copenaghen e coautore del nuovo studio.

Così, nel 2010, Guojie Zhan e i suoi colleghi hanno deciso di sequenziare il genoma della volpe rossa nel tentativo di individuare quali tipi di geni siano più centrali per l’addomesticamento.

Zhang e il suo team hanno prodotto un genoma di riferimento per la volpe rossa e sequenziato i genomi di 10 volpi addomesticate, 10 volpi aggressive e 10 volpi convenzionali. Hanno identificato 103 regioni genetiche che variano maggiormente tra le tre popolazioni. La maggior parte di questi geni, dice lo studioso, sono legati al comportamento o alle funzioni immunitarie. Circa 45 di queste regioni si sono sovrapposte a quelle note per modulare l’addomesticamento nei cani , mentre altre 30 erano già legate alla docilità o all’aggressività delle volpi rosse.

Un gene in particolare ha suscitato l’interesse dei ricercatori, più di ogni altra cosa: il SorCS1, situato in un punto che è ben noto per governare i tratti comportamentali..

La funzione di questo gene è stata ben studiata e si è rivelata associata a molti disturbi del comportamento umano, come l’autismo e l’Alzheimer, hanno detto gli studiosi, aggiungendo che è altamente possibile che questo gene giochi un ruolo chiave nel rendere docili o aggressive le volpi.

Il team ha testato questa teoria misurando il modo in cui quasi 1600 volpi rispondevano agli osservatori umani e analizzando il gene SorCS1. E’ emerso che se ogni volpe aveva il gene SorCS1, le volpi docili avevano una versione del gene assente nelle volpi aggressive e convenzionali, mentre una versione diversa del gene era predominante nelle volpi aggressive ed era piuttosto rara nelle altre popolazioni.

Adottare un cane con ‘Più affetto, meno tasse’

A Roccastrada riparte la campagna che unisce benessere dei cani e riduzione di costi a carico della comunità
 ‘Più affetto, meno tasse’: nuove agevolazioni per adozioni al canile

Roccastrada. “Più affetto, meno tasse”. E’ questo lo slogan della campagna promossa dal Comune di Roccastrada per incentivare l’adozione di cani ospiti del canile comunale a fronte di una riduzione della Tari compresa fra il 50 e il 70 per cento. L’iniziativa, già avviata con l’approvazione di uno specifico regolamento e primi riscontri positivi, viene rilanciata con la collaborazione della sezione di Grosseto della Lega Nazionale Difesa del Cane e dell’Associazione Volontari Ribolla Animali Indifesi (Avrai), che stanno portando avanti, insieme all’amministrazione comunale, iniziative di sensibilizzazione rivolte alla comunità, e in particolare alle scuole, sul tema del maltrattamento e dell’abbandono degli animali.

La campagna “Più affetto, meno tasse” prevede la riduzione del 70 per cento del tributo Tari, fino a un massimo di 500 euro, per l’adozione di un cane in custodia al canile da almeno tre anni oppure del 50 per cento, ancora fino a un massimo di 500 euro, per l’adozione di un cane in custodia al canile da almeno tre mesi e fino a un massimo di tre anni. L’agevolazione sul tributo rimane attivo per tutta la vita dell’animale ed è soggetta a controlli sulle sue condizioni, oltre a un certificato di buona salute da inviare ogni anno all’amministrazione comunale.

“L’amministrazione comunale – spiega Francesco Limatola, sindaco di Roccastrada – ha voluto investire nuovamente energie e risorse su questa iniziativa, puntando ancora una volta a unire il benessere degli animali con una riduzione dei costi del randagismo a carico della comunità. L’obiettivo primario è quello di diminuire le spese di gestione del canile comunale destinando le risorse ad altri interventi e migliorando, al tempo stesso, la vita degli animali. Il Comune manterrà alta l’attenzione sulle adozioni effettuate, a tutela del cane e al fine di evitare adesioni finalizzate unicamente all’accesso alle agevolazioni fiscali. Ringrazio tutti i soggetti coinvolti per la sensibilità e la collaborazione mostrata verso la nostra iniziativa”.

“Negli ultimi mesi – aggiunge Emiliano Rabazzi assessore all’ambiente di Roccastrada – il nostro canile comunale ha registrato 33 nuovi ingressi e 28 adozioni e allo stato attuale i cani ospitati e assistiti sono 75. Nella struttura, però, si registrano periodicamente nuovi arrivi e, conseguentemente, un incremento di risorse pubbliche da destinare alla loro cura e assistenza. La campagna ‘Più affetto, meno tasse’ sarà affiancata, fin dai prossimi giorni, da iniziative di sensibilizzazione, con passeggiate con gli amici a quattro zampe, incontri e altri momenti di coinvolgimento di cittadini, scuole e associazioni del territorio per stimolare in maniera crescente la comunità locale. L’impegno dell’amministrazione comunale conta sulla collaborazione della sezione di Grosseto della Lega Nazionale Difesa del Cane e sulla disponibilità dei volontari dell’Associazione Avrai, che si occuperanno di fornire informazioni sull’iniziativa e sulle modalità di adozione dei cani e che ringrazio per la disponibilità. A coloro che adotteranno un cane dal canile comunale sarà donato anche il libro ‘Come capire e addestrare il tuo cane’, per avviare fin dall’inizio una buona relazione fra l’animale e il suo padrone attraverso il linguaggio del corpo e la sensibilità per gli amici a quattro zampe”. 

I requisiti richiesti. I cani possono essere adottati da cittadini privati in possesso dei requisiti richiesti, ovvero che siano in pari con il pagamento dei tributi comunali e non abbiano pene per delitti contro il sentimento degli animali. Le persone interessate possono fare richiesta di adozione al Comune che, dopo averla valutata, potrà dare l’autorizzazione ad adottare il cane e usufruire delle agevolazioni fiscali sulla Tari.

Informazioni. Il regolamento sull’adozione dei cani e le agevolazioni Tari può essere consultato su www.comune.roccastrada.gr.it, nella sezione “Regolamenti comunali”. Per ulteriori informazioni, è possibile contattare anche i volontari dell’Associazione Avrai, ai numeri 333-1304539 e 339-5221248.

Di te mi “Fido” per un’educazione cinofila

Di te mi “Fido”: e il cane entrò nelle scuole

Cinque incontri con gli alunni delle scuole per imparare a conoscere il cane: chi è, come comunica, che ruolo ha nella società

 

Un progetto che, a due anni dalla partenza, è già un successo: Di te mi “Fido” è il nome con cui l’Enci (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana) ha battezzato l’iniziativa di portare il cane tra i banchi delle scuole di ogni grado e ordine, da quelle dell’infanzia alle secondarie. L’obiettivo? Sviluppare la coscienza del cane e diffondere cultura cinofila. Proprio attraverso lui, il cane, che entra scodinzolando nelle aule di tutta Italia.

 

Si sta concludendo in questi giorni l’edizione 2016/17, che ha visto la partecipazione di 20.000 alunni su tutto il territorio nazionale, dal Piemonte alla Sicilia. Per il prossimo anno l’Enci ha in programma un aumento considerevole del numero di alunni che sarà possibile coinvolgere: molte sono le scuole in lista d’attesa, rimaste fuori dal progetto previsto per quest’anno scolastico, che è stato chiuso a Ottobre  2016 proprio per il raggiungimento del limite massimo di alunni previsto.

 

Riguardo al fatto che sia stata un’esperienza positiva giunge conferma dalla referente nazionale del progetto, Maria Grazia Miglietta: “il progetto quest’anno è andato benissimo, abbiamo appena terminato gli incontri a Palermo e col termine dell’anno scolastico finiremo le nostre attività per quest’anno. Il ritorno dagli insegnanti è del tutto positivo, la maggior parte delle scuole vuole rinnovare anche per l’anno prossimo. I risultati sono eccezionali”.

 

In cosa consiste nel dettaglio il progetto? Cinque incontri con gli alunni, in cui sviluppare il confronto e il dialogo attorno a “chi è” il cane, capire quali sono i suoi bisogni, riconoscere i segnali attraverso cui comunica, imparare cosa sono le razze canine e farsi un’idea del ruolo sociale del cane. Tutto avviene grazie alla collaborazione di addestratori Enci, medici veterinari, unità cinofile della Protezione Civile o dei Vigili del Fuoco che vanno nelle scuole a dar dimostrazione pratica di quanto detto. Ecco che allora il cane entra davvero in aula, non solo tramite le lavagne multimediali ma in carne, ossa e… pelo.

 

È un progetto che aiuta molto anche i bambini che hanno paura dei cani” conferma Maria Grazia Miglietta, “grazie all’aiuto degli insegnanti e al fatto che la scuola è un ambiente neutro, l’approccio col cane diventa più facile”. Molta attenzione viene anche rivolta all’acquisto consapevole di un cane di razza. “Come Ente che si preoccupa della tutela del cane di razza facciamo ovviamente promozione delle razze canine. Facciamo conoscere le razze italiane, anche attraverso video, e l’utilizzo del cane nella società. Molti ci chiedono come far entrare un cane in famiglia: diamo anche indicazioni in merito, una delle lezioni riguarda proprio dove prendere il cane, cosa è il pedigree, come scegliere una razza adatta alla propria famiglia. Vogliamo evitare che le famiglie si trovino con cani provenienti dall’Est o da allevatori poco seri”.

 

Come ha risposto l’Italia delle scuole? In maniera piuttosto omogenea. Non ci sono state grandi differenze tra Nord e Sud anche se inizialmente c’è stato un maggiore scetticismo nelle adesioni proprio nel Nord Italia. Ora invece le richieste continuano ad arrivare, da tutto lo stivale. Sul sito internet dedicato al progetto, www.ditemifido.it , le scuole possono trovare il modulo di adesione per inviare la propria richiesta e materiale informativo per approfondire maggiormente la natura del progetto.

Animali in casa: le infezioni possono essere pericolose

Un animale in casa può essere fonte di malattie. Tra le infezioni emergenti, quelle trasmesse da insetti vettori quali zecche e zanzare, destano preoccupazione tra gli specialisti. L’attenzione è alta anche in seguito all’allarme degli scorsi mesi sul virus Zika che, ad oggi, sembra però di non avere grandi probabilità di diffusione in Italia.

Se ne è discusso a Baveno in occasione del 15° Congresso Internazionale SIMIT, Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali.   

 

GLI ANIMALI DOMESTICI – Tra le tematiche discusse, una particolare attenzione è stata attribuita alle patologie di frontiera tra animali da compagnia o da reddito e l’uomo.

E’ importante l’attenzione e la cura dei “pets”: dal cane ai rettili, le infezioni causate dagli animali possono essere pericolose.

Nel caso della Leishmaniosi,  il serbatoio tra i cani si va allargando, “anche in considerazione di quanto è accaduto negli scorsi anni in Spagna, in particolare nell’area di Madrid,  con una importante epidemia umana causata dalla diffusione a partire da un serbatoio alternativo, le lepri selvatiche di un parco pubblico, e dalla grande disponibilità di vettori, in questo caso pappataci, dovuta probabilmente a fattori climatici favorevoli”.

Lo ha detto il prof. Galli, vicepresidente SIMIT, aggiungendo:

“Va anche ricordato che quando l’animale domestico è un rettile, una tartaruga o un’iguana, incredibilmente anche queste ultime sono molto di moda, è imperativo maneggiarlo con cura. Le feci di questi animali albergano di regola salmonelle in grado di infettare anche l’uomo. I ratti domestici, divenuti di recente di moda, in Inghilterra e in Danimarca sono stati segnalati portatori del virus Seul, responsabile della febbre emorragica coreana con sindrome renale”.

“Mettersi in casa un animale selvatico poco noto può riservare brutte sorprese. L’anno scorso sono stati segnalati in Germania tre decessi in persone il cui unico punto in comune era essere allevatori di un grazioso scoiattolo dell’America Centrale (Sciurus variegatoides) che a loro ha passato un virus precedentemente sconosciuto, e a maggior ragione mai osservato dall’uomo, che ha a loro causato una encefalite mortale. Lo scrigno di Pandora è ancora e sempre pieno”.