Climathon Courmayeur 2019 e la maratona mondiale

In sinergia con le autorità locali, Courmayeur è da sempre impegnata nella tutela, rispetto e salvaguardia del territorio che negli ultimi anni, a causa delle alterazioni climatiche, sta vivendo cambiamenti rapidi e tangibili.

La consapevolezza e l’impegno di Courmayeur, insieme alla Regione Valle D’Aosta, si concretizzano infatti nella scelta di aderire alla rete internazionale Climate-KIC e quindi ospitare il Climathon Courmayeur 2019, il 26 e 27 ottobre: una maratona mondiale di due giorni (24h no stop) organizzata al fine di sensibilizzare e immaginare proposte e strumenti per arginare gli effetti del clima sul nostro territorio.

Cittadini, insieme ad esperti del tema, si riuniranno per proporre idee innovative in risposta a tre sfide specifiche:

  • Turismo del futuro: destagionalizzazione ed eco-sostenibilità dei flussi turistici
  • Turismo sicuro: come garantire la sicurezza dei turisti in zone di medio o alta montagna
  • Courmayeur carbon free: riduzione dell’impatto ambientale in montagna

 

In questo momento storico particolare – dove lo scioglimento del Ghiacciaio Planpincieux in Val Ferret è un esempio concreto mutamento sostanziale del clima – la tematica ambientale e l’impegno della località non possono che accentuarsi ulteriormente. 

 

“Seguiamo attentamente lo sviluppo della situazione del ghiacciaio e ci affidiamo alla serietà e competenza delle autorità. È importante non minimizzare gli eventi in corso, seguendo con attenzione le disposizioni – in aggiornamento continuo – delle autorità competenti, per non dover rinunciare a trascorrere momenti di vacanza nella città di Courmayeur” dichiara Mattia Tonolo, Tourism and Marketing General Manager Courmayeur Mont Blanc. “La fase di cambiamento della montagna, dovuta a fattori climatici tipici della nostra epoca che vedono coinvolte diverse zone geografiche in tutto il mondo, ha un impatto diretto anche sul turismo e sulla percezione della montagna stessa. Pertanto, nella preparazione della stagione invernale, il Centro Servizi Courmayeur è determinato a valorizzare il territorio, mantenendo quel costante rispetto per le montagne che ne ha contraddistinto le attività di questi anni. In qualità di promotori di questa splendida valle non possiamo non avere obbligo di contribuire a sviluppare un turismo più consapevole e attento. Confidiamo che Climathon possa essere un ulteriore spunto di discussione e propositività da parte di tutti noi” conclude Tonolo.

 

Le iscrizioni sono aperte al sito:

https://climathon.climate-kic.org/en/courmayeur

Università di Tor Vergata per il Cambiamento Climatico In Ateneo

Ridotte in due settimane 14mila bottigliette di plastica

Dall’Università degli studi di Roma “Tor Vergata” arriva Goal One – Cambiamento Climatico In Ateneo. Un Project Work nato grazie a due discenti del Master MARIS. Si tratta di Vincenzo Ludovici Pietropaoli e Marco Uttaro, entrambi impiegati presso l’ateneo di “Tor Vergata”, i quali hanno ripreso una best practice della Rete delle Università per lo Sviluppo Sostenibile (RUS) per la riduzione della plastica nelle università italiana. integrandola con analisi di chimica analitica nel nuovo Laboratorio del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche, ovvero il nuovo LabCap Certificato ISO 9001 che garantirà all’utenza universitaria l’elevata qualità dell’acqua erogata dai refrigeratori installati.

Il progetto prevede anche la distribuzione di una bottiglia in acciaio inossidabile completamente “carbon neutral”, le cui emissioni di anidride carbonica emesse durante le fasi di produzione, confezionamento e trasporto sono state completamente compensate con progetti internazionali e certificati di riforestazione. Inoltre l’acqua sarà periodicamente sottoposta ad analisi del laboratorio LabCap i cui risultati saranno pubblicati sul sito internet.

 

Al progetto hanno partecipato il Dott. Vincenzo Ludovici (Macraorea di Giurisprudenza), l’Ing. Marco Uttaro (Ufficio Tecnico e Ufficio Sostenibilità di Ateneo), la Prof.ssa Fabiana Arduini (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Chimiche) e la Prof.ssa Gloria Fiorani (Direttore del Master MARIS).

Wine&Siena: due convegni su clima e sostenibilità

Non solo degustazioni di eccellenze vitivinicole e gastronomiche premiate dal WineHunter Helmuth Köcher nella guida The Winehunter Award, a Wine&Siena si parla di cambiamenti climatici e sostenibilità, ma anche di nuovi mercati per il vino italiano, in primis quello asiatico, e di opportunità tra digitale e biologico. Il tutto in due convegni promossi insieme all’Università di Siena, con la partecipazione anche di professori e ricercatori, che si svolgono nell’Aula Magna Storica del Rettorato.

Si intitolano “Cambiamenti climatici e sostenibilità: nuove sfide per le imprese vitivinicole e le istituzioni” e “Nuovi orizzonti del vino italiano fra mercati asiatici rivoluzione digitale e biologico” i due momenti di discussione in programma durante la quarta edizione di Wine&Siena – Capolavori del Gusto il 25 e 26 gennaio. Due convegni durante i quali il WineHunter Helmuth Köcher si confronta con esperti professori e ricercatori dell’Università di Siena, oltre che con addetti ai lavori e istituzioni. I temi trattati sono di grande attualità e interesse per gli organizzatori del primo dei WineHunter Events 2019 e, in particolare per il WineHunter, sempre più impegnato a divulgare non solo la cultura dell’eccellenza nel mondo del vino e del cibo, ma anche ad affrontare temi di attualità nel campo dell’innovazione e della comunicazione relativa a wine&food. Entrambi i convegni si svolgono nell’Aula Magna Storica del Rettorato dell’Università di Siena, dove ad aprire le due tavole rotonde sarà il Rettore Francesco Frati. Il primo, dedicato alle sfide che i cambiamenti climatici pongono alle imprese vitivinicole e alle istituzioni, si svolge venerdì 25 gennaio alle ore 10,15. Ad intervenire il professor Simone Bastianoni, referente scientifico del progetto internazionale sostenuto dall’ONU “Sustainable Development Solutions Network” Siena, e Helmuth Köcher, patron di Merano Wine Festival, che torna sul tema presentando i risultati della tavola rotonda “Il futuro del vino tra cambiamenti climatici, nuove opportunità nella produzione e aspettative dei consumatori” che si è svolta al Teatro Puccini di Merano in occasione della 27^ edizione di Merano WineFestival. A seguire, una tavola rotonda alla presenza di Michele Mannelli, presidente dell’azienda Salcheto e socio del Consorzio Vino Nobile, Stefano Stefanucci, direttore di Equalitas, Roberto V. De Rosa, amministratore unico di Qcertificazioni, Angelo Riccaboni, presidente di Fondazione Prima, network internazionale sulla ricerca per la sostenibilità nell’agroalimentare, Gianmarco Centinaio, Ministro delle Politiche Agricole e Forestali e Marco Remaschi, Assessore Regionale alle politiche agricole. Sabato 26 gennaio alle ore 14,15 si svolge invece il convegno che parla dei nuovi orizzonti del vino italiano, con focus particolare rivolto al mercato asiatico, i cui moderatori sono Lorenzo Zanni dell’Università di Siena e il giornalista David Taddei. Intervengono Brunella Saccone, dell’ufficio agroalimentare e vini di ICE, parlando di politiche atte a promuovere il successo nel mercato asiatico; Alessandro Regoli, direttore della testata Wine News, sull’apertura al mercato asiatico delle imprese del settore vitivinicolo; Stefano Di Piazza, chief marketing officer di Vinora, sul tema delle strategie digitali per far conoscere la propria cantina al mondo; Donatella Cinelli Colombini, di Casato Prime Donne ed esperta di marketing enoturistico che presenta difficoltà e opportunità poste dal mercato asiatico; Roberto Scalacci delle Regione Toscana, per presentare esperienze di innovazione nella promozione dei vini toscani di qualità; Massimo Nepi, handler of bachelor in agri business dell’Università di Siena, che presenta le nuove iniziative formative. Chiude il convegno il WineHunter Helmuth Köcher.

Torna Wine&Siena – Capolavori del Gusto e tornano le iniziative degli ideatori di Merano WineFestival per promuovere le eccellenze secondo il motto del WineHunter “Excellence is an attitude”, tra occasioni d’incontro e discussione, masterclass e la possibilità di degustare oltre 500 vini di 150 produttori da 19 regioni italiane.

Gli impatti del cambiamento climatico sulla vinificazione

Merano WineFestival 2018. Conto alla rovescia per la manifestazione food&wine più glamour d’Italia e del mondo. Tra gli appuntamenti più importanti del ricco programma, la tavola rotonda sul futuro del vino con un parterre di esperti.

L’allarme sui possibili impatti del cambiamento climatico sulla vinificazione parte dal Merano WineFestival. Il preoccupante tema sarà affrontato dai più grandi nomi del mondo del vino.

Sabato 10 novembre ore 15.00, infatti, al Teatro Puccini di Merano le più importanti personalità del mondo del vino e del consumo si confronteranno su “Il futuro del vino tra cambiamenti climatici, nuove opportunità nella produzione e aspettative dei consumatori”.  Stevie Kim, Luca Gardini, Luciano Ferraro, Oscar Farinetti, Joe Bastianich, Luigi Moio, Matilde Poggi, Walter Massa, Adua Villa, Luciano Pignataro, Andrea Gori, e il climatologo meranese Georg Kaser, moderati da Franz Botrè, si interrogheranno su come anticipare i tempi prima che sia troppo tardi in vista dell’aumento della temperatura che entro il 2050 caratterizzerà maggiormente il futuro della viticoltura.

La tavola rotonda si aprirà con il riferimento ad uno studio di un gruppo di ricercatori, guidati da Lee Hannah, climatologo di Conservation International, Arlington in Virginia, che ha elaborato un modello previsionale dei possibili impatti del cambiamento climatico sulla vinificazione. Il risultato di tale studio mette in evidenza il fatto che le regioni vinicole più importanti del mondo, dal Cile alla Toscana, dalla Borgogna all’Australia vedranno diminuire le loro aree coltivabili dal 25% al 73% entro il 2050, e ciò costringerà i viticoltori a piantare nuovi vigneti in ecosistemi precedentemente indisturbati, a latitudini più alte o altitudini più elevate, eliminando le specie vegetali e animali locali. Il futuro del vino passa anche per un cambiamento che, oltre a conformarsi agli eventi naturali, deve tener conto delle aspettative dei consumatori. Quali considerazioni verranno fuori dal dibattito più atteso della manifestazione?

CoP23: I settori di acqua, agricoltura ed energia uniscono le forze

L’acqua è un connettore di vari settori, poiché tutti hanno bisogno dell’acqua per operare in maniera sostenibile. I collegamenti indissolubili tra acqua, energia e cibo richiedono un approccio a 360° per garantire acqua e cibo sicuri, nonché una produzione agricola ed energetica sostenibile. Questi collegamenti stanno spingendo i governi, il settore privato, la comunità accademica, le realtà locali e tutti gli alti attori coinvolti a esplorare soluzioni integrate. Questo approccio aiuta ad alleviare la pressione sulle comunità e a trovare nuove strade di sviluppo fondate su un utilizzo sostenibile ed efficiente di risorse limitate. Per fare questo, è necessario però un dialogo costante tra le varie comunità attraverso appuntamenti internazionali quali la CoP23 e il World Water Forum che si terrà in Brasile nel marzo 2018, al fine di raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi.

La gestione ottimale delle risorse idriche e gli investimenti nelle infrastrutture richiede una strategia integrata di soluzioni dall’alto e dal basso. Le soluzioni locali a problemi locali sono le più indicate per affrontare le sfide legate all’acqua, come ha sottolineato da Aziza Akhmouch, capo della Acting Division dell’OCSE: “le città resilienti sono quelle che risolvono i problemi idrici alla fonte”. La conoscenza profonda delle problematiche e una gestione consapevole delle risorse per un adattamento senza soluzione di continuità sono già presenti. Basta solo che queste vengano condivise dai vari settori come strumento per affrontare gli effetti avversi dei cambiamenti climatici. Per esempio, è sempre più evidente che l’utilizzo efficiente dell’acqua nel sttore agricolo è possibile. In agricoltura si consuma oltre il 70% dell’acqua disponibile, contro un 20% utilizzato in ambito industriale e un 10% tra le mura domestiche. Il settore agricolo, attraverso la condivisione di informazioni, può seguire le migliori pratiche già in uso in altre aree non strettamente collegate, condividendo così le esperienze. “Sarebbe saggio mettere in atto le lezioni che ci arrivano da varie parti del mondo, per esempio dalle popolazioni rurali dell’Africa e dell’Asia, che hanno il potenziale di offrire una gestione innovativa, consapevole e responsabile delle risorse, al fine di adattare il nostro pianeta ai cambiamenti climatici. La conoscenza c’è già, basta saper ascoltare e imparare da queste pratiche”, ha spiegato Maggie White, manager di Politiche Internazionali dello Stockholm International Water Institute (SIWI), co-presidente della Alliance for Global Water Adaption (AGWA) e membro del comitato direttivo dell’iniziativa #ClimateIsWater.

Loïc Fauchon, Presidente Onorario del Consiglio Mondiale dell’Acqua (World Water Council – WWC), che coordina l’iniziativa #ClimateIsWater, ha moderato il dibattito dei risultati del Water Action Day. Come ha indicato, “le soluzioni tecniche innovative svolgono un ruolo chiave nel trovare una risposta più efficace ed economica ai problemi della sicurezza idrica globale”. Ha anche sottolineato:“L’obbligo politico alla cooperazione a tutti i livelli—locale, urbano, nazionale, internazionale, di governo, di condivisione delle conoscenze e di finanziamento—dovrebbe tradursi in un aumento dell’efficienza nell’ottimizzazione di una gestione dell’acqua integrata ed essere completato da una collaborazione orizzontale tra tutti i settori, soprattutto i cinque principali coinvolti: acqua, energia, cibo, salute e istruzione”. Ha anche aggiunto: “Per garantire acqua sicura, servono accordi governativi: un patto globale sotto l’egida delle Nazioni Unite per fornire un quadro unico di implementazione degli obiettivi sui cambiamenti climatici e per gli impegni di finanziamento da parte di banche e fondi di sviluppo, ma anche patti e accordi a livello locale per quanto riguarda aree metropolitane e bacini”.

Le soluzioni creative per l’agricoltura sostenibile in un clima che sta cambiando di giorno in giorno devono necessariamente mettere al centro il tema dell’acqua: coltivazioni resistenti alla siccità, una migliore tolleranza alla salinità delle varie tipologie di coltivazione, una più ricca varietà di sementi, pratiche agricole sviluppate quali l’agricoltura conservativa, il miglioramento del carbone biologico nel suolo e altre soluzioni di agricoltura biologica. Attraverso la condivisione di esperienze specifiche e una maggiore consapevolezza nei settori coinvolti (agricoltura, acqua ed energia), le soluzioni cosiddette “climate-smart” possono essere tre volte più efficaci. Il fattore ricorrente in quest’equazione è la dipendenza e vulnerabilità delle risorse idriche. “Alcune delle pratiche più intelligenti in campo di agricoltura sostenibile vengono da paesi e regioni come il sud del Marocco e il Pakistan, che hanno per natura un accesso limitato all’acqua piovana e fluviale”, ha commentato James Dalton, coordinatore delle Global Water Initiatives per la International Union for Conservation of Nature (IUCN).

“I cambiamenti climatici influiscono sulla disponibilità di acqua dolce, ma l’impatto più grande lo si vede nel nostro utilizzo di questa preziosa risorsa. La scarsità d’acqua non è l’unico problema; lo è anche la mala gestione. Dobbiamo rivedere come l’acqua viene distribuita in America Latina e a livello globale. Nonostante in Brasile si trovi quasi un quinto dell’acqua dolce mondiale, la città di São Paulo ha recentemente attraversato una delle crisi più gravi nella sua storia a causa di un periodo di siccità senza precedenti, durante il quale le riserve d’acqua hanno sfiorato quota zero. Inoltre, in questo preciso momento fenomeni di siccità si stanno verificando in varie regioni del mondo, tra cui gli Stati Uniti settentrionali, l’Australia e la Cina. A Puerto Rico avviene invece il contrario. Nonostante la tragica alluvione seguita all’uragano, solo la metà degli abitanti dell’isola ha accesso all’acqua potabile”, ha spiegato il Presidente del Consiglio Mondiale dell’Acqua Benedito Braga.

Il finanziamento delle infrastrutture ha un ruolo cruciale nella mitigazione e adattamento agli effetti avversi dei cambiamenti climatici. L’accesso a fondi per progetti che garantiscano acqua sicura richiede accordi multilaterali e finanziamenti da banche di sviluppo, fondi sovrani nonché blue e green funds.

“L’accesso ai fondi è un paradosso per progetti legati all’acqua che necessitano di soddisfare certi criteri per avere accesso a questi fondi”, ha commentato Eric Tardieu, Segretario Tecnico dell’International Network of Basin Organizations (INBO). “Abbiamo bisogno che i bisogni di investimento corrispondano ai bisogni di mercato. Inoltre, serve un’analisi più attenta degli effetti del mancato investimento”, ha proseguito Torgny Holmgren, Direttore Esecutivo dello Stockholm International Water Institute (SIWI).

Raccogliere dati è una sfida anche per la comunità globale dell’acqua, che ha bisogno di condividere lezioni e sfruttare la tecnologia per creare un mondo con acqua sicura. L’accesso all’istruzione sugli impatti del clima, l’agricoltura, l’energia e la gestione dell’acqua aiuterebbe a sensibilizzare professionisti e istituzioni. È fondamentale che il ruolo e l’esperienza delle donne guidino il processo d’implementazione. “Coinvolgere donne e uomini nel processo decisionale e nelle iniziative integrate in tema di risorse idriche porta ad una migliore sostenibilità, governance ed efficienza. Le donne dovrebbero essere viste come alleate chiave in questi processi di cambiamento verso un comportamento sostenibile per l’adattamento climatico”, ha spiegato Mariet Verhoef-Cohen, Presidente di Women for Water, membro del Consiglio Mondiale dell’Acqua e portavoce dell’iniziativa #ClimateIsWater.

La transizione verso una conoscenza combinata dei settori dell’agricoltura, dell’energia e dell’acqua è necessaria per garantire cibo, massimizzare i modelli di energia sostenibile e alleviare la carenza di acqua. Questa è l’unica risposta possibile ai cambiamenti climatici capace di garantire acqua, cibo ed energia in un mondo sostenibile e resiliente al clima entro il 2050. Il futuro della nostra alimentazione è legato al futuro dell’acqua. E l’energia muove tutti gli altri settori. “L’utilizzo sostenibile dell’acqua per vari scopi deve assolutamente fare parte del nostro stile di vita ed essere al centro della costruzione di città o insediamenti umani resilienti, allo scopo di garantire cibo sicuro in un contesto climatico in continuo cambiamento”, ha spiegato Mariet Verhoef-Cohen.

“Per far progredire l’agenda dell’acqua con risposte concrete alle sfide presenti e future, la pace e lo sviluppo sostenibile saranno il tema del 9° World Water Forum che si terrà al Dakar nel 2021,” ha detto Abdoulaye Sene, Presidente del Comitato Organizzativo Nazionale per il 9° World Water Forum che avrà luogo in Senegal nel 2021.

“Quando mi sono recato in Etiopia per adottare mio figlio, ho chiesto alla sua madre biologica perché lo stava dando in adozione” ha raccontato John Matthews, coordinatore e cofondatore della Alliance for Global Water Adaptation (AGWA). “Perché so che verrà il giorno in cui dovrò decidere chi tra me e lui potrà bere l’ultima goccia d’acqua rimasta. E voglio che lui possa vivere”. Se non uniamo le forze e la conoscenza per mitigare e adattarci ai cambiamenti climatici, un giorno l’umanità intera potrebbe trovarsi nella situazione di dover fare la stessa scelta.

L’acqua fulcro delle possibili soluzioni ai cambiamenti climatici

Nonostante la gestione delle risorse idriche sia una problematica soprattutto a livello locale, le conseguenze di una mala gestione ha anche ricadute sul piano globale. Acqua e clima sono strettamente connessi, così come lo sono lo sviluppo e la resilienza, il che richiede uno sforzo maggiore da parte di tutti gli attori coinvolti, in primo luogo a livello politico. L’obiettivo dell’Accordo di Parigi di mantenere il surriscaldamento globale al di sotto della soglia dei 2oC attraverso l’adattamento e la mitigazione del fenomeno non può essere raggiunto senza una gestione consapevole e il finanziamento delle risorse idriche.

Fare fronte ai cambiamenti climatici e assicurare acqua sicura sono prerequisiti alla pace e al raggiungimento di molti degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite. Per questa ragione, l’acqua sicura è al centro di molti dei temi dell’agenda globale. La comunità internazionale dell’acqua si articola in vari network, tra cui #ClimateIsWater, Alliance for Global Water Adaptation (AGWA) e Global Alliances for Water and Climate (GafWAC). Queste iniziative sottolineano l’importanza di sviluppare una più stretta cooperazione con la comunità del clima e quelle dell’energia, dell’agricoltura, delle politiche urbane, della salute e degli oceani.

L’acqua è una costante in vari settori poiché questi hanno bisogno di acqua per operare in modo sostenibile. Il legame indissolubile tra acqua, energia e cibo richiede un approccio a 360° per fare sì che la sicurezza idrica e alimentare, così come la produzione alimentare ed energetica sostenibili, diventino realtà universali. Per questo, i governi, il settore privato, le comunità locali, la ricerca e gli altri attori coinvolti devono cercare soluzioni integrate per alleviare la pressione e delineare un percorso di sviluppo incentrato sull’utilizzo efficiente e sostenibile di risorse limitate. Le cosiddette “soluzioni dal basso” che cercano di dare risposta ai rischi climatici e l’integrazione intersettoriale, per esempio le soluzioni di adattamento e ridimensionamento, sono solo alcuni degli approcci innovativi per fare fronte alla domanda energetica, adesso e in futuro. Questo approccio integrato necessita di un dialogo costante tra le varie comunità al fine di raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi, il che sottolinea l’importanza di forum quali la CoP23.

L’acqua giocherà un ruolo sempre più di primo piano nel futuro dello sviluppo e della geopolitica. Gli ostacoli nell’accesso ai finanziamenti necessari a raggiungere gli investimenti per affrontare i cambiamenti climatici in atto frenano anche il raggiungimento dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile ONU numero 6 (assicurare la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e condizioni igienico-sanitarie adeguate per tutti), e buona parte degli altri Obiettivi, per i quali l’acqua è una componente fondamentale. Il finanziamento di capitali dovrà triplicare fino a raggiungere i 255 miliardi di euro all’anno conseguire questi obiettivi. I paesi del mondo dovranno impegnarsi in azioni ambiziose, soprattutto aumentando gli sforzi annunciati dai contributi nazionali determinati (NDC) ed integrandoli nel contesto delle strategie e politiche nazionali di adattamento e mitigazione. L’acqua deve diventare una priorità nella politica di ciascuna nazione ed essere integrata con gli altri principali settori, quali l’energia, la sicurezza alimentare, la salute e l’istruzione.

“L’acqua è un elemento centrale allo sviluppo umano complessivo. L’uso sostenibile dell’acqua in vari settori deve continuare a far parte del nostro stile di vita ed essere al centro della realizzazione di città e insediamenti umani resilienti, ed assicurare la sicurezza alimentare nel contesto dei cambiamenti climatici”, ha spiegato Mariet Verhoef-Cohen, Presidente della Women for Water Partnership e Co-Presidente della Water Scarcity in Agriculture Platform (WASAG), nonché rappresentante del Consiglio Mondiale dell’Acqua. “Coinvolgere gli uomini e le donne nei processi decisionali e nelle iniziative integrate in tema di risorse idriche porta a migliori sostenibilità, governance ed efficienza. Le donne devono essere alleati chiave su questi temi, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo di comportamenti incentrati alla sostenibilità nell’uso dell’acqua e nell’adattamento ai cambiamenti climatici”, ha aggiunto.

“I cambiamenti climatici influiscono sulla disponibilità di acqua dolce, ma l’impatto più grande lo si vede nel nostro utilizzo di questa preziosa risorsa. La scarsità d’acqua non è l’unico problema; lo è anche la mala gestione. Dobbiamo rivedere come l’acqua viene distribuita in America Latina e a livello globale. Nonostante in Brasile si trovi quasi un quinto dell’acqua dolce mondiale, la città di São Paulo ha recentemente attraversato una delle crisi più gravi nella sua storia a causa di un periodo di siccità senza precedenti, durante il quale le riserve d’acqua hanno sfiorato quota zero. Inoltre, in questo preciso momento fenomeni di siccità si stanno verificando in varie regioni del mondo, tra cui gli Stati Uniti settentrionali, l’Australia e la Cina. A Puerto Rico avviene invece il contrario. Nonostante la tragica alluvione seguita all’uragano, solo la metà degli abitanti dell’isola ha accesso all’acqua potabile”, ha spiegato il Presidente del Consiglio Mondiale dell’Acqua Benedito Braga a nome dell’iniziativa #ClimateIsWater.

Il raggiungimento degli impegni di finanziamento deve essere accompagnato da progetti di potenziamento delle capacità esistenti nel settore idrico, soprattutto per quanto riguarda le tecnologie e l’uguaglianza di genere. È questa l’unica strada da seguire, chiaramente delineata nell’Accordo di Parigi e nei fondi di adattamento climatico quali il Green Climate Fund e l’Adaptation Fund.

Inoltre, il Presidente Onorario del Consiglio Mondiale dell’Acqua Loïc Fauchon ha proposto oggi (Water Action Day) a nome dell’inizativa #ClimateIsWater alla CoP23 di dare vita a un hub che metta in connessione i settori dell’acqua, dell’energia e dell’agricoltura per meglio integrare gli sforzi di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici.

Il cambiamento climatico tra morti premature, epidemie e malnutrizione

Il cambiamento climatico non è solo dannoso per gli animali e la natura, ma anche per la salute dell’uomo, secondo una nuovo rapporto pubblicato su The Lancet intitolato  “The Lancet Countdown on Health and Climate Change”.

La rivista medica britannica ha analizzato su larga scala, utilizzando 40 indicatori, gli effetti delle ondate di calore, dell’inquinamento e della proliferazione di insetti vettori di epidemie, trovando una tendenza allarmante.

ONDATE DI CALORE

Il numero di persone vulnerabili colpite dalle ondate di calore tra il 2000 e il 2016 è aumentato di circa 125 milioni, raggiungendo un record di 175 milioni di persone nel 2015. Ciò è avvenuto in concomitanza con l’aumento nello stesso periodo di 0,9 gradi centigradi della temperatura nei luoghi a maggiore densità di popolazione. Con le ondate di calore aumenta il rischio di infarto, di ictus, di danni renali, di disidratazione nelle persone vulnerabili, come gli ultra sessantacinquenni.

Nello stesso anno 2015, secondo la relazione, l’inquinamento causato dal carbone, da solo, ha causato più di 800.000 morti premature in Asia.

MALNUTRIZIONE

Lo studio ha evidenziato anche i rischi di malnutrizione. Ogni grado aggiuntivo sul pianeta potrebbe portare ad un calo della resa del 6% per il grano e del 10% per il riso.

Il numero di persone sottonutrite in 30 Paesi vulnerabili ai cambiamenti climatici e fortemente dipendenti dalla produzione locale di cibo è aumentato, passando da 398 milioni nel 1990 a 422 milioni nel 2016.

PROLIFERAZIONE DI INSETTI

Con il riscaldamento globale e la proliferazione delle zanzare, inoltre, aumentano alcune malattie come la dengue o la chikungunya. Già, i ricercatori stimano, che la zanzara trasportatrice della dengue ha visto la sua capacità di trasmettere l’infezione aumentata del 9,4%, dal 1950.

IL RAPPORTO

Il rapporto pubblicato su The Lancet è stato redatto dai ricercatori di diversi atenei e istituzioni, tra cui l’Organizzazione mondiale della Sanità, la Banca mondiale, l’Organizzazione meteorologica mondiale.