Farmaco per l’osteoporosi curerà la calvizie

Un farmaco usato per trattare l’osteoporosi può curare la calvizie, secondo un nuovo studio condotto dal ricercatore dell’Università di Manchester, Nathan Hawkshaw.

Lo scienziato ha scoperto che la ciclosporina A, normalmente usata come immunosoppressore, stimola la crescita dei follicoli piliferi in laboratorio. Ha quindi cercato di identificare i meccanismi molecolari di questo farmaco, utilizzato fin dagli anni ’80.

Il farmaco riduce l’espressione di una proteina (SFRP1) che inibisce la crescita e lo sviluppo di molti tessuti, compresi i capelli.

Ci sono attualmente solo due farmaci approvati dalla FDA per trattare la calvizie (alopecia androgenetica), ma entrambi hanno effetti collaterali e non sono sempre molto efficaci, quindi i pazienti ricorrono spesso a un trapianto di capelli, secondo ad una dichiarazione della Università di Manchester .

La ricerca, pubblicata su PLoS Biology , è stata condotta in laboratorio su campioni di follicoli piliferi del cuoio capelluto più di 40 pazienti che avevano fatto il trapianto di capelli.

Studi clinici ulteriori sono ora necessari per testare l’utilizzo del farmaco negli esseri umani, valutandone l’efficacia.

Una cura per la calvizie dalle patatine fritte

Alcuni ricercatori giapponesi hanno annunciato di aver sviluppato un metodo di crescita molto rapida dei follicoli piliferi che, alla fine, dicono, farà dire addio alla calvizie o rimedierà alla perdita dei capelli dovuta alla chemioterapia o ad alcune malattie.

Lo studio utilizza due tipi di cellule poste in piccoli contenitori di silicone in cui coltivare “i germi del follicolo pilifero”, fonte di piccole cavità in cui i capelli nascono e si nutrono.

Guidati dal professor Junji Fukuda della National University di Yokohama, la squadra giapponese è riuscita a coltivare 5.000 di questi “semi” in pochi giorni.

Il metodo descritto sulla rivista Biomaterials è stato presentato come un grande passo rispetto alle laboriose tecniche esistenti che riescono a creare solo una cinquantina di “germi” alla volta.

I ricercatori giapponesi sono riusciti a far crescere i peli su un topo impiantando un germe, ottenuto utilizzando una molecola usata come antischiuma nell’olio con cui cucina alla McDonald’s.

I ricercatori dell’Università di Yokohama (Giappone) sono riusciti a far crescere i capelli su un topo utilizzando, in particolare, il dimetilpolisilossano, una molecola  utilizzata dalla catena di fast food  per l’olio in cui cuoce le sue patatine fritte.

Il dimetilpolisilossano è una molecola già ben nota poiché viene utilizzata negli shampoo, nei prodotti anti-pidocchi o nelle colle. McDonald’s la  usa nel suo olio da cucina  come antischiuma, per evitare schizzi e scottature.

I test sugli esseri umani per contrastare la calvizie non sono ancora stati pianificati, ma i ricercatori sono convinti che questa tecnica potrebbe essere utilizzata presto per aiutare le persone con cancro e chemioterapia o che soffrono di malattie che causano la caduta dei capelli.

Le terapie farmacologiche esistenti possono rallentare la caduta dei capelli, ma non necessariamente invertono il processo di caduta. Un nuovo trattamento con la nuova tecnica potrebbe essere disponibile in 10 anni.

Gli uomini calvi sono i più attraenti

Gli uomini calvi sono più attraenti rispetto a quelli con i capelli, secondo lo scienziato Albert E. Mannes dell’Università della Pennsylvania. Anche se il calvo appare anche più vecchio di 5 – 10 anni di quello che realmente è.

Per giungere alla sua conclusione, l’esperto ha fatto un esperimento: i partecipanti dovevano classificare le foto di alcuni uomini basandosi su tre criteri, attrazione, fiducia e forza.

Alcune delle foto erano state modificate con Photoshop per ritrarre la stessa persona con i capelli e senza capelli.

Nell’esperimento, gli uomini calvi hanno ricevuto i punteggi più alti in tutte le tre categorie e sono stati percepiti come forti e dominanti.

“La calvizie trasmette informazioni sul sé altrimenti difficili da osservare”, ha scritto Mannes, suggerendo che gli uomini calvi potrebbero essere più attraenti anche per protesta contro gli standard tradizionali della bellezza maschile.

Infatti, lo studio ha anche mostrato che la calvizie rende gli uomini più alti di quelli che sono.

“Quindi, gli uomini sono stati percepiti più alti di vari centimetri e il 13% più forti quando sono comparsi con le teste rasate”, ha trovato l’inchiesta.

Lo studio ha concluso dicendo che invece di spendere miliardi ogni anno cercando di invertire o curare la perdita di capelli, è meglio che gli uomini esibiscano una bella testa rasata.

 

I capelli ricrescono stimolando le staminali

Una terapia applicata alle cellule staminali può contribuire a promuovere la crescita dei capelli secondo un nuovo studio i cui risultati sono stati pubblicati su Nature Cell Biology.

Gli scienziati dell’Università della California, a Los Angeles, negli Stati Uniti, hanno scoperto un nuovo modo per attivare le cellule staminali nel follicolo pilifero, cosa che potrebbe aprire la strada a nuovi farmaci per promuovere la crescita dei capelli.

Le cellule staminali del follicolo dei capelli sono cellule di lunga durata nel follicolo pilifero. Sono presenti nella pelle e producono i capelli durante tutta la vita di una persona.

Sono normalmente inattive, ma si attivano rapidamente durante un nuovo ciclo di capelli, cioè quando si verifica una nuova crescita.

La quiescenza delle cellule staminali del follicolo pilifero è regolata da molti fattori. In alcuni casi le cellule non riescono ad attivarsi e ciò causa la perdita dei capelli.

I ricercatori  hanno scoperto che il metabolismo delle cellule staminali del follicolo dei capelli è diverso da quello delle altre cellule della pelle.

Il metabolismo cellulare coinvolge la ripartizione delle sostanze nutritive necessarie per la divisione delle cellule, l’energia e la risposta all’ambiente. Il metabolismo usa enzimi che alterano questi nutrienti per produrre “metaboliti”.

Le cellule staminali del follicolo dei capelli consumano il glucosio nutritivo, una forma di zucchero, dal flusso sanguigno, elaborano il glucosio per produrre eventualmente un metabolita chiamato piruvato. Le cellule possono quindi inviare il piruvato ai loro mitocondri, le parti della cellula che creano energia, o possono convertire il piruvato in un altro metabolita chiamato lattato.

I ricercatori hanno provato a diminuire geneticamente l’entrata del piruvato nei mitocondri per vedere se questo inducesse le cellule staminali del follicolo dei capelli a fare più lattato e se ciò attivasse le cellule e facesse crescere i capelli in modo più rapido.

Il team di ricerca ha bloccato la produzione di lattato geneticamente nei topi e ha dimostrato che questo ha impedito l’attivazione delle cellule staminali del follicolo pilifero. Al contrario, ha aumentato geneticamente la produzione di lattato nei topi e questo ha accelerato l’attivazione delle cellule staminali del follicolo dei capelli, aumentando il ciclo di crescita.

Una volta che abbiamo visto come l’alterare la produzione del lattato nei topi abbia influenzato la crescita dei capelli, possiamo cercare potenziali farmaci che potrebbero essere applicati alla pelle e hanno lo stesso effetto, hanno detto i ricercatori che hanno identificato due prodotti che, applicati alla pelle dei topi, hanno influenzato le cellule staminali del follicolo pilifero, in modi distinti, per promuovere la produzione di lattato.

Il primo farmaco, chiamato RCGD423, attiva un percorso di segnalazione cellulare chiamato JAK-Stat, che trasmette informazioni dall’esterno della cellula al nucleo della cellula stessa. La ricerca ha dimostrato che l’attivazione di JAK-Stat porta ad una maggiore produzione di lattato e questo a sua volta provoca l’attivazione delle cellule staminali del follicolo e a una crescita più veloce dei capelli.

L’altro farmaco, chiamato UK5099, blocca il piruvato dall’entrare nei mitocondri, questo impone la produzione di lattato nelle cellule staminali del follicolo pilifero e accelera la crescita dei peli nei topi.

 

Calvizie: nuove creme potranno finalmente risolverla

Croce e delizia per molti uomini, fra un po’, la calvizie potrà non essere più una condanna, ma una scelta. Alcuni ricercatori infatti hanno identificato dei nuovi farmaci che potrebbero funzionare come creme per stimolare la crescita dei capelli e trattare la caduta dei capelli, facendoli ricrescere.

Secondo questi ricercatori, alcuni farmaci specializzati che inibiscono le Janus chinasi (JAK) possono aiutare la ricrescita dei peli.

Negli esperimenti con i topi e con i follicoli dei capelli umani, i ricercatori della Columbia University Medical Center hanno scoperto che gli inibitori JAK promuovono la crescita rapida e robusta dei peli, quando sono direttamente applicati sulla pelle.

Secondo lo studio, gli inibitori JAK potrebbero essere utilizzati per ripristinare la crescita dei capelli in molteplici situazioni, come nella calvizie maschile e in altre patologie o conseguenze di cure, come la chemio.

Due inibitori JAK sono stati approvati dalla Food and Drug Administration (FDA) negli Usa. Uno è approvato per il trattamento delle malattie del sangue (ruxolitinib) e l’altro per l’artrite reumatoide (tofacitinib).
Entrambi sono in fase di sperimentazione.

I ricercatori hanno scoperto casualmente l’effetto degli inibitori JAK sui follicoli, quando stavano studiando un tipo di perdita di capelli chiamata alopecia areata, causata da un attacco autoimmune sui follicoli dei capelli.
Nel corso degli esperimenti, hanno notato che ai topi crescevano più peli quando il farmaco veniva applicato localmente sulla pelle, piuttosto che quando era somministrato internamente.

Quando i ricercatori hanno esaminato più da vicino i normali follicoli piliferi dei topi, hanno scoperto che gli inibitori JAK avevano rapidamente risvegliato quelli dormienti.

I topi trattati per cinque giorni con uno dei due inibitori JAK avevano sviluppato nuovi peli in 10 giorni, accelerando notevolmente la fase di crescita follicolo pilifero.

I risultati dello studio, descritti sulla rivista ‘Science Advances’, suscitano speranze di poter trovare una cura per la calvizie o almeno per chi vive questa situazione come una condanna.

La calvizie potrà essere curata con gli inibitori JAK

Alcuni ricercatori hanno identificato dei nuovi farmaci che potrebbero funzionare come creme per stimolare la crescita dei capelli e trattare la calvizie.

Secondo i ricercatori, alcuni farmaci specializzati che inibiscono le Janus chinasi (JAK) possono aiutare la ricrescita dei peli.

Negli esperimenti con i topi e con i follicoli dei capelli umani, i ricercatori della Columbia University Medical Center hanno scoperto che gli inibitori JAK promuovono la crescita rapida e robusta capelli quando sono direttamente applicati sulla pelle.

Secondo lo studio, gli inibitori JAK potrebbero essere utilizzati per ripristinare la crescita dei capelli in molteplici situazioni, come nella calvizie maschile e in altre patologie o conseguenze di cure, come la chemio.

Due inibitori JAK sono stati approvati dalla Food and Drug Administration (FDA) negli Usa. Uno è approvato per il trattamento delle malattie del sangue (ruxolitinib) e l’altro per l’artrite reumatoide (tofacitinib).
Entrambi sono in fase di sperimentazione.

I ricercatori hanno scoperto casualmente l’effetto degli inibitori JAK sui follicoli quando stavano studiando un tipo di perdita di capelli chiamata alopecia areata, causata da un attacco autoimmune sui follicoli dei capelli.
Nel corso degli esperimenti, hanno notato che ai topi crescevano più peli quando il farmaco veniva applicato localmente sulla pelle, piuttosto che quando era somministrato internamente.

Quando i ricercatori hanno esaminato più da vicino i normali follicoli piliferi dei topi, hanno scoperto che gli inibitori JAK avevano rapidamente risvegliato quelli dormienti.

I topi trattati per cinque giorni con uno dei due inibitori JAK avevano sviluppato nuovi peli in 10 giorni, accelerando notevolmente la fase di crescita follicolo pilifero.

I risultati dello studio, descritti sulla rivista ‘Science Advances’, suscitano speranze di poter trovare una cura per la calvizie.

La propoli contrasta la caduta dei capelli

La propoli sarebbe efficace per combattere la calvizie, secondo i risultati di una recente ricerca scientifica giapponese, pubblicata sul Journal of Agricultural and Food Chemistry.

Gli scienziati dell’Università di Hokkaido hanno sperimentato i benefici della propoli su dei topi rasati, che messi a confronto con degli altri topi, non trattati con la propoli, hanno avuto una rapida ricrescita dei peli.

Secondo i ricercatori, il numero di cellule legate alla crescita del pelo è aumentata nei topi dopo l’uso della propoli sulla pelle.

La sostanza, prodotta dalle api, è conosciuta a livello curativo anche per le sue proprietà antibatteriche, antimicotiche, antisettiche e antinfiammatorie, e, pure, perché rafforza il sistema immunitario.