Calcio, ogni anno infortunate 150 mila persone ai legamenti del crociato

Il dramma sportivo che ha colpito il giocatore della Roma e della Nazionale Nicolò Zaniolo, vittima della rottura del legamento crociato al ginocchio nel corso del big match dell’Olimpico tra Roma e Juventus, è solo la punta dell’iceberg di un fenomeno molto più esteso.

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Calcio e malattie neurologiche

È stato appena pubblicato sul New England Journal of Medicine uno studio epidemiologico retrospettivo condotto da Mackay e colleghi su 7676 ex calciatori scozzesi professionisti, identificati in un database, che fornisce “buone e cattive notizie” sulle potenziali conseguenze a lungo termine del giocare a calcio a livello professionale. In confronto alla popolazione generale, gli ex calciatori scozzesi presentavano una mortalità più bassa per le malattie neurologiche e non neurologiche comuni (ictus cerebrale e tumori del polmone) – la buona notizia – ma risultavano più elevate la mortalità per malattie neurodegenative e la prescrizione di farmaci per la demenza (la cattiva notizia).

“In particolare – ha commentato il Prof. Gioacchino TedeschiPresidente della Società Italiana di Neurologia e Direttore I Clinica Neurologica e Neurofisiopatologia, A.O.U Università della Campania “Luigi Vanvitelli” di Napoli – dallo studio emerge come tra le malattie neurodegenerative sia riportata una maggiore mortalità per la malattia di Alzheimer mentre sia registrata una minore mortalità per la malattia di Parkinson. I risultati di questo studio si sommano a un filone di ricerca già portato avanti da diversi anni: fermo restando che l’esercizio fisico moderato, l’attività fisica, nonché la pratica sportiva a livelli  più competitivi hanno importanti benefici per la salute, tra cui ridurre il declino cognitivo ed il rischio di manifestare demenza1, alcuni sport di contatto che causano frequenti traumi o microtraumatismi ripetuti possono aumentare il rischio di compromissione cognitiva e neuropsichiatrica, ad esordio tardivo, dopo anni dall’attività agonistica, nonché il rischio di malattie neurodegenerative e di encefalopatia traumatica cronica (CTE)2. Particolarmente determinante – conclude il Prof. Tedeschi – è la durata dell’esposizione a traumatismi ripetuti, piuttosto che l’intensità di singoli, rari episodi traumatici. Questo ultimo dato è tranquillizzante per i calciatori amatoriali, poiché i soggetti a rischio sono solo i professionisti che per anni hanno subito dei micro traumatismi e quindi possiamo tutti continuare a giocare la “partitella” serale”.

Bibliografia:

  1. Xu et al, BMJ Open 2017
  2. McKee et al., Brain 2013

Lo Sport come riscatto per le vittime di bullismo

“Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di suscitare emozioni. Ha il potere di unire le persone come poche altre cose al mondo. Parla ai giovani in un linguaggio che capiscono. Lo sport può creare speranza, dove prima c’era solo disperazione”.

Queste parole di Nelson Mandela spiegano bene lo spirito con cui la Fondazione Laureus Italia ha dato vita al progetto Sport for Good: coinvolgere in diverse iniziative sportive bambini e adolescenti provenienti da quartieri difficili delle nostre grandi città, con l’obiettivo educativo di ritrovare la fiducia in loro stessi e facilitare così la loro inclusione sociale.

Utilizzando lo sport come strumento di recupero, riscatto e formazione, Laureus riesce ogni anno in Italia a coinvolgere nei suoi progetti oltre 1500 ragazzi, strappandoli da emarginazione, violenza, bullismo.

Per poter proseguire e ampliare l’attività, La Fondazione avvia dall’8 al 30 settembre una campagna con numero solidale: con un sms o una chiamata al 45581 è possibile per tutti dare un contributo per regalare un progetto sportivo ed educativo dedicato in particolare a 150 bambini delle periferie di Milano e Roma, finanziando anche il lavoro di due psicologhe dello sport – una per città – dedicate a seguire i processi di crescita dei bambini aiutandoli a confrontarsi e a interpretare le emozioni che emergono grazie allo sport.

I progetti di Laureus Sport for Good sono infatti messi in campo grazie a un team di professionisti, composto da psicologi dello sport e allenatori specializzati, che interviene sul territorio dove viene segnalata un’emergenza grazie ai partner sociali (scuole e associazioni). Fondamentale è poi il supporto dei partner sportivi: associazioni (dilettantistiche e non) che operano sul territorio e con cui vengono definiti progetti specifici, permettendo così a Laureus di garantire l’accesso gratuito alle attività sportive ed educative ai minori a rischio.

Calcio, basket, karate, vela, dal quartiere Giambellino di Milano all’Esquilino di Roma: i progetti ogni anno coinvolgono migliaia di bambini in oltre 20 discipline sportive diverse, grazie a cui i ragazzi hanno la possibilità di apprendere valori come il rispetto delle regole, degli altri e delle diversità culturali; la capacità di condividere e di integrarsi, sviluppando un senso di appartenenza alla comunità.

Il turista per eventi segue il cantante preferito o la squadra del cuore

Siamo nel vivo della stagione turistica per eccellenza: l’estate, che per tutto l’anno fa sognare il meritato riposo in mete da sogno. StubHub, marketplace di biglietti per eventi del gruppo eBay, analizzando i dati di vendita dei primi sei mesi dell’anno ha scoperto che c’è un nuovo tipo di turismo che sta prendendo sempre più piede, e non segue neanche la stagionalità: quello degli eventi. Non importa dove e quando, il turista per eventi sarà sempre pronto con la valigia in mano per seguire il suo cantante preferito, o la squadra del cuore.

Ecco dunque quali sono stati i paesi con più appeal, e gli appuntamenti a cui i fan non hanno potuto rinunciare, anche a costo di superare i confini nazionali.

Secondo i dati StubHub riguardanti il primo semestre 2019, l’Italia occupa il sesto posto nel ranking dei Paesi che hanno ricevuto il maggior numero di turisti per consumo di eventi. La meta preferita si è rivelata il Regno Unito, seguita da Spagna e Stati Uniti:

  1. Regno Unito
  2. Spagna
  3. Stati Uniti
  4. Francia
  5. Giappone
  6. Italia
  7. Brasile
  8. Corea del Sud
  9. Paesi Bassi
  10. Germania

Per quanto riguarda l’Italia, a spingere i turisti a mettersi in viaggio per ore ed ore per raggiungere il Belpaese è “l’amor che move il sole e l’altre stelle” anche tricolori: lo sport, e più precisamente, il calcio. Il 77,5% infatti, non si è lasciato scappare le partite di Serie A, e l’evento che ha attirato il maggior numero di turisti stranieri in assoluto è stato il derby Milan – Inter, da anni l’evento italiano più venduto a livello internazionale su StubHub. È cresciuto anche l’interesse per i match di Juventus, Roma e Napoli, diventati ormai uno spettacolo imperdibile sia per gli stadi che li ospitano (pensiamo ad esempio al Juventus Stadium), sia per l’atmosfera travolgente dei tifosi e il noto talento di tanti campioni della Serie A.

Degno di nota inoltre un 6% di cultori del rugby, che ha raggiunto l’Italia per gli incontri del Torneo Sei Nazioni.

Sul fronte musicale, il 10% dei viaggiatori stranieri che hanno acquistato un evento in Italia è risultato invece interessato ai concerti. Per chi infatti ha sempre considerato la nostra Penisola ancora indietro per quanto riguarda live spettacolari ed all’avanguardia, è decisamente il momento di ricredersi: tra gli artisti che hanno riscosso il maggiore successo spiccano Elton John, Ed Sheeran e i Metallica, che hanno saputo regalare ai fan esibizioni strepitose e scenografiche.

Menzione d’onore per il 3,5% di turisti musicali che ha scelto l’Italia per assistere a spettacoli teatrali e di musica classica, e ha voluto provare l’emozione di assistere dal vivo a una performance di Ennio Morricone Andrea Bocelli, o di lasciarsi incantare da un’opera nella splendida cornice dell’Arena di Verona. È allora evidente che il fascino italiano ha saputo colpire ancora, e questa volta non per i soliti cliché.

Ma chi sono questi turisti “events addicted” che scelgono di mettersi in viaggio per raggiungere la bella penisola tricolore? Secondo i dati StubHub, il 45% è americano, il 12% inglese e il 9% spagnolo. Seguono:

–       Messicani 6%

–       Francesi 4%

–       Brasiliani 3%

–       Tedeschi, cinesi, giapponesi 2%

All’opposto, invece, che cosa ha spinto gli italiani a rinunciare per un po’ al buon cibo, all’atmosfera delle strade, alle bellezze artistiche e ai paesaggi mozzafiato della loro terra? Anche in questo caso, nessuna grande sorpresa: parliamo ovviamente del calcio. L’evento dal vivo con la maggiore presenza di italiani “in trasferta” si è rivelato essere la Finale di Champions League, che ha visto sfidarsi Liverpool e Tottenham sul campo del Wanda Metropolitano di Madrid. A seguire, i principali incontri che hanno visto protagonisti il Barcellona, l’Arsenal e l’Ajax.

Tra gli eventi musicali, invece, anche per gli italiani è valsa la pena volare lontani da casa per seguire i tour di Ed SheeranEnnio MorriconeElton John e dei Metallica. Le mete più gettonate sono state:

  1. Spagna
  2. Stati Uniti
  3. Regno Unito
  4. Paesi Bassi
  5. Francia
  6. Germania
  7. Portogallo
  8. Canada
  9. Austria
  10. Svizzera

Musica e sport sono in grado di abbattere qualsiasi confine, sia esso geografico o mentale, e di muovere i turisti di tutto il mondo. StubHub, con la sua ampia offerta di biglietti per eventi in tutto il mondo, dà un motivo in più per viaggiare alla scoperta di nuove realtà ed emozioni, e perché no, di dare un tocco in più alle proprie vacanze!

 

Irrigidimento delle arterie, buone speranze da un antibiotico

L’irrigidimento delle arterie durante l’invecchiamento è un processo complicato da definire, ma una nuova ricerca potrebbe avere la risposta.

Il nuovo studio potrebbe anche condurre a dei trattamenti che limitano questa condizione dei vasi sanguigni, che può aumentare il rischio di infarto, demenza e ictus.

Mentre è già noto che i depositi di calcio sono la ragione per cui le arterie si irrigidiscono con l’età, non si sapeva perché ad un certo punto della vita iniziasse questo accumulo.

Secondo questo ultimo studio, pubblicato su Cell Reports, il processo di accumulo potrebbe essere innescato da una molecola chiamata poly (ADP-Ribose) o PAR.

PAR è una proteina di riparazione che viene prodotta quando le cellule o il DNA vengono danneggiati.

Poiché si lega molto fortemente con il calcio, PAR inizia a rastrellare il calcio in goccioline più grandi. Queste goccioline poi si solidificano, si attaccano alle pareti delle arterie, riducendone l’elasticità.

“Questo indurimento, o biomineralizzazione, è essenziale per la produzione di ossa, ma nelle arterie è alla base di molte malattie cardiovascolari e di altre malattie associate all’invecchiamento come la demenza”, ha detto il biologo cellulare Cathy Shanahan del King’s College di Londra, nel Regno Unito.

L’invecchiamento, l’ipertensione e il fumo aumentano il rischio di irrigidimento delle arterie e provocano un danno al DNA, cosa che finisce per chiamare PAR al fine di risolverlo, indurendo le arterie.

La buona notizia è che un antibiotico esistente, la minociclina pare abbia il potenziale di ridurre i problemi di salute associati a questi depositi di calcio.

Attraverso alcuni test iniziali, fatti a breve termine sui ratti, il team autore di questo ultimo studio è stato in grado di dimostrare l’efficacia della minociclina nell’inibire la produzione di PAR.

Naturalmente, uno stile di vita sano svolge sempre un ruolo importante, in questo contesto.

Gli integratori alimentari possono anche favorire il cancro

Un nuovo studio ha dimostrato l’inefficacia degli integratori alimentari per prevenire i rischi di mortalità. Alcuni di loro potrebbero anche produrre l’effetto opposto, secondo una nuova ricerca, pubblicata su The Annals of Internal Medicine.

Il nuovo studio è stato condotto su 30.899 adulti statunitensi di età compresa tra 20 e più anni, che hanno partecipato a un sondaggio nazionale sulla salute e la nutrizione dal 1999 al 2010. I partecipanti hanno risposto a delle domande sul loro consumo di integratori alimentari .

Lo scopo di questa ricerca era di valutare l’associazione tra uso di integratori alimentari, livelli di assunzione di nutrienti da alimenti e da integratori e mortalità per adulti negli Stati Uniti.

Gli scienziati alla base della ricerca hanno scoperto che un’adeguata assunzione di vitamina A, vitamina K, magnesio, zinco e rame era associata ad un minor rischio di morte prematura, ma solo quando questi nutrienti provenivano dal cibo.

Lo studio ha anche dimostrato che le persone che avevano consumato alte dosi di calcio (1.000 mg al giorno o più) sotto forma di integratori alimentari avevano avuto un rischio di morte per cancro superiore del 53% rispetto agli altri.

” Il legame tra eccesso di calcio e cancro non è ancora del tutto chiaro e richiede ulteriori ricerche “, ha detto Fang Fang Zhang, co-autore dello studio e professore di epidemiologia della Friedman School of Nutrition Science and Policy (Boston, Stati Uniti).

I pazienti che, nello studio, non avevano carenze di vitamina D ma avevano consumato questo nutriente in integratori con più di 10 mcg al giorno avevano avuto anche un rischio maggiore di morire durante lo studio, hanno detto i ricercatori.

Al contrario, gli integratori non sembra abbiano aumentato il rischio di morte in coloro che erano carenti di vitamina D.

Alla luce di questi risultati, gli scienziati concludono che le persone che non hanno particolari carenze dietetiche dovrebbero continuare a beneficiare dei nutrienti contenuti nei cibi, mantenendo una dieta equilibrata e concentrandosi su frutta e verdura.

Derby Milan – Inter il 17 marzo

Domenica 17 marzo lo stadio San Siro ospiterà il derby Milan – Inter: a pochi giorni dall’appuntamento calcistico milanese per eccellenza StubHub, piattaforma di compravendita biglietti per eventi sportivi e musicali, analizza alcuni dati chiave di un evento che richiama tifosi da tutto il mondo. Ecco quanto è emerso:

  • Gli spalti ospiteranno tifosi da 29 Paesi diversi: secondo i dati StubHub, infatti, il 70% degli acquirenti proviene dall’estero, contro il 63% del derby di marzo 2018.

 

  • Oltre all’Italia (30%), i Paesi che hanno acquistato il maggior numero di biglietti per l’evento sono Stati Uniti (24%), Regno Unito (10%) e Giappone (7%). Seguono:

–       Francia (3,5%)

–       Germania e Svizzera (3%)

–       Polonia (2%)

–       Spagna, Svezia, Irlanda, Israele (1,8%)

–       Australia, Messico (1,5%)

–       Paesi Bassi (1,2%)

–       Canada, Repubblica Ceca, Russia (1%)

 

  • Il prezzo medio di un biglietto su StubHub si attesta intorno ai 164€. I tifosi che hanno speso di più per un biglietto provengono da Finlandia, Stati Uniti e Gran Bretagna.

 

  • Ad oggi, l’evento è il secondo più venduto in assoluto sulla piattaforma. Sul gradino più alto del podio c’è Milan – Juventus dello scorso 11 novembre 2018.