Piercing al naso rende paraplegica una 20enne

Una ragazza di 20 anni è diventata paraplegica dopo aver messo un piercing al naso.

Il batterio Staphylococcus Aureus è entrato nella perforazione fatta sul suo naso ed ha attaccato direttamente il midollo spinale.

La giovane donna brasiliana aveva messo un piercing nel giugno del 2018.

La ragazza, che si chiama Layene Diaz, dopo l’inserimento del piercing aveva avuto un forte sanguinamento nel naso per alcuni giorni, ma non si era preoccupata, pensando che fosse un effetto normale, dopo l’intervento. Tuttavia con il passare delle settimane, aveva iniziato ad avere forti dolori alla schiena e a perdere la mobilità nelle gambe.

La diagnosi è stata allarmante, quando si è rivolta ai sanitari: un batterio chiamato Staphylococcus Aureus era entrato proprio dove il piercing era stato messo e e aveva attaccato direttamente il suo midollo spinale.

La Diaz è stata operata urgentemente, poiché aveva più di 500 ml di liquido infetto tra le sue vertebre.

Nonostante la rapida azione medica, la giovane donna, adesso, non può muovere metà del suo corpo ed è attualmente sottoposta a terapie per poter camminare di nuovo.

Aaron Durogati vola per 509,6 chilometri in parapendio

Nuova impresa di Aaron Durogati, pilota di Merano, che ha sfiorato il record mondiale di volo libero in parapendio volando per 509,6 chilometri.

Teatro della ammirevole prestazione l’immenso territorio tra gli stati brasiliani del Rio Grande del Nord e quello del Piauì dove ha toccato terra dopo oltre undici ore di volo in una zona denominata Chapada do Frio nei pressi di Paquetá, piccolo comune di sole 4.000 anime Era decollato alle sei del mattino nei pressi di Caicó, cittadina di 60.000 abitanti sita nella regione del Seridó Ocidental, stato Rio Grande.

Durante il lungo volo verso ovest il parapendio di Durogati ha viaggiato a oltre 46 km/h di media, toccando la quota massima di metri 3.096 con il notevole guadagno di ben 2.900, essendo decollato da un’altitudine di soli 196. Nei giorni precedenti il pilota aveva eseguito più voli alcuni anche oltre i 400 chilometri.

Gli attuali record del mondo maschile e femminile sono appannaggio di piloti brasiliani e stabiliti nel loro paese. Il più recente quello rosa di Macella Uchoa che nello scorso ottobre ha superato i 414 chilometri. Più sostanzioso quello maschile realizzato nel 2016 da Donizete Baldessar Lemos con ben 572 chilometri.

La carriera del trentunenne pilota sud tirolese è costellata di successi a partire dal titolo europeo conquistato con il team azzurro nel 2010 per passare alle coppe del mondo del 2016 e del 2012 e finire alle molte altre vittorie. È anche uno specialista di hike & fly, cioè la pratica del volo in parapendio alternata all’escursionismo, come dimostrano le sue partecipazioni alla X-Alps, la più lunga e dura gara di questa specialità.

Ha fatto sesso la donna nata senza vagina

Una donna nata senza vagina ha potuto fare sesso per la prima volta, dopo un intervento chirurgico che le ha cambiato la vita.

Jucilene Marinho, 23 anni, in Brasile, era nata senza cervice, utero o ovaie. Lei non sarà mai in grado di concepire dei bambini e si trovava in uno stato in cui non avrebbe mai potuto fare sesso.

Ma, nell’aprile 2017, è stata la prima persona a sottoporsi a una nuova vaginoplastica.

In pratica, i medici, artificialmente, le hanno creato un’apertura e inserito uno stampo a forma di genitale foderato con la pelle di un pesce, il tilapia.

La pelle di pesce è stata poi assorbita dal suo corpo ed è diventata nuovo tessuto con le caratteristiche del tratto vaginale.

La ragazza ha raccontato che, prima dell’operazione, era caduta in una profonda depressione e aveva temuto che non avrebbe mai potuto avere una relazione intima.

Ora lei ha avuto il suo primo rapporto con l’uomo, con cui era fidanzata, dopo circa sei mesi dall’intervento chirurgico.

La donna era adolescente quando le era stata diagnosticata la sua condizione, che interessa intorno 5000 ragazze appena nate e che consiste nell’assenza di uno o di tutti gli organi riproduttivi femminili.

Ho pianto molto quando ho scoperto questa cosa”, ha raccontato ad alcuni giornali, “ho pensato che il mio mondo fosse finito, “avevo sempre sognato di avere un bambino mio e ho dovuto accettare che questo non sarebbe mai stato possibile”.

Le cose erano peggiorate quando un ragazzo adolescente l’aveva derisa e lasciata dopo aver scoperto che era senza genitali femminili.

Ma l’anno scorso, sei mesi dopo aver accettato di diventare la prima di quattro donne a sottoporsi all’operazione sperimentale, la ragazza ha fatto sesso per la prima volta nella sua vita con il suo partner, Marcus Santos, 24 anni, con cui stava con da più di un anno.

La patologia che si chiama sindrome di Mayer Rokitansky Kuster Hauser, MRKH, è nota anche come agenesia vaginale.

La nuova vaginaplastica, che ha subito la ragazza, permette di risolvere la patologia, con un tasso di recupero veloce, che non lascia cicatrici visibili, con complicazioni minime, senza rischio di rigetto o infezioni.

Inoltre, i costi medici e dei materiali sono bassi. La ricerca ha dimostrato che la pelle di tilapia, normalmente gettata via come un prodotto di scarto, è ricca di collagene di tipo 1, una proteina che promuove la guarigione, è resistente alle malattie ed è forte e resiliente come la pelle umana. E’ una membrana che può essere utilizzata anche per le ustioni.

Per fare la nuova vagina, si inserisce uno stampo acrilico a forma di vagina e si fodera con la pelle di tilapia, dopo aver creato uno spazio tra la vescica e il retto.

Il dispositivo rimane lì per 10 giorni per evitare la chiusura, durante questo periodo viene assorbita dal corpo la pelle del tilapia, e le cellule e i fattori di crescita rilasciati dalla membrana si trasformano, come le cellule staminali, nelle cellule tissutali del paziente.

Infine, il corpo del paziente incorpora completamente la pelle di tilapia che diventa biocompatibile con essa. La pelle di pesce stimola la crescita cellulare e la formazione di vasi sanguigni e crea un nuovo canale pari a quello di una vagina reale.

Dopo l’operazione, i pazienti sono in grado di alzarsi e camminare, dopo una media di 12 giorni

Economia: previsioni per il 2018 relative all’America latina

 a cura di Ilan Furman

Il 2018 sarà un anno ricco di eventi per l’America latina. La regione dovrà affrontare un fitto calendario di appuntamenti politici, tra cui le elezioni legislative in Messico, previste per luglio, e quelle presidenziali in Brasile, in programma per ottobre.

Nel 2017 il Brasile, la maggiore economia della regione, ha registrato una crescita del PIL dopo due anni consecutivi di recessione. Inoltre, le dinamiche economiche positive, compresi i bassi tassi d’interesse e l’inflazione contenuta, dovrebbero proseguire nei prossimi 12 mesi.

L’Argentina, che nel 2017 ha evidenziato un’espansione dopo la contrazione del PIL nel 2016, dovrebbe continuare a beneficiare dell’impatto positivo del cambiamento politico. Il paese gode inoltre di un forte interesse da parte degli investitori, che favorisce l’afflusso di capitali a sostegno della crescita e degli investimenti.

In Messico, frattanto, l’economia continua a espandersi a un tasso medio, supportata da una crescita del settore dei consumi persistentemente superiore a quella del PIL complessivo.

La regione andina cresce ancora a tassi inferiori a quelli ottimali, in un contesto in cui prosegue l’adeguamento al ribasso dei prezzi delle principali materie prime prodotte in quest’area. Quanto al Cile, è probabile che la recente vittoria elettorale di Sebastián Pinera imprima slancio alla fiducia degli investitori e alle aspettative di espansione.

Brasile

Nel 2018 il Brasile dovrebbe continuare a beneficiare della ripresa economica osservata nel 2017, dopo due anni di recessione. L’agenda politica rimane particolarmente fitta. Il governo del Presidente Michel Temer è riuscito ad attuare una serie di coraggiose riforme, come la proposta di legge relativa al tetto alla spesa pubblica e la riforma del mercato del lavoro, volte a stabilizzare la situazione fiscale del paese. Inoltre, dall’impeachment dell’ex presidente Dilma Rousseff, le aziende a controllo statale stanno apportando miglioramenti alle pratiche di corporate governance e di allocazione del capitale.

È probabile che le elezioni in programma per ottobre generino volatilità nel breve periodo. La rosa finale dei candidati non è ancora chiara e sulla classe politica brasiliana pesa una serie di indagini per corruzione che per il momento rende difficile individuare un candidato favorito.

Considerando la forte incertezza politica da un lato e lo scenario economico positivo dall’altro, gli investitori dovrebbero concentrarsi sui driver operativi e sui fondamentali societari. Le prospettive appaiono favorevoli, alla luce di un contesto che combina la crescita del PIL con bassi tassi d’interesse e un’inflazione contenuta; le società brasiliane potranno quindi beneficiare di questo e di altri fattori, quali i minori costi di finanziamento e la ripresa della crescita dei volumi. Questo scenario economico è dunque favorevole per le aziende di diversi settori, compresi i beni di consumo, l’industria, le autostrade a pedaggio e i servizi di pubblica utilità.

 

Argentina

L’Argentina continua a beneficiare del clima positivo generato dalla vittoria elettorale di Mauricio Macri e del suo partito Cambiemos nel dicembre 2015. Nel 2001, il paese ha vissuto una delle più gravi crisi economiche della sua storia: la produzione è crollata, l’inflazione è salita e il governo è risultato inadempiente sul debito, provocando la sua estromissione dai mercati obbligazionari mondiali. Nel 2009, la nazione è stata retrocessa da mercato emergente a mercato di frontiera in virtù dei rigidi controlli sui capitali imposti dal governo. Di conseguenza, per molti anni l’accesso ai mercati internazionali, sia obbligazionari che azionari, è stato precluso all’Argentina e al suo settore imprenditoriale.

L’elezione di Macri ha segnato un punto di svolta. L’attuale presidente argentino e il suo partito hanno intrapreso un nuovo cammino, puntando a normalizzare l’economia, ridurre gli elevati livelli di inflazione e il deficit fiscale e aprire il paese agli investitori internazionali. L’azione del governo si è concentrata sulla rimozione dei controlli sui capitali e sulla scelta di far fluttuare liberamente il tasso di cambio del peso, sull’aumento delle tariffe dei servizi pubblici per consentire di ridurre i sussidi al settore elettrico e sul raggiungimento di un accordo con gli ex creditori per permettere al paese di accedere nuovamente ai mercati dei capitali internazionali.

Questi cambiamenti significativi hanno determinato una contrazione del PIL nel 2016. L’anno seguente l’economia è tornata a crescere, mentre sul fronte politico il risultato positivo delle elezioni di metà mandato ha rafforzato la posizione di Macri e del suo partito in seno al Congresso. Inoltre, i mercati dei capitali argentini hanno riaperto i battenti. Gli investitori sia azionari che obbligazionari stanno mostrando un forte interesse per le emissioni governative e del settore privato.

Nonostante le sfide poste dalla necessità di tenere sotto controllo l’inflazione e il deficit fiscale rimangano significative, le prospettive per il 2018 dovrebbero restare positive. Nel 2016 e nel 2017 l’Argentina è riuscita ad attrarre capitali, consentendo ora al governo e alle società private di investire nell’economia locale. Lo slancio del mercato azionario dovrebbe proseguire nel 2018, alla luce dell’elevata probabilità che il paese possa rientrare nell’Indice MSCI Emerging Markets entro il 2019, dopo esserne stata esclusa nel 2009. Inoltre, nell’ultimo periodo vi sono state numerose introduzioni in borsa e operazioni già avviate (follow-on) di successo, fra cui quelle dei settori finanziario e cementizio, che stanno ampliando l’universo investibile argentino. Poiché il successo dipende dal programma di riforme di Macri, è importante monitorare sia la popolarità del presidente argentino sia gli obiettivi di medio periodo del suo governo.

Messico

Il principale fattore negativo che grava sulla performance della valuta e delle azioni messicane fin dalla vittoria di Donald Trump alle presidenziali del novembre 2016 è costituito dai negoziati sul NAFTA in corso con gli Stati Uniti e il Canada. Inoltre, a luglio si terranno nuove elezioni presidenziali in Messico: sebbene sia troppo presto per indicare un vincitore, esiste un rischio sostanziale che possa essere il candidato della sinistra, Lopez Obrador, ad aggiudicarsi il mandato. Una sua vittoria susciterebbe probabilmente una reazione sfavorevole nei mercati. Tuttavia, è importante sottolineare che il Messico mostra da diversi anni un’indipendenza della banca centrale e una politica fiscale prudente.

La valuta messicana ha registrato oscillazioni significative sia nel periodo precedente all’elezione di Trump che in quello successivo al voto. Considerando che il settore societario del paese è caratterizzato dalla presenza di società con posizioni di mercato dominanti e bilanci robusti, tale volatilità offre agli investitori con un orizzonte di lungo periodo l’opportunità di investire in aziende solide a livelli di valutazione ragionevoli.

Inoltre, nonostante alcune dichiarazioni allarmiste, è improbabile che gli stretti legami commerciali fra Stati Uniti e Messico si indeboliscano in misura significativa. Dall’introduzione del NAFTA nel 1994, il livello di integrazione transfrontaliera è aumentato notevolmente. Consideriamo per esempio il settore dell’auto: negli ultimi 20 anni la quota delle importazioni statunitensi provenienti dal Messico è raddoppiata. In generale, molte di queste importazioni sono costituite da componenti intermedi usati per la fabbricazione di prodotti “Made in USA”. Numerose società statunitensi hanno rapporti di lunga data con i produttori messicani, e negli ultimi anni settori come l’aviazione e le automobili hanno effettuato investimenti significativi per rafforzare la propria capacità produttiva in Messico.

L’economia nazionale cresce a un tasso ragionevole e i conti pubblici messicani sono solidi. Tuttavia, considerando che il 33% del PIL deriva dalle esportazioni e che, di queste, l’81% è destinato agli Stati Uniti, occorre una maggiore chiarezza sul fronte del NAFTA per ridurre la forte volatilità del peso e valutare correttamente gli investimenti in società direttamente esposte agli scambi con gli Stati Uniti. Di conseguenza, in termini di opportunità d’investimento, continuiamo a concentrarci su società esposte all’economia nazionale, come i supermercati, i minimarket e i ristoranti, che beneficiano della buona tenuta dei consumi messicani. Abbiamo inoltre una prospettiva positiva sul comparto bancario, date le solide tendenze in termini di qualità degli attivi e la modesta penetrazione finanziaria.

Superare l’incertezza politica

I principali mercati della regione latino-americana ispirano un tema duplice: da un lato, gli eventi politici possono generare volatilità nel breve periodo, dall’altro i volani economici appaiono solidi e i trend di crescita dovrebbero perdurare. In tale contesto, sarà importante guardare non soltanto alle tendenze settoriali ma anche alle società ben gestite ed esposte ai solidi trend nazionali. Queste aziende appaiono ottimamente posizionate per superare l’incertezza politica di breve periodo che porterà il 2018. La gestione attiva, in particolare la selezione dei titoli, svolgerà un ruolo cruciale per poter beneficiare con successo di questo duplice tema.

Brasile: scoperto un dinosauro di di 25 metri

Gli scienziati brasiliani mercoledì scorso hanno annunciato la scoperta di un dinosauro, il più grande mai trovato nel più grande paese del Sudamerica.

Diogenes Campos, direttore del Museo di Scienze della terra di Rio de Janeiro, ha detto che il dinosauro di 25 metri di lunghezza è stato chiamato “Austroposeidon magnificus”.

Era appartenuto al gruppo dei Titanosauro erbivori, che avevano grandi corpi, collo lungo e coda, con relativamente piccoli teschi.

Il Titanosauro era di circa 6 – 8 metri di altezza ed era vissuto nelle terre che ora formano il Brasile 70 milioni di anni fa.

I fossili del dinosauro con collo e vertebre spinali erano stati trovati vicino alla città di Presidente Prudente, nello stato di Sao Paulo, nel 1950 dal paleontologo Llewellyn Ivor Price, morto nel 1980.

Le ossa non erano state studiate fino agli anni recenti, perché c’erano troppi esemplare da identificare e nel Museo c’era mancanza di personale .

Secondo Campos, in Brasile anche la mancanza di denaro ha frenato molti sforzi.

I fossili del Titanosauro recentemente hanno avuto una nuova attenzione quando Kamila Bandeira, uno studente di Campos, ha fatto una tesi di dottorato e ha fatto una ricerca su di esso per quattro anni.

I Titanosauri vissero durante il Cretaceo nelle zone che oggi sono del Sudamerica, dell’Africa, dell’Antartide e dell’Australia.

Fonte Ap

Giochi Olimpici di Rio: Zika non è un problema

In vista dei Giochi Olimpici (5-21 agosto 2016) e Para-Olimpici (7-18 settembre 2016 ) in programma a Rio de Janeiro e in alcune altre città brasiliane, gli infettivologi italiani dicono che per Zika il rischio è minimo e ad agosto è ancora più basso.

“Le stime disponibili indicano un rischio di contrarre l’infezione Zika che varia da 9/1.000.000 a 3/100.000 nel mese di agosto”, ha dichiarato in un suo studio il Prof. Francesco Castelli, membro SIMIT

La Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) ritiene che le evidenze disponibili non controindichino viaggi in Brasile nel periodo agosto-settembre, quando il rischio appare minimo, per le persone non gravide e senza progetti di gravidanza. Tali viaggi richiedono tuttavia la adozione di misure comportamentali adeguate a scopo precauzionale che appare opportuno concordare con un esperto in medicina dei viaggi prima della partenza.

COS’E’ IL VIRUS – Il virus Zika, considerato fino a pochi anni or sono poco più che una curiosità biologica ed asintomatico nell’80% dei casi, è di recente balzato alla ribalta della attenzione internazionale per le sue potenziali complicanze di natura teratogena (microcefalia) e neurologica (sindrome post-infettiva di Guillain-Barré). Il virus Zika è trasmesso dalla puntura della zanzara Aedes aegypti (potenzialmente anche da A. albopictus, sebbene con una efficienza molto minore) e mediante rapporti sessuali anche per alcune settimane dopo la conclusione del periodo sintomatico. Le zanzare del genere Aedes trovano il loro habitat replicativo ideale laddove siano presenti piccole raccolte di acqua stagnante (copertoni, sottovasi, gocciolatoi, gronde, asperità stradali, etc.) che caratterizzano solitamente le periferie delle grandi città.

La imponente diffusione del virus Zika nel continente latino-americano ed in Brasile in particolare, con una stima di 0,5 – 1,5 milioni di casi, ha fatto nascere timori relativamente ai rischi connessi allo svolgimento dei Giochi Olimpici (5-21 agosto 2016) e Para-Olimpici (7-18 settembre 2016 ) in programma a Rio de Janeiro e in alcune altre città brasiliane. I timori attengono a due ordini di considerazioni: 1) Quale il rischio di contrarre la infezione per gli atleti (circa 10.500), gli accompagnatori ed i visitatori internazionali (stimati in circa 400.000)? 2) Quale il rischio di diffusione mondiale che la concentrazione di persone provenienti da tutto il pianeta comporta?

“PERIODO FREDDO, RISCHIO ANCORA PIU’ BASSO (3/100.000)” – “Per rispondere alla prima domanda – afferma il Prof. Francesco Castelli, Responsabile del reparto Malattie Tropicali e di Importazione dell’Ospedale “Spedali Civili” di Brescia e membro SIMIT – è necessario considerare i dati delle evidenze scientifiche disponibili, che evidenziano come i mesi di agosto e settembre corrispondano al periodo più freddo dell’anno in Brasile, con ridottissima attività vettoriale. Le stime disponibili indicano infatti un rischio di contrarre l’infezione Zika che varia da 9/1.000.000 a 3/100.000 nel mese di agosto. Una recentissima analisi del network EuroTravNet, cui partecipa per l’Italia anche il Centro di Brescia e pubblicata su Eurosurveillance, ha confermato il bassissimo rischio di infezioni trasmesse da vettori nei viaggiatori europei di ritorno dal Brasile nei mesi di agosto – settembre nel periodo giugno 2013 – maggio 2016, evidenziando al contempo come i rischi sanitari per la specifica destinazione Brasile siano piuttosto di natura gastrointestinale e dermatologica. Le autorità brasiliane hanno inoltre condotto una imponente opera di disinfezione in Rio de Janeiro, anche focalizzate alle periferie urbane dove la precarietà abitativa ed infrastrutturale offre migliori condizioni di replicazione vettoriale”

“Per rispondere alla seconda domanda -prosegue il Professore – è necessario considerare che il numero dei visitatori dei Giochi (stimati in circa 400.000 persone) rappresentano solo circa 1% di tutti i viaggiatori nelle aree geografiche endemiche per il virus Zika. L’impatto del flusso di visitatori da e per il Brasile a causa dei Giochi Olimpici e Para-Olimpici nella diffusione della epidemia appare dunque marginale”.

LE MISURE DA ADOTTARE – In conclusione, la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SIMIT) ritiene che le evidenze disponibili non controindichino viaggi in Brasile nel periodo agosto-settembre, quando il rischio appare minimo, per le persone non gravide e senza progetti di gravidanza. Tali viaggi richiedono tuttavia la adozione di misure comportamentali adeguate a scopo precauzionale che appare opportuno concordare con un esperto in medicina dei viaggi prima della partenza.

“Tali misure specifiche – aggiunge Castelli – per il virus Zika, oltre a quelle necessarie per prevenire le altre infezioni di natura malarica (area amazzonica), sessuale, gastrointestinale e dermatologica, sono: (i) prevenzione del contatto uomo-vettore (che punge prevalentemente nelle ore diurne con preferenza per alba e tardo pomeriggio) mediante l’uso di insetticidi, di vestiti coprenti preferibilmente di colore bianco, e di condizionatori; (ii) evitare le zone periferiche delle città; (iii) astenersi dai rapporti sessuali durante il viaggio od utilizzare con continuità di metodi di barriera per almeno 3 mesi (che diventano 6 per i viaggiatori maschi che hanno lamentato sintomi riconducibili a Zika) dopo il ritorno; (vi) astensione dalle donazioni di sangue nelle 4 settimane dopo il rientro dal Brasile o comunque dalle aree segnalate infette; (v) vaccinazione anti-influenzale per i soggetti a rischio”.
UNO STUDIO SULLA ZANZARA TIGRE – “Dati recenti sulla suscettibilità all’infezione con virus zika della zanzara tigre (Ae. albopictus), il potenziale vettore del virus Zika presente in Italia, confermano che l’attitudine di questa specie ad infettarsi è molto inferiore a quella di Aedes aegypty – conclude il Prof. Massimo Galli, Ordinario di malattie Infettive presso l’Università di Milano e Vicepresidente Nazionale SIMIT – Un lavoro sperimentale recentemente pubblicato da ricercatori dell’Istituto Superiore di Sanità su zanzare tigre catturate in Italia ha dimostrato che le femmine della specie si infettano nel 10% dei casi e risultano positive per il virus nella saliva nel 3 % dei casi ( contro il 43% di infezioni e il 26% di positività nella saliva di Ae. aegypti. ) Questi dati sembrano quindi ulteriormente confermare, unitamente a quanto già esposto, che la probabilità di trasmissione dell’infezione da virus Zika sul territorio nazionale debba essere considerata molto bassa”.

Le forti piogge hanno fatto almeno 20 morti in Brasile

I funzionari brasiliani hanno detto che le forti piogge registrate nelle ultime ore, hanno fatto almeno 20 morti e 6 dispersi in diverse aree di São Paulo, nel Brasile sud-orientale.

Altre 600mila persone si sono spostate dalle loro case e altre 145 sono state evacuate.

La maggior parte delle vittime sono decedute a causa delle frane, che hanno provocato il crollo di case ed edifici.

Alcune delle vittime sono annegate o trasportate dal fluire dell’acqua.

I Vigili del fuoco e la Protezione civile sono ancora alla ricerca delle sei persone disperse.

Nella capitale del Paese, non ci sono state vittime, ma molte aree sono state inondate.

Le autorità hanno previsto pesanti piogge anche per le prossime ore e le zone di rischio sono ancora in allerta.