Vitamina B12: i sintomi di quando manca

La vitamina B12 è necessaria all’organismo per produrre i globuli rossi e anche per aiutare il DNA e il sistema nervoso ad essere sani.

Può essere difficile sapere se si è a rischio di carenza di vitamina B12, poiché i sintomi si sviluppano lentamente.

Sentire spesso punture di spilli e aghi nelle mani o nei piedi, può essere un segnale.

Questi sintomi potrebbero essere causati da danni ai nervi collegati a una carenza di vitamina B12.

Senza abbastanza vitamina B12, i nervi non hanno uno strato protettivo, questo aumenta il rischio della sensazione, che è anche nota come parestesia.

Ci sono un certo numero di sintomi di carenza di B12 nascosti che si sviluppano in bocca, comprese le ulcere e un dolore bruciante sulla lingua.

La mancanza di questa vitamina può persino causare l’infiammazione della lingua che appare più liscia del normale.

L’infiammazione può essere molto dolorosa e può cambiare anche il modo di parlare.

Uno dei segni più comuni di una carenza di vitamina B12 è la stanchezza estrema.

La B12 è necessaria per produrre globuli rossi, senza abbastanza vitamina, il corpo fatica a trasportare abbastanza ossigeno ai muscoli.

Crescita del diabete: ne soffrono circa 4 milioni di italiani

Diabete: ne soffre oltre il 6% della popolazione italiana. La cura della bocca possibile prevenzione e controllo

“Tra le infezioni del cavo orale e il diabete esiste un rapporto bidirezionale: il rischio di sviluppare la malattia cresce sino al 30% per coloro che soffrono di problemi parodontali, mentre una buona salute orale nelle persone diabetiche può contribuire a migliorare il controllo della glicemia ” dichiara il prof. Ugo Covani, Direttore dell’Istituto Stomatologico Toscano

 

DIABETE E ODONTOIATRIA – “L’odontoiatria nel paziente diabetico. Dalle correlazioni fra infezioni orali e diabete alle problematiche del trattamento nelle varie discipline odontoiatriche” è il tema scelto per il VI Congresso dell’Istituto Stomatologico Toscano da venerdì 25 a sabato 26 gennaio a Viareggio (Lucca) – Presenze internazionali tra gli oltre 400 presenti e nutrita la partecipazione di specialisti dall’estero.

Il tema del diabete, con tutte le sue correlazioni con le patologie odontoiatriche, rappresenta una delle più comuni malattie croniche ed è caratterizzata da una crescita inarrestabile in tutto il mondo, conseguente ai mutati stili di vita. In Italia i casi noti di diabete erano circa 1,5 milioni nel 1985 e si avvicinano ora ai 4 milioni, quindi sono più che raddoppiati in 30 anni. In soli 10 anni poi si è passati da una prevalenza del 5,1% (2007) all’attuale 6,4%, in altre parole si è avuto un incremento del 24%.

La presenza di una malattia diabetica presenta implicazioni che investono tutte le terapie odontoiatriche e in modo particolare le infezioni del cavo orale. “Il diabete è una malattia che negli ultimi trent’anni dal punto di vista epidemiologico ha avuto una crescita esponenziale” afferma il prof. Ugo Covani, Direttore dell’Istituto Stomatologico Toscano (Centro di Odontoiatria della Casa di Cura San Camillo –  Forte dei Marmi). “Da sempre il paziente diabetico ha rappresentato un problema per i dentisti per il rapporto bidirezionale che esiste con le infezioni del cavo orale: da una parte, il diabete favorisce le infezioni, visto che la maggior parte delle patologie odontoiatriche sono infettive; dall’altra, le patologie infettive del cavo orale nel paziente diabetico creano scompenso al metabolismo, ossia rendono più difficile l’equilibrio della glicemia. Per questo è necessario definire e razionalizzare l’approccio da parte di tutti gli operatori dello studio odontoiatrico”. In ragione di queste considerazioni, gli odontoiatri devono conoscere il diabete e tutte le precauzioni che il paziente richiede in corso di trattamento odontoiatrico. Le manifestazioni orali della malattia diabetica comportano inoltre un importante ruolo dell’odontoiatra nella diagnosi precoce e nella motivazione del paziente diabetico e da questo nasce l’importanza di un costruttivo rapporto fra odontoiatra e diabetologo.

Infezioni del cavo orale in aumento

 La salute del cavo orale sempre più al centro dell’attenzione per numerose patologie. Questo il messaggio che verrà lanciato oggi e domani Viareggio (Lucca) in occasione del 5° Congresso dell’Istituto Stomatologico Toscano. L’evento individua tematiche comuni ai vari operatori per promuovere al tempo stesso formazione e aggiornamento, con il denominatore comune dell’alto livello culturale e scientifico. Il tema di quest’anno è quello della patologia orale: un approccio pratico per identificare una serie di indicazioni concrete per la pratica di tutti i giorni. L’intenzione è quella di analizzare i rapporti delle infezioni orali con le malattie sistemiche e contestualmente dare chiare indicazioni per la diagnosi e il trattamento delle patologie orali più frequenti, in particolare quelle infiammatorie e quelle neoplastiche.

NEOPLASIE: DENTISTI E IGIENISTI DENTALI PRIME SENTINELLE – I numeri relativi al cancro orale sono infatti in aumento: quasi 6000 cancri orofaringei all’anno in Italia. “Eppure, si tratta di una patologia facilmente diagnosticabile, in quanto non colpisce un organo profondo e non ha una manifestazione tardiva” afferma il prof. Ugo Covani, Direttore dell’Istituto Stomatologico Toscano (Centro di Odontoiatria della Casa di Cura San Camillo – Forte dei Marmi).

Tuttavia, persiste un forte ritardo diagnostico, sia per la trascuratezza del paziente, che talvolta tende a ignorare lesioni o altri sintomi che potrebbero far intuire la presenza di un tumore, sia per quella degli stessi medici. Tanto più tardiva è la diagnosi, tanto più demolitivo è l’intervento per l’estensione raggiunta dal cancro. Un intervento per questo tipo di neoplasie implica anche grosse conseguenze a livello psicologico, in quanto diventa necessario intervenire sul volto e su altre parti esteticamente rilevanti.

Affinché si riesca ad implementare un’efficace prevenzione è importante che si riconosca un adeguato ruolo al dentista, ma anche all’igienista dentale. Quest’ultima è la figura che dialoga maggiormente col paziente, vi passa molto tempo insieme, si occupa dei controlli preliminari: un insieme di fasi a seguito delle quali può veicolare i messaggi ai pazienti soprattutto per quanto riguarda i fattori di rischio rappresentati dal fumo e dall’alcol” sottolinea il prof. Covani.

IGIENISTA DENTALE COME “PERSONAL TRAINER” – “Oggi l’igienista dentale ricopre un ruolo fondamentale per la salute orale del paziente e non solo: sono infatti appurate le correlazioni tra malattia paradentale e patologie sistemiche” spiega la professoressa Annamaria Genovesi, ordinario all’Università Guglielmo Marconi di Roma e Responsabile del Reparto di Igiene Orale dell’Istituto Stomatologico Toscano. “Per mantenere la salute serve l’equilibrio microbiologico del cavo orale, con adeguate forme di igiene e controllo. L’igienista diventa così il personal trainer del paziente: lo deve seguire e soprattutto istruire per un’azione quotidiana che permetta di guadagnare la salute”. In Italia ci sono circa 7mila igienisti dentali: un numero comunque ancora insufficiente, specie se si pensa al rapporto tra dentisti e igienisti di 1 a 10 in Paesi come Stati Uniti, Canada ed altri.

Ogni paziente dovrebbe avere la giusta consapevolezza dell’importanza di un controllo periodico dal dentista per prevenire tutte le malattie orali: ciò significa anche un risparmio sul futuro, visto che la prevenzione permette di evitare interventi più costosi e invasivi in seguito. “Un limite cui bisognerà presto ovviare” evidenzia il prof. Covani “è l’assenza di una rete diagnostica pubblica per il cancro orale: tutti gli ospedali hanno un centro per la prevenzione del tumore della sfera genitale femminile, mentre non c’è la diffusione sul territorio di una rete altrettanto valida per intercettazione, controllo e prevenzione del cavo orale”.

SALUTE DELLA BOCCA E SALUTE GENERALE – Da sempre, nella storia della medicina, la bocca è lo specchio della salute e oggi il suo ruolo sta tornando d’attualità. “Le infezioni della bocca sono oggi studiate molto attentamente perché possono attraverso complesse meccanismi portare a danni sistemici come il diabete” afferma il prof. Covani, “Il diabete, infatti, facilita le infezioni, che squilibrano a loro volta ulteriormente il diabete. È un rapporto reciproco che si verifica nella totalità dei casi di coloro che sono affetti da diabete. Un’attenta cura delle infezioni del cavo orale contribuirà a migliorare anche la terapia del diabete. L’altra malattia emergente è la cardiopatia ischemica, la quale risente anch’essa delle infezioni del cavo orale”.

Due prestigiose associazioni americane, infatti, la American Heart Association e la American Academy of Periodontology, ossia le società scientifiche a cui fanno riferimento rispettivamente i cardiologi e i paradontologi, hanno fatto una statement congiunto in cui dichiarano che un’infezione del cavo orale può favorire l’insorgere di cardiopatia ischemica e la cura della medesima infezione può migliorare anche quest’altra patologia.

La carie e l’erosione si combattono con uno Spray

Sempre più spesso si sente parlare di pH e del fatto che per rimanere sani sia preferibile evitare l’acidità.

In questo scenario, un prodotto, CARIEX®, rappresenta il più moderno approccio alla prevenzione orale, proprio perché fonda il suo funzionamento sulla regolazione del pH.

Il pH fisiologico della saliva è infatti il naturale alleato dei denti nella difesa della carie. Normalmente vicino alla neutralità, diventa acido con il consumo di cibi, esponendo i denti all’attacco della carie e all’erosione dentale, provocate dai batteri presenti nel cavo orale. Il pH rimane acido per un intervallo di tempo di circa 40 minuti – durante il quale, quindi, lo smalto dei denti è più facilmente aggredibile.

 Dopo questo intervallo di tempo, grazie al riattivarsi dell’azione tampone della saliva, in cui è presente il bicarbonato, il pH torna alla normalità e il dente si remineralizza.

Partendo da queste considerazioni, nasce CARIEX®, l’innovativo spray dentale, in grado di aderire alle mucose (mucoadesivo) e rilasciare gradualmente i suoi principi attivi (sodio bicarbonato, xilitolo), impedendo l’ambiente acido e proteggendo in questo modo dall’attacco della carie e dall’erosione dentale.

Utilizzabile in qualsiasi istante nell’arco delle ventiquattrore, dopo un pasto completo o un semplice snack, una bevanda o un caffè, il prodotto è la soluzione perfetta a portata di mano, di taschino, di borsa, di zaino o di cartella.

Senza dimenticare di utilizzarlo anche alcuni minuti prima dello spazzolamento dei denti per riportare il cavo a un pH neutro ed evitare dunque l’azione abrasiva dello spazzolino

 CARIEX® è utile anche a coloro che portano dispositivi ortodontici, nei casi in cui è difficoltoso mantenere una corretta igiene orale e nelle persone soggette a ridotta salivazione causa xerostomia, radioterapia, terapia farmacologica, morbo di Alzheimer, sindrome di Sjögren.

Il prodotto è disponibile in tutte le farmacie italiane.

L’emicrania è scatenata dai batteri intestinali e della bocca

Secondo uno studio americano, i pazienti che soffrono spesso di emicrania hanno livelli elevati di alcuni batteri coinvolti nel metabolismo dei nitrati. Questi additivi sono contenuti ad esempio nella carne e nelle verdure a foglia verde e potrebbero scatenare il mal di testa.

I ricercatori dell’Università di San Diego, negli Stati Uniti, hanno visto che i pazienti sofferenti di emicrania ospitano più batteri nella bocca, nella gola e nel microbiota intestinale. Questi batteri  convertono i nitrati in ossido nitrico nel sangue, cosa che può causare mal di testa, più facilmente che nelle persone non inclini a questa patologia.

I nitrati sono contenuti spesso nella carne lavorata, come nella pancetta e nelle salsicce, ma anche nei vini, nel cioccolato, nelle verdure a foglia verde e in alcuni farmaci.

Ai fini dello studio, i ricercatori hanno analizzato i campioni fecali di 171 persone con emicrania, oltre a 172 campioni orali, e oltre 1996 campioni fecali di altri partecipanti in buona salute.

Secondo i risultati dello studio, illustrati su mSystems, i pazienti sofferenti di emicrania hanno, in media, significativamente più batteri che convertono i nitrati rispetto alle persone senza emicrania, in bocca o nell’intestino.

Questo fenomeno era già stato osservato nei pazienti cardiopatici. Circa quattro persone su cinque che assumevano farmaci contenenti nitrati per trattare l’insufficienza cardiaca congestizia o il dolore toracico avevano segnalato forti mal di testa, come effetto collaterale.

“Ora abbiamo una traccia che ci permette di affrontare le emicranie, anche se resta da vedere se questi batteri sono una causa o un risultato dei disturbi”, ha detto Antonio Gonzalez, autore dello studio.

Il filo interdentale non è molto utile

Non c’è nessuna prova concreta che l’utilizzo quotidiano del filo interdentale faccia bene ai denti e alla bocca. Lo dice una ricerca fatta negli Stati Uniti, anche se il Dipartimento di Salute, negli Usa, consiglia l’uso del filo interdentale da quest’anno.

L’analisi di 25 studi intrapresi nell’ultimo decennio, che hanno confrontato l’uso del solo spazzolino e l’uso dello spazzolino combinato con l’uso del filo interdentale, ha trovato che l’efficacia del secondo è debole.

Tuttavia, l’Associazione dei dentisti negli Stati Uniti mantiene il consiglio di usare il filo interdentale  almeno una volta al giorno. Il Governo Usa ha tuttavia riconosciuto che l’efficacia del filo dentale mai è stata studiata correttamente.

Il Servizio nazionale della Salute nel Regno Unito, invece, ha detto che rivedrà gli orientamenti al riguardo del filo interdentale nei prossimi mesi.

Il professor Damien Walmsley, Consigliere scientifico dell’Associazione dei dentisti, nel Regno Unito, ha detto alla stampa britannica che l’uso del filo interdentale può essere “di poco valore”.

Procter & Gamble, che vende diverse marche di filo interdentale, garantisce che questo prodotto combatte la gengivite e la placca.

Marc Boston, portavoce di Johnson & Johnson, ha asserito che l’uso del filo interdentale aiuta a rimuovere la placca, che può diventare tartaro.

Cancro al pancreas con alcuni batteri nella bocca

La presenza di alcuni batteri nella bocca probabilmente aumenta il rischio di avere un cancro del pancreas, secondo una nuova ricerca fatta da alcuni studiosi della New York University.

I risultati dello studio, presentati recentemente al meeting annuale della American Association for Cancer Research tenutosi a New Orleans, negli USA, hanno mostrato che le modifiche batteriche in bocca possono potenzialmente mostrare chi è a rischio di sviluppare il cancro del pancreas.

“Il nostro studio offre la prima prova diretta che i cambiamenti specifici nel mix microbico in bocca rappresentano un probabile fattore di rischio per il cancro del pancreas insieme a età, sesso maschile, l’essere fumatori e avere una storia familiare della malattia”, ha detto uno dei ricercatori.

Uomini e donne con alcuni microbiomi orali che includono il Porphyromonas gingivalis – un batterio anaerobico – hanno un rischio maggiore del 59 per cento di sviluppare il cancro del pancreas, rispetto a quelli i cui microbiomi non contengono il batterio.

Allo stesso modo, le persone in cui il microbioma orale contiene l’Aggregatibacter actinomycetemcomitans, hanno almeno il 50 per cento più probabilità di sviluppare la malattia.

Entrambi i tipi di batteri sono legati a malattie come la parodontite o infiammazione delle gengive.

Per lo studio, i ricercatori hanno confrontato il contenuto batterico nei campioni di collutorio di 361 uomini e donne, che avevano sviluppato il cancro al pancreas, con quello dei campioni di 371 persone sane della stessa età.