Domenica 6 ottobre torna Urban Nature

Ampliare la conoscenza sulla natura in città e promuovere la partecipazione attiva, aggregare e attivare la comunitaà per scoprire e curare le aree verdi di cui spesso ignoriamo anche l’esistenza, coinvolgere le tante realtà civiche impegnate nella gestione di aree verdi, parchi urbani, orti sociali e giardini condivisi, con focus nelle 14 città metropolitane; individuare punti critici ed esperienze pilota sulla migliore gestione del verde e della biodiversità urbana in ambito locale, per farne esempi del buon governo della natura in città: tutto questo è Urban Nature, la Festa della Biodiversità in città targata WWF che, ogni anno, anima parchi e giardini delle principali città italiane coinvolgendo cittadini e scuole in eventi di citizen science e citizen conservation.

Sono già più di 40, ad oggi, le località italiane dove sono previste più di 100 iniziative in occasione della terza edizione di Urban Nature che domenica 6 ottobre proporrà cacce al tesoro alla scoperta della biodiversità, visite guidate, biciclettate per esplorare la natura in città, messa a dimora di alberi, laboratori di pittura, disegno e fotografia, manutenzione di orti didattici ed erbari, mostre d’arte naturalistica.

SCUOLE. Al tema della natura in città è stato dedicato anche un Contest per le scuole, protagoniste della riqualificazione del proprio territorio con 180 classi che hanno partecipato progettando azioni per aumentare la biodiversità del giardino della scuola, del loro circondario e dell’intera città. Venerdì 4 ottobre le scuole italiane di ogni ordine e grado presenteranno alle istituzioni locali e alla cittadinanza progetti per valorizzare la biodiversità urbana: come la riqualificazione degli spazi della scuola o di un’area esterna o altri tipi di intervento a livello urbano per aumentare la presenza di natura in città.

EVENTO CENTRALE DI BOLOGNA. Per la terza edizione di Urban Nature la sede dell’evento centralesarà la città di Bologna, data l’esperienza consolidata e integrata di tutela della biodiversià urbana e quale sede del progetto Urbano ma non troppo, finanziato dal Ministero dell’Ambiente, dedicato proprio ai temi al centro di Urban Nature. L’anteprima dell’evento, nella mattinata del 6 ottobre, si svolgerà a Casalecchio di Reno in collaborazione con il comune di Casalecchio e di Federbio (Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica) con la chiusura del Progetto finanziato dal Ministero dell’Ambiente e la presentazione del report “Urbano ma non troppo – Diamo spazio alla biodiversità” contenente le LINEE GUIDA PER LA GESTIONE DELLA BIODIVERSITÀ IN CITTÀ CON METODI BIOLOGICI. È prevista una biciclettata ecologica per raggiungere i Giardini Margherita e il Piazzale Jacchia in pieno centro a Bologna che saranno il cuore dell’evento centrale realizzato in collaborazione con WWF Bologna Città Metropolitana e il Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari (CUTFAA) dell’Arma dei Carabinieri. Dalle ore 12.00 alle 17.30 sono previste una serie di attività gratuite per tutti i partecipanti: Picnic biologico, stand informativi WWF, itinerari guidati, passeggiate con esperti e ospiti d’eccezione, laboratori per bambini e talk informativi.

L’evento prevede 5 principali attività di intrattenimento e sensibilizzazione che vanno dalla visita del “Villaggio delle Biodiversità” gestito dai Carabinieri Forestali alle visite naturalistiche nei Giardini Margherita con guide esperte del WWF, volontari e personaggi legati al mondo della cultura e dello spettacolo. Ci saranno attività di rilevazione naturalistica e di citizen science tramite App CSMON-LIFE per scoprire e mappare la biodiversità della natura in città insieme ad una visita allo stagno delle orchidee dei Giardini Margherita, gestito da WWF Bologna.

Il programma nelle altre città anche quest’anno è ricchissimo: laboratori di pittura, disegno e fotografia naturalistica, attività pratiche per i bambini, passeggiate guidate a Milano, Napoli, Genova, Firenze, Bari, Caserta, Benevento, biciclettata a Venezia, attività negli orti urbani e cacce al tesoro (“BIOHunt”) a Roma e Milano, la scoperta del verde e della biodiversità di ville storiche come il Parco della Floridiana a Napoli. E ancora attività di citizen science e monitoraggio della biodiversità a Palermo (dove il WWF collaborerà con l’Università), conoscenza di aree sottratte dai cittadini al degrado (Parco Domingo a Bari), reti di apicoltori urbani, laboratori di guerriglia gardening per bambini. Tutto in collaborazione con associazioni, musei, gruppi organizzati di cittadini, educatori, scuole. Numerose anche le Oasi coinvolte in Lombardia, Emilia Romagna e Toscana. Clicca QUI per consultare l’elenco completo delle iniziative.

Le Nazioni Unite indicano che entro il 2050 le città ospiteranno oltre il 70% della popolazione complessiva (circa 6,3 miliardi su una popolazione mondiale prevista di 9,7).

“Festeggiare la natura in città significa, in primo luogo dare valore a tutto quello che arricchisce le nostre giornate all’interno delle città, quello che migliora la nostra salute e la qualità della vita negli ambienti urbani dove spesso si trova la natura che non ti aspetti”. Dice la presidente del WWF Italia Donatella Bianchi invitando i cittadini a partecipare alle iniziative per scoprire la natura nascosta dei nostri ambienti urbani. “I servizi ecosistemici di regolazione climatica, di depurazione dell’aria e dell’acqua, di approvvigionamento di cibo, di rigenerazione psico-fisica, forniti dalla biodiversità urbana sono cruciali per la salute e il benessere di coloro che vivono nelle città, per la sostenibilità stessa delle comunità urbane e per il futuro dell’intero Pianeta”, conclude la presidente dell’Associazione del Panda.

La fauna degli spazi urbani è ricchissima e si nasconde ovunque, dai parchi urbani ai tetti, dai giardini fino al balcone di casa: dai rondoni, grandi mangiatori di insetti, ai falchi come il gheppio o il falco pellegrino, e poi volpi, scoiattoli, ricci, pipistrelli, farfalle e coccinelle. Un vero e proprio caleidoscopio di animali cittadini che beneficiano di spazi verdi o di piccoli anfratti nascosti. Ma quest’anno sarà protagonista anche la flora, che va dalle felci ed erbe spontanee che colonizzano le vecchie mura agli alberi secolari dei parchi e dei viali, senza dimenticare gli alberi da frutta che impreziosiscono ville e giardini.

Urban Nature 2019 ha già ricevuto i Patrocini del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, del Ministero della salute e dell’ANCI. “Urban Nature” è stata realizzata grazie all’impegno dei volontari e della Rete WWF attivi sul territorio e la collaborazione del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, dell’Associazione Nazionale Musei Scientifici (ANMS) e del Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari (CUFAA) dell’Arma dei Carabinieri.

L’ernia del disco migliora con il laser Theal Therapy

Secondo gli esperti ben 4 italiani su 5 soffriranno di ernia del disco nel corso della propria vita. Una patologia molto diffusa che può essere combattuta grazie a Theal Therapy l’innovativa tecnologia laser di Mectronic, utile a garantire guarigioni sempre più rapide e risultati efficaci. Il suo funzionamento è stato confermato da uno studio condotto da un team di esperti dell’Università di Bari e pubblicato sull’American Journal of Arthritis.

 

Le ernie discali rappresentano un’anomalia della colonna vertebrale molto diffusa e con cui addirittura 4 italiani su 5 saranno costretti a convivere nel corso della propria vita. Da Milly Carlucci a Barbara D’Urso, fino ad arrivare a Gianluigi Buffon e Robbie Williams, sono molteplici i personaggi del mondo dello spettacolo ad aver sofferto di tale patologia. Le ernie discali si manifestano soprattutto nella fascia d’età tra i 35 ed i 45 anni, quando il nucleo centrale è ancora ben idratato e gelatinoso. In genere, con i trattamenti tradizionali, si osserva un buon recupero nell’arco di alcuni mesi, periodo durante il quale la porzione del disco erniata tende a ridursi di volume. Per combattere in maniera più rapida ed efficace l’ernia del disco è stata creata in Italia la Theal Therapy, la terapia laser made in Italy brevettata da Mectronic e scelta da AC Milan e Atalanta BC per la cura dei propri giocatori: la terapia sfrutta diverse lunghezze d’onda che si possono dosare tra loro per ottenere il mix perfetto per una determinata patologia e per un determinato paziente, adattando il trattamento in base a parametri fisiologici come età, dolore, fototipo e tipologia di tessuto, migliorando notevolmente le performance terapeutiche e riducendo i tempi di recupero. L’efficacia di Theal Therapy è stata dimostrata da uno studio condotto dagli esperti della Clinica Ortopedica della facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Bari, pubblicato recentemente dall’American Journal of Arthritis, che hanno monitorato 20 pazienti dell’età media di 60 anni affetti da dolori lombari cronici. Seguiti minuziosamente attraverso un trattamento di 5 sedute a settimana, per un totale di 10 sessioni, i pazienti hanno riscontrato una notevole riduzione del dolore ed un miglioramento nel recupero del processo funzionale a soli 10 giorni dalla fine del trattamento e in un lasso di tempo compreso tra i 2 e i 12 mesi. Questi risultati clinici si sono rivelati coerenti con gli effetti biologici attesi per ogni lunghezza d’onda somministrata con Theal Therapy.

 

Ma in cosa consiste questa diffusa problematica? L’integrità del disco invertebrale viene compromessa in due fasi: “bulging discale” o profusione, ed ernia discale vera e propria. Nel primo caso le fibre dell’anulus discale sono stirate ed allungate con perdita della loro elasticità. Nel secondo, invece, l’anello fibroso si rompe sotto la spinta del nucleo polposo che fuoriesce al di fuori di esso. Tale patologia si configura molto spesso come il risultato di una progressiva graduale degenerazione del disco. Con il passare degli anni si assiste infatti a una progressiva perdita di idratazione dei dischi che quindi riducono la loro elasticità, diventando più esposti a strappi e rotture anche in seguito a traumi o pressioni di minore entità. Spesso un trattamento conservativo permette di affrontare temporaneamente la situazione: evitando i movimenti e le posizioni che inducono dolore, assumendo farmaci antinfiammatori e ricorrendo alle terapie fisiche è infatti possibile ottenere la riduzione o la scomparsa dei sintomi nel 70% dei casi.

 

“Visito regolarmente pazienti affetti da patologie della colonna come lombosciatalgie, radicolopatie ed ernie discali. Il trattamento conservativo di queste patologie è sempre preferibile ed in quest’ottica Theal Therapy si è rivelato un prezioso alleato di medici e fisioterapisti per ridurre il dolore e per accelerare i tempi di recupero – spiega il dott. Johnny Casagrande, neurochirurgo dell’Ospedale Circolo di Varese – Si tratta di una metodica sicura ed efficace per il trattamento conservativo di tali patologie che agisce direttamente sull’infiammazione, eliminando la componente infiammatoria e quindi il dolore associato. Theal Therapy consente di ridurre e disidratare l’ernia, riducendola di volume e facendo sì che la stessa vada a comprimere meno o non vada più a comprime la radice nervosa. Abbiamo finalmente trovato nella cura conservativa delle patologie discali un grande alleato e i risultati sono stati eccellenti”. A livello di prevenzione, alcuni fattori che possono favorire il rischio di una comparsa di un’ernia del disco e che quindi sono da evitare possono essere il sovrappeso, le prolungate posture scorrette e l’esecuzione di attività che sottopongono a eccessivo stress la colonna lombare, come il sollevamento di pesi che vanno a sovraccaricare la schiena. Anche altre condizioni, come la presenza di diabete e il fumo di sigaretta sembrano aumentare il rischio di sviluppare un’ernia del disco, la cui comparsa si fa più comune con il passare degli anni, anche se in genere è difficile che si manifesti dopo i 60 anni.

 

B-LAND, vince all’AgriAcademy di Ismea

Bari, la maratona di formazione su innovazione, marketing ed export per agricoltori 4.0, chiude i battenti

B-LAND, il progetto di turismo campano e pugliese basato sulla realtà aumentata, vince la tre giorni barese di AgriAcademy, il corso di alta formazione ideato e sviluppato da ISMEA in collaborazione con il Mipaaft. B-LANDènato da un’idea di Nadia Savino di Avellino e nei tre giorni si è arricchito  del contributo di altri 10 giovani innovatori del settore agrifood che hanno lavorato con lei in team. Sono: Marco Bellè di Messina, Angelo Santoro di Bari, Alessia Ametta, Manuela Ariano e Sabino Ammollo di Foggia, Luca Vita di Roma, Vincenzo Cori di Teramo, Giovanni Pirillo e Salvatore Angelica di Reggio Calabria e Damiano Cracolici di Palermo. 

 

Il successo è stato decretato dalla Giuria, composta da Fabio del Bravo di Ismea, Chiara Corbo dell’Osservatorio Smart Agrifood e Mario Ciardiello formatore e consulente aziendale. Per il gruppo di lavoro di B-LAND, la possibilità di essere seguito passo dopo passo dalle Università partner del progetto, nella realizzazione della loro idea innovativa.

Un risultato raggiunto dopo una tre giorni molto impegnativa in cui i giovani imprenditori agricoli partecipanti, con l’aiuto del team di #Ruralhacksotto la guida di Alex Giordano, e dei mentor dell’Osservatorio SmartAgrifood, hanno sviluppato i loro progetti di impresa, dagli aspetti propriamente di business, a quelli di design arrivando a proporre anche dei prototipi dell’idea progettuale.

La tappa di Bari, che ha avuto luogo dal 16 al 18 novembre, è la terza e ultima della sessione autunnali dell’AgriAcademy.

Ma vediamo in cosa consiste il progetto vincitore:

 

B-LAND Vivi la terra, sostieni il territorioè un’idea di realizzazione di un hub che raggruppa aziende diverse per offrire prodotti e servizi per turisti giovani e tecnologici che cercano esperienze di vacanza personalizzate attraverso i social. Degustazioni, visite guidate, didattica e percorsi gastronomici, organizzate attraverso una piattaforma web che offre un assistente virtuale per viaggi ad hoc, centrati sul territorio campano e pugliese,e costruiti sulle caratteristiche del cliente che fornisce i suoi gusti e preferenze attraverso la profilazione al portale. Insomma, una sorta di Shazam o Spotify ma applicata al turismo rurale. Il progetto ha, inoltre, una fortecaratterizzazione sociale e prevede che una parte dei ricavi dell’attività venga devoluta alla riqualificazione del territorio. Le attività di riqualificazione e l’offerta dei viaggi potranno essere seguite attraverso la realtà aumentata disponibile grazie a un’app innovativa applicata al turismo. Progetto di Nadia Savino di Avellino realizzato con il contributo di Marco Bellè di Messina, Angelo Santoro di Bari, Alessia Ametta, Manuela Ariano e Sabino Ammollo di Foggia, Luca Vita di Roma, Vincenzo Cori di Teramo, Giovanni Pirillo e Salvatore Angelica di Reggio Calabria e Damiano Cracolici di Palermo.

“Art&Science” 2017, dal micro al macro

Cosa hanno in comune le cellule dell’uomo o di altri esseri viventi e il cosmo? In che relazione si trovano le microstrutture dell’uomo con le macrostrutture della nostra galassia? L’uomo conosce più profondamente il micro o il macro cosmo? A queste ed altre domande cercheranno di dare una risposta un medico otorinolaringoiatra e un astrofisico ma, dalle prime ipotesi possiamo dire che i due sistemi – micro e macro – si abbracciano e rispecchiano idealmente.

E sono proprio il microcosmo e il macrocosmo al centro dell’attenzione dell’edizione 2017 di “Art&Science”, una performance live, un’esperienza che fa dialogare, oltre alle cellule, anche scienziati provenienti da campi d’azione diversi: medici, astrofisici, biologi molecolari, critici d’arte, musicisti, e stilisti senza confini e senza limiti.

“Il “microcosmo”, spiega Matteo Gelardi, ideatore di Art&Science, otorinolaringoiatra presso il Policlinico Universitario di Bari, Presidente Fondatore dell’Accademia Italiana di Citologia Nasale (AICNA) è profondamente simile al “macrocosmo”, non soltanto nella morfologia ma anche nei colori. L’esame al microscopio rivela che i cromatismi della materia vivente, espressione della funzione metabolica di quel preciso momento, possono persino indicare la nascita o la morte di tale materia, proprio come accade nel macrocosmo quando nasce o muore una stella. L’immagine citologica dell’edizione 2017 di Art&Science si chiama “Big bang” per due motivi: il primo perché rappresenta l’inizio di un “biofilm”, una struttura microbiologica formata dai batteri, in grado di difendersi dall’attacco da parte dei sistemi di difesa dell’organismo e dagli antibiotici; il secondo per la stretta somiglianza con le immagini astronomiche, in particolare il big bang di una stella.

È impressionante confrontare gli aspetti cromatici di un biofilm, organizzazione microbica difensiva che i batteri attuano nei confronti dell’organismo ospite e degli antibiotici, con quelli astronomici. Osservandoli ci si accorge che i due “Big bang” sono espressi da un solo colore: il Ciano, uno dei colori dello spettro che l’uomo riesce a vedere, la cui lunghezza d’onda è intorno a 480 nanometri. Uno dei tre colori primari “sottrattivi” assieme al giallo e al magenta. Si potrebbe persino affermare che la “nascita” ha un solo colore: il “Ciano”! Così come gli astrofisici, studiando gli aspetti cromatici del macrocosmo, riuscendo a datare una stella, o una galassia, oggi è possibile “datare” il microcosmo, rappresentato da cellule e da microrganismi”.

Sarà un lungo viaggio, partendo dall’interno del nostro organismo, giungeremo, grazie al contributo di Fabio Peri, noto astrofisico, sino ai confini dell’universo. Un medico ed un astrofisico si confrontano sulle distanze coperte nelle loro specifiche discipline: abbiamo percorso più strada dentro di noi (microcosmo), o fuori di noi (macrocosmo)? La distanza che va dalla superficie cutanea sino al codice genetico è maggiore della distanza corrispondente ad un anno luce? È proprio vero che la terza guerra mondiale la combatteremo contro i microrganismi? Le nanotecnologie ci aiuteranno a sconfiggere i batteri e i loro biofilm? Partendo dall’interno delle nostre cellule “microcosmo” giungeremo sino ai confini dell’universo “macrocosmo”, trasformando il Teatro Petruzzelli in un grande Planetario.”

“Ma quanto è grande l’universo? La nostra dimensione naturale, spiega l’astrofisico, Fabio Peri, Direttore Scientifico del Civico Planetario U. Hoepli di Milano, è il metro, un’unità di misura perfetta per misurare una stanza, un tavolo, una passeggiata, ma già in automobile si usano i chilometri e in aereo le migliaia di chilometri. In astronomia si usano gli anni luce… diecimila miliardi di chilometri. Solo con questo “metro” si può misurare l’universo e capire il nostro posto e le nostre reali dimensioni nel cosmo.

Pianeti, stelle, galassie, buchi neri, materia oscura, energia oscura, radiazione fossile. Esplorando queste enormi distanze abbiamo scoperto una miriade di oggetti affascinanti, curiosi e insoliti che sono diventati patrimonio della scienza e ci hanno aiutato a capire qualcosa sull’evoluzione dell’intero universo, come è nato, come “vive” e come finirà.

Parallelamente a questa dilatazione della misura del mondo “esterno”, del macrocosmo, l’uomo ha sviluppato strumenti per esplorare il microcosmo, l’infinitamente piccolo. Abbiamo così scoperto tessuti, cellule, molecole, atomi e addirittura quark! Il microcosmo si è rivelato pieno di sorprese come il macrocosmo. Ma quanto siamo andati in là “fuori” e “dentro” l’uomo? L’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo hanno un limite? Il nostro attuale orizzonte è un solo un punto di partenza per vedere fin dove potremo spingerci in futuro”?

La performance vedrà l’intervento del gruppo “Il Complesso di Golgi” composto da medici che assieme all’Orchestra di Bepi Speranza, al corpo di ballo “Coreutica”, con i costumi curati dalla stilista Giovanna Gelardi, e a musicisti di fama internazionali e giovani cantanti, eseguiranno brani musicali ispirati al cosmo e alle imprese spaziali.

Arrivederci ad “Art&Science 2017”

Precedenti edizioni

2014 – Quando la Scienza diventa suono con il pianista Maestro Michele Marvulli

2015 – Quando la Scienza diventa Arte con lo storico d’arte Philippe Daverio

2016 –  Il suono e il ritmo nella comunicazione intercellulare con il biologo molecolare Carlo Ventura

Da Bari a Tirana in nave 230 giovani artisti per la Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo

Mediterranea 18 Young Artists Biennale

TIRANA E DURAZZO, ALBANIA
 4-9 MAGGIO 2017

230 artisti da Albania, Austria, Bosnia Erzegovina, Croazia, Cipro, Egitto, Francia, Gran Bretagna, Grecia, Italia, Libano, Malta, Montenegro, Marocco, San Marino, Palestina, Portogallo, Serbia, Slovenia, Turchia, Tunisia.

BJCEM e il Ministero della Cultura della Repubblica di Albania presentano Mediterranea 18 Young Artists Biennale, un evento internazionale multidisciplinare che si svolgerà a Tirana e Durazzo, in Albania, dal 4 al 9 maggio 2017.
Una grande manifestazione che attraverso la presenza di circa 230 artisti provenienti dall’Europa e dal Mediterraneo porterà al di la dell’Adriatico il senso più profondo e contemporaneo della cultura Mediterranea ed Europea.A partire dal 1985, anno della sua prima edizione, la Biennale si svolge ogni due anni in una città diversa dell’area Mediterranea e si rivolge a giovani artisti e creativi. BJCEM è una rete internazionale con oltre 60 membri e partner in Europa, Medio Oriente e Africa, il cui supporto rende possibile questo evento garantendo la partecipazione di artisti provenienti dai loro territori.
Lo scopo di questa rete internazionale è creare opportunità per giovani artisti, promuovendo lamobilità, lo scambio, la comprensione reciproca, il dialogo interculturale, la collaborazione e laformazione. L’Associazione sostiene la loro creatività e li mette a contatto con realtà locali e internazionali al fine di aiutarli a crescere personalmente e professionalmente.

BJCEM difende energicamente il ruolo che l’arte e la cultura possono svolgere nella società, permettendo di scoprire e apprendere i valori di culture diverse arricchendo la propria. L’arte è uno strumento che può essere usato per superare i confini e i conflitti e non richiede che si parli la stessa lingua perché il suo è un linguaggio universale.

Sono stati selezionati 230 artisti visivi, registi, scrittori, attori, musicisti e grafici dai 18 ai 34 anni (nati a partire dal 1 gennaio 1982) nelle sezioni arti visive, arti applicate, cinema, musica, spettacoli, literary creation.
In Italia, in particolare, le sezioni hanno visto il coinvolgimento di diverse realtà locali: per Arti Visive si è incaricato della selezione il Comune di Ferrara; Musica, Cinema e Graphic journalism sono state prese in carico da ARCI nazionale; il Teatro da ARCI Regionale Emilia Romagna; per le Performance il GAI-Giovani Artisti italiani; per Literary Creation ARCI Regionale Puglia.

Gli artisti sono stati invitati a ragionare sul tema generale “HOME”, elaborato dal Direttore Artistico Driant Zeneli, che lo ha articolato nelle quattro sotto tematiche Storia+Conflitto+Sogno+Fallimento= Casa. Un tema particolarmente rilevante in un paese come l’Albania caratterizzata da un passato di isolamento e da una transizione estremamente rapida. Un’area geopolitica in cui storia, conflitto, sogno e fallimento attraversano costantemente la vita quotidiana.

Gli artisti selezionati saranno ospitati a Tirana e Durazzo dal 4 al 9 maggio 2017 incluso. In quei giorni mostreranno i propri lavori e si esibiranno in appositi spazi all’interno delle due città. Le mostre rimarranno aperte al pubblico fino al 28 maggio 2017.

Mediterranea 18 sarà preceduta da un evento pre-Biennale in Italia, il 3 maggio. Sarà infatti Bari ad ospitare gli artisti che, dopo un benvenuto alla presenza del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, della Presidente BJCEM Dora Bei e del Ministro della Cultura della Repubblica di Albania Mirela Kumbaro Furxhi, potranno assistere allo spettacolo Kater I Rades. Il Naufragio di La Biennale di Venezia e Koreja, con musiche di Admir Shkurtaj e libretto di Alessandro Leogrande. Un progetto che vuole ricordare la tragedia del 1997, quando l’affondamento della piccola imbarcazione albanese causò una delle più grandi tragedie del Mediterraneo.
Quello degli artisti sarà, dunque, un viaggio al contrario, fortemente voluto dalla Regione Puglia, a sostegno delle politiche culturali e d’integrazione, in sinergia profonda con il Governo Albanese.

Sarà una sorta di migrazione di giovani menti creative che andranno ad abitare una terra in piena rinascita sociale e culturale: da Bari in oltre 120 saliranno su un traghetto che li porterà a Durazzo, e a bordo si terrà una conversazione sul tema “Arte e migrazioni” con lo scultore greco Costas Varotsos, gli albanesi Adrian Paci e Roland Seiko e altri ospiti di fama internazionale, che stanno in questi giorni aderendo all’iniziativa.

All’evento saranno invitate a partecipare anche le scolaresche di Puglia, selezionate attraverso una Call online, proprio su uno dei temi che caratterizzano Mediterranea 18: le migrazioni. Avranno così l’eccezionale possibilità di salire a bordo anche i ragazzi vincitori, partecipando all’inaugurazione in Albania.

Impiantato a Bari e Ravenna il pacemaker più piccolo al mondo

A Ravenna e Bari, su due pazienti che soffrivano di cuore, è stato impiantato il Micra TPS, il pacemaker più piccolo al mondo, lungo poco più di 2 cm, un decimo della grandezza di un pacemaker tradizionale, e pesante solo 2 grammi.

Il dispositivo si applica senza operazioni invasive, con modalità di impianto non chirurgiche.

Il piccolo pacemaker è stato impiantato al Maria Cecilia Hospital di Cotignola di Ravenna e all’Anthea Hospital di Bari, su due pazienti affetti da squilibri cardiaci.

E’ stato introdotto nell’organismo per via transvenosa, senza ricorrere ad alcun catetere o filo inserito nelle vene, in due interventi chirurgici che sono durati circa 30 minuti, ossia la metà rispetto a un intervento tradizionale.

A sottoporsi a questo nuovo intervento, sono stati un uomo di 64 anni con fibrillazione atriale permanente, bassa risposta ventricolare e asistolie di circa 4 secondi, e una donna di 73 anni, affetta da fibrillazione atriale permanente con bassa risposta ventricolare e fasi di eccessivo rallentamento del battito cardiaco fino a 20 battiti/minuto.

Il Micra Transcatheter Pacing System o Micra TPS, dotato di tecnologia wireless per la ricarica, è stato messo a punto da 12 aziende sanitarie italiane.