Diabete, dieta e movimento possono aiutare

  • Ogni anno nel mondo il diabete colpisce 425 milioni di persone (e causa 4 milioni di decessi). In Italia, tra 2015 e 2018, i casi di diabete sono aumentati: +2% tra gli under 50 e +10% nella fascia 50-69 anni
  • La Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN), in vista della Giornata Mondiale del Diabete (14 novembre), anticipa i dati di un report che sarà presentato a Milano il 3 dicembre al Forum Internazionale su Alimentazione e Nutrizione

Leggi tutto “Diabete, dieta e movimento possono aiutare”

Non tutta l’attività fisica fa bene al cuore

Le malattie cardiovascolari sono la principale causa di mortalità in tutto il mondo, tuttavia, un gran numero di decessi prematuri potrebbe essere prevenuto adottando adeguate misure preventive. Tra queste misure, l’attività fisica si dice che abbia molteplici benefici e le linee guida internazionali sottolineano la necessità di essere attivi al fine di evitare la mortalità per malattie cardiovascolari.

Leggi tutto “Non tutta l’attività fisica fa bene al cuore”

L’esercizio fisico contrasta le malattie cardiache

Una delle cose significative che una persona può fare per ridurre il rischio di malattie cardiache, oltre a controllarne gli effetti, è muoversi regolarmente svolgendo una qualche forma di attività fisica. Questo, in combinazione con il mangiare sano e il mantenere un peso moderato.

Uno studio pubblicato sul Journal of Physical Activity and Health e condotto dai ricercatori delle università degli Stati Uniti ha esaminato l’associazione tra sport ed esercizio fisico.

lo studio a lungo termine ha esaminato il modo di fare esercizio fisico su oltre 13.000 soggetti che avevano un’età compresa tra i 45 e i 64 anni quando lo studio è iniziato, nel 1984. Lo studio è andato avanti per 25 anni, fino al 2015.

Lo studio ha trovato che la partecipazione a specifici sport ed esercizio fisico può ridurre sostanzialmente il rischio di malattie cardiovascolari.

In particolare gli sport con racchetta, la corsa, l’aerobica e la camminata nello studio erano associati a un minor rischio di ictus.

Malattie cardiovascolari, l’attività fisica fa bene

Un nuovo studio ha mostrato, per la prima volta, che le persone con malattie cardiovascolari traggono maggiore beneficio dall’esercizio fisico, rispetto alle persone sane.

Rimanere fisicamente attivi può aiutare una persona a vivere più a lungo e l’esercizio fisico regolare può aiutare a prevenire molte condizioni croniche.

Ora, i ricercatori della Seoul National University, nella Corea del Sud, hanno confrontato gli effetti dell’esercizio fisico sul rischio di morte in un gruppo di partecipanti sani e in un altro gruppo di partecipanti con preesistenti malattie cardiovascolari.

Lo studio ha rivelato che gli individui con malattie cardiovascolari avevano tratto i maggiori benefici dall’esercizio fisico rispetto agli individui sani. I malati, più si erano esercitati, meglio era stato.

Il team, guidato dal dottor Sang-Woo Jeong, ha pubblicato i risultati del lavoro sull’European Heart Journal e li ha anche presentati al Congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC) 2019, tenutosi a Parigi, in Francia.

Il dott. Jeong e colleghi hanno analizzato i dati di 441.798 partecipanti, di cui 131.558 presentavano malattie cardiovascolari preesistenti, mentre 310.240 erano sani. Tutti i partecipanti avevano 40 anni o più, con un’età media di 60 anni.

Seguiti per quasi 6 anni, i partecipanti hanno fornito informazioni sui loro livelli di attività fisica (esercizio aerobico che non includeva le attività quotidiane, come i lavori domestici).

Il dott. Jeong e il suo team hanno scoperto che, in un periodo di 6 anni, i partecipanti con malattie cardiovascolari avevano beneficiato maggiormente dell’attività fisica rispetto ai partecipanti sani.

“Abbiamo scoperto che circa la metà delle persone nello studio non raggiungeva il livello raccomandato di attività fisica nel tempo libero e che un quarto aveva uno stile di vita totalmente sedentario”, ha affermato, comunque, il dott. Jeong, secondo cui, i medici dovrebbero incoraggiare le persone con problemi cardiovascolari a non rinunciare all’esercizio fisico, spiegando che l’attività fisica può giovare alla salute.

Le linee guida ESC 2016 per la prevenzione primaria raccomandano agli adulti sani di tutte le età di fare almeno 150 minuti a settimana di attività fisica moderata o 75 minuti a settimana di attività fisica aerobica intensa.

Questo potrebbe voler dire che è necessario fare camminate veloci per 30 minuti, cinque volte alla settimana, o una vigorosa attività fisica per 2,5 ore, una volta alla settimana.

 

L’attività fisica rallenta il declino cognitivo negli anziani

Diversi studi scientifici hanno suggerito che l’attività fisica può rallentare l’accumulo di proteine ​​beta-amiloidi e di proteine ​​tau (due meccanismi patologici coinvolti nella malattia di Alzheimer ), ma il movimento può anche limitare il declino cognitivo legato all’età  e, quindi, ridurre il rischio di sviluppare la demenza.

In un nuovo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica JAMA Neurology, i ricercatori hanno valutato l’effetto dell’attività fisica per prevenire il declino cognitivo correlato all’accumulo di proteine ​​beta-amiloidi e all’atrofia cerebrale.

Lo studio è stato condotto su 182 persone, in media avevano 73,4 anni, di cui 56,6% donne, senza compromissione cognitiva al momento dell’inclusione nello studio.

Tutti i partecipanti sono stati seguiti per diversi anni, in media per un periodo di 6 anni. All’inizio dello studio, i ricercatori hanno trovato un’associazione tra attività fisica e rischio cardiovascolare, ma nessun legame tra lo sport e il livello di proteina beta-amiloide.

Col passare degli anni, i ricercatori hanno osservato che una maggiore attività fisica era significativamente associata a un minor rallentamento del declino cognitivo e a una minor perdita di volume del cervello. Questa relazione era indipendente dal rischio cardiovascolare dei partecipanti. Allo stesso tempo, anche un minor rischio cardiovascolare era associato a un declino cognitivo più lento e a una minore atrofia cerebrale.

Fare esercizio fisico allunga la vita

Fare più esercizio fisico nella mezza età estende la vita, non importa quanto si sia stati attivi prima, secondo una nuova ricerca.

Il nuovo studio ha trovato che coloro che non avevano fatto esercizio fisico, in precedenza, e quelli che erano già in forma avevano diminuito il loro rischio di morire presto quando avevano aumentato la loro attività fisica.

E i benefici erano stati avvertiti da persone con patologie mediche esistenti, come malattie le cardiache o il cancro, oltre a quelle in buona salute, in generale.

I ricercatori hanno detto che i loro risultati dimostrano che non è mai troppo tardi per mettersi in forma.

Lo studio ha monitorato quasi 15.000 cittadini britannici di età compresa tra i 40 e i 79 anni, per otto anni per valutare come i loro livelli di esercizio fossero cambiati. Sono stati quindi seguiti nei successivi 13 anni per stabilire in che modo ciò avesse influito sulla loro salute.

E’ emerso che coloro che avevano iniziato a fare esercizio fisico da oltre otto anni senza averne mai fatto prima avevano un rischio di morire nei successivi 13 anni diminuito del 24%.

Tra coloro che erano già attivi ma avevano aumentato i loro livelli di esercizio fisico, il rischio era diminuito del 42%.

I ricercatori dell’Università di Cambridge, autori del lavoro, hanno affermato che il loro studio offre speranza anche a coloro che sono stati inattivi per anni.

Scrivendo nel British Medical Journal, i ricercatori dicono che la popolazione, in generale, è sempre meno attiva. Invece, anche fare una breve passeggiata può fare la differenza.