Essere madri fa vivere più a lungo

Le donne che hanno avuto figli vivono più a lungo, secondo uno studio dell’EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition).

L’ampio studio europeo, ha trovato che le donne che avevano avuto almeno un figlio avevano ridotto il loro rischio di mortalità del 20%.

L’età della prima mestruazione, ossia il menarca, l’allattamento al seno e l’assunzione di contraccettivi orali influenzano in positivo anche l’aspettativa di vita delle donne.

Lo Studio prospettico europeo su cancro e nutrizione ha incluso più di 500.000 adulti di una dozzina di paesi europei, tra cui 366.000 donne, che avevano 27-70 anni tra il 1992 e il 2000.

I ricercatori hanno anche scoperto che l’aspettativa di vita aumenta nelle donne che hanno avuto il menarca dopo 15 anni, che hanno allattato al seno o usato la contraccezione orale.

Non allattare al seno, non prendere la pillola e avere avuto le mestruazioni prima dei 12 anni, diminuisce l’aspettativa di vita della donna, secondo questo studio.

La speranza di vita aumenta, ma la gente è più malata

L’aspettativa di vita globale è aumentata, ma non si vive in buona salute, in vecchiaia.

Alcuni scienziati hanno calcolato che la durata della vita media è aumentata di sei anni e più, a partire dal 1990.

Le persone in tutto il mondo vivono più a lungo, anche in alcuni paesi che sono tra i più poveri, ma in complesso un insieme di disturbi provoca una enorme perdita della salute.

Tuttavia, l’aspettativa di vita cresce, per entrambi i sessi è passata dai 65,3 del 1990 ai 71,5 del 2013. L’aspettativa di vita sana, però, è aumentata solo di 5,4 anni passando da 56,9 anni a 62,3.

Le persone vivono per più anni con le malattie e la disabilità.

Lo studio condotto in oltre 188 Paesi dice che in complesso, dal 1990, la salute degli uomini e delle donne è migliorata, grazie ai progressi fatti nella lotta contro malattie come l’AIDS, la malaria o le malattie infantili, resta tuttavia la sfida di far fronte ad altre malattie.

“Il mondo ha compiuto grandi progressi nel campo della salute, ma ora la sfida è quella di investire nella ricerca dei modi più efficaci per prevenire o curare le principali cause di malattia e disabilità”, ha detto Theo Vos, autore principale del nuovo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista The Lancet.

Le cause principali di perdita della salute nel 2013 sono state: cardiopatia ischemica, infezioni delle basse vie respiratorie, ictus, dolori alla parte bassa della schiena e al collo, incidenti stradali. Queste cause sono state divise per genere; per i maschi, gli infortuni stradali sono stati la quinta causa di disabilità e per le femmine, sono stati i disturbi depressivi ad aver causato la maggiore perdita della salute.

Il paese in cui l’aspettativa di vita è più alta, secondo questo studio, è il Giappone con una aspettativa di vita di 73,4 anni.

Nei 70enni l’attività fisica prolunga la vita

Praticare mezz’ora di esercizio fisico al giorno, intenso o moderato, è utile ai settantenni per allungare la vita e smettere di fumare, secondo un nuovo studio.

L’attività fisica è fortemente associata a una riduzione della mortalità, per qualsiasi causa, hanno detto i due ricercatori norvegesi che hanno fatto uno studio sugli uomini di oltre 70 anni, il quale ha coinvolto 16.000 uomini nati tra il 1923 e il 1932, presi in esame nel 1972-73 e poi nuovamente, solo 6.000 di loro, nel 2000, seguendoli medicalmente fino al 2011.

E’ emerso che l’attività fisica riduce il rischio di mortalità di circa il 40% in media nei settantenni. Praticare almeno tre ore di sport alla settimana prolunga l’aspettativa di vita di cinque anni nei settantenni rispetto ai coetanei sedentari.

Lo studio pubblicato sulla rivista britannica British Journal of Sport Medicine è stato fatto da Ingar Holme e Sigmund Alfred Anderssen, due specialisti di medicina sportiva della Scuola norvegese di scienze dello sport di Oslo.