Reazioni cutanee da farmaci, è importante riconoscerle

In ambito dermatologico, a volte gli stessi specialisti non hanno un’adeguata preparazione per affrontare alcune gravi reazioni cutanee da farmaco, scambiandole per esempio per un semplice rash cutaneo. A rimetterci sono i pazienti, che in questo rischiano di andare incontro ad un peggioramento della loro condizione.

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La piuma non provoca allergie respiratorie o cutanee

In Italia le persone che soffrono di allergie sono circa 15 milioni. Un numero veramente imponente e, per certi versi, allarmante.

Per ciò che concerne le allergie legate al sonno sembra che i fattori principali siano l’ipersensibilità ai materiali (con sintomi di allergie cutanee) e quella alla polvere domestica provocata dagli acari (allergie respiratorie).

Recenti studi scientifici hanno dimostrato che l’allergene responsabile di eventuali disturbi non è la materia prima utilizzata ma proprio l’acaro, o meglio gli escrementi che questo microorganismo produce.

Ulteriori approfondimenti hanno escluso che la piuma  possa essere nutrimento per gli acari che si alimentano principalmente delle squame cutanee dell’uomo e degli animali domestici.

Ancora la scienza ci conforta e sottolinea che la piuma non porta ad alcuna manifestazione di allergia respiratoria o cutanea.

Anzi, i risultati confermano che le persone che soffrono di allergia alla polvere domestica possono benissimo utilizzare gli articoli da letto con imbottitura in piuma o piumino, il cui uso è invece particolarmente consigliato.

da DaunenStep

Crescere con un cane evita eczema e asma

I  bambini che crescono con un cane in casa sono protetti dal rischio di eczema e in alcuni casi anche dal rischio di asma.

Il dato è emerso durante la conferenza annuale dell’American College of Allergy, Asthma & Immunology (ACAAI), in corso a Boston, Stati Uniti.

Come aveva trovato una precedente ricerca scientifica, i bambini le cui madri sono in contatto quotidiano con uno o più cani durante la loro gravidanza, per almeno un’ora a giorno, hanno meno probabilità di avere un’eczema all’età di 2 anni. Questo effetto protettivo del sistema immunitario diminuisce tuttavia dall’età di 10 anni.

L’eczema, malattia cutanea infiammatoria, colpisce il 20% dei bambini sotto i 7 anni e il 18% dei bambini di età compresa tra i 7 e i 16 anni. Essa può progredire provocando allergie alimentari o asma, come ha affermato il dottor Gagandeep Cheema , Immunologo e allergologo, autore dello studio, presentato all’ACAAI.

Gli scienziati hanno anche scoperto che la presenza di un cane in casa ha ammorbidito i sintomi specifici nei bambini con asma allergica.

L’allergia alla carne rossa è provocata dalle zecche

Probabilmente in molti non lo sanno, ma esiste anche un’allergia verso la carne rossa. È un’allergia scoperta recentemente, nel 2009 negli Stati Uniti. Si tratta di una patologia di cui l’agente scatenante sono delle punture di zecche, che determinano la formazione di anticorpi di tipo IgE, tipici dell’allergia verso l’Alfa-GAL.

Non si tratta di una proteina, ma di uno zucchero. L’ipotesi è che questo zucchero venga iniettato sotto cute dalla saliva della zecca. Un altro elemento inconsueto che qui si verifica è che la reazione non è immediata dopo l’assunzione dell’alimento in questione, ma ritardata da 3 a 6 ore, rendendo più difficile l’associazione dell’allergia al cibo.

Recentemente si è ottenuto un nuovo sistema diagnostico: il dosaggio delle IgE specifiche verso l’Alfa-GAL, che però al momento è disponibile solo in un numero limitato di laboratori.

La patologia è piuttosto rara. “Su 68 centri italiani di allergologia analizzati che vedono mediamente oltre 100mila pazienti ogni anno, sono stati identificati soltanto 27 casi”, ha spiegato lo specialista Danilo Villalta in occasione del Congresso Nazionale dell’AAIITO, Associazione degli Allergologi e Immunologi Territoriali e Ospedalieri Italiani, presso il Palazzo del Consiglio Regionale di Reggio Calabria.

 Il primo caso di allergia alla carne rossa nei confronti dello zucchero Alfa-Gal nel Centro – Sud ha riguardato un uomo di circa 50 anni di Reggio Calabria che lavora per il Corpo Forestale, già punto in passato da zecche. Nella notte ha manifestato due episodi di reazione, circa 5-6 ore dopo la cena, con perdita di coscienza e manifestazioni cutanee. Precedentemente aveva mangiato ingenti quantità di carne rossa. In Italia sono ancora pochi i centri in grado di compiere indagini su questo tipo di reazione.

 “Non c’è una terapia nei confronti di questa patologia – ha spiegato Antonino Musarra, Presidente AAIITO,  Associazione degli Allergologi e Immunologi Territoriali e Ospedalieri Italiani L’unica strategia è quella della prevenzione. Non abbiamo ancora grandi dati su questo tipo di sensibilizzazione. E’ per questo che occorre identificare il prima possibile quale tipo di carne il paziente abbia ingerito, il taglio di essa e la relativa quantità. Finora tutti i casi erano stati riportati nel Nord-Est, raramente nel Nord-Ovest. Ancora troppo pochi i centri che possono scoprire questo tipo di allergia. Reggio è tra questi”.

Oltre 5 milioni di italiani ogni anno vengono punti dagli imenotteri

L’estate è anche tempo di punture di insetti. Essere punti non solo è fastidioso, ma può anche rivelarsi molto grave.

Oltre 5 milioni di italiani ogni anno vengono punti dagli imenotteri, ma si stima che da 1 a 8 su 100 sviluppi una reazione allergica.

Le punture degli imenotteri possono provocare reazioni indesiderate da lievi a molto gravi nei soggetti che sono allergici al loro veleno. Le reazioni allergiche generali/sistemiche (dall’1% all’8,9%) sono le più pericolose, solitamente insorgono entro mezz’ora dalla puntura e possono manifestarsi con uno o più sintomi quali: orticaria, prurito diffuso, malessere, gonfiore, vertigini, nausea, vomito, diarrea, dolori addominali, mancanza del respiro, stordimento, confusione mentale, abbassamento della pressione sanguigna, perdita di coscienza e shock anafilattico.

“Tutte le persone che, dopo una puntura, in pochi minuti hanno manifestato uno o più sintomi sistemici, quali orticaria, vertigini, difficoltà di respiro, oppure una reazione locale molto estesa (>10 cm di diametro) della durata di almeno 24 ore devono rivolgersi alla specialista allergologo per una diagnosi e terapia appropriata”, ha detto la dott.ssa M. Beatrice Bilò, Presidente AAIITO, Associazione Italiana Allergologi Immunologi Ospedalieri e Territoriali.

“Laddove necessario, lo specialista prescriverà la terapia antistaminica, cortisonica, l’adrenalina autoiniettabile e/o l’immunoterapia specifica”, ha aggiunto l’esperta.

L’autoiniettore di adrenalina è uno strumento medico “salvavita” che consente di iniettare l’adrenalina in circa 10 secondi, in modo da “limitare” i sintomi delle reazioni allergiche più gravi, come lo shock anafilattico. Il paziente dovrà sempre portarlo con sé e sapere come e quando utilizzarlo.

L’immunoterapia specifica è l’unica terapia risolutiva ovvero in grado di regolare la risposta immunitaria nei soggetti allergici, proteggendoli da successive reazioni nel lungo termine. Questa terapia è consigliata a bambini e adulti che hanno avuto reazioni generali/sistemiche e che presentino test cutanei e/o sierologici positivi ed ha una efficacia protettiva dell’Immunoterapia superiore al 90%.

“In Italia, prima in tutta Europa, è partita per il secondo anno la campagna di informazione “Punto nel Vivo” sulla allergia al veleno di imenotteri – ha annunciato la Presidente AAITO – Questa campagna, promossa da esperti del settore e patrocinata da Federasma e Allergie Onlus, ha in programma una serie di azioni e strumenti di comunicazione, che partendo da Facebook come canale di comunicazione semplice e fruibile al servizio di tutto il pubblico, arrivano fino all’informazione e formazione dei professionisti della salute che sono coinvolti nel percorso diagnostico e terapeutico dei pazienti allergici a veleno di imenotteri”.

Sviluppa allergia al kiwi dopo un trapianto

Un uomo ha ereditato un’allergia al kiwi da sua sorella dopo che aveva ricevuto da lei il midollo osseo.

Nel paziente, le cellule del midollo osseo della donatrice, allergica al kiwi, hanno innescato la stessa reazione.

L’uomo, 46 anni, ha sviluppato formicolio e gonfiore delle labbra e della bocca quando ha mangiato un kiwi dopo l’intervento.

I ricercatori sono riusciti a isolare le cellule specifiche nel suo sangue che reagivano al kiwi e hanno confermato che i fastidi si originavano dal midollo osseo donato dalla sorella.

Il caso è emerso in uno studio diffuso dall’European Academy of Dermatology and Venereology.

Allergie? Colpa dell’uomo di Neanderthal

Sull’American Journal of Human Genetics, due team di ricerca hanno detto che il gruppo di geni che governa la prima difesa contro gli agenti patogeni è stata probabilmente ereditata dagli uomini di Neanderthal.

In pratica, secondo questi scienziati, l’uomo moderno, quando è allergico, è perché ha alcuni geni ereditati dall’incrocio con questo vecchio antenato.

Gli scienziati stanno cercando di determinare se e quale impatto l’eredità genetica dell’uomo di Neanderthal abbia avuto sulle nostre vite contemporanee.

In due articoli pubblicati la scorsa settimana sull”American Journal of Human Genetics’, due team di ricerca hanno detto separatamente che abbiamo ereditato un gruppo di geni, che sembra svolgano un ruolo nella reazione allergica di alcune persone nei confronti di alcune cose, come il polline o la pelliccia di un animale domestico.

Gli studi sono stati fatti dall’Istituto Max Planck di Lipsia, in Germania, e dall’Istituto Pasteur di Parigi.

Circa 50.000 anni fa, gli uomini moderni lasciarono l’Africa e il Medio Oriente, secondo gli scienziati e incontrarono gli uomini di Neanderthal. In alcune occasioni, questi incontri portarono a una eredità evidente nei genomi delle persone con antenati provenienti dall’Europa e dall’Asia.

Non tutti hanno ereditato il DNA dell’uomo di Neanderthal, ma questi geni si possono trovare nel 50 per cento delle persone.

Tre geni, chiamati TLR6-TLR1-TLR10, sono preposti per la risposta immunitaria innata del corpo nei confronti di batteri e virus.

La risposta immunitaria innata è diversa dalla risposta immunitaria acquisita che si ottiene attraverso l’esposizione agli agenti patogeni, attraverso i vaccini o semplicemente ammalandosi.

L’immunità innata può distruggerere un agente patogeno in poche ore, prima ancora che ci si ammali.

Gli uomini di Neanderthal hanno vissuto in Europa e in Asia occidentale per circa 200.000 anni prima che gli esseri umani moderni arrivassero.

Sono stati gli incroci con questi uomini già stanziati all’origine dei geni ereditati dagli esseri umani moderni.