Artrite, i cibi da evitare

Il consumo di prodotti lattiero-caseari dovrebbe essere evitato dalle persone che soffrono di artrite. Il contenuto proteico nei latticini può irritare i tessuti attorno alle articolazioni. E’ meglio sostituire i prodotti lattiero-caseari con verdure come spinaci, noci, burro, tofu e fagioli.

I pazienti con artrite dovrebbero anche limitare il consumo di sale nella loro dieta. Non solo il sale, ma anche gli alimenti con conservanti extra dovrebbero essere evitati. Possono anche provocare infiammazione alle articolazioni.

La carne rossa, ricca di acidi grassi omega-6, a sua volta, può scatenare dolori e infiammazioni articolari. I pazienti con artrite dovrebbero limitare l’assunzione di questa carne a una volta alla settimana.

Pure i carboidrati raffinati, come pane bianco, pasta bianca, cracker …causano un picco di glucosio nel sangue, che aumenta l’infiammazione nel corpo.

Pure i cibi fritti sono infiammatori e sono fatti con oli ricchi di acidi grassi omega-6. Vanno consumati con moderazione, perché  l’eccesso di cibi fritti interrompe l’equilibrio degli acidi grassi omega-6 e omega-3 nel corpo, il che può aumentare l’infiammazione e quindi peggiorare l’artrite.

Tra i cibi più infiammatori figura anche l’alcool, che andrebbe eliminato dalla dieta quasi definitivamente.

Vedere la vegetazione riduce le voglie malsane

Un nuovo studio ha trovato che vedere della vegetazione giorno per giorno può predisporre a un umore migliore e ridurre le voglie di consumare sostanze nocive come l’alcol, le sigarette e il cibo spazzatura.

Secondo questo nuovo studio, fatto nell’Università di Plymouth, essere in grado di vedere il verde e la natura dalla propria casa porterà a desideri meno frequenti e intensi di sostanze nocive.

La ricerca si è basata su lavori precedenti che avevano stabilito un legame tra l’esercizio fisico all’aria aperta e il desiderio ridotto di consumare sostanze nocive, ma gli autori di questo studio affermano che l’esercizio fisico non è necessario per raccogliere i benefici della natura.

Il lavoro è il primo del suo genere e i gli autori affermano che le loro scoperte sottolineano la necessità per le città e le comunità di tutto il mondo di investire in spazi verdi pubblici, proteggendo anche gli spazi esistenti.

Nello studio, i partecipanti hanno compilato un sondaggio online che aveva posto domande sulla loro esposizione quotidiana alla natura, sulle loro voglie abituali di sostanze nocive e sulla frequenza con cui provavano emozioni negative. Per quanto riguarda la natura, l’indagine ha misurato l’esposizione dei partecipanti alla vegetazione nei loro quartieri, la quantità di fogliame visibile dalle loro case, l’accesso a un giardino e la frequenza con cui frequentavano i parchi pubblici.

I risultati dello studio, pubblicato sulla rivista scientifica Health & Place, hanno indicato che l’accesso giornaliero a un giardino o ad altri spazi verdi riduce la frequenza e l’insorgenza di voglie nocive. Inoltre, la possibilità di vedere la natura dalla propria casa provoca risultati simili.

I ricercatori hanno anche preso in considerazione l’esercizio fisico nei sondaggi, ma hanno scoperto che i partecipanti avevano riferito di aver avuto meno desiderio di cose nocive dopo aver visto la natura, indipendentemente dal fatto avessero fatto esercizio fisico o meno.

L’ossitocina può frenare la dipendenza dall’alcool

Gli individui dipendenti dall’alcool potrebbero avere un modo per frenare la loro dipendenza attraverso l’aiuto di un farmaco contenente ossitocina, un ormone responsabile del legame sociale.

Gli scienziati dello Scripps Research e del National Institute on Drug Abuse (Stati Uniti) hanno scoperto che l’ossitocina può bloccare il desiderio di consumare più alcol nei ratti e credono che l’ormone potrà essere un approccio farmaceutico efficace nel trattamento della dipendenza da alcol.

I ricercatori hanno ipotizzato che l’ossitocina normalizzi i cambiamenti nel cervello che si verificano quando una persona sviluppa un disturbo da alcol. Hanno specificamente esaminato l’effetto dell’ormone su una parte del cervello chiamata amigdala.

L’ossitocina negli animali ha funzionato bloccando i segnali del neurotrasmettitore GABA.

I risultati dell’esperimento hanno dimostrato che l’ossitocina blocca con successo il consumo eccessivo di alcol nei ratti da laboratorio resi dipendenti.

Il cervello produce già ossitocina, per cui il trattamento per la dipendenza da alcol sarebbe probabilmente ben tollerato dagli esseri umani, dice il nuovo studio, pubblicato su PLOS Biology .

 

la complicità dei venditori nelle cattive abitudini dei nostri figli

I venditori favoriscono l’acquisizione di cattive abitudini nei nostri figli. Lo segnala un’indagine del MOIGE – Movimento Italiano Genitori

Pub, discoteche e bar (64%), sono il principale accesso all’alcol dei nostri figli,  mentre il 65% dei rivenditori non ha controllato la loro età. Gravissimo il dato che segnala che quasi la  metà (48%) dei venditori di alcolici continua a somministrare alcol, nonostante lo stato di ubriacatura del minorenne.

 Il 40% del tabacco ai minori viene venduto nelle tabaccherie, mentre il 15% dichiara di avere accesso ai distributori automatici che vendono senza chiedere tessera.

Mentre nei negozi che vendono la sigaretta elettronica, il 78% ha venduto ricarica di nicotina al  minore, senza verifica età.

 In 7 cannabis shop su 10 erano assenti indicazioni relativamente all’uso del prodotto da collezione non adatto alla combustione e in ben il 68% dei rivenditori (quasi 7 su 10) dei cannabis shop hanno venduto il prodotto nonostante fossero minorenni.

 Rispetto al gioco d’azzardo, al 62% dei minori non è stato mai chiesto il documento per verificare l’età ed in un caso su due il rivenditore non si è rifiutato di farlo  giocare d’azzardo.

Oltre 3 minori su 4 non hanno alcun filtro parental control sui propri device per impedire l’accesso ai siti porno. Solo il 15% dei rivenditori di connessione hanno avvertito del rischio pornografia utilizzando i device con le loro connessioni.

Ben il 56% dei rivenditori dei videogiochi vende ai minori dei videogiochi 18+ cioè  con contenuti violenti o volgari.

Obiettivo della ricerca è stato quello di conoscere il fenomeno della vendita, da parte degli adulti, ai minori dei prodotti vietati dalla legge come Alcol, Tabacco, Cannabis, Giochi d’azzardo, Pornografia ed autoregolamentati come i Videogiochi 18+.

“L’indagine del Moige apre uno squarcio molto ampio e decisamente preoccupante ed evidenzia la necessità di agire con urgenza per la tutela dei minori, rilanciando anche il tema dei controlli. Occorrono interventi normativi più stringenti verso chi compie atti così miserabili verso un minore.

Come Presidente di Commissione intendo, quindi, garantire un concreto e vigile supporto alle iniziative parlamentari nella individuazione di regole efficaci e inderogabili, per ricordarci che la tutela dei minori non è un optional per un Paese come l’Italia che deve ripartire puntando sui più piccoli: il senso stesso della vita futura”, ha affermato la Sen. Licia Ronzulli, Presidente della Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza.

‘’Sono dati molto gravi e preoccupanti che fanno emergere un grande pericolo per la tutela dei nostri figli. Occorre ripensare e ridefinire il sistema di sanzioni, controlli e formazione. L’impegno a proteggere  i minori non può essere confinato solo in famiglia, ma riguarda tutti coloro che producono tali prodotti nocivi ai minori, che devono attivarsi fattivamente per garantire che non vadano a finire nelle mani dei nostri figli’’,  ha dichiarato Antonio Affinita, direttore generale del Moige – Movimento Italiano Genitori

Più longevi gli anziani in leggero sovrappeso

Si dice che per vivere a lungo ed essere in buona salute non bisogna bere alcol o essere in sovrappeso. Tuttavia, uno studio americano ha prodotto risultati che hanno mostrato il contrario.

Dal nuovo studio, fatto dall’ UC Irvine e chiamato 90+ Study, incentrato sulla longevità è emerso che:

le persone che bevevano quantità moderate di alcol o di caffè vivevano più a lungo di quelle che si astenevano.

Le persone che erano in sovrappeso a 70 anni vivevano più a lungo del normale o delle persone sottopeso.

Oltre il 40 per cento delle persone con più di 90 anni soffriva di demenza mentre quasi l’80% era disabile. Entrambe le condizioni erano più comuni nelle donne.

Circa la metà delle persone con demenza oltre i 90 anni non aveva una neuropatologia sufficiente nel cervello che spiegasse la perdita cognitiva.

Le persone di età pari o superiore a 90 anni con un gene chiamato APOE2 avevano meno probabilità di avere la demenza causata dall’Alzheimer, ma avevano molte più probabilità di avere la neuropatologia del morbo di Alzheimer nel loro cervello.

90+study era stato avviato nel 2003 per esaminare un gruppo di persone parecchio anziane. I partecipanti erano stati visitati ogni sei mesi dai ricercatori che li avevano sottoposti a test neurologici e neuropsicologici.

L’influenza può colpire anche d’estate

E’ raro, ma può accadere di avere la tosse e il naso che cola, anche se fuori ci sono 30 gradi e il sole splende.

Pure nella stagione calda, la gente prende il raffreddore o i virus intestinali. Fortunatamente, le infezioni influenzali, che si diffondono in estate, sono meno frequenti che in inverno.

Si è affaticati dal caldo e ci si espone a sbalzi di temperatura frequenti, i virus para-influenzali, come adenovirus, rinovirus e coronavirus, colpiscono con maggiore facilità.

Inoltre, in estate, ci si sposta con più frequenza. Il rischio di prendere un raffreddore, ad esempio, è relativamente alto nell’aeroplano. Qui ci sono molte persone in un piccolo spazio insieme. L’aria è secca.

Tra i sintomi più comuni dell’influenza estiva ci sono dolori articolari, senso di debolezza e malessere, mal di testa, raffreddore e mal di gola, disturbi gastrointestinali, febbre.

La sindrome infatti può anche presentarsi sotto forma di virus intestinale, negli adulti come nei bambini.

L’influenza estiva ha una durata simile a quella invernale. Di solito finisce dopo una settimana.

Il più grande pericolo di infettare altre persone è poco prima della comparsa dell’infezione e nei primi giorni dopo la scomparsa dei sintomi.

Cosa fare dunque per evitare di ammalarsi d’estate? Le raccomandazioni sono le solite: uno stile di vita sano, evitando il fumo o il consumo elevato di alcol, dormendo sufficientemente e fronteggiando lo stress. Come in inverno, è consigliabile lavarsi le mani regolarmente e accuratamente. Anche fare esercizio fisico all’aria aperta, nelle ore e nelle modalità giuste, rafforza il sistema immunitario e quindi previene le infezioni.

Fare un uso moderato dell’aria condizionata e stare attenti prima di passare da un ambiente caldo a uno freddo o viceversa, dando al corpo la possibilità di adeguarsi gradualmente al cambio di temperatura, è anche una buona pratica.

Chiunque sia stato infettato nonostante tutte le precauzioni, dovrebbe prima di tutto stare in casa, in ambienti adeguatamente umidificati e bere molto.

Diversi rimedi casalinghi e vari medicinali da banco possono aiutare a ridurre i sintomi del malessere anche se non accorciano la durata dell’influenza estiva.