Rosetta: Philae si è posata sulla cometa, ma qualcosa non ha funzionato

L’evento è storico. Dopo 7 ore di caduta libera, il robot spaziale Philae dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) si è posato, come previsto, mercoledì alle 16:34 sulla cometa Tchouri.

L’annuncio è stato dato ieri, poco dopo le 17, considerato che le informazioni dalla sonda impiegano 28 minuti per giungere a terra.

Ora, si spera che Philae possa raccogliere i dati per cui è stato inviato.

Purtroppo qualcosa sembra non abbia funzionato a dovere nel sistema di ancoraggio, con i due arpioni che non hanno risposto bene.

Del resto non si conosce la natura del luogo su cui Philae si è posato: potrebbe essere roccia, ghiaccio o semplice sabbia.

“Abbiamo indicazioni che gli arpioni non hanno potuto essere attivati, il che significa che siamo posati su un materiale mobile’, ha detto Stephan Ulamec, responsabile del robot Philae.

Dopo 10 anni di volo, la sonda Rosetta, aveva sganciato, ieri, sette ore prima dell’approdo del robot sulla cometa, il suo Philae, che aveva trasportato con sé per tanto tempo.

Gli scienziati e il mondo avevano seguito col fiato sospeso le avventure di questo piccolo robot, che pesa sulla terra 100 kg e solo un grammo nello spazio.

Lanciato il telescopio spaziale Gaia

Il razzo Soyuz ha lanciato in orbita giovedì il telescopio spaziale Gaia dell’Agenzia spaziale europea (ESA), che eseguirà una mappatura della galassia in tre dimensioni e individuerà e caratterizzerà più di un miliardo di stelle.

Decollato dalla Guiana francese, Gaia, pesante poco più di due tonnellate è stato costruito da Astrium per conto dell’ESA.

La missione del satellite, a circa 1,5 milioni di chilometri dalla terra, durerà circa cinque anni e mezzo.

I dati trasmessi in questo tempo saranno ricevuti nella stazione dell’ESA di Cebreros, in Spagna, prima essere elaborati in diversi centri specializzati: in Spagna (Villafranca e Barcellona), Gran Bretagna (Cambridge) e Francia (Tolosa).

Sarà censito un miliardo di stelle, decrittografando l’origine, la struttura e l’evoluzione della Via Lattea, la nostra galassia.

Luca Parmitano ha interrotto la passeggiata spaziale, aveva l’acqua nel casco

PARMITANOGrande paura per l’astronauta Luca Parmitano che ha dovuto interrompere, martedì, la sua seconda passeggiata spaziale fatta dalla stazione spaziale internazionale.

Dopo un po’ più di un’ora che era nello spazio, l’astronauta italiano dell’Agenzia spaziale europea, ha detto che sentiva dell’acqua dietro la sua testa all’interno del suo casco, come ha spiegato la NASA.

”Ho tanta acqua nel casco, l’ho assaggiata e non si tratta di acqua potabile”, ha detto l’astronauta.
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