Vaticano: madre Teresa di Calcutta è santa

In occasione della canonizzazione di madre Teresa, papa Francesco ha invitato 1500 poveri a pranzo. Il Papa ha offerto della pizza, preparata da pizzaioli napoletani e servita da 250 religiosi e volontari.

Niente di più appropriato. Madre Teresa di Calcutta, infatti, aveva dedicato la sua vita ai più poveri, vivendo in totale austerità.

Molte persone bisognose, anche oggi, hanno come punto di riferimento le istituzioni delle Missionarie della carità, la Congregazione che madre Teresa aveva fondato.

Alcune di queste persone erano questa domenica in Piazza San Pietro a Roma in occasione della cerimonia di canonizzazione di madre Teresa.

Papa Francesco ha celebrato la messa e la cerimonia di santificazione di madre Teresa in Piazza San Pietro, a Roma, davanti a circa 120.000 fedeli.

Il Pontefice argentino ha sottolineato che sarà un po’ difficile chiamare la suora di Calcutta, Santa Teresa, dato che è così vicina, così tenera e così feconda.

Spontaneamente, continueremo a chiamarla madre Teresa ha detto il Papa nell’omelia.

Nata a Skopje nel 1910, madre Teresa era venuta alla luce in una Macedonia ancora ottomana, da una famiglia originaria del Kosovo. E’ stata, perciò, secondo la storia, serba, jugoslava e infine indiana, ma per parte sua, lei si è sempre proclamata “Albanese” e “Cattolica”.

Madre Teresa di Calcutta sarà canonizzata e diventerà una santa della Chiesa cattolica durante una
Papa Francesco ha detto domenica di seguire "con profonda attenzione" i lavori della Conferenza COP21
Papa Francesco lunedì ha lasciato Bangui per Roma, alla fine di un tour in Africa

Madre Teresa di Calcutta diventerà santa il 4 settembre

Madre Teresa di Calcutta sarà canonizzata e diventerà una santa della Chiesa cattolica durante una cerimonia che avrà luogo il 4 settembre prossimo.

Lo ha annunciato papa Francesco, martedì, durante una riunione di cardinali.

Papa Francesco aveva aperto la strada della canonizzazione della suora albanese, che ha dedicato la sua vita ad aiutare i poveri, nel mese di dicembre dello scorso anno.

Madre Teresa, fondatrice della congregazione delle Missionarie della Carità e premio Nobel per la pace, è morta nel 1997, all’età di 87 anni.

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Papa: cambiamenti climatici e lotta contro la povertà vanno insieme

Papa Francesco ha detto domenica di seguire “con profonda attenzione” i lavori della Conferenza COP21 di Parigi e ha chiesto che gli sforzi servano a mitigare l’impatto dei cambiamenti climatici e a ridurre la povertà.

“Mi torna alla mente una domanda che ho posto nell’Enciclica Laudato sì: “Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?”, ha detto papa Francesco durante l’Angelus domenica in Piazza San Pietro.

“Le due scelte vanno insieme: fermare i cambiamenti climatici e lottare contro la povertà per far fiorire la dignità umana”, ha asserito, esortando a pregare “perché lo Spirito Santo illumini quanti sono chiamati a prendere decisioni così importanti e dia loro il coraggio di tenere sempre come criterio di scelta il maggior bene per l’intera famiglia umana”.

In occasione della canonizzazione di madre Teresa, papa Francesco ha invitato 1500 poveri a pranzo.
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Papa Francesco: cristiani e musulmani sono fratelli

Papa Francesco lunedì ha lasciato Bangui per Roma, alla fine di un tour in Africa che lo ha portato in Kenya, in Uganda e nella Repubblica Centrafricana, paese dilaniato dalla violenza.

Il Papa era arrivato lunedì mattina nella grande Moschea del quartiere PK 5 di Bangui, ultima enclave dei musulmani nella capitale Centrafricana

Il Pontefice era stato ricevuto dal grande imam Tidiani Moussa Naibi.

in presenza di delegazioni di cattolici e protestanti, prima di parlare a centinaia di persone venute ad accoglierlo nei giardini della moschea il Papa ha DettO.

“Cristiani e musulmani sono fratelli”, e dobbiamo dire “no alla vendetta, alla violenza e all’odio”, invitando a restare ‘uniti perché cessi ogni azione che da una parte o dall’altra sfigura il volto di Dio e ha in fondo lo scopo di difendere con ogni mezzo interessi particolari, a scapito del bene comune’.

Questo incontro con i capi musulmani è uno degli atti più simbolici del viaggio del Papa. “La mia visita pastorale nella Repubblica Centrafricana non sarebbe completa senza questo incontro con la comunità musulmana”, aveva detto il Papa argentino.

Il Centrafrica è immerso in una spirale di violenza dal 2013, quando i Seleka, a maggioranza musulmani, rovesciarono il governo di François Bozizé. Ora il potere è in mano a un presidente provvisorio, mentre le elezioni presidenziali e legislative sono previste per il 27 dicembre prossimo.

Dopo questa visita alla Moschea, il Papa si è recato nel complesso sportivo Barthélémy Boganda, luogo intitolato a un politico e sacerdote cattolico, ‘padre della patria’, morto nel 1960, poco dopo la proclamazione dell’indipendenza e diventato primo presidente del Paese.

In questa struttura che può ospitare 30.000 persone, Bergoglio ha fatto un giro in papamobile e ha celebrato la sua ultima messa sul suolo africano.



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