La dipendenza digitale provoca depressione

La dipendenza digitale può aumentare la sensazione di solitudine, di ansia e di depressione tra le persone, secondo un nuovo studio fatto nella San Francisco State University.

I ricercatori Erik Peper e Richard Harvey hanno trovato che l’uso eccessivo dello smartphone produce gli stessi effetti di qualsiasi altro tipo di abuso di sostanze.

“La dipendenza comportamentale dell’uso dello smartphone inizia a formare connessioni neurologiche nel cervello in modi simili alla dipendenza dagli oppioidi”  ha spiegato Peper. Oltre a ciò, la dipendenza dalla tecnologia dei social media potrebbe effettivamente avere un effetto negativo sui legami sociali, ha aggiunto.

In un’indagine fatta su 135 allievi dell’università di San Francisco, Peper e Harvey hanno trovato che i soggetti, che avevano abusato dei loro telefoni, segnalavano isolamento, depressione e ansietà. Hanno anche scoperto che gli stessi studenti erano quasi costantemente multitasking durante gli studi, guardavano altri media, mangiavano o frequentavano lezioni.

Questa costante attività dava poco tempo al corpo e alla mente di rilassarsi e rigenerarsi, ha detto Peper.

Peper e Harvey nel loro studio, apparso su NeuroRegulation, hanno evidenziato che la dipendenza digitale non è colpa dell’utente, ma il risultato del desiderio dell’industria Tech di aumentare i profitti aziendali.

Tuttavia, lo studio ha suggerito che è possibile allenarsi per essere meno dipendenti da telefoni e computer. Il primo passo è quello di riconoscere che le aziende tecnologiche manipolano le risposte biologiche innate al pericolo.

Peper ha suggerito di disattivare le notifiche push, rispondendo solo a e-mail e social media in orari specifici e in periodi di programmazione senza interruzioni, mentre ci si concentra su importanti compiti.

 

Quali erano le 5 aziende di maggior valore nel 2006 e quali sono nel 2016
Due terzi degli infedeli usa lo smartphone per comunicare con l’amante anche se il partner
Il Salone del Mobile di Milano chiude con il segno positivo la sua 55esima edizione.

Aziende migliori: giù il petrolio, su la tecnologia

Quali erano le 5 aziende di maggior valore nel 2006 e quali sono nel 2016

A cura dell’Ufficio Studi di P101

Dagli smartphone e dai social media fino alla realtà virtuale e all’intelligenza artificiale, il mondo in cui viviamo oggi è dominato dalla tecnologia e sembra molto diverso da come appariva solo 10 anni fa. Nel 2006, il gigante petrolifero ExxonMobil era in testa alla lista delle aziende più quotate del mondo e Microsoft era l’unica azienda tech ad avvicinarsi al vertice di questa classifica. Fast forward ad agosto 2016: Apple, Alphabet di Google, Amazon e Facebook dominano la lista, mentre ExxonMobil è l’unica compagnia petrolifera rimasta nella top five, come sottolinea un recente articolo sulle pagine del World Economic Forum.

 The age of tech

Image: Statista

Infatti per un breve momento il 1 agosto 2016, dopo che i profitti della ExxonMobil sono crollati, il gigante del petrolio si è trovato al sesto posto, dietro Amazon e Facebook. Secondo Slate è la prima volta in cui le cinque società di maggior valore al mondo sono tecnologiche. E quando le “Big Five” – le cinque più grandi compagnie tech statunitensi – superano tutti gli altri in termini di valore di mercato, non si può non affermare che il momento sia culturalmente rilevante, anche sul fronte degli investimenti.

Insomma, c’è grande positività tra gli investitori nei confronti delle aziende che si occupano di innovazione tecnologica. E questa fiducia non è risposta casualmente: “The Global 2000”, il ranking annuale di Forbes delle società più grandi e potenti del pianeta vede moltissime realtà tech tra le prime linee: basti pensare che la sola Apple è ben all’ottavo posto.

E in Italia? Anche nel nostro paese la situazione sta evolvendosi rapidamente: l’ultima edizione della “Technology Fast 500 Emea” di Deloitte, che premia le 500 aziende tecnologiche internazionali con la più veloce crescita di fatturato negli ultimi 4 anni, vede in classificasette aziende italiane di cui una entro i top 20 e quasi tutte entro i primi 80 posti. Una conquista importante per queste start-up tecnologiche che hanno dimostrato un tasso di crescita decisamente incoraggiante, come affermato da Alberto Donato, Partner Deloitte e responsabile italiano Technology Media & Telecommunication (Tmt).

Ma non si pensi che le “migliori” aziende tecnologiche di oggi – in termini di grandezza, posizione nello stock market o rapidità di crescita – siano necessariamente anche i big di domani. Come ha sottolineato Joe Schoendorf – partner del colosso americano del venture capital Accel – durante Viva Technology – la conferenza parigina che riunisce i principali player mondiali della trasformazione digitale – “nessuno è al sicuro (dalla digital disruption). Quando sono arrivato nella Silicon Valley, la realtà dominante era IBM, oggi, IBM e le altre aziende che erano al top non sono più tra le principali. Non è possibile affermare che gli operatori dominanti di oggi lo saranno per sempre.”

Insomma, la trasformazione digitale dovrebbe sempre essere nell’agenda di ogni CEO, perché l’unico modo per garantire la sopravvivenza di una realtà tecnologica (e non) è l’innovazione continua, la ricerca di soluzioni sempre nuove per migliorarsi, mutare forma, adattarsi ai cambiamenti del mercato e, meglio ancora, anticiparli.

La dipendenza digitale può aumentare la sensazione di solitudine, di ansia e di depressione tra
Due terzi degli infedeli usa lo smartphone per comunicare con l’amante anche se il partner
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Uno smartphone facilita il tradimento

Due terzi degli infedeli usa lo smartphone per comunicare con l’amante anche se il partner si trova nella stessa stanza. Più del 90% degli infedeli ammette di usare lo smartphone per contattare l’amante
Due terzi degli infedeli chattano con l’amante senza curarsi della presenza del partner nella stessa stanza, mentre 8 infedeli su 10 modificano la password del proprio smartphone molto spesso proprio per evitare di essere scoperti dal partner.

Sono i dati emersi da un nuovo sondaggio condotto da VictoriaMilan su 10.258 utenti provenienti da 22 diversi Paesi, intervistati per capire quali siano i vantaggi del tradimento ai tempi dello smartphone.

Più del 90% degli infedeli ha detto di usare lo smartphone per contattare l’amante: è facile, comodo e veloce.

Il rischio di essere scoperti dal partner c’è sempre e comunque, ma con le giuste precauzioni è possibile limitare i danni: una delle pratiche più diffuse è la modifica della password. Cambiarla regolarmente senza svelarla al partner sembra essere il metodo più comune ed efficace.

Solo il 12% non si sognerebbe mai di contattare l’amante in presenza del partner ma il 21% non si lascia influenzare dalle paure: anche se il partner è in casa, molti non si fanno problemi a chattare con l’amante. Il 67% continua a comunicare con la nuova fiamma anche se il partner/marito entra nella stessa stanza.

Quando si tratta di usare le app di incontri, gli infedeli sembrano agire con maggiore cautela. Solo il 22% usa le app di incontri come Tinder, Happn o Bumble mentre il 78% le trova troppo rischiose.

L’amministratore e fondatore di Victoria Milan, Sigurd Vedal, sottolinea che gli smartphone hanno influenzato gran parte delle dinamiche sociali moderne, inclusi i tradimenti.

“Inviare messaggini piccanti e chattare maliziosamente fino a tarda notte non è soltanto facile, ma è principalmente eccitante. Il rischio di essere scoperti e il contatto molto frequente si traduce in un’esplosione di libido quando effettivamente si arriva ad incontrare l’amante. Si tratta di una soluzione così semplice e naturale che permette agli infedeli di instaurare un rapporto molto più intenso con l’amante.

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Lo si disapprova ma lo si fa, talvolta anche senza troppi sensi di colpa. Stiamo

Il Salone del Mobile chiude con il segno positivo tra innovazione e tradizione

Il Salone del Mobile di Milano chiude con il segno positivo la sua 55esima edizione. Inaugurata il 12 aprile scorso, la manifestazione si è chiusa ieri, 17 aprile ed ha proposto le novità del settore dell’arredamento.

Più di 2400 espositori hanno animato i padiglioni dedicati ai filoni classico, xlux e design, dell’abitare contemporaneo. Contestualmente sono stati allestiti il Salone del complemento d’arredo, il Salone Satellite, con le proposte di giovani artisti e di nuovi materiali, e le biennali Eurocucina e Salone del Bagno.

Una caratteristica che accomuna tutte le stanze della casa e tutti i settori della mostra, è la tecnologia che, coniugata insieme alla ricerca e all’estetica, è stata protagonista indiscussa di questa edizione.

Spazio dunque ai dispositivi mobili, come smartphone e tablet, e alle applicazioni, dalle quali è possibile controllare tutti gli elettrodomestici di casa. Innovazione ma anche tradizione, fatta di materiali pregiati e stile classico che, reinterpretato in chiave contemporanea, è stato omaggiato con un corto del regista Matteo Garrone, in un’installazione sulla casa del futuro.

Salone del Mobile

Salone del Mobile

Salone del Complemento d’arredo

Salone del Complemento d'arredo

Installazione: Before Design Classic

Installazione: Before Design Classic

Installazione: Before Design Classic

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Salone del Mobile

Salone del Mobile

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