Milano, al Gerolamo, Cuticchio con pupi e ensemble

Concerto mediterraneo è l’ultima opera musicale di Giacomo Cuticchio. È una suite per fiati, legni, ottoni ed archi, nata per il Teatro Gerolamo, che vede come strumento protagonista il pianoforte e che si sviluppa in tre quadri.

Nel primo tempo viene eseguito l’omonimo piano-concerto dal quale prende nome l’intero spettacolo. L’opera è dedicata a chi non è riuscito ad oltrepassare il Mar Mediterraneo e raccoglie suoni, caratteri e suggestioni tipici della Sicilia, madre e culla di svariate civiltà. Si alternano temi ora gai e vivaci, ora infausti e austeri, che dal pianoforte si propagano per fondersi con gli strumenti della formazione cameristica, sfruttando le differenti gradazioni armoniche.

Il secondo quadro è intitolato Rosa dei Venti: dopo una Arya introduttiva seguono respiri e tempeste di Tramontana, Levante, Scirocco e Maestrale. I Venti, protagonisti della suite, vengono riproposti in unna nuova versione per Ensemble allargato, che anticipa al pubblico la prossima uscita discografica del Giacomo Cuticchio Ensemble.

Il terzo quadro è un omaggio che Cuticchio ha voluto dedicare al proprio mestiere di oprante-puparo, che lo ha formato sin dalla prima infanzia e che lo ha fortemente influenzato anche nella vita musicale. A Incanto, che interpreta la nascita di un pupo siciliano, segue Autoritratto di Astolfo, in cui si identifica Cuticchio, per concludere con il roboante Finale. Il pianoforte prende parte all’Opera come strumento portante, così come l’antico pianino a cilindro cui la tradizione assegna il ruolo di commentatore degli spettacoli del Teatro dei Pupi, quel pianino che Giacomo suonava da bambino agli inizi del suo apprendistato di puparo e musicista.

Nell’ambito della rassegna “Le ragazze raccontano” promossa da MTM-Manifatture Teatrali Milanesi, con un ricco calendario,
Giovedì 10/Venerdì 11 maggio ore 20 Teatro Gerolamo, piazza Beccaria 8 Milano Nidodiragno e Pierfrancesco
Nel panorama della scena teatrale italiana I Sacchi di Sabbia si distinguono per la capacità

Amore ai tempi del colera

Giovedì 10/Venerdì 11 maggio ore 20
Teatro Gerolamo, piazza Beccaria 8 Milano

Nidodiragno e Pierfrancesco Pisani
in collaborazione con Infinito srl e il Funaro/Pistoia presentano

AMORE AI TEMPI DEL COLERA
Operita musical per cantattrice e suonatori

con LAURA MARINONI

e con Alessandro Nidi (pianoforte) / Marco Caronna (chitarra e percussioni)

regia Cristina Pezzoli

Laura Marinoni come non l’avete mai vista nel capolavoro di Gabriel García Márquez.

Cantare un amore a distanza che dura tutta la vita fino a compiersi nella vecchiaia avanzata è la straordinaria invenzione narrativa di uno dei più grandi inventori di storie del nostro tempo, recentemente scomparso: Gabriel García Márquez.

Ma è anche materia di grande fascino per generare una curiosa occasione di teatro. Teatro della Vita che a volte accade nei modi più inaspettati. Florentino e Fermina si incontrano poco più che adolescenti, si innamorano e si separano, ma si tengono nel cuore da lontano, mentre le loro vite scorrono parallele con le scelte che ne conseguono: marito, amanti, figli, infelicità e abitudine. Quello che si era acceso tra loro nella prima giovinezza si compie con uno stupefacente happy end autunnale, dopo un’attesa durata “51 anni, 4 mesi e undici giorni, notti comprese”. La potente epopea romantica di “L’amore ai tempi del colera” autorizza ad aprire un dialogo tra episodi e personaggi e musica.

RIDUZIONE TEATRALE/ Cinquant’anni d’amore, raccontati in un’ora e mezza
Nella riduzione sono stati condensati gli eventi principali che il romanzo narra in quasi 400 pagine, in un copione di 20 pagine per una durata complessiva dello spettacolo di circa un’ora e mezza, di cui un’ora recitata e mezz’ora cantata. La sfida era riuscire a non alterare la struttura fondamentale del romanzo, facendo una riduzione “in scala” per renderlo adatto al tempo e al linguaggio teatrale senza sacrificare la complessità e la varietà di registri narrativi.

IL PROGETTO MUSICALE / Una ricerca di “fusion” tra parole e musica
La musica accompagna quasi tutto lo spettacolo e la forma scelta è frutto di una ricerca che intende usare parole e musica senza soluzione di continuità. Il progetto musicale è strutturato su un repertorio vasto di matrice prevalentemente “caraibica”: Cuba, Giamaica, Colombia, Venezuela che sono i luoghi in cui è ambientato il romanzo. Ma ci sono anche alcune “incursioni” in altri generi musicali, con contaminazioni tra jazz, flamenco e soul: la scelta di un repertorio non sempre filologico permette di collegarsi ad alcune atmosfere emotive della storia attraverso dei cortocircuiti musicali che risultano estremamente efficaci. Le canzoni prendono spunto dalle vicende e dalle atmosfere del romanzo e rivelano un’inedita e “scanzonata” Laura Marinoni che recita e canta accompagnata dal vivo da Marco Caronna (chitarra e percussioni) e Alessandro Nidi (pianoforte), a cui è affidata anche la direzione musicale. La gioia e la “saudade” del suo canto sprigionano e accompagnano l’intima essenza di questo romanzo da anni diventato un “cult”.

 

ORARI: giovedì 10/venerdì 11 maggio ore 20

BIGLIETTI: da 6 a 34 euro

Nell’ambito della rassegna “Le ragazze raccontano” promossa da MTM-Manifatture Teatrali Milanesi, con un ricco calendario,
Concerto mediterraneo è l’ultima opera musicale di Giacomo Cuticchio. È una suite per fiati, legni, ottoni
Nel panorama della scena teatrale italiana I Sacchi di Sabbia si distinguono per la capacità

Milano: tradizione popolare e ricerca si incontrano con ‘I Sacchi di Sabbia’

Nel panorama della scena teatrale italiana I Sacchi di Sabbia si distinguono per la capacità di far incontrare tradizione popolare e ricerca, esplorando terreni diversi, dal teatro di figura alla farsa, passando per l’opera e il teatro di oggetti. Nei tre giorni dedicati alla compagnia di Pisa saranno presentati 4 spettacoli e una mostra interattiva con i loro elementi scenografici.

13 ottobre – ore 20 – I 4 moschettieri in America – Radiodramma animato
Il 18 ottobre 1934 andrò in scena la prima puntata de I 4 moschettieri “parodia di Nizza e Morbelli con musiche di E. Storaci”, ispirata al celebre capolavoro di Dumas.
Ottant’anni dopo, i Sacchi di Sabbia hanno dato un sequel a I 4 moschettieri: dapprima con un radiodramma – realizzato per Radio 3 all’interno del progetto Radio Days di Santarcangelo 14 – ed ora con questo spettacolo teatrale dedicato ai bambini, che ripropone, in un’inedita sperimentazione visiva, le atmosfere e i personaggi del radiodramma.
I 4 moschettieri in America è ambientato nell’America degli Anni Trenta: qui, i famosi eroi di Dumas si ritrovano a inseguire – tra gangster, pupe e sparatorie –  il sogno di una nuova grandezza, che solo il cinema potrà soddisfare.

La compagnia grazie a questo spettacolo si è aggiudicata l’Eolo Award 2017 come miglior Compagnia di Teatro di Figura italiana.


14 ottobre – ore 20
Abram e Isac. Sacra rappresentazione in cartoon
Lo spettacolo è una rilettura della rappresentazione di Abramo ed Isac, scritta nel 1440 dal fiorentino Feo Belcari.
Accogliendo l’oxymoron tra testo antico e un con-testo contemporaneo, l’episodio biblico del sacrificio di Isacco diviene qui il pretesto per una riflessione sull’enigma della comunicazione tra Abramo e Dio, in una dimensione scenica al tempo stesso materica e metafisica, dove la ritualità della “sacra rappresentazione” si colora di nuove impalpabili suggestioni.
Ad accompagnare la dizione del testo, i materiali più disparati: dalle sonorità contemporanee, alle immagini cartonate ispirate alle maschere di Saul Steinberg. Segni contemporanei e segni arcaici si fondono in una dimensione performativa sospesa, al tempo stesso ironica e sacra. L’elemento ironico – che contrasta fortemente con la drammaticità dell’episodio biblico – costituisce la quintessenza del progetto.


a seguire:
Dialoghi degli Dei
Dialoghi degli Dei celebra l’incontro tra Massimiliano Civica, regista noto per l’asciuttezza formale delle sue opere e I Sacchi di Sabbia, un gruppo toscano che ha fatto dell’ironia la sua peculiare cifra stilistica.
Scritti da Luciano di Samosata nel II secolo dopo Cristo, questi Dialoghi si presentano come una raccolta di gossip su vizi e trasgressioni degli abitanti dell’Olimpo: gli scontri “familiari” tra Zeus ed Era, le continue lagnanze per le malefatte di Eros, i pettegolezzi tra Dioniso, Ermes ed Apollo…

In questa gustosa versione gli Dei sono atterrati in una classe di un ginnasio, diventando oggetto concreto delle spietate interrogazioni con cui un’austera insegnante tormenta due suoi allievi. Seduti ai loro banchi di scuola e con i calzoni corti, i due maturi studenti, interrogati su tresche e malefatte degli immortali sperimentano sulla propria pelle le ingiustizie della scuola, preludio alle future ingiustizie della vita.
La serata si presenta dunque come un divertito“dittico sulla teogonia”:  accanto al lavoro sul teatro di figura, la compagnia mostra un altro elemento fondamentale del suo dna, il lavoro sui tempi comici dell’attore.

15 ottobre

Sandokan o la fine dell’Avventura

Liberamente tratto da “Le Tigri di Mompracem” di Emilio Salgari

Il luogo in cui si svolge l’azione è una cucina: attorno ad un tavolo si raccolgono i quattro personaggi che, indossato il grembiule, iniziano a vivere le intricate gesta del pirata malese. Perno dell’azione è l’ortaggio, in tutte le sue declinazioni: carote-soldatini, sedani-foresta, pomodori rosso sangue, patate-bombe, prezzemolo ornamentale. E poi cucchiai di legno come spade, grattugie come cannoni, una bacinella piena d’acqua per il mare del Borneo, scottex per cannocchiali, e ancora sacchetti di carta, coltellini, tritatutto…Il racconto si affaccia alla mente degli spettatori, per poi esplodere con una frenesia folle che contagia. La cucina è casa di Sandokan, nave dei pirati, villa di Lord Guillonk, foresta malese, spiaggia di Mompracem. Fedele all’ideale di un ironico esotismo quotidiano (Salgari non si avventurò mai oltre l’Adriatico) lo spettacolo – attraverso la rifunzionalizzazione di semplici oggetti d’uso – è un elogio all’immaginazione, che rischia di naufragare nel blob superficiale dei nostri tempi e al tempo stesso una satira di costume. Piccoli uomini (noi) e i loro grandi sogni si scontrano in un gioco scenico buffo ed elementare. Chi avrà la meglio?

Questa fantasiosa versione de “Le tigri di Mompracem“  di Emilio Salgari, adatto a grandi e piccini, è diventato nel tempo un piccolo classico. Con particolare riferimento a questo lavoro i Sacchi di Sabbia si sono aggiudicati il Premio Ubu Speciale nel 2008.

La mostra:
SSSHHH… 
I POP-UP TEATRALI DEI SACCHI DI SABBIA
Il libro pop-up è stato un elemento ricorrente nella ricerca teatrale dei Sacchi di Sabbia degli ultimi dieci anni. SSSHHH… è il primo, silente tentativo di raccontare questo percorso: una selezione di libri – costruiti per lo più per performance site specific o per spettacoli mai realizzati – saranno sfogliati dagli attori della compagnia, offrendo al visitatore una sorta di docu-film artigianale su alcune delle tappe più significative di questa ricerca.

Orari di entrata: 13 e 14 ottobre: ore 17 – 17.30 – 18 – 18.30 – 19 – 15 ottobre: ore 14 – 14.30 – 15

Età consigliata: dai 6 anni.


ORARI: feriali ore 20 – festivo ore 16

BIGLIETTI: spettacoli da 6 a 23 euro – mostra ingresso libero

 

Nell’ambito della rassegna “Le ragazze raccontano” promossa da MTM-Manifatture Teatrali Milanesi, con un ricco calendario,
Giovedì 10/Venerdì 11 maggio ore 20 Teatro Gerolamo, piazza Beccaria 8 Milano Nidodiragno e Pierfrancesco