Quando stare al sole fa paura

Esiste una malattia strana che si chiama tanofobia  essa consiste in una paura irrazionale del sole, dell’abbronzatura. La persona che ne soffre evita in ogni modo qualsiasi tipo di esposizione al sole e, se lo fa, prende precauzioni, mette la protezione più alta possibile di una crema, indossa vestiti che proteggono, occhiali da sole, ombrelli, cappelli…

Ma la non esposizione solare può anche causare malattie. È importante tenere presente che la mancanza di vitamina D nel corpo è associata all’osteopenia (minore densità minerale ossea), cosa che provoca un indebolimento delle ossa. D’altra parte, alcuni tipi di tumore, come quello al colon, alla prostata o al seno, sono strettamente correlati alla mancanza di vitamina D.

La tanofobia può avere importanti ripercussioni sulla vita emotiva e sociale di coloro che ne soffrono, poiché a volte con più ore di luce, rimangono confinati a casa.

La tanofobia può causare i sintomi tipici dell’ansia , come mal di testa, sudorazione, secchezza delle fauci, ecc., specialmente quando le persone colpite sanno che devono uscire all’aperto in pieno giorno.

La malattia contraria alla tanofobia è la tanorexia : l’ossessione per i raggi del sole, tanto che chi ne è colpito tende ad esporsi esageratamente ai raggi solari.

I rischi della tanorexia sono molto dannosi per la pelle, poiché possono causare invecchiamento precoce, rughe, melanoma, macchie, ecc.

La tanofobia non deve essere confusa con la fotofobia. Quest’ultima consiste in una leggera intolleranza dovuta al disagio che può verificarsi negli occhi ed è una patologia più comune di quanto molti credano, essa colpisce principalmente le persone con gli occhi chiari e con delle malattie agli occhi.

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Scottature solari: con la crema da barba passano

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Incredibile! Una mamma ha condiviso sul Web la sua cura “miracolosa” per sbarazzarsi delle scottature solari in 30 minuti.

Cindie Allen-Stewart, abitante del Texas, si sarebbe spalmata della crema solare solo per scoprire che la sua pelle stava ancora bruciando.

Dopo aver provato numerosi metodi per alleviare il suo dolore e il rossore senza fortuna, ha provato un rimedio casalingo, usando la crema da barba che, a suo dire, “fa miracoli”.

In un post su Facebook che è diventato virale, Cindie ha scritto che la crema da barba elimina rapidamente le scottature solari. La crema o la schiuma, però, devono essere al mentolo.

“Abbiamo trovato la crema da barba Gillette su Amazon”, ha raccontato.

Applicando la crema da barba sull’ustione e lasciandola sulla pelle, ha raccontato la donna, si inizia a guarire.

Dopo 30 minuti, la crema da barba dovrebbe fa effetto, poi, ci si può lavare facendo una doccia tiepida o fredda oppure un bagno, per togliere i residui.

Se l’ustione brucia ancora, il trattamento si può fare di nuovo il giorno successivo. Di solito dopo quel secondo trattamento, la scottatura scompare.

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Aiuta un danese a non scottarsi al sole

Aiutare i danesi a prendersi cura della propria salute anche quando sono in vacanza in Italia: è questo il messaggio che l’anno scorso è stato lanciato con la campagna sociale online HELP A DANE (Aiuta un danese), riscuotendo grande successo a livello internazionale. Ogni giorno un danese muore per malattie causate dall’eccessiva esposizione al sole ed è per questo che il popolo della Danimarca chiede aiuto alle nazioni che si affacciano sul Mediterraneo e che sono abituate a convivere con il sole e a gestirne i danni collaterali.

Quest’anno il cantautore siciliano Colapesce ha sposato la causa con una nuova canzone di successo volta a sensibilizzare il popolo italiano ad aiutare i turisti danesi per evitare le scottature e le malattie legate alla pelle.

Con la canzone “Aiuta un Danese”, ispirata all’inno nazionale danese, Colapesce esorta i propri connazionali ad aiutare i danesi a proteggersi prima di prendere il sole nelle splendide spiagge italiane.

Ogni anno in Danimarca si registrano circa 2.250 nuovi casi di melanoma, raggiungendo il quinto posto della classifica mondiale. Il 90 % dei casi lo si può evitare grazie ad un comportamento responsabile sotto al sole, ad esempio rimanendo all’ombra il più possibile, utilizzando copricapi e utilizzando creme ad alta protezione solare.

La campagna, è stata ideata dall’agenzia &C in collaborazione con la Danish Cancer Society e la Fondazione TrygFonden,  prodotta e realizzata dalla casa di produzione Think Cattleya e diretta da Maria Guidone e Giacomo Boeri, che ne hanno curato insieme all’agenzia anche la scrittura. Il concept ironizza affettuosamente sulle discutibili abitudini dei danesi come bere il cappuccino mangiando una lasagna oppure indossare le calze con i sandali. Pare che i danesi possano imparare tante cose dagli italiani, come concedersi una bella dormita all’ombra quando il sole di mezzogiorno diventa cocente e pericoloso.

Lo spot è stato girato in Puglia a Presicce davanti al cinema Villani e in tutto il centro storico, con alcune scene realizzate anche a Ruggiano, Tricase porto, Lido Marini, Torre Chianca e Acquaviva.

Durante l’estate 2017 la campagna HELP A DANE è riuscita a creare un vero movimento internazionale: più di 12.000 persone appartenenti alle destinazioni preferite dei danesi (Italia, Grecia, Tailandia, Francia e Spagna, paesi in cui è stata infatti veicolata la campagna internazionale), hanno aderito alla petizione online su helpadane.com per aiutare i turisti danesi a proteggersi dal sole.

Il music video è disponibile sul sito HELPADANE.COM, su youtube e su facebook.com/helpadane.

Da sapere:

  • Fino al 90 per cento di tutti i casi di tumori della pelle sono causati dall’esposizione alle radiazioni ultraviolette (UV) naturali, provenienti dal sole e dai solarium.
  • La Danimarca è un paese scandinavo con poche ore di sole all’anno e un indice UV che non supera mai il livello 7. Nelle destinazioni assolate più vicine all’equatore l’indice UV può arrivare a 12 o 15.
  • La Danimarca ha la più alta incidenza in Scandinavia della forma più mortale di tumori della pelle, il melanoma, in proporzione al numero di abitanti e le diverse fasce d’età.
  • Su scala globale la Danimarca occupa il quinto posto per incidenza del melanoma. Soltanto Australia, Nuova Zelanda, Svizzera e Olanda hanno un’incidenza maggiore.

Che la coscienza green si stia diffondendo a macchia d’olio soprattutto tra i giovani è
Tornare dalle vacanze è sempre traumatico e si cerca in tutti i modi di prolungare
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Cresce la miopia nei bambini

I ragazzini che passano molte ore su smartphone, console di gioco, computer e tablet mettono a rischio la loro vista. Gli esperti sono preoccupati per i crescenti livelli di miopia nei bambini.Dicono che la cosa migliore che i genitori possano fare per salvaguardare la vista dei loro figli sia di incoraggiarli a trascorrere più tempo all’aria aperta, alla luce del sole.

C’è stata una massiccia ascesa in tutto il mondo della miopia, ha detto Chris Hammond, professore di oftalmologia al King’s College di Londra e consulente oftalmologo dell’ospedale di St Thomas.

La patologia “ha raggiunto livelli epidemici nell’Asia orientale, a Singapore, a Taiwan, nella Corea del Sud, dove circa il 90% dei giovani di 18 anni, adesso, è miope.

Anche in Europa la miopia è cresciuta negli ultimi decenni del 20 ° secolo di circa il 20-30%.

Annegret Dahlmann-Noor, consulente oculista al Moorfields Eye Hospital di Londra, ha detto che la mancanza di luce naturale sembra essere il fattore principale nella crescita della miopia

La mancanza di esposizione alla luce solare diretta, nei bambini che studiano molto e che usano computer, smartphone o tablet pare essere la causa del fenomeno.

I più giovani, alle prese con i dispositivi elettronici, hanno meno opportunità degli altri di correre fuori e sono meno esposti al sole e per questo sembrano essere più a rischio di sviluppare miopia.

Il professor Hammond afferma che può non essere una coincidenza che in Asia orientale, i più miopi siano quelli che si classificano meglio in matematica.

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