Epatite C, uno spot sulla RAI per sensibilizzare

In occasione della Giornata Mondiale delle Epatiti che cade il 28 luglio, istituzioni, specialisti, economisti, servizio pubblico, mondo dell’impresa, insieme per una conferenza stampa di lancio della Campagna Sociale per l’eliminazione dell’Epatite C, che si tiene oggi 24 luglio alle ore 14 al Senato della Repubblica, presso la Sala Caduti Nassirya di Palazzo Madama. Per l’occasione, verrà presentato lo spot di sensibilizzazione sull’HCV: patrocinato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero della Salute,  andrà in onda su tutti i canali radio e tv della Rai, su Rai Social e Rai web, dal 23 luglio sino al termine della campagna. Sarà inoltre proposta la visione di un corto con le testimonianze dei pazienti guariti (97% i successi), per rafforzare il messaggio della campagna sociale per l’eliminazione dell’Epatite C in Italia, attraverso una terapia gratuita e della durata di poche settimane.

 

Tra i partner presenti all’evento anche Ferrovie dello Stato Italiane, che ha aderito alla campagna e contribuirà ad amplificarne il messaggio diffondendo lo spot attraverso i propri canali. “FS Italiane ha aderito con piacere a questa campagna. Una importante opportunità per fare cultura medico-scientifica e contribuire a informare il maggior numero di persone al tema e sensibilizzarle ai percorsi di cura” sottolinea Rita Pofi, Responsabile Relazioni Esterne di Ferrovie dello Stato. Tra gli altri partner, anche Farma Magazine, la voce delle farmacie in Italia, che ha dedicato alla campagna la copertina e un ampio articolo nel suo organo di stampa disponibile in oltre 1 milione di copie presso 17mila farmacie in Italia.

 

LO SPOT PER CAPIRE E AGIRE – “L’epatite C in Italia ha colpito centinaia di migliaia di persone; dalla scoperta del virus nel 1989 ha causato in questi ultimi 30 anni oltre centomila morti, per cirrosi epatica o tumori del fegato. Dopo 30 anni, in Italia vi sono ancora 200mila persone stimate con infezione da HCV. Oggi grazie alla ricerca possiamo facilmente sconfiggere il virus in poche settimane con una terapia per bocca semplice e non tossica. Rivolgiti al tuo medico o allo specialista: aiutaci a cancellare l’Epatite C. L’Epatite C è un rischio quotidiano e accorcia la vita”.

Questo il testo dello spot, che si ispira ad una lavagna in grafite con un cancellino di memoria scolastica e richiama la grafica del reality “Il Collegio” o di alcuni messaggi pubblicitari di recente successo. “Aiutaci a cancellare l’epatite C!”: lo spot andrà in onda su tutte le emittenti radio e TV della RAI per sensibilizzare la popolazione sul tema. L’iniziativa è stata promossa da SIMIT – Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali con AISF – Associazione Italiana per lo Studio del Fegato, e con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero della Salute.

Il servizio pubblico attraverso RAI Solidarietà Sociale ha sposato questa campagna dimostrando grande attenzione per un tema che rappresenta una straordinaria conquista per la scienza. Tutti siamo coinvolti e la società civile deve aiutare per far emergere il “sommerso” , ossia quei soggetti colpiti dal virus e ignari di aver contratto l’infezione. Pur con qualche distinguo statistico, le stime del sommerso raggiungono cifre importanti, comprese tra le 100mila e le 350mila persone. È quindi molto importante un coinvolgimento mediatico per rivolgersi a un pubblico quanto più ampio possibile: occorre informare e mantenere alta la guardia, cercando di sensibilizzare le famiglie e spingere i pazienti alla cura nei centri prescrittori per una terapia di poche settimane, gratuita e non tossica.

La ricerca scientifica ha prodotto risultati straordinari in termini di terapia e la possibilità di eradicare l’Epatite C è un’opportunità che non può essere mancata e lo dico da medico e da politico – sottolinea Pierpaolo Sileri, Presidente della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato. – Le istituzioni devono lavorare con le società scientifiche, associazioni e media per far emergere la comunità del sommerso e le popolazioni serbatoio del virus, per avviare i soggetti malati verso i centri prescrittori dove possano essere curati”.

 

LA SITUAZIONE OGGI – Il virus dell’epatite C (HCV) è una delle principali cause di morbilità e mortalità correlate al fegato. La disponibilità di una cura ad alta efficacia, che consente la definitiva eliminazione del virus in circa il 97% dei casi trattati, ha cambiato radicalmente la prognosi e il destino individuale di migliaia di pazienti. L’Italia, grazie alle politiche di accesso al trattamento introdotte dall’Aifa, raggiungerà l’obiettivo dell’OMS della riduzione del 65% della mortalità HCV correlata nel 2022 e, secondo le ultime analisi condotte dal Center Disease Analysis (USA), si colloca tra i 12 Paesi avviati positivamente verso il traguardo dell’OMS dell’eliminazione dell’infezione da HCV entro il 2030, a patto di mantenere alto il numero degli individui trattati. A fine giugno risultavano in Italia oltre 185mila trattamenti avviati e nella stragrande maggioranza già conclusi con successo. “Oggi abbiamo a disposizione farmaci per combattere l’Epatite C che sono così efficaci da assicurare nella quasi totalità dei casi l’eradicazione dell’infezione. In questo scenario bisogna allora individuare quali siano le popolazioni chiave nelle quali l’infezione si trova a circolare maggiormente e che quindi fanno da serbatoio dell’infezione, come i tossicodipendenti per via endovenosa, ma anche le key population come detenuti e migranti”, spiega il Prof. Massimo Galli, Presidente SIMIT. Considerando infatti l’alta prevalenza di HCV nella popolazione generale in Italia, per aumentare la diagnosi e il trattamento delle persone infette è indispensabile far emergere il “sommerso” nelle categorie maggiormente a rischio.

C’è ottimismo per il futuro per quanto riguarda l’HCV, eppure l’emergenza è ancora attuale” aggiunge Salvatore Petta, segretario AISF. “Oggi dobbiamo considerare la lotta all’epatite C non ancora vinta del tutto. Abbiamo a disposizione dei farmaci antivirali estremamente validi sia per efficacia che per sicurezza; tuttavia, dobbiamo curare ancora tanti pazienti. È necessario quindi che istituzioni, clinici e pazienti convergano in una sinergia per individuare i soggetti ancora non raggiunti dal trattamento. Una particolare attenzione va dedicata a soggetti con fattori di rischio per esposizione al virus dell’epatite C (trasfusione di derivati del plasma prima degli anni ’90, storia di chirurgia maggiore, storia di iniezioni con siringhe di vetro non monouso, portatori di tatuaggi e/o piercing, etc), ed a popolazioni a rischio, come coloro che frequentano i Servizi per le dipendenze (SerD) o la popolazione carceraria, per i quali bisogna istituire dei programmi specifici di screening e di terapia”.

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Servizio pubblico è un canale RAI senza pubblicità

Durante il Faccia a Faccia a Mix24 su Radio 24, Lorenzo Sassoli de Bianchi, presidente dell’Upa (Utenti pubblicità associati) ha detto che serve un canale RAI senza pubblicità.

Sul fatto che siano proprio gli inserzionisti ad auspicare un canale generalista senza reclame, Sassoli dice che non è un paradosso.

“Siamo imprenditori e cittadini, operiamo in questo Paese, vogliamo un Paese più civile”, ha affermato.

Su cosa sia il Servizio pubblico dice che è “è uno strumento di crescita del Paese, di crescita sociale, di crescita culturale, di crescita di consapevolezza e di crescita di responsabilità”.

In questo contesto Sassoli auspica che la Rai diventi servizio pubblico … “che torni ad esserlo”.

“La malnutrizione è concausa della morte di 3 milioni di bambini sotto i 5 anni,

Un “braccialetto delle nascite” contro la malnutrizione e la mortalità infantile

“La malnutrizione è concausa della morte di 3 milioni di bambini sotto i 5 anni, ben metà dei 6 milioni di morti infantili che avvengono in un anno per cause evitabili, e sono 200 milioni i bambini nel mondo che sono affetti da una qualche forma di malnutrizione. Garantire a questi bambini e alle loro famiglie il diritto al cibo è una sfida che si può vincere e ciascuno può contribuire ad essere il motore di questo cambiamento”. Questo il messaggio lanciato da Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children, l’Organizzazione dedicata dal 1919 a salvare i bambini e tutelarne i diritti, n occasione dell’apertura della settimana che il Segretariato Sociale della Rai dedica all’iniziativa “Be the Change, Save the Children”.

Il messaggio “Be the Change”, essere motori del cambiamento, è la “chiamata” che l’Organizzazione rivolge a tutti i visitatori dell’Esposizione Universale e che verrà lanciata dai programmi della Rai durante questa settimana. Ciascuno potrà dare il proprio contributo, aderendo all’appello di Save the Children per chiedere ai leader mondiali un impegno forte e concreto per sconfiggere la malnutrizione e la mortalità infantile entro il 2030, anno fissato dalle Nazioni Unite per raggiungere i Nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Basterà andare sul sito www.savethechildren.it o presso il Villaggio dell’Organizzazione presente ad Expo 2015, per aderire all’appello“Be the Change, Save the Children”, firmando un virtuale braccialetto delle nascite, come simbolo dell’appello dell’Organizzazione.

“Abbiamo voluto che il simbolo di quest’iniziativa fosse un braccialetto delle nascite, perché la sopravvivenza di milioni di bambini ancora oggi dipende proprio dal posto in cui si nasce. Sono infatti circa 60 milioni i bambini che soffrono di malnutrizione cronica, che si trovano in Africa e in generale l’80% dei bambini gravemente malnutriti nel mondo si concentra in 20 paesi”, spiega Valerio Neri. “Quest’anno le Nazioni Unite dovranno fare il punto sugli Obiettivi di Sviluppo del Millennio , tra cui la malnutrizione e la mortalità infantile. In entrambi i casi non sono stati raggiunti i traguardi che la comunità internazionale si era prefissata. Quando a settembre i leader mondiali si troveranno a scrivere i Nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, vogliamo che lo facciano pensando che il diritto alla vita di nessun bambino può dipendere dal luogo in cui viene alla luce”.

Save the Children è da anni impegnata in oltre 40 paesi del mondo con interventi di nutrizione e salute a favore di madri e bambini e nel 2009 ha lanciato la campagna Every One per il contrasto alla mortalità e malnutrizione infantile. Nel solo 2014, sono stati 9 milioni i bambini sotto i 5 anni raggiunti con programmi di nutrizione e 15 milioni quelli che hanno beneficiato, con le loro mamme, di interventi nell’ambito della salute.

L’Organizzazione, dedicata dal 1919 a salvare i bambini e tutelarne i diritti, è presente in Expo con un padiglione dedicato alla malnutrizione e alla mortalità infantile. Il padiglione di Save the Children, aperto ai visitatori dal 1° maggio, sorge lungo il Decumano in un ampio spazio di 800 mq che ospita una struttura di legno che ricorda uno dei tanti villaggi nel mondo in cui Save the Children opera quotidianamente, combattendo la malnutrizione e la mortalità infantile. Il Villaggio Save the Children è aperto ogni giorno dalle 10 alle 18,30 (oltre ad alcune speciali aperture serali) e ospita una serie di istallazioni interattive, attraverso cui i visitatori, adulti, famiglie e bambini, vivranno delle esperienze sensoriali che li faranno identificare con la vita di un bambino nato e vissuto in contesti di povertà o emergenza.

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