Come i ragazzi salveranno il mondo

Venerdì 15 novembre 2019, alle ore 9.00, il Museo archeologico Mètauros che ha Sede a Gioia Tauro caratteristico centro del reggino partecipa a LIBRIAMOCI – Giornate di lettura nelle scuole realizzate nelle scuole italiane in Italia e all’estero, dall’infanzia alle superiori, con la presentazione del libro Il giardino di Drapia. Un progetto partecipato di paesaggio (Edizioni Librìa, 2011) di Michelangelo Pugliese (architetto paesaggista) e una conversazione sul tema Paesaggio e comunità. Come i ragazzi salveranno il mondo.

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Seguire un regime alimentare sano ed equilibrato, non saltare mai la colazione, prediligere frutta e
Perfettamente sintonizzati con il proprio tempo, con i grandi cambiamenti che attraversano il nostro pianeta
Archiviato l’anno scolastico, migliaia di ragazzi fremono all’idea di partire per le tanto agognate vacanze;

“Back to School Stress”, ne soffrono 4 ragazzi su 10

Seguire un regime alimentare sano ed equilibrato, non saltare mai la colazione, prediligere frutta e verdura e praticare tanta attività fisica. Sono questi alcuni dei consigli alimentari degli esperti per combattere la spossatezza e lo stress derivati dal ritorno sui banchi di scuola: un problema che secondo ricerche internazionali affligge il 36% dei ragazzi e che si ripercuote anche sull’umore dei genitori.

Il mese di settembre segna il fatidico passaggio dal relax estivo all’inizio dell’anno scolastico per milioni di bambini e ragazzi in tutto il mondo. Un momento traumatico che può scatenare forti condizioni di stress e ansia, miste a un calo di concentrazione, soprattutto se non vengono osservati degli accorgimenti alimentari. Basti pensare che secondo una ricerca americana pubblicata da NBCNews, il 36% dei ragazzi ha dichiarato di avere livelli elevati di stress durante il mese di settembre. Condizione negativa che colpisce anche i genitori, spesso impotenti nell’aiutare i figli: da un’indagine britannica pubblicata su The Sun è emerso che il 65% ha ammesso che i loro bambini saltano completamente la colazione e il 74% ha ritenuto difficoltoso sensibilizzarli a un regime alimentare sano ed equilibrato. Ma quali sono i consigli alimentari degli esperti per consentire ai ragazzi di affrontare al meglio il ritorno sui banchi di scuola, evitando stress e spossatezza? La regola fondamentale per affrontare la giornata scolastica con la giusta energia è quella di non saltare mai la colazione. Gli spuntini di metà mattinata permettono invece di combattere cali di attenzione e la costante attività fisica previene il rischio di obesità.

È quanto emerge da uno studio condotto da Espresso Communication per Vitavigor, storico marchio dei Grissini di Milano, su oltre 50 testate internazionali coinvolgendo inoltre un panel di esperti per scoprire le migliori abitudini alimentari per i ragazzi. “I bambini e ragazzi hanno bisogno di tanta concentrazione per affrontare il rientro sui banchi di scuola e necessitano di maggiori energie per battere la stanchezza e lo stress – afferma Federica Bigiogera, marketing manager di Vitavigor – Per questo motivo abbiamo voluto creare i Vitastick, una linea specifica di grissini e snack per i più piccoli, in grado di restituire energia e garantire leggerezza”. Per Eva Balducchi, co-fondatrice del Junior College di Seregno, sono inoltre importanti le attività legate al mangiare sano da far svolgere ai ragazzi: “Siamo convinti che bambini e ragazzi debbano essere sensibilizzati alla cura della propria salute attraverso la corretta alimentazione, evitando in questo modo l’insorgere di patologie. Per questo motivo nella nostra scuola abbiamo deciso di dare vita al Progetto Orto, modello didattico che avvicina i bambini alla scoperta di cibi poco apprezzati come frutta e verdura”.

Sono i dati statistici a confermarlo: la prevenzione deve iniziare proprio in tenera età e soprattutto a scuola. Basti pensare che secondo un’indagine britannica della Public Health England e pubblicata dalla BBC, nel 2018 il 60% dei bambini di scuole elementari è stato considerato severamente obeso. Pensiero condiviso da una ricerca americana del New York Times, secondo cui il lavoro congiunto di genitori e insegnanti rappresenterebbe proprio la chiave per sensibilizzare i ragazzi a un corretto regime alimentare e migliorare il loro rendimento scolastico.

L’importanza di un regime alimentare sano ed equilibrato per i ragazzi è condivisa anche dalla dottoressa Valentina Schirò, biologa nutrizionista e specialista in Scienza dell’Alimentazione: “La regola fondamentale è quella di non saltare i pasti, dando soprattutto il giusto valore alla colazione e agli spuntini. La prima, perché consente al bambino di iniziare la giornata con l’energia necessaria. Latte, yogurt, biscotti secchi, cereali integrali e marmellata sono tra i cibi da preferite. Gli spuntini consentono invece di evitare possibili cali energetici responsabili di fiacchezza e deficit dell’attenzione che si possono verificare a metà mattina e metà pomeriggio. In questo caso si potrà ricorrere ad una merenda pratica ma sempre gustosa come una macedonia, pane con marmellata o pomodoro, frutta secca, grissini”.

Dello stesso pensiero è il dott. Luca Piretta, gastroenterologo e nutrizionista presso l’Università Campus Biomedico di Roma: “Il rientro a scuola può risultare un momento traumatico non solo per la necessità di dover recuperare orari regolari e abitudini ma anche perché i ragazzi si trovano a dover affrontare lo stress delle preoccupazioni e delle responsabilità dell’inizio scolastico. Per questo l’alimentazione svolge un ruolo doppiamente cruciale: da una parte deve coprire il fabbisogno energetico dei nuovi impegni ed equilibrare gli stravizi estivi, dall’altra deve gratificare la psiche e il gusto dello studente. Ecco quindi che le scelte alimentari devono riguardare la presenza di carboidrati, proteine, fibre e vitamine. Pertanto i pranzi principali devono comprendere pasta, riso (meglio se integrali), pesce, uova e tanta verdura (pomodori, melanzane, zucchine), mentre la colazione e gli spuntini devono apportare latte e derivati. In questo caso sono consigliati frutta, pane o grissini per accompagnare con gusto formaggio o affettato”.

Ecco infine i consigli degli esperti per alleviare lo stress del “back to school” e migliorare la concentrazione dei ragazzi:

  1. MAI SALTARE LA COLAZIONE: si tratta del pasto più importante della giornata e permette di affrontare con la giusta dose di energia le ore sui banchi di scuola.

  2. EVITARE BEVANDE ZUCCHERATE E ALIMENTI RICCHI DI GRASSI SATURI: sono difficili da smaltire e appesantiscono il corpo, rappresentando uno dei fattori principali di obesità infantile.

  3. SPUNTINI A METÀ MATTINATA: permettono di combattere gli attacchi di fame prima del pranzo e alleviare il calo di attenzione che si verifica a metà mattinata.

  4. ATTENZIONE ALLE CALORIE: snack con un apporto calorico superiore al 10% del fabbisogno giornaliero possono peggiorare la salute, in particolare dei bambini, esponendoli al rischio di obesità.

  5. PREDILIGERE FRUTTA E VERDURA A PRANZO E CENA: alimenti imprescindibili di ogni dieta grazie alla presenza di micronutrienti, minerali e vitamine fondamentali.

  6. IDRATARSI COSTANTEMENTE: l’acqua contiene in grandi quantità potassio e magnesio, elementi indispensabili per favorire il corretto funzionamento dell’organismo e alleviare il mal di testa.

  7. DARE IL BUON ESEMPIO: la sensibilizzazione alimentare dovrebbe iniziare a casa e proseguire a scuola, attraverso un lavoro congiunto di genitori e insegnanti.

  8. LARGO AI PRODOTTI INTEGRALI: alimenti integrali come pane, grissini e fette biscottate contengono grandi quantità di fibre e sono maggiormente digeribili, ideali per una sana merenda.

  9. L’ATTIVITÀ FISICA DEVE ESSERE UN MUST: praticare sport almeno tre volte a settimana e muoversi quotidianamente è fondamentale per combattere la sedentarietà.

  10. UNA DIETA DI GUSTO: stimolare i bambini e i ragazzi a un’alimentazione varia e ricca, evitando così di ricadere nella monotonia.

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I ragazzi del Sud sognano di diventare sportivi, medici e insegnanti

Perfettamente sintonizzati con il proprio tempo, con i grandi cambiamenti che attraversano il nostro pianeta e con le ricadute che tali trasformazioni avranno sul mondo del lavoro. Consapevoli dell’importanza crescente che avranno i saperi specialistici, vedono nella laurea un presupposto fondamentale per inoltrarsi con successo nel mercato del lavoro. Hanno grande considerazione del mondo scientifico (più le donne che gli uomini) e dei settori iper-specialistici come la medicina e l’ingegneria. Sono mossi dalla vocazione, dalla passione e influenzati sempre meno dalle famiglie. Questa è la fotografia dei giovani meridionali che emerge da una ricerca condotta dal Centro studi Formazione e Lavoro di FMTS Group, leader nella formazione e ricerca di personale in Italia, su 700 studenti delle scuole medie di Basilicata, Calabria, Campania e Puglia.
La ricerca dal titolo “Il Lavoro dei sogni” si interroga sullo stato di consapevolezza delle trasformazioni lavorative in un’età molto significativa dello sviluppo della personalità e sulla rappresentazione dei desideri degli adolescenti. I ricercatori del Centro studi Formazione e Lavoro di FMTS Group sono entrati all’interno delle scuole del Sud Italia, incontrando diverse centinaia di adolescenti, con i quali hanno condiviso i trend e i risultati delle ricerche che studiano l’evoluzione del mercato del lavoro. La ricerca ha visto diverse fasi: un primo test di ricerca sui oltre 200 ragazzi della provincia di Salerno a cui è seguito, lo studio della reportistica internazionale sui cambiamenti del mondo del lavoro, le azioni di orientamento scolastico, fino all’elaborazione di una ricerca empirica su un’ulteriore popolazione di 500 adolescenti, frequentanti le scuole medie del Mezzogiorno, equamente divisi tra uomini (44,6%) e donne (55,4%), afferenti a scuole di città capoluogo (50,4%) e città di provincia (49,6%). Fulcro del progetto lo svolgimento del tema “Racconta il tuo lavoro dei sogni” da parte dei ragazzi, con la possibilità di indicare fino a 3 lavori dei sogni (raccogliendo nel 56% dei casi tre opzioni, due nel 30,7% e solo un mestiere nel 13,3%), le competenze da acquisire e il percorso scolastico e universitario propedeutico, oltre che le spiegazioni e motivazioni della scelta.

 Quali sono i lavori dei sogni? 

Quanti e quali sono dunque i mestieri e le professioni scelte dai ragazzi come orizzonte dei propri desideri lavorativi? Tra quelli menzionati come prima scelta si trovano: lo sportivo (13%), il medico (11,5%), l’insegnante e l’istruttore di sport – danza inclusa – (11%), professioni SAM – quelle legate al mondo dello spettacolo, dell’arte e della musica (9,8%) e EBM, legate ai mondi dell’estetica, del benessere e della moda (7%), l’ingegnere (6,5%) e professioni legate al mondo Horeca (4,4%), ovvero dell’ospitalità.  Se invece si considerano tutte e tre le scelte, a prevalere, molto al di là delle aspettative, è il mondo delle libere professioni (notai, avvocati, commercialisti, architetti, farmacisti, ingegneri, medici, psicologi, veterinari) che raggiunge un confortante 30,5%. Il mondo delle professioni supera anche la somma di Sport, SAM e EBM (al 29,8%), mostrando quanto rilevante sia questa componente. Si tratta di un insieme di lavori accomunati dalla ricerca di autonomia e libertà d’azione. Il dato sembra avvalorato dalla generale tendenza che premia seppure lievemente il lavoro nel settore privato 54% rispetto al 46% nel settore pubblico. I lavori collegati al tempo libero mantengono comunque percentuali alte e un posto privilegiato nel cuore dei ragazzi: “Il lavoro dei miei sogni è fare il calciatore. Il punto di forza è che mi appassiona e vorrei farlo sia nel Lecce che nella Juve: nel Lecce per giocare con la squadra che ho sempre amato e nella Juve perché ci sono calciatori fortissimi” dice Marco, 12 anni, di Reggio Calabria. Idea diversa è quella di Roberto, 14 anni, di Bari: “Il mio lavoro dei sogni è il professore di matematica. Per me la matematica si può trovare in ogni cosa infatti mi piace immaginare un mondo matematico dove i numeri compaiono anche nel taglio di una pizza o nel fare la spesa al supermercato”. L’ottimo piazzamento dei medici deriva invece dalla popolarità tra gli adolescenti delle varie serie televisive ambientate in ospedale (tra le quali risulta particolarmente diffusa Grey’s Anatomy). Bisogna invece arrivare in quarta posizione (9,8%) per incontrare ragazzi che aspirano a voler fare gli artisti (musicisti, attori, pittori, disegnatori) e in quinta posizione (7%) per trovare coloro che, in prevalenza donne, vogliono lavorare come truccatrici, estetiste, stiliste e specialiste nel settore della moda.

 

 Quasi sempre per passione 

Molto significative sono le motivazioni addotte a favore dei mestieri indicati come prima scelta. Quella più ricorrente risulta essere la passione intesa anche come vocazione che il ragazzo avverte fin da piccolo e vale il 63% dei casi. Giulio, 10 anni, di Salerno: “Il lavoro dei miei sogni è diventare una musicista di violino e pianoforte. Penso che l’emozione che si prova suonando uno strumento sia fantastica ed è sempre stata la mia grande passione”.  Segue la bontà d’animo che raggiunge il 15%, intendendo con questa categoria un mix di motivazioni quali altruismo, senso di giustizia, rispetto dell’ambiente, ma anche un mix di professioni e figure adulte come l’ingegnere nucleare: Lucia, 13 anni di Matera scrive che “L’ingegnere nucleare è una professione che mi piace molto, vorrei produrre energia per tutti, per tutte le famiglie, un’energia accessibile a tutti”. In terza posizione è proprio la famiglia a farla da padrone, intesa come generica influenza sulla scelta del ragazzo (7,5%). Seguono motivazioni riconducibili alla voglia di esprimersi (7,3%), essere creativi, sentirsi liberi, relazionarsi con gli altri, viaggiare e scoprire il mondo, apprendendo le lingue, senza mai smettere di divertirsi. Giulia, di Foggia: “La recitazione mi permette di esprimere i miei sentimenti, di interpretare vari personaggi, mentre invece quando pattino mi sento libera, mi sento come se i pattini mi permettessero di volare nel cielo”, mentre la sua compagna di banco Luisa dice che “Da grande vorrei fare la giornalista. Per fare questo lavoro però bisogna saper parlare bene l’inglese e per questo sto seguendo un corso per imparare questa lingua”. Molti lavori scelti dai ragazzi non rientrano in una mera logica razionale, presentando al contrario interessanti elementi di fantasia e componenti oniriche. Tra i non mestieri rientranti in questa categoria, degni di menzione si riscontrano: la regina d’Inghilterra e una non meglio definita mamma adottiva – Francesca, 11 anni, di Gioia Tauro scrive “Vorrei fare la mamma adottiva per dare a dei bambini una mamma”. Mentre in un caso la scelta è caduta sulla missione sacerdotale. Stefano, 10 anni Napoletano “Il lavoro dei miei sogni non è proprio un lavoro, è una passione. Da quando ero piccolo ho la passione di diventare sacerdote: a quattro anni ho iniziato a fare il chierichetto e non smetterò̀ mai di farlo.” 

 

 

 Per ragazzi e ragazze, i lavori non hanno più genere 

In ambito scientifico le donne superano gli uomini nel settore medico battendoli 13% a 9%. La forbice di genere si allarga ulteriormente se consideriamo tutte le professioni rientranti in ambito sanitario (medici, farmacisti, personale paramedico, psicologi, veterinari) che vedono le donne al 23,2% contro l’11,7% degli uomini. Esistono poi mestieri tradizionalmente scelti dalle ragazze che sono invece preferiti dai ragazzi. Giovanni di Taranto, ad esempio, dice che: “Da grande voglio fare lo stilista perché adoro da sempre i vestiti, infatti sto sempre attento a come mi vesto. Non voglio creare abiti classici ed eleganti ma più sportivi e alla moda. Mi piacerebbe aprire il mio negozio a Los Angeles”. Sostanziale equilibrio tra uomini e donne nei settori “marketing e comunicazione” e “Horeca” ma, sebbene su valori più contenuti, anche in altre professioni e mestieri, come architetto, commercialista, ordine pubblico, professioni legali. Considerando l’aggregato delle professioni liberali e tecniche, le donne (28,6%), sebbene di poco, superano gli uomini (26,6%). Gli uomini prevalgono invece nello sport.

 

 Dove lavorare: vicino o lontano da casa? 

La ricerca ha anche valutato l’influenza della centralità urbana (e del rapporto tra centro e periferia), all’interno delle rappresentazioni ottenute. Si tratta di un elemento estremamente significativo in quanto consente di valutare se esista fin da questa età̀ un’associazione tra il lavoro dei sogni e l’idea di andare via o di restare nel proprio territorio. All’interno di questa frazione la quasi totalità̀ dei temi analizzati tracciano una prospettiva di lavoro lontano da casa e precisamente: il 68,5% vede il lavoro fuori dai confini nazionali, il 27% in un’altra città italiana, mentre soltanto il 4,5% sceglie di associare in modo diretto il luogo di vita attuale con quello di lavoro. Matteo, 12 anni, di Taranto dice: “Vorrei studiare in Inghilterra, negli USA o in Francia. Vorrei conoscere luoghi, persone, culture completamente estranei ed è questo quello che vorrò fare per il resto della mia vita”. Sofia ,13 anni, di Lecce, dice: “Da grande vorrei fare la dottoressa, sono indecisa su dove vorrei laurearmi e vivere, sempre in Italia, tra Lecce e Pisa. A Lecce perché́ c’è la mia famiglia, mente a Pisa perché́ mi piace l’ospedale ed anche la città non è male. Sebbene associato a sentimenti positivi e di scoperta di mondi nuovi, il lavoro è raramente associato al luogo di residenza e fin da questa età si percepiscono sia la fase di studio sia quella lavorativa come un’opportunità per lasciare la città natale o quella in cui si vive. Il dato acquisisce maggiore rilevanza in provincia rispetto alle grandi città.

 

 Differenze geografiche 

La ricerca restituisce anche una geografia delle aspirazioni professionali diversificata all’interno delle quattro regioni analizzate. Analizzando comparativamente le quattro regioni e soffermandosi sui valori che differenziano i vari territori, quindi al netto della passione come motivazione che prevale in tutte le regioni, emerge che in Campania si sogna di diventare imprenditori e scienziati, in Lucania prevale il sogno di diventare medico o vivere grazie alle attività sportive, in Puglia i sogni si popolano di architetti e di esperti di marketing, mentre in Calabria prevale l’aspirazione di diventare insegnanti, ingegneri e programmatori. In tutte le regioni il primo mestiere ricade nell’ampio mondo della libera professione. Non a caso i lavori che ricadono nel settore privato superano, sebbene di poco, quelli che rientrano nel settore pubblico.

“La ricerca che abbiamo realizzato offre uno spaccato molto importante. I giovani meridionali delle scuole medie sembrano essersi sintonizzati con il futuro che seguono con una velocità e un’intensità spesso troppo elevate rispetto alle generazioni adulte” ha dichiarato Giuseppe Melara, Presidente e Amministratore Delegato di Fmts Group, “Si avverte una distanza crescente tra generazioni, con una visione molto chiara di quelle emergenti. Ritengo sia quindi fondamentale non sottovalutare le narrazioni lavorative che emergono da questa ricerca e lavorare insieme, famiglie, scuola ed enti formativi, per assecondarle e sostenerle”.

Martedì 29 gennaio, alle ore 10:30, presso la Sala Scozia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria San Giovanni
Si svolgerà dall'8 al 15 dicembre a Salerno la XXIII edizione di Linea d’Ombra Festival.
Con la manifestazione “LUCI DELL’IRNO – COSTELLAZIONI INFINITE”, giovani artisti della scena internazionale accendono le notti

Vacanze studio: Regno Unito tra le mete più gettonate

Archiviato l’anno scolastico, migliaia di ragazzi fremono all’idea di partire per le tanto agognate vacanze; meglio ancora se sono l’occasione per imparare una lingua straniera e vivere una delle prime esperienze lontane dai genitori. Per la precisione, sono ben 110mila gli studenti italiani che andranno in vacanza studio nel 2019, seguendo varie formule che vanno dai viaggi individuali, ai gruppi guidati da insegnanti, ai gruppi aziendali ecc.

Con numeri del genere, appare evidente come le vacanze studio all’estero siano tutt’altro che una moda passeggera: ormai l’Italia è il primo mercato per le vacanze studio per il Regno Unito e il terzo per gli Usa, conferma Stefano De Angelis, CEO di Giocamondo, azienda fondata nel 2004 per la progettazione e l’organizzazione di vacanze per ragazzi e senior, in Italia e all’estero. “Quest’anno partiranno con noi circa 6mila studenti, con un aumento molto significativo rispetto al 2018: il tasso di crescita infatti è pari al 22%”, continua.

Se a guidare saldamente la classifica delle mete più gettonate è il Regno Unito (con un +10% delle partenze rispetto all’anno scorso), al secondo posto arrivano gli Usa, che vedono crescere addirittura del 30% il volume di prenotazioni. Seguono destinazioni più vicine come l’Irlanda (+20% rispetto al 2018) e la Spagna (+80%) e, a chiudere la top 5, la Russia, con un promettente +70%. Proprio il russo è al terzo posto nella graduatoria delle lingue studiate dai nostri connazionali, con una percentuale del 6% che va a insidiare l’11% dello spagnolo, ma si mantiene ancora ben distante rispetto allo strapotere della lingua internazionale per eccellenza, l’inglese (approfondito dall’83% dei ragazzi diretti all’estero). “Gli studenti italiani mostrano una netta predilezione per il soggiorno in college, scelto dal 91% dei nostri clienti. Soltanto il 9% preferisce alloggiare presso una famiglia nel Paese ospite”,  continua De Angelis.

 

E che dire dei genitori, che probabilmente vivono con una certa apprensione l’idea di sapere i loro figli dall’altro lato dell’Europa (o addirittura dell’Oceano)? Possono trovare molte delle risposte alle proprie domande e dubbi nel libro ‘Ciao mamma! Parto, studio e mi diverto’, scritto dallo stesso De Angelis ed edito da Sperling & Kupfer. Il volume tratta l’importanza dell’apprendimento delle lingue attraverso gli occhi di un piccolo ‘viaggiatore’, chiarendo i più diffusi timori delle famiglie e spiegando perché tutti gli adolescenti dovrebbero vivere un’esperienza di questo tipo.

Un uomo americano di 28 anni, che aveva un collo dolorante e aveva cercato di
Una donna di 86 anni ha perso più di 50 chili camminando avanti e indietro