Olive, raccolta in calo

Olive, produzione stimata di circa 130mila quintali di olive, in calo del 40% rispetto alla media delle annate precedenti di carica. Le analisi iniziali confermano però la qualità degli oli pontini.

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I piselli hanno bisogno di essere raccolti in un giorno preciso

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È nella campagna marchigiana che ha preso il via la raccolta dei piselli Findus, un prodotto iconico, amato da diverse generazioni.

Vengono prodotti dall’inizio degli anni ’60, quando l’industria dei surgelati era ancora agli albori e ogni anno finiscono sulle tavole di più di 9 milioni di italiani*, grazie a una produzione di circa 30 mila tonnellate. 

Se le qualità nutrizionali sono indubbie e note, meno conosciuto è il processo di coltivazione dei piselli Findus, che ha regole ben precise.Decisivo è il momento della raccolta, che raramente supera un giornoritardare o anticipare anche solo di 24 ore pregiudica la qualità del prodotto e i piselli potrebbero non risultare idonei per Findus perché troppo duri o meno dolci. Tenerezza, dolcezza e dimensioni sono infatti parametri determinanti per assicurare le caratteristiche uniche del prodotto.

Vediamo adesso il percorso dei piselli Findus, dal campo alla tavola.

 

DALLA SEMINA ALLA RACCOLTA: ECCO COME SI COLTIVANO I PISELLI E IL RUOLO STRATEGICO DELL’AGRONOMO

La coltivazione dei piselli parte con la semina, che in Italia avviene dalla fine di dicembre e si protrae fino ad inizio marzo. La raccolta, invece, inizia nel mese di maggio e si conclude a metà giugno. Questa differenza è dovuta al fatto che i piselli hanno bisogno di essere raccolti in un giorno preciso e ritardare anche solo di 24 ore non consente al prodotto di rientrare all’interno dei rigidi parametri qualitativi di Findus. Unaraccolta su più giorni consente di raccogliere nel giorno perfetto di maturazione in ogni campo e avere la capacità tecnica per farlo nell’arco delle 24 ore.

Nella fase di raccolta è cruciale il ruolo dell’agronomo – spiega Fabrizio Fontanaresponsabile degli agronomi Findus – è proprio l’agronomo a dare il via libera all’intera macchina produttiva. Per capire qual è il momento ideale per raccogliere, all’avvicinarsi di quel periodo, l’agronomo monitora quotidianamente il grado di maturazione di ogni campo, controllando il livello di tenerezza dei singoli piselli. Per farlo viene utilizzato uno strumento chiamato tenderometro.”

Le aree di coltivazione dei piselli devono rispondere a specifiche caratteristiche pedoclimatiche per poter assicurare un prodotto di eccellenza.  In Italia l’area identificata è a cavallo tra le Marche, l’Umbria e l’Abruzzo, mentre in Europa vengono selezionati i migliori piselli della cosiddetta “Pea Belt”, la fascia di terra che comprende Francia, Belgio, Olanda, Regno Unito e alcune aree scandinave, che è riconosciuta dagli esperti come una delle migliori aree di coltivazione al mondo.

Dopo il via dell’agronomo i piselli vengono raccolti da macchine raccoglitrici, che consentono di chiudere la raccolta del campo rapidamente e garantire la qualità de prodotto. I piselli vengono poi trasportati in fabbrica. Qui vengono sottoposti a diversi sistemi di controllo per identificare eventuali difetti rispetto agli standard Findus e avviene una prima verifica organolettica.   I parametri principali che contraddistinguono i Piselli Findus sono tre: tenerezza, dolcezza e dimensione.   Solo i piselli che rispettano questi standard diventeranno i famosi piselli Findus. I celebri “Pisellini Primavera” sono la parte migliore di questo raccolto: sono i più piccoli, teneri e dolci.

IN TRE ORE DAL CAMPO AL FREEZER

Per garantire che le caratteristiche organolettiche e le proprietà nutritive dei piselli restino inalterate è fondamentale che vengano surgelati entro tre ore. Gradualmente, dal momento della raccolta, i piselli, ricchi di vitamine e ottima fonte di proteine, perdono infatti molte delle loro qualità: surgelare entro poche ore consente invece di assicurare la qualità dei vegetali appena raccolti. Perché questo processo funzioni è fondamentale che tutta la catena di produzione sia perfettamente coordinata, dagli agronomi agli operatori in fabbrica.

Utilizziamo agricoltori presenti in quelle che riteniamo essere le migliori zone di coltivazione – continua Fontana – e per poter garantire che il processo di surgelazione avvenga in pochissimo tempo, ci avvaliamo di fabbriche locali, a breve distanza dai campi.”

I piselli, una volta scottati, cerniti, selezionati e surgelati, arrivano nello stabilimento di Cisterna di Latina, in provincia di Latina, il cuore pulsante della produzione, dove vengono lavorate 48 mila tonnellate di vegetali e si producono l’80% dei volumi dell’azienda. Qui avvengono ulteriori verifiche qualitative e organolettiche, e, solo dopo aver superato tutti i controlli, i piselli vengono imbustati e poi distribuiti.

PISELLI DA AGRICOLTURA SOSTENIBILE: L’ADESIONE DI FINDUS A SAI PLATFORM

Findus, porta avanti, da sempre, una politica attenta a pratiche agricole rispettose dell’ambiente e delle persone. Nello scorso maggio è stata annunciata l’adesione alla Sustainable Agriculture Initiative Platform (SAI Platform), la principale iniziativa internazionale in materia di agricoltura sostenibile. Un percorso che porterà l’azienda a far verificare, entro la fine di quest’anno, secondo lo standard FSA (Farm Sustainability Assessment), da un audit di un ente terzo, il 90% dei volumi totali di vegetali, tra cui i prodotti più consumati, come i Piselli. Ad essere verificati saranno anche il Minestrone e gli Spinaci.

Lo standard FSA è il più autorevole e permette di verificare le proprie pratiche agricole in modo approfondito e coprendo tutti gli aspetti dell’agricoltura sostenibile: non solo attenzione all’ambiente ma anche sostenibilità sociale ed economica.

*GFK, anno terminante marzo 2019.

Olive, produzione stimata di circa 130mila quintali di olive, in calo del 40% rispetto alla media delle
Vidas, l’associazione che dal 1982 assiste gratuitamente i malati terminali, torna per Natale con due
“Il recupero e riciclo della raccolta di rifiuti di imballaggi in vetro nella città di

Ass. malati terminali, due incontri

Vidas, l’associazione che dal 1982 assiste gratuitamente i malati terminali, torna per Natale con due store temporanei e solidali, il primo in via Verri 1/3 aperto dalle 10 alle 19 tutti i giorni, il secondo, in corso Italia 17, dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 19.
Gli spazi sono stati concessi in  comodato d’uso gratuito e all’interno i commessi sono volontarie e volontari Vidas. Allo stesso modo, tutta la merce e gli oggetti all’interno dei temporary sono stati donati da aziende vicine all’associazione o da privati amici: set caffè Seletti, panettoni Bindi in confezione personalizzata Vidas, abbigliamento bimbi Malvi&Co, porcellane Noritake, cesti natalizi Eataly, bracciali Kidult, abbigliamento e accessori Moschino e Dsquared2, borse e zaini Piquadro.
Ce n’è per tutti i gusti: d’altronde, a Natale ogni regalo vale – purché sia solidale.
Le vendite natalizie sono una voce importante nella raccolta fondi a favore dell’ambizioso progetto della Casa Sollievo Bimbi, la cui costruzione, iniziata a ottobre 2016, dovrebbe concludersi a fine 2018. I primi pazienti, bambini e ragazzi malati inguaribili con le loro famiglie, potranno essere accolti, nell’area degenza o in day hospital, nella primavera 2019.
Olive, produzione stimata di circa 130mila quintali di olive, in calo del 40% rispetto alla media delle
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“Il recupero e riciclo della raccolta di rifiuti di imballaggi in vetro nella città di

Raccolta vetro: allarme a Roma e nel Centro–Sud

“Il recupero e riciclo della raccolta di rifiuti di imballaggi in vetro nella città di Roma e in molte aree del Centro–Sud rischia di entrare in crisi. L’aumento della raccolta delle aree in ritardo, l’estate calda e il grande afflusso turistico hanno aumentato la raccolta, che nei primi dieci mesi è cresciuta nel Mezzogiorno di quasi il 14%, con punte di oltre il 50% in Sicilia, 45% in Basilicata, 23% in Calabria. Questa crescita ha anticipato le quantità affluite allo stabilimento Vetreco di Supino (Frosinone), saturando prematuramente la capacità produttiva autorizzata dalla Provincia di Frosinone”, ha dichiarato Franco GrisanPresidente di CoReVe, il Consorzio che in Italia gestisce la raccolta differenziata del vetro. “Bisogna tener presente che questo stabilimento recupera circa il 30% del vetro raccolto al Sud e circa il 50% di quello della città di Roma. Il paradosso di questa situazione è che la valutazione di impatto ambientale fatta dalla Regione Lazio permetterebbe allo stabilimento di ricevere quasi il doppio delle quantità attuali e che queste potrebbero tranquillamente aumentare del 50% semplicemente passando da una organizzazione a 2 turni ad una stabile a 3 turni a parità di impianto, fra l’altro con aumento della manodopera impiegata sia nell’impianto che nell’indotto. Questa situazione ha dell’assurdo e potrebbe avere conseguenze molto gravi” – prosegue Grisan. Da anni abbiamo messo in campo uno sforzo notevole per incrementare la raccolta del vetro al Centro-Sud e ora uno dei più importanti stabilimenti preposti al trattamento non può svolgere al meglio la propria funzione per incomprensibili vincoli burocratici. Se chi di dovere non farà quanto in suo potere per evitare il collasso del sistema di raccolta, ci troveremo di fronte ad un possibile problema di decoro e di ordine pubblico in molte città del Centro-Sud, Roma compresa. Vivremo, inoltre, l’ulteriore paradosso di aver spronato cittadini e amministrazioni locali a differenziare di più e meglio, ritrovandoci ora nell’impossibilità di gestire quanto viene conferito. Come CoReVe abbiamo sollecitato le autorità preposte ad agire celermente per evitare la paralisi del sistema, ma per ora nulla è stato fatto”, ha concluso il Presidente.

Questa la posizione del CoReVe espressa in seguito alla difficile situazione in cui versa lo stabilimento Vetreco di Supino (Frosinone). Lo stabilimento, infatti, ha informato che, siccome nei mesi di novembre e dicembre potrà ricevere solo 18.700 tonnellate, mentre dovrebbe accogliere, se i conferimenti dovessero mantenere i ritmi di ottobre, 46.000 tonnellate conferite, continuerà a ricevere i rifiuti di imballaggi in vetro finché gli è possibile, dopo dovrà fermarsi. Rifiuti che, inevitabilmente, rimarrebbero lungo le strade di Roma e di molte città del Centro-Sud. Un rischio, questo, nato dalle differenti posizioni espresse da organi diversi della pubblica amministrazione: l’impianto, infatti, a suo tempo aveva ricevuto l’autorizzazione da parte della Regione Lazio per raccogliere 400.000 tonnellate all’anno di rifiuti di imballaggi in vetro, mentre quella ricevuta dalla Provincia di Frosinone lo abilitava a trattare soltanto poco più di 200.000 tonnellate. Un limite questo che, visti i buoni risultati di raccolta al Sud e i consumi prolungati dovuti al protrarsi della stagione calda, è stato già quasi raggiunto a distanza di più di un mese dalla chiusura dell’anno.

Informata e chiamata ad agire da CoReVe in occasione di un incontro avuto in data 24 ottobre e in una successiva comunicazione ufficiale inviata al Presidente Pompeo il 3 novembre, la Provincia di Frosinone non ha ancora fornito alcun riscontro.

L’impianto di Supino è uno dei più importanti in Italia: qui, infatti, conferiscono rifiuti da imballaggi in vetro provenienti da 788 comuni (ad esempio il 54% dei rifiuti raccolti a Roma) e da 6 regioni del Centro e Sud Italia (Lazio, Campania, Calabria, Abruzzo, Basilicata e Puglia), per una popolazione totale servita di oltre 10 milioni di persone.

Se la Provincia non dovesse rispondere tempestivamente al sollecito ricevuto da parte di CoReVe e intervenire con le azioni correttive necessarie, la conseguenza cui si andrà incontro nel giro di pochi giorni sarà la necessaria interruzione del servizio pubblico di raccolta in molte parti d’Italia. Una conseguenza che CoReVe in primis, ma sicuramente anche la Provincia di Frosinone, vuole scongiurare per il bene dei cittadini e per il rispetto di tutti gli sforzi fatti per arrivare ai risultati attuali di raccolta e riciclo del vetro al Centro-Sud.

 

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