Perdere peso a 60 anni con una dieta iperproteica

Man mano che si invecchia, perdere peso diventa più complicato, soprattutto perché la perdita dei chili può portare alla perdita della massa muscolare e ossea.

Ma un nuovo studio statunitense ha scoperto che seguire una dieta ipocalorica ad alto contenuto proteico, a 60 anni e oltre, può portare alla perdita di peso, mantenendo la massa muscolare e la qualità ossea.

Lo studio, pubblicato su Annals of Nutrition and Metabolism, ha trovato che una dieta a basso contenuto calorico e ad alto contenuto proteico aiuta gli anziani con obesità a perdere più peso e a mantenere più massa muscolare, migliorando la qualità dell’osso.

I ricercatori, guidati da Kristen Beavers, ricercatrice della Wake Forest University nel North Carolina, per giungere alle loro conclusioni hanno esaminato 96 adulti ultra 65enni, che sono stati assegnati in modo casuale a uno dei due gruppi: uno seguiva un piano alimentare a basso contenuto calorico di sei mesi che includeva più di 1 grammo di proteine ​​per chilogrammo di peso corporeo, oltre a un adeguato contenuto di calcio e vitamina D, e un altro gruppo di controllo che doveva mantenere un peso stabile e consumava 0,8 grammi di proteine ​​per chilogrammo di peso corporeo.

I risultati della ricerca hanno rilevato che i partecipanti avevano perso circa 8,2 chilogrammi, per la maggior parte grasso (87%) conservando la massa muscolare. Il gruppo di controllo aveva perso circa 0,2 chilogrammi.

Il grasso era stato perso nello stomaco, nei fianchi, nelle cosce e nel sedere, tutti posti importanti per prevenire o controllare malattie come il diabete e l’ictus.

Anche quando i partecipanti avevano perso peso, avevano mantenuto la massa ossea, che era anche migliorata.

Mangiare funghi può calmare la fame e dare una maggiore sensazione di pienezza rispetto che
La sopravvivenza di parte della popolazione mondiale potrà essere minacciata dalla malnutrizione causata delle emissioni
L'Asia meridionale, che ospita un quinto della popolazione mondiale, potrà registrare un aumento insostenibile del

I funghi possono aiutare a perdere peso

Mangiare funghi può calmare la fame e dare una maggiore sensazione di pienezza rispetto che consumare carne, secondo un nuovo studio.

“Studi precedenti sui funghi avevano suggerito che questi alimenti possono essere più sazianti della carne, ma questo effetto non è stato studiato fino ad ora in relazione alla quantità di proteine”, ha dichiarato Joanne Slavin, professore dell’Università del Minnesota negli Stati Uniti, autore dello studio.

“Come con la precedente ricerca, il nuovo studio indica che ci possono essere sia vantaggi nutrizionali che di sazietà, sostituendo i funghi alla carne in alcuni pasti”, ha detto Slavin.

Poiché le proteine sembra siano il macronutriente più saziante, i ricercatori hanno voluto abbinare la stessa quantità di proteine dei funghi e della carne per controllare essenzialmente l’influenza delle proteine sulla sazietà.

Lo studio ha incluso 17 donne e 15 uomini che hanno consumato due porzioni di funghi o di carne per 10 giorni.

Ai partecipanti sono stati somministrati funghi a fette o carni macinate per un totale di 10 giorni, due volte al giorno. Le dimensioni della porzione sono state calcolate sulla corrispondenza dello stesso contenuto di proteine ​​e calorie.

I risultati hanno mostrato una differenza significativa sul senso di sazietà tra il consumo di funghi e il consumo di carne.

I partecipanti hanno avvertito meno fame, maggiore pienezza e dopo aver mangiato funghi piuttosto che carne.

L’obiettivo dello studio, pubblicato su Appetite, era quello di valutare le differenze di sazietà ottenute con l’assunzione di cibo per dieci giorni mangiando  funghi (226g) e carne (28g).

Questo nuovo studio aggiunge un crescente numero di prove al fatto che i funghi possano aiutare la gestione del peso e della sazietà, contribuendo al benessere generale, dice lo studio.

 

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Le emissioni nocive minacciano la sopravvivenza

La sopravvivenza di parte della popolazione mondiale potrà essere minacciata dalla malnutrizione causata delle emissioni di anidride carbonica prodotte dall’uomo.

I livelli di anidride carbonica in aumento potrebbero, infatti, avere un effetto collaterale inaspettato sulle colture alimentari, diminuendo le sostanze nutritive fondamentali.

Circa 150 milioni di persone a livello mondiale potranno essere a rischio di carenza di proteine ​​entro il 2050 a causa di un aumento dei livelli di anidride carbonica nell’atmosfera, ha sostenuto un nuovo studio.

Uno studio del 2014 aveva già mostrato che i livelli più alti di anidride carbonica nell’atmosfera minacciano il contenuto di proteine, ferro e zinco, in riso, grano, piselli e altre colture alimentari.

Samuel Myers, ricercatore nella Harvard School of Public Health, con i suoi colleghi ha voluto, poi, quantificare ciò che questi cambiamenti potrebbero significare per le persone di tutto il mondo.

Per fare questo, ha costruito un database elencando il “consumo pro capite di 225 alimenti in 152 diversi paesi”.

Il lavoro ha evidenziato le differenze nelle diete in ogni paese, in base all’età e al sesso.

Lo studio pubblicato su ‘Environmental Health Perspectives’ aveva stimato che le diminuzioni previste del contenuto proteico delle colture alimentari potranno mettere circa 150 milioni di persone in più a rischio di carenza di proteine, ​​entro il 2050.

Il grano e il riso non hanno  un alto contenuto di proteine, ma quasi tre quarti della popolazione mondiale usa questi due raccolti come “fonti di proteine ​​primarie”, come dice lo studio, sulla base dei dati dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura.

E così, qualsiasi riduzione delle proteine ​​contenute in queste colture potrà causare problemi sanitari, in particolare alle persone più povere dei paesi a basso reddito.

Diciotto paesi dell’Asia e dell’Africa, tra cui India, Bangladesh, Turchia, Egitto, Iran e Iraq, potrebbero risultare carenti di proteine, in futuro.

La carenza di proteine ​​provoca basso peso alla nascita, problemi di crescita e altri problemi che influenzano la salute generale e il benessere.

Se i livelli di CO2 continuano a salire come previsto, le popolazioni di 18 paesi potrebbero perdere oltre il 5 per cento delle loro proteine ​​dietetiche entro il 2050 a causa di una diminuzione del valore nutrizionale di riso, grano e altre colture fondamentali, hanno detto i ricercatori di Harvard.

Entro il 2050, le concentrazioni più elevate di CO2 diminuiranno il contenuto proteico dell’orzo del 14,6 per cento, del riso del 7,6 per cento, del grano del 7,8 per cento e delle patate del 6,4 per cento,

Lo studio di Harvard evidenzia l’urgenza di ridurre le emissioni di gas a effetto serra.

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ll modo di cucinare il riso può mettere a rischio la salute, aumentando la probabilità

I cambiamenti climatici sono una seria minaccia per una parte del mondo

L’Asia meridionale, che ospita un quinto della popolazione mondiale, potrà registrare un aumento insostenibile del caldo umido entro la fine del secolo, se nulla sarà fatto per fermare il riscaldamento globale.

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Science Advances ha detto che “le ondate di caldo estive con i loro livelli di calore e umidità supereranno il limite necessario agli esseri umani per poter sopravvivere”.

Gli esseri umani, come tutti gli animali, hanno dei limiti fisici. Al di sopra di determinate soglie di temperatura e umidità il corpo non può più funzionare correttamente. Maggiore umidità nell’aria può rendere le temperature più alte e più pericolose, perché l’umidità nell’aria inibisce la capacità del corpo di raffreddarsi sudando.

I ricercatori hanno utilizzato i modelli climatici globali per simulare i cambiamenti di temperatura in tutta la regione in risposta a due diversi scenari climatici: uno in cui le emissioni di gas a effetto serra rimangono costanti e un altro in cui ci sia una certa mitigazione, nel raggiungimento degli obiettivi globali fissati dall’accordo sul clima di Parigi.

I risultati dello studio suggeriscono che la vita di milioni di persone potrà essere messa a rischio nei prossimi decenni, se non si limiteranno le emissioni nocive.

Ma la sopravvivenza di parte della popolazione mondiale potrà essere minacciata non solo dagli effetti del caldo insopportabile sull’organismo, ma anche dalla malnutrizione.

I livelli di anidride carbonica in aumento potrebbero, infatti, avere un effetto collaterale inaspettato anche sulle colture alimentari, diminuendo le sostanze nutritive fondamentali.

Uno studio del 2014 aveva mostrato che i livelli più alti di anidride carbonica nell’atmosfera minacciano il  contenuto di proteine, ferro e zinco in riso, grano, piselli e altre colture alimentari.

Samuel Myers , ricercatore nella Harvard School of Public Health, aveva in seguito voluto quantificare ciò che questi cambiamenti potrebbero significare per le persone di tutto il mondo.

Per fare questo, aveva costruito un database elencando il “consumo pro capite di 225 alimenti in 152 diversi paesi”.

Il lavoro aveva evidenziato le differenze nelle diete in ogni paese, in base all’età e al sesso.

Lo studio pubblicato su ‘Environmental Health Perspectives’ aveva stimato che le diminuzioni previste del contenuto proteico delle colture alimentari potranno mettere circa 150 milioni di persone in più a rischio di carenza di proteine, ​​entro il 2050.

Il grano e il riso non hanno  un alto contenuto di proteine, ma quasi tre quarti della popolazione mondiale usa questi due raccolti come “fonti di proteine ​​primarie”, come dice lo studio, sulla base dei dati dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura.

E così, qualsiasi riduzione delle proteine ​​contenute in queste colture potrà causare problemi sanitari, in particolare alle persone più povere dei paesi a basso reddito.

Diciotto paesi dell’Asia e dell’Africa, tra cui India, Bangladesh, Turchia, Egitto, Iran e Iraq, potrebbero risultare carenti di proteine, in futuro.

La carenza di proteine ​​provoca basso peso alla nascita, problemi di crescita e altri problemi che influenzano la salute generale e il benessere.

Questi studi evidenziano l’urgenza per il pianeta di ridurre le emissioni di gas a effetto serra.

 

Mangiare funghi può calmare la fame e dare una maggiore sensazione di pienezza rispetto che
La sopravvivenza di parte della popolazione mondiale potrà essere minacciata dalla malnutrizione causata delle emissioni