I’m a Dreamer, prodotti creativi e originali con i residui di produzione

Dare nuova vita a residui di produzione, ideare prodotti creativi e originali e offrire opportunità di occupazione a persone fragili e svantaggiate. Questa la filosofia di I’M A DREAMER SOGNO_RICICLO_CREO, il progetto sociale promosso da Dorelan, azienda di primo piano nel settore del bedding.

Partita nel 2017, l’iniziativa prevede il riutilizzo di tessuti e materiali provenienti da materassi e letti dell’azienda romagnola che oggi si trasformano in una collezione di 6 differenti tipologie di prodotto pronte per la commercializzazione.

Ogni creazione è frutto di un lavoro di squadra che vede Dorelan a fianco di CavaRei, impresa sociale che gestisce servizi educativi e produttivi nel territorio forlivese, e del ‘Sistema Moda’ dell’Istituto Tecnico Saffi-Alberti di Forlì.

Un progetto sintesi di sostenibilità, inclusione e alternanza scuola lavoro

 

I’M A DREAMER SOGNO_RICICLO_CREO rappresenta un incubatore di idee che valorizza tutte le persone coinvolte offrendo un forte sostegno al tessuto economico locale.

Tra i 20 prototipi realizzati, sono stati scelti i 6 migliori inviati poi a CavaRei per la realizzazione e produzione finale in serie, con l’intento di incentivare e offrire nuove opportunità occupazionali e favorire l’inclusione di persone con fragilità.

Ad oggi sono 6 le referenze realizzate artigianalmente: il borsone “Olvidar”, la sacca “Queen”, la palla/cuscino “La La Ball”, il portacellulare da ricarica “Viju”, la cuccia “Puppy” e le ciabattine da camera in busta “Neve”. Pezzi “unici” e “irripetibili” perché i residui di produzione sono sempre differenti nelle trame, nei tessuti e nei colori.

“Fin da subito abbiamo individuato in Dorelan un ottimo partner insieme al quale dare forma a un progetto imprenditoriale ad alta rilevanza sociale. Un’iniziativa non solo sostenibile ma che ha le potenzialità per generare numeri importanti: più il mercato accoglierà favorevolmente i prodotti di I’M A DREAMER e più persone con disabilità e fragilità troveranno occupazione attraverso un lavoro che contribuirà nella costruzione della dignità della persona” – afferma Maurizia Squarzi, Presidente di CavaRei che aggiunge: “I risultati sono già tangibili: grazie al progetto abbiamo avuto la possibilità di integrare nella nostra struttura due nuove risorse”.

Accanto a Dorelan e CavaRei, il terzo polo protagonista dell’iniziativa è la scuola con i propri studenti. I’M a DREAMER è un’opportunità virtuosa di avvicinamento al mondo del lavoro che ha permesso a tutti i giovani coinvolti di entrare in contatto con il Terzo Settore, in forte espansione in Italia, grazie ad un’esperienza formativa che può trasformarsi in opportunità di lavoro.

Nato come una qualsiasi formula di alternanza scuola-lavoro, il progetto si è trasformato in poco tempo in un vero e proprio laboratorio di idee, dove i giovani studenti hanno avuto modo di mettersi in gioco, di tradurre  in pratica le conoscenze e le competenze acquisite e di vivere a 360° un vero e proprio progetto: dall’ideazione alla comunicazione sino al lancio commerciale di un prodotto da loro ideato. Occasione che sicuramente la scuola da sola non avrebbe potuto offrire” – commenta Sabrina Lucchi, docente dell’Istituto Tecnico Saffi-Alberti di Forlì e coordinatrice del team studenti che ha preso parte al progetto.

Da ottobre 2019 i prodotti entreranno a far parte della grande famiglia Dorelan: saranno, infatti, venduti in oltre 20 negozi monomarca dell’azienda. Attraverso l’acquisto di questi oggetti, chiunque potrà contribuire a valorizzare e far crescere I’M A DREAMER e a diffonderne la commercializzazione.

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I prodotti del supermercato sono fonte di batteri resistenti

I prodotti dei supermercati sono sempre più riconosciuti come fonte di batteri patogeni, di batteri e di geni resistenti agli antibiotici. Lo dice un nuovo studio pubblicato su mBio, fatto dal Julius Kühn Institut, in Germania.

Il nuovo lavoro ha scoperto che i prodotti dei supermercati sono un serbatoio di geni trasferibili per la resistenza agli antibiotici che spesso sfuggono ai tradizionali metodi di rilevamento molecolare. Questi geni che si oppongono all’anti-infezione possono sfuggire alla loro scoperta nella coltivazione o nei prodotti transgenici ed essere trasferiti agli agenti patogeni e ai batteri umani.

Attraverso questo studio, gli scienziati hanno voluto studiare le tecniche per descrivere il resistoma trasferibile, ossia la raccolta di geni resistenti agli antibiotici presenti nei batteri, correlati ai prodotti. Gli specialisti hanno analizzato un’insalata mista, della rucola e del coriandolo acquistati nei supermercati in Germania, con tecniche di coltivazioni transgeniche.

Gli scienziati hanno scoperto che i metodi di coltivazione basati sul DNA non sono sempre sufficientemente sensibili nel rilevare il resistoma trasferibile nel microbioma intestinale.

La resistenza agli antibiotici è ormai diventato uno dei più grandi problemi di salute pubblica in tutto il mondo e si verifica quando un antibiotico ha perso la capacità di controllare la crescita batterica. Una volta che i batteri sono diventati resistenti, possono continuare a moltiplicarsi anche quando si assume un antibiotico.

E' allarme gonorrea. Questa malattia a trasmissione sessuale è resistente agli antibiotici, in alcuni casi.
Negli Usa, c'è preoccupazione, dopo che è stato trovato, in vari malati, un fungo, talora