Gli autistici sono più originali e creativi

Le persone con autismo possono essere più originali e creative delle altre, secondo uno studio britannico, fatto nell’University of Stirling.

I ricercatori hanno condotto un lavoro su 312 persone online: 75 partecipanti avevano riferito di aver avuto una diagnosi di autismo e 237 persone non l’avevano avuta.

Gli studiosi hanno testato la creatività dei partecipanti facendo interpretare delle immagini progettate per essere viste in più modi. Poi hanno dato ai partecipanti un minuto per trovare i molti usi possibili di oggetti ordinari.

Rispetto alle persone senza alcuna indicazione di autismo, gli individui che avevano avuto una diagnosi di malattia nello studio hanno dato meno risposte degli altri, ma più insolite.

Le persone con autismo, secondo lo studio, sono meno legate a degli schemi e sono più portate verso il pensiero divergente, originale e creativo.

Un bicchiere di vino o una pinta di birra aiutano a liberare la creatività, secondo
I geni sono disturbati dal rumore e hanno difficoltà a filtrare le informazioni sensoriali irrilevanti

Il genio creativo è più disturbato degli altri dal rumore

I geni sono disturbati dal rumore e hanno difficoltà a filtrare le informazioni sensoriali irrilevanti e nocive che provengono dal mondo circostante. Chi ha una ridotta capacità di inibire gli stimoli di consapevolezza cosciente potrebbe essere più creativo, secondo uno studio della Northwestern University di Evanston, negli Stati Uniti.

Se incanalata nella giusta direzione, questa eccessiva sensibilità agli stimoli esterni può rendere la vita più ricca e significativa, dando più acutezza, sostiene il recente studio, pubblicato su “Neuropsychologia”.

Per giungere a queste conclusioni, i ricercatori hanno effettuato una ricerca su circa 100 partecipanti segnalati per i loro successi nell’ambito creativo, che hanno sottoposto a delle prove di creatività e sul pensiero divergente, generalmente considerato come una prova di cognizione creativa.

E’ emerso che alcune persone, più colpite dal bombardamento quotidiano di informazione sensoriale, sono anche più creative delle altre.

La condizione, però, presenta degli svantaggi. Uno dei romanzieri più influenti del XX secolo, Kafka, una volta disse: “ho bisogno di solitudine per la mia scrittura; non ‘come un eremita’ – che non sarebbe sufficiente – ma come un uomo morto”. Il grande letterato Marcel Proust indossava i tappi per le orecchie perché era incapace di filtrare il rumore irrilevante, e aveva foderato la sua camera da letto con sughero per attenuare i rumori. Anche Darwin, Cechov e Goethe erano fortemente distratti dal rumore.

(Fonte Northwestern University)

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