Ora, il dolore si gestisce con lo smartphone

Sembra incredibile, eppure, ora, è possibile gestire il dolore con lo smartphone. Un’applicazione, che riduce l’uso di oppiacei attraverso una migliore informazione dei pazienti, è stata presentata alla Conferenza annuale della Società europea di anestesiologia.

Durante i test, l’applicazione ha ridotto il consumo di oppiacei nei pazienti.

I ricercatori olandesi hanno reclutato 71 partecipanti di età compresa tra i 56 e i 70 anni che avevano fatto un intervento chirurgico al ginocchio.

Nelle prime due settimane di ritorno a casa, 38 pazienti hanno utilizzato l’applicazione PainCoach, in aggiunta alle solite cure e 33 hanno fatto solo la cura.

L’applicazione mobile registrava ogni giorno il livello di dolore percepito: da zero a insostenibile. In risposta, il telefono forniva consigli sull’uso di oppioidi, sul riposo o sull’esercizio fisico.

Tutti i pazienti hanno risposto a dei questionari sul livello di dolore e sull’uso di oppioidi prima dell’operazione, durante le due settimane di studio e un mese dopo.

I ricercatori hanno scoperto che più i partecipanti avevano utilizzato l’app, meno oppioidi avevano consumato.

I pazienti che dotati di app avevano consumato il 23% in meno oppioidi e il 15% in meno paracetamolo.

I pazienti con l’appa sembrava anche che si riprendessero meglio dopo l’operazione.

Gli utenti di PainCoach avevano visto il loro dolore durante l’esercizio fisico ridursi quattro volte più velocemente, rispetto al resto del gruppo. Anche i loro dolori notturni scendevano sei volte più velocemente.

Queste sono scoperte importanti vista la portata dell’abuso degli antidolorifici in tutto il mondo, ha affermato il Dr. Amar Sheombar, autore principale della ricerca.

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La musica stimola nel cervello le stesse aree di sesso, droga e buon cibo

La musica stimola la stessa parte del cervello del sesso, della droga e del buon cibo, secondo nuovo studio fatto nella McGill University, in Canada.

Questa è la prima dimostrazione che gli oppioidi nel cervello sono direttamente coinvolti nel piacere musicale, hanno detto i ricercatori.

Gli scienziati, in precedenza, avevano utilizzato delle neuroimmagini per mappare le aree del cervello che si attivavano durante i i momenti di piacevole ascolto musicale.

In questo ultimo studio, pubblicato su Scientific Reports, gli scienziati hanno trovato un modo per bloccare selettivamente e temporaneamente le sostanze oppioidi prodotte nel cervello, che sono associate alle sensazioni di calma e di piacere.

I ricercatori hanno utilizzato il naltrexone, un farmaco usato per il trattamento dei disturbi della dipendenza, per bloccare gli oppioidi. Le risposte dei partecipanti alla musica sono state poi analizzate per scoprire se le canzoni preferite dai partecipanti non innescassero più le sensazioni di piacere.

Diciassette persone hanno preso parte allo studio.

E’ emerso che il naltrexone aveva attenuando le emozioni positive della musica.

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