La demenza triplicherà entro il 2050

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che il 5 – l’8 per cento della popolazione degli ultra 60enni soffrirà di demenza, in un dato momento.

La demenza è un problema di salute pubblica che sta progredendo rapidamente, a causa dell’invecchiamento della popolazione, e colpisce circa 50 milioni persone in tutto il mondo.

Secondo le previsioni, questo numero dovrebbe triplicare nel 2050, raggiungendo 152 milioni persone.

Il morbo di Alzheimer è la causa più comune di demenza ed è responsabile del 60 70% dei casi, secondo l’OMS.

L’età è il principale fattore di rischio per il declino cognitivo, ma la demenza “non è una conseguenza naturale o inevitabile della vecchiaia” ha spiegato il dottor Neerja Chowdhary, del dipartimento di salute mentale dell’OMS, in una conferenza stampa.

Diversi studi recenti hanno rivelato un legame tra lo sviluppo del deterioramento cognitivo e i fattori di rischio legati allo stile di vita come l’inattività fisica, il fumo, le diete scarsamente bilanciate e il consumo dannoso di alcol, come ha detto l’agenzia specializzata delle Nazioni Unite.

Alcuni disturbi, come l’ipertensione, il diabete, l’ipercolesterolemia, l’obesità e la depressione, inoltre, sono associati ad un aumento del rischio di demenza.

Altri fattori di rischio modificabili sono “isolamento sociale e inattività cognitiva “.

Un quarto degli adulti del mondo fa troppo poco esercizio fisico, mettendo a rischio la
Se la tendenza attuale sarà confermata, circa un quarto della popolazione mondiale sarà obesa entro
Ogni anno, l'inquinamento atmosferico uccide 7 milioni di persone. L'inquinamento è responsabile di malattie cardiovascolari,

Un quarto degli adulti del mondo fa troppo poco esercizio fisico

Un quarto degli adulti del mondo fa troppo poco esercizio fisico, mettendo a rischio la sua salute cardiovascolare e agevolando la comparsa del diabete di tipo 2, della demenza e di alcuni tipi di tumore.

Questo è emerso da uno studio globale condotto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), pubblicato sulla rivista The Lancet Global Health questa settimana, che ha esaminato i tassi di esercizio fisico, fatti nel 2016, e confrontandoli con quelli del 2001.

Dallo studio è anche emerso che non c’è stato alcun miglioramento negli ultimi 15 anni.

In quattro paesi, più della metà degli adulti non ha fatto abbastanza esercizio nel 2016: Kuwait (67%), Samoa americane, Arabia Saudita (entrambe al 53%) e Iraq (52%). Il Kuwait e le Samoa hanno tra i più alti tassi di obesità nel mondo.

Al contrario, i mozambicani e gli ugandesi hanno fatto abbastanza esercizio fisico, con solo il 6% che ha svolto meno dell’esercizio fisico raccomandato di almeno 150 minuti di esercizio moderato o 75 minuti di attività fisica vigorosa, ogni settimana.

C’è anche una differenza tra uomini e donne. La ricerca ha rivelato che “nel 2016, circa una donna su tre (32%) e un uomo su quattro (23%) nel mondo non ha raggiunto i livelli raccomandati di attività fisica per mantenersi in salute“.

Le donne sono risultate meno attive degli uomini in tutte le regioni del mondo, a parte l’Asia orientale e sud-orientale.

A differenza di altri importanti rischi sanitari globali, i livelli di attività fisica insufficiente non stanno diminuendo, in media, in tutto il mondo e oltre un quarto di tutti gli adulti non raggiunge i livelli raccomandati di attività fisica per mantenersi in buona salute.

Lo studio, basato su livelli di attività auto-segnalati in 358 sondaggi fatti sulla popolazione di 168 paesi, che hanno coinvolto 1,9 milioni di partecipanti, è stato pubblicato prima della terza riunione ad alto livello delle Nazioni Unite sulle malattie non trasmissibili e i loro fattori di rischio, tra cui l’inattività fisica, che si terrà il 27 settembre 2018 a New York.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che il 5 - l'8 per cento della popolazione
Se la tendenza attuale sarà confermata, circa un quarto della popolazione mondiale sarà obesa entro
Ogni anno, l'inquinamento atmosferico uccide 7 milioni di persone. L'inquinamento è responsabile di malattie cardiovascolari,

Un quarto della popolazione mondiale sarà obesa entro il 2045

Se la tendenza attuale sarà confermata, circa un quarto della popolazione mondiale sarà obesa entro il 2045. Lo hanno fatto presente degli esperti che hanno presentato le loro scoperte mercoledì al Congresso europeo sull’obesità a Vienna.

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) stima che circa il 13% degli adulti (l’11% degli uomini e il 15% delle donne) sarà obeso nel 2016. Secondo le proiezioni dei ricercatori danesi e britannici, questa percentuale salirà al 22% nel 2045, se nulla cambierà.

Il corso delle cose può essere invertito, ma richiede politiche deliberate e coordinate, ha detto uno degli autori di questo lavoro, il dottor Alan Moses, del Novo Nordisk danese.

Questo aumento dell’obesità sarà accompagnato da un aumento dei casi di diabete di tipo 2, patologia che aumenterà passando dal 9% della popolazione mondiale del 2017 al 12% del 2045 (una persona su otto). Il costo per i sistemi sanitari sarà enorme e ci sarà anche un aumento della mortalità dovuta alle malattie cardiovascolari, al diabete e ad alcuni tumori.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) stima che il 5 - l'8 per cento della popolazione
Un quarto degli adulti del mondo fa troppo poco esercizio fisico, mettendo a rischio la
Ogni anno, l'inquinamento atmosferico uccide 7 milioni di persone. L'inquinamento è responsabile di malattie cardiovascolari,

L’inquinamento uccide 7 milioni di persone ogni anno

Ogni anno, l’inquinamento atmosferico uccide 7 milioni di persone. L’inquinamento è responsabile di malattie cardiovascolari, ictus, cancro ai polmoni, infezioni respiratorie e altro ancora.

Nove persone su dieci nel mondo sono esposte a livelli anormalmente alti di polveri sottili nell’aria, ma anche nelle case, secondo un recente rapporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

Secondo le stime OMS, l’inquinamento atmosferico è responsabile del 24% delle  morti degli adulti a causa di malattie cardiache, del 25% dei decessi dovuti a ictus, del 43% dei decessi per malattia polmonare ostruttiva cronica e del 29% dei decessi attribuibili al cancro del polmone.

Le polveri sottili sono responsabili di queste morti premature. Più piccole di un capello, queste polveri sono in grado di penetrare in profondità nei polmoni e nel sistema cardiovascolare . Si tratta a una minaccia silenziosa che colpisce il 90% della popolazione mondiale.

Solo una persona su cinque sul pianeta ha la fortuna di vivere in una regione con bassi livelli di inquinamento. Nelle megalopoli i tassi di inquinamento sono molto alti, secondo lo studio OMS condotto in più di 4300 città, di 103 paesi.

Delhi (India) e Il Cairo (Egitto) sono le città più inquinate, ma soffocano anche le grandi città dei paesi a basso e medio reddito, in particolare nel Sud-Est asiatico e nella regione del Pacifico occidentale (Giappone, Cina, Filippine e Vietnam).

Inoltre, nel mondo circa 3 miliardi di persone usano ancora combustibili inquinanti per cucinare, riscaldare e illuminare. Le donne e i bambini sono i più esposti a questo inquinamento e sono le vittime principali dell’inquinamento.

La buona notizia, in questo contesto, è che l’Europa e il Nord America stanno riducendo il tasso annuale di polveri sottili. A livello globale, l’inquinamento atmosferico si sta stabilizzando, mentre paesi in via di sviluppo, come la Cina e il Messico, hanno adottato misure per migliorare la qualità dell’aria.

Presentato nella Sala del Refettorio della Camera dei Deputati, in collaborazione con l’Intergruppo Parlamentare per
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