Vive più a lungo chi abita in città con molto verde

Gli abitanti delle città tendono a vivere più a lungo se si trovano in quartieri pieni di piante, secondo un nuovo studio, fatto dai ricercatori dell’Istituto per la salute globale di Barcellona.

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Ne uccide piu’ la sedentarietà che il fumo

Un nuovo studio ha trovato che non fare esercizio fisico è altrettanto dannoso che fumare, avere il diabete o una malattia cardiaca.

“Non essere in grado di correre bene su un tapis roulant o di fare un test da sforzo, ha una prognosi peggiore, in termini di morte, di essere iperteso, essere diabetico o fumare”, ha detto il Dr. Wael Jaber, cardiologo della Cleveland Clinic, negli Stati Uniti, e autore principale dello studio.

Abbiamo tutti sentito dire che l’esercizio fisico aiuta a vivere più a lungo. Ma il nuovo studio ha scoperto che uno stile di vita sedentario è peggio per la salute rispetto al fumo, al diabete e alle malattie cardiache, ha detto l’esperto. La sedentarietà “dovrebbe essere trattata quasi come una malattia che ha una ricetta, l’esercizio fisico”, ha aggiunto Wael Jaber.

I ricercatori, per giungere a queste conclusioni, hanno studiato retrospettivamente 122.007 pazienti sottoposti a un test da sforzo sul tapis roulant nella Cleveland Clinic tra il 1 ° gennaio 1991 e il 31 dicembre 2014, per misurare la mortalità correlata ai benefici dell’allenamento e della condizione fisica.

Lo studio, pubblicato sulla rivista JAMA Network Open, dice che si devono incoraggiare i pazienti e le comunità ad essere attivi e ad esercitarsi ogni giorno.

Jaber ha detto che l’altra grande rivelazione della nuova ricerca è che buone condizioni fisiche portano ad una vita più lunga.

Nello studio, i benefici dell’esercizio fisico sono stati osservati in tutte le età e in uomini e donne, ha detto Jaber, spiegando che, a 40 o 80 anni, i vantaggi dell’esercizio fisico ci sono sempre.

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Gli integratori alimentari possono anche favorire il cancro

Un nuovo studio ha dimostrato l’inefficacia degli integratori alimentari per prevenire i rischi di mortalità. Alcuni di loro potrebbero anche produrre l’effetto opposto, secondo una nuova ricerca, pubblicata su The Annals of Internal Medicine.

Il nuovo studio è stato condotto su 30.899 adulti statunitensi di età compresa tra 20 e più anni, che hanno partecipato a un sondaggio nazionale sulla salute e la nutrizione dal 1999 al 2010. I partecipanti hanno risposto a delle domande sul loro consumo di integratori alimentari .

Lo scopo di questa ricerca era di valutare l’associazione tra uso di integratori alimentari, livelli di assunzione di nutrienti da alimenti e da integratori e mortalità per adulti negli Stati Uniti.

Gli scienziati alla base della ricerca hanno scoperto che un’adeguata assunzione di vitamina A, vitamina K, magnesio, zinco e rame era associata ad un minor rischio di morte prematura, ma solo quando questi nutrienti provenivano dal cibo.

Lo studio ha anche dimostrato che le persone che avevano consumato alte dosi di calcio (1.000 mg al giorno o più) sotto forma di integratori alimentari avevano avuto un rischio di morte per cancro superiore del 53% rispetto agli altri.

” Il legame tra eccesso di calcio e cancro non è ancora del tutto chiaro e richiede ulteriori ricerche “, ha detto Fang Fang Zhang, co-autore dello studio e professore di epidemiologia della Friedman School of Nutrition Science and Policy (Boston, Stati Uniti).

I pazienti che, nello studio, non avevano carenze di vitamina D ma avevano consumato questo nutriente in integratori con più di 10 mcg al giorno avevano avuto anche un rischio maggiore di morire durante lo studio, hanno detto i ricercatori.

Al contrario, gli integratori non sembra abbiano aumentato il rischio di morte in coloro che erano carenti di vitamina D.

Alla luce di questi risultati, gli scienziati concludono che le persone che non hanno particolari carenze dietetiche dovrebbero continuare a beneficiare dei nutrienti contenuti nei cibi, mantenendo una dieta equilibrata e concentrandosi su frutta e verdura.

Gli abitanti delle città tendono a vivere più a lungo se si trovano in quartieri
Un nuovo studio ha trovato che non fare esercizio fisico è altrettanto dannoso che fumare,
Il diabete adulto rappresenta il 12% di tutte le cause di morte negli Stati Uniti,

Il diabete uccide più di quanto si pensi

Il diabete adulto rappresenta il 12% di tutte le cause di morte negli Stati Uniti, una percentuale significativamente più grande di quella indicata da una precedente stima. Si presume che la stessa situazione ci sia in Italia, in altri paesi sviluppati e non solo.

La malattia, in cui la frequenza è aumentata negli ultimi anni con l’aumento nell’obesità, è la terza causa di morte negli Usa, dopo le malattie cardiovascolari e il cancro, secondo le Università di Pennsylvania e Boston che hanno fatto uno studio i cui risultati sono stati illustrati su PLOS ONE.

Uno studio simile precedentemente condotto su dati raccolti negli anni 1980/1990, diceva che solo il 4% di tutte le morti negli Stati Uniti erano causate dal diabete.

Per questa nuova stima, Andrew Stokes, un demografo dal Università di Boston (Massachusetts) ha analizzato un campione di più di 282’000 individui, che avevano preso parte ad altri lavori precedenti.

Questo gli ha permesso di seguire le persone fino alla loro morte e fare un confronto tra i diabetici e non i diabetici.

Questi autori hanno trovato che la morte per diabete è stata finora in gran parte nascosta. Le statistiche annuali sulla mortalità e longevità negli Usa avevano evidenziato fattori importanti di morte come quelli per farmaci, abuso di alcool e suicidio ma mai per il diabete, hanno detto i ricercatori.

Nella misura in cui un diabetico soffre spesso di complicanze cardiovascolari e renali, può essere difficile determinare l’esatta causa della morte e questo crea ambiguità sul certificato di morte e porta le statistiche a compilare erronee cause di mortalità.

Gli autori del presente studio sottolineano l’importanza, in questo momento, di avere una stima più accurata sul diabete e sulla mortalità che esso provoca, perché la patologia è diventata un’epidemia negli ultimi anni.

Nel 1980, i Centri di prevenzione e controllo delle malattie (CDC) stimavano che ci fossero 5,53 milioni di persone con diabete negli Stati Uniti. Nel 2014, tale cifra era quasi quadruplicata, raggiungendo i 21,95 milioni.

“L’aspettativa di vita degli americani è aumentata molto lentamente nell’ultimo decennio ed è anche leggermente diminuita nel 2015”, ha detto Samuel Preston, professore di sociologia dell’Università della Pennsylvania.

“È molto probabile che l’obesità e il diabete insieme siano stati un fattore importante nel rallentamento nella crescita della longevità”,  ha aggiunto, sostenendo l’importanza di determinare con più precisione il loro ruolo.

 

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