Contrasto dell’antibiotico resistenza, presentato il Manifesto

Milano – Presentato a Milano il ‘Manifesto per la prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza (ICA)’, un importante documento che fissa i punti chiave per ridurre la diffusione di infezioni ospedaliere legate alle pratiche di cura. Il lavoro è frutto del progetto Nelle Nostre Mani che ha visto dialogare le associazioni di volontariato ospedaliero – e non solo – sui delicati e quanto mai attuali temi dell’antibiotico-resistenza e della prevenzione delle infezioni correlate all’assistenza (ICA).

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La nascita del manifesto per la sostenibilità del Mediterraneo

Presentato ieri a Milano l’evento ‘nnumari, “nel mare” in siciliano, che si svolgerà dal 2 al 4 ottobre sul litorale di Agrigento nella località di Licata, città natale dello chef Pino Cuttaia, ideatore del progetto. Durante la conferenza stampa di presentazione, tenutasi allo Spazio Bulthaup di Milano sono intervenuti, oltre a  Pino Cuttaia, Francesco Paolo Di Stefano, project manager del progetto, Marcello Scalisi, presidente di Unimed – Unione delle Università del Mediteraneo, e Nino Barraco produttore agricolo e rappresentante dei tanti protagonisti che operano nella filiera agroalimentare. Svelato il programma dell’evento ricco di convegni, talk, masterclass, momenti di confronto e convivialità tra chef provenienti da varie località del Mediterraneo, produttori della filiera, aziende esempio di sostenibilità, giornalisti, professionisti di vari settori che diventano per l’occasione i pensatori di un manifesto condiviso ed esportabile come modello, per valorizzare la cultura e la sostenibilità della filiera legata al Mediterraneo.

Nel suo intervento Pino Cuttaia ha spiegato: «Durante il percorso della mia carriera ho capito come la Sicilia, il mio territorio, sia il frutto delle contaminazioni dei popoli che hanno vissuto in questa terra. L’arte culinaria del mio territorio non è altro che il frutto di queste diverse esperienze». «Mi sono accorto che i miei gesti sono simili ai gesti di altri cuochi e i miei viaggi mi hanno portato a capire che il territorio sul quale insisto ogni giorno è simile in tutti i Paesi del Mediterraneo con la sola differenza del microclima, della stagionalità, degli usi e dei costumi di ognuno di essi. E così ho capito che è arrivato il momento di realizzare un convivio che ho voluto intitolare ‘nnumari, nel mare, perché la mia cucina dipende dalla sopravvivenza di questo mare. Siamo parte del Mediterraneo e viviamo tutti in terre unite dal mare; abbiamo tutti problemi in comune e abbiamo il dovere di trovare soluzioni insieme con l’unico scopo di studiare modelli comuni di sviluppo economici, sociali, ambientali sostenibili. Difendere la filiera oggi significa anche conservare la propria identità». A seguire il project manager Francesco Paolo Di Stefano ha presentato i concetti alla base del progetto: “eredità, cultura e futuro” oltre all’intero programma e alla presentazione di tutti gli chef sostenitori dell’evento, veri esempi di come il Mediterraneo sia anche luogo di contaminazione e integrazione. Ricollegandosi al concetto di ‘futuro’, Marcello Scalisi direttore di Unimed, l’Unione delle Università del Mediterraneo, ha presentato le finalità del progetto di formazione che si attuerà durante l’evento siciliano. Rivolta a 15 studenti, di cui 11 donne, provenienti da 11 diversi paesi del Mediterraneo, la Summer School contribuirà a una riflessione sul concetto di “identità mediterranea”. E a proposito di questo, Scalisi ha lanciato l’idea di portare avanti una versione in chiave mediterranea del progetto Erasmus che da molti anni già interessa l’Europa con lo scopo di coltivare una cultura comune e scambi costruttivi tra i Paesi dell’area. Infine l’intervento del produttore Nino Barraco che ha sottolineato l’importanza della valorizzazione di una filiera di qualità, capace di tramandare saperi antichi e fornire prodotti puliti e coltivati in modo sano. La conferenza si è conclusa con uno showcooking a quattro mani i cui protagonisti sono stati lo chef Pino Cuttaia e Giancarlo Morelli, chef stellato anch’egli sostenitore del progetto ‘nnumari.

L’appuntamento dunque  è a Licata per un evento unico nel suo genere che per la prima volta affronta argomenti che stanno a cuore a tutta la comunità del Mediterraneo.

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Nasce in Marmolada il manifesto per il turismo accessibile in montagna

E’ nato “Articolo 3343 – Dall’alto del futuro”, il documento di intenti per un turismo accessibile e inclusivo verso ogni forma di disabilità. Proposto inaspettatamente dal plurimedagliato paralimpico Oscar De Pellegrin assieme alla società Marmolada – Move to The Top il manifesto ha visto la favorevole e immediata adesione della Fondazione Dolomiti Unesco e di molti enti ed associazioni presenti alla tavola rotonda svoltasi nella stazione funiviaria di Serauta durante l’evento Senza Limiti – Dammi un punto d’appoggio e ti scalerò la montagna del 23 luglio. La forza di questo documento è di aver pensato da subito a creare una segreteria organizzativa nell’associazione Assi Onlus che farà da punto di riferimento per tutti i firmatari e quelli che, da ora in poi, vorranno sottoscrivere questo documento. Questa soluzione voluta, da Oscar De Pellegrin, garantisce che il documento avrà gambe per camminare fino alle Olimpiadi e Paralimpiadi e oltre consigliando tutti quelli che le organizzeranno, di abbattere le barriere architettocniche, ma in particolarmente quelle culturali. In occasione di questa giornata Oscar De Pellegrin e Pesce Moreno, uno salito con la funivia e il secondo lungo il ghiacciaio della Marmolada, si sono incontrati simbolicamente a Punta Rocca a 3265 m per unire le forze e contribuire assieme alla diffusione della cultura del turismo accessibile. Un momento emozionante vissuto intensamente dalle molte persone intervenute. Erano presenti alla tavola rotonda tutte le istituzioni che contano, il Sindaco di Rocca Pietore Andrea De Bernardin il Presidente del Consglio Regionale Veneto Roberto Ciambetti, Luigi Borgo Presidente maestri sci Veneto, Marco Spazzini Presidente guide Alpine Veneto, Valeria Ghezzi per ANEF, Marcella Morandini direttrice Fondazione Dolomiti Unesco, e il promotore Oscar De Pellegrin Assi Onlus Belluno.

E’ stata scelta la Marmolada, il punto più alto delle Dolomiti a quota 3343, per far nascere l’Articolo 3343 – Dall’alto del futuro, il documento di intenti che si propone come manifesto del turismo inclusivo ed accessibile in montagna per qualunque forma di disabilità, affermando la volontà di far diventare le “Dolomiti Patrimonio di tutta l’umanità”. L’obiettivo primario di “Articolo 3343” è quello di costruire una squadra unita per rendere il territorio montano bellunese accessibile ad ogni tipo di disabilità e di trovare soluzioni progettuali per la realizzazione di una “provincia simbolo” su questo tema. Molti i presenti che hanno abbracciato e siglato la proposta concerta di Oscar De Pellegrin, Presidente di Assi Onlus, assieme alle funivie Marmolada Move to the Top: in primis la Fondazione Dolomiti Unesco con l’ANEF, il Collegio Regionale Maestri di Sci – Veneto, il Soccorso Alpino Rocca Pietore, il Collegio Regionale Guide Alpine Veneto, Tofana Srl e DMO Belluno, Consiglio Regionale Veneto. Durante la tavola rotonda, tenutasi alla stazione funiviaria di Serauta in occasione della manifestazione Senza Limiti – Dammi un punto d’appoggio e ti scalerò la montagna, i firmatari hanno concordato di dare vita ad una rete operativa pronta a ideare, promuovere e realizzare in sinergia interventi che abbattano le barriere architettoniche e mentali sul tema dell’accessibilità ai disabili.

L’adesione unanime ha dimostrato quanto vi sia in tutte le parti la sensibilità di attivarsi in tal senso e quanto sia necessario fare squadra, ognuno con la propria peculiarità, per portare avanti con forza questo progetto. Senza dubbio la grande opportunità dell’organizzazione delle Paralimpiadi Milano-Cortina nel 2026 è una spinta in più per collaborare, sviluppare e costruire una cultura imprenditoriale e sociale volta a migliorare la fruibilità del territorio e delle sue bellezze.

Da Fonti dell’Unione Europea, nel  2012, il turismo accessibile valeva 80 miliardi e, ad oggi, tra Europa e Stati Uniti le persone su sedia a rotelle sono 70 milioni senza contare le altre tipologie di disabilità. Un settore quello del turismo accessibile con un altissimo tasso di fidelizzazione e si prospetta che nel 2050 i turisti interessati dal tema dell’accessibilità siano oltre il 31%.

Valeria Ghezzi di ANEF (Associazione Nazionale Esercenti Funiviari) ha sottolineato che “Progettare senza barriere ci costa uguale, e lo facciamo per tutti”, mentre Oscar De Pellegrin ha invitato le istituzioni e gli enti ad aderire al documento di intenti con le seguenti parole: “Qui oggi deve partire un messaggio di crescita culturale e dobbiamo partire a progettare per tutti. Prendiamo questa grande opportunità delle Olimpiadi e Paralimpiadi per lavorare in questo settore dell’accessibilita e fruibilità ma soprattutto diffondere un grande messaggio di cultura inclusiva. Se troviamo un gradino possiamo anche farci aiutare, non è un disonore, ma quando si trova l’indifferenza delle persone fa male”Marmolada – Move to the Top è totalmente accessibile a tutti, disabili compresi, da Malga Ciapela fino a Punta Rocca con la sua funivia e le sue attrazioni e in occasione di questa giornata, l’Ing. Mario Vascellari Presidente della stessa, ha voluto dare un senso di ulteriore solidarietà devolvendo il 10% dell’incasso della giornata a SOS SERRAI istituito presso la Fondazione Dolomiti Unesco. Operazione compiuta in favore della  ricostruzione dei Serrai di Sottoguda distrutti il 29 ottobre 2018 dalla tempesta Vaia, meta di tantissimi turisti nazionali e internazionali. Con l’augurio che a breve si riparta e si possa entro il prossimo anno inaugurare la sua rinascita.

www.funiviemarmolada.com

La manifestazione di Città di Bra e Slow Food a Bra (Cn) dal 20 al
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Un Manifesto per l’umanizzazione delle cure in oncologia

Merck, azienda leader in ambito scientifico e tecnologico, ha presentato il Manifesto per l’umanizzazione delle cure in oncologia, spunto di riflessione sulle sfide dell’oncologia del prossimo futuro. Il documento intende definire un approccio multidisciplinare integrato volto a coniugare il progresso scientifico alla cura della persona nella sua interezza.

 

Ogni giorno in Italia circa 1.000 persone ricevono una diagnosi di tumore1. Tuttavia, dal 1994 al 2011, si evidenzia un miglioramento del trend di sopravvivenza per tutti i tumori2. Un trend in aumento legato all’individuazione di strumenti prognostici innovativi più efficaci e agli importanti progressi terapeutici degli ultimi anni che hanno portato proprio ad un costante incremento dei pazienti lungo – sopravviventi.

 

Lo scenario della terapia dei tumori sta cambiando radicalmente, anche nel nostro Paese – ha affermato Antonio Messina, a capo del business biofarmaceutico di Merck in Italia -. Merck intende rispondere ai nuovi quesiti che si stanno delineando in oncologia attraverso un dialogo costante e proficuo con tutti gli attori coinvolti nel percorso di cura. Questo al fine di individuare azioni utili all’umanizzazione dell’intero processo, per fare sempre di più una concreta differenza nella vita dei pazienti e delle persone che se ne prendono cura.”

 

Il Manifesto traccia quindi un percorso per il raggiungimento di una Human Based Oncology che passa attraverso le seguenti tappe:

1.    Il progresso nelle terapie oncologiche

2.    Il diritto alla salute e la sostenibilità delle terapie

3.    L’umanizzazione delle cure attraverso:

a.    L’applicazione del modello clinico bio-psico-sociale

b.    La comunicazione efficace medico-paziente

c.    Il patient empowerment

4.    La valutazione partecipata dell’umanizzazione

5.    Un maggiore contributo del volontariato

 

Il documento è il frutto di un think tank multidisciplinare, promosso da Merck, che ha visto riuniti i principali interlocutori nell’ambito dell’assistenza oncologica in Italia.

Il panel di esperti che ha dato vita al Manifesto ha visto la partecipazione dei rappresentanti dell’AIOM, Associazione Italiana di Oncologia Medica; della FAVO, Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia; dello IEO, Istituto Europeo di Oncologia e dell’Università degli Studi di Milano e della SIFO, Società Italiana di Farmacia Ospedaliera.

 

L’iniziativa rientra nelle attività realizzate da Merck in ambito oncologico per favorire una migliore qualità di vita e un maggior engagement del paziente nel percorso terapeutico, tra le quali figurano il recente contributo non condizionato al sito “Persone Che” e la creazione della App “La Mia Voce” per i pazienti colpiti da tumore della testa e del collo.

 

Bibliografia

1.     AIOM, Rapporto “Lo stato dell’Oncologia in Italia”, 2017

2.     AIRTUM Working Group, I tumori in Italia “La sopravvivenza dei pazienti oncologici in Italia”, Rapporto AIRTUM 2016

 

Presentato ieri a Milano l’evento ‘nnumari, “nel mare” in siciliano, che si svolgerà dal 2
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