L’esercizio fisico contrasta le malattie cardiache

Una delle cose significative che una persona può fare per ridurre il rischio di malattie cardiache, oltre a controllarne gli effetti, è muoversi regolarmente svolgendo una qualche forma di attività fisica. Questo, in combinazione con il mangiare sano e il mantenere un peso moderato.

Uno studio pubblicato sul Journal of Physical Activity and Health e condotto dai ricercatori delle università degli Stati Uniti ha esaminato l’associazione tra sport ed esercizio fisico.

lo studio a lungo termine ha esaminato il modo di fare esercizio fisico su oltre 13.000 soggetti che avevano un’età compresa tra i 45 e i 64 anni quando lo studio è iniziato, nel 1984. Lo studio è andato avanti per 25 anni, fino al 2015.

Lo studio ha trovato che la partecipazione a specifici sport ed esercizio fisico può ridurre sostanzialmente il rischio di malattie cardiovascolari.

In particolare gli sport con racchetta, la corsa, l’aerobica e la camminata nello studio erano associati a un minor rischio di ictus.

Roma – Proseguono i lavori per la Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia, riunita fino
È stato appena pubblicato sul New England Journal of Medicine uno studio epidemiologico retrospettivo condotto
Disponibile da novembre nei centri medici Cerba HealthCare l’analisi su 34 geni, affiancata dalla valutazione

La stimolazione del nervo vago può rallentare l’invecchiamento

Solleticare l’orecchio con una piccola corrente elettrica potrebbe rallentare il processo di invecchiamento negli over 55, riequilibrando il sistema nervoso, secondo una nuova ricerca.

Gli scienziati dell’Università di Leeds, hanno scoperto che la stimolazione del nervo vago, che si collega al sistema nervoso del corpo, può portare a una migliore qualità della vita, dell’umore e del sonno.

Il piccolo studio, si è basato su una breve terapia giornaliera, utilizzando una piccola corrente elettrica indolore all’orecchio per due settimane.

I risultati del lavoro, pubblicati sulla rivista Aging, suggeriscono che la terapia potrebbe rallentare alcuni importanti effetti dell’invecchiamento, aiutando le persone a invecchiare in modo più sano.

I ricercatori hanno affermato che ciò potrebbe proteggere le persone dalle malattie croniche associate alla vecchiaia, come l’ipertensione, le malattie cardiache e la fibrillazione atriale.

Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per comprendere gli effetti della cura sulla salute a lungo termine.

Il sistema nervoso, che controlla i processi come la digestione, la respirazione e la pressione sanguigna, ha due rami, il simpatico e il parasimpatico, che lavorano uno accanto all’altro per mantenere il corpo sano.

Quando le persone invecchiano, l’equilibrio di questi due rami cambia mentre il ramo simpatico, che prepara il corpo alla risposta “combatti o fuggi”, diventa dominante, rispetto al parasimpatico.

Gli scienziati avevano precedentemente scoperto che la stimolazione del nervo vago all’orecchio, può migliorare l’equilibrio del sistema nervoso nei 30enni sani.

Il nuovo studio dell’Università di Leeds ha scoperto che si verifica un aumento dell’attività parasimpatica e una diminuzione dell’attività simpatica dopo la terapia, dando al sistema nervoso un equilibrio più sano.

I ricercatori hanno anche visto che le persone le quali presentavano un maggiore squilibrio all’inizio dello studio sperimentavano i miglioramenti più pronunciati, dopo la terapia.

L’orecchio è come una porta attraverso la quale possiamo armeggiare con l’equilibrio metabolico del corpo, senza la necessità di cure mediche o procedure invasive”, ha dichiarato l’autore principale dello studio Beatrice Bretherton della School of Biomedical Sciences dell’Università di Leeds.

Un dispositivo che invia una corrente elettrica nelle fibre nervose, che sono nelle orecchie, potrebbe
Nell'ospedale Molinette di Torino è stato eseguito il primo intervento neurochirgico per il trattamento dell'epilessia
La Food and Drug Administration statunitense ha approvato l'utilizzo di un nuovo dispositivo elettronico per

Donne magre con grasso addominale, a rischio infarto e ictus

Anche le donne più anziane che hanno un peso sano possono avere maggiori probabilità di sviluppare malattie cardiache quando hanno del grasso in eccesso intorno alla loro pancia, rispetto a quando immagazzinano più grasso nei fianchi e nelle cosce, secondo un nuovo studio.

Mentre il sovrappeso è da tempo legato a un più alto rischio di malattie cardiache, i rischi associati al grasso in eccesso nelle persone con un indice di massa corporea normale non sono così chiari, hanno scritto i ricercatori nell’European Heart Journal.

L’attuale studio ha coinvolto 2.683 donne che erano già in menopausa, ma non avevano malattie cardiovascolari. I ricercatori hanno seguito metà delle partecipanti per almeno 18 anni.

Complessivamente, 291 donne hanno sviluppato malattie cardiache. Le donne con la maggior parte del grasso nella pancia, o una forma a “mela”, avevano avuto il 91 per cento più di probabilità di sviluppare malattie le cardiache, rispetto alle donne con una minore quantità di grasso intorno alla vita.

Il rischio era più pronunciato per le donne che avevano molto grasso sulla pancia e poco grasso sulle cosce. Queste donne avevano tre volte più probabilità di sviluppare malattie cardiache rispetto alle donne che avevano la forma opposta: le cosce più grasse e la pancia piatta.

“La forma a mela era stata associata ad un aumentato rischio cardiaco negli studi precedenti, che si riferivano principalmente all’obesità tra le persone che avevano già un problema di peso”, ha detto Qibin Qi, autore senior dello studio e ricercatore dell’Albert Einstein College di Medicina nel Bronx, New York.

“Il nostro studio ha rilevato, per la prima volta, che tra le donne in postmenopausa con indice di massa corporea normale, il grasso elevato nella pancia è associato ad un aumentato rischio di malattie cardiovascolari, mentre l’elevato grasso delle gambe (forma a pera) è associato a ridotto rischio di malattie cardiovascolari “, ha detto Qi.

Nello studio, le donne che avevano la forma più pronunciata a “pera”, con più grasso sulle cosce, avevano il 38% meno probabilità di sviluppare malattie cardiache rispetto alle donne con una minore quantità di grasso sulla parte superiore delle gambe.

Tutte le donne nello studio avevano un indice di massa corporea sano, compreso tra 18,5 e 24,9.

Quando le donne attraversano la menopausa, possono anche sperimentare cambiamenti nella loro forma fisica e nel metabolismo, poiché più grasso viene immagazzinato intorno agli organi piuttosto che sotto la pelle, notano gli autori dello studio. La distribuzione del grasso corporeo può essere modellata dalla genetica, così come dalla dieta, dall’esercizio fisico.

Ridurre il grasso addominale, con una dieta a basso contenuto calorico e un regolare esercizio fisico può essere utile anche se si è di peso normale.

Una delle cose significative che una persona può fare per ridurre il rischio di malattie
Solleticare l'orecchio con una piccola corrente elettrica potrebbe rallentare il processo di invecchiamento negli over
Uno studio preliminare presentato al meeting annuale dell'American Society for Nutrition a Baltimora ha trovato

No a morti per ictus e malattie cardiache con più frutta e verdura

Uno studio preliminare presentato al meeting annuale dell’American Society for Nutrition a Baltimora ha trovato che non mangiare abbastanza frutta e verdura può portare a milioni di morti per ictus e malattie cardiache ogni anno.

I risultati della ricerca hanno mostrato che circa un decesso cardiovascolare su sette potrebbe essere attribuito all’assunzione di poca frutta e all’incirca uno su dodici decessi cardiovascolari a un basso apporto di verdure.

Il basso consumo di frutta è stato collegato a circa 1,8 milioni di morti cardiovascolari, nel 2010, e il basso consumo di verdure è stato collegato a circa un milione di morti nello stesso anno, secondo lo studio.

Frutta e verdura sono buone fonti di fibre, potassio, magnesio, antiossidanti e fenolici, che possono ridurre la pressione sanguigna, il colesterolo, migliorare la salute e la diversità dei batteri buoni nel tratto digestivo.

I ricercatori hanno detto che l’assunzione ottimale di frutta è pari a 300 grammi al giorno (circa due piccole mele), e hanno definito un consumo ottimale di verdure quello di 400 grammi al giorno (ad es. circa tre tazze di carote crude).

Gli studiosi hanno contabilizzato le assunzioni medie nazionali di frutta e verdura in oltre 110 paesi (oltre l’80% della popolazione mondiale) nel 2010 e le hanno confrontate con i dati sulle morti relative alle malattie cardiovascolari in ciascun paese, in quell’anno.

Hanno scoperto che l’assunzione di poca frutta aveva causato circa 1,3 milioni di morti per ictus e oltre 520.000 morti per malattia coronarica, mentre un basso apporto di verdura aveva provocato circa 200.000 morti per ictus e più di 800.000 decessi per malattia coronarica.

Autrice principale dello studio è stata Victoria Miller, ricercatrice della Tufts University (Stati Uniti).

Elevati livelli di trimetilammina N-ossido (TMAO), un composto legato al consumo di pesce, frutti di
Le bucce della frutta e della verdura possono rimuovere dall'acqua le sostanze inquinanti, come i
Mangiare frutta, verdura, oltre a cereali integrali e legumi può aiutare a ridurre il rischio