L’iPad compie 7 anni

Il 3 aprile del 2010, la Apple proponeva per la prima volta al mercato statunitense l’iPad, un device in grado di sostituire quasi completamente un computer. Le dimensioni ed il peso nettamente inferiori lo rendono più pratico, maneggevole e trasportabile rispetto ai tradizionali PC, e ne hanno decretato il successo. Per anni i tablet di tutte le marche hanno registrato un volume crescente di vendite, in primis l’iPad, tra i modelli più venduti al mondo, fino ad arrivare alla crisi del settimo anno, con una forte contrazione delle vendite.

A sorpresa, però, l’iPad ha sempre più successo nel mondo business, secondo quanto riportato dal New York Times, secondo il quale nell’ultimo trimestre del 2016 le vendite aziendali di Apple sono aumentate del 40%, contro una crescita globale del 28%. Buona parte del fatturato è da attribuire agli iPad, soprattutto nella versione Pro, anche alla luce dei nuovi programmi pensati proprio per il mondo dell’imprenditoria. Questo consente di utilizzare anche software più complessi, gestendo le attività del proprio business ovunque ci si trovi, senza avere bisogno di piani di appoggio o prese elettriche, accelerando e facilitando tutto il lavoro.

“Secondo il report citato dal New York Times, nell’ultimo anno circa il 50% degli iPad acquistati sono stati acquistati da aziende, e in è una tendenza che abbiamo riscontrato anche nell’acquisto dei gadget sul nostro portale. – Ha commentato Daniele Barbarossa, Content Manager Italia presso Regali.it. – La scelta è oggi rivolta ad accessori funzionali, per agevolare l’utilizzo del tablet in ogni situazione, sul treno, in aereo o anche in piedi e in contesti caotici. Benché resti sempre alto il numero di richieste per cover e accessori originali e divertenti, abbiamo registrato una forte preferenza dei nostri utenti verso oggetti più “pratci”.

Il prossimo 4 marzo sarà la 'Giornata mondiale senza tecnologia', una giornata di riflessione sui
Periscope è una nuova app di Twitter che permette di girare in diretta dei video
Un ingegnere di Stanford ha sviluppato un'applicazione che permette ai non vedenti di scrivere in

Giornata Mondiale senza Tecnogia: anche Steves impediva ai figli iPod, iPad e iPhone

Il prossimo 4 marzo sarà la ‘Giornata mondiale senza tecnologia’, una giornata di riflessione sui pericoli di stare sempre connessi e in mezzo a strumenti tecnologici. Ventiquattr’ore senza rispondere agli sms, controllare la posta o rispondere alle telefonate può aiutare a capire quanto si è dipendenti dai moderni mezzi tecnologici.

Secondo alcuni l’idea di una ‘Giornata mondiale senza tecnologia’, sarebbe nata proprio nel corso di una discussione a casa Zuckerberg, ossia del fondatore di Facebook, secondo altri, invece sarebbe venuta a un gruppo di artisti e intellettuali ebrei di New York.

Quali che siano le origini alla base di questo evento, c’è sempre più preoccupazione nel mondo sulle conseguenze che la tecnologia può avere su ragazzini e giovani. E i creatori della tecnologia, a loro volta, sono preoccupati per i loro figli.

Domenica, si è svolta la sesta Giornata mondiale senza Facebook. In Italia in pochi se ne sono ricordati. Anche quell’evento chiedeva di dimenticare per un giorno i ‘Like’, le pubblicazioni, le nuove emoticon e i news feed.

La giornata aveva lo scopo di incoraggiare le persone a riflettere sulle a loro abitudini riguardo ai social network.

Usiamo i social nel modo giusto? Ci passiamo troppo tempo? Sono diventati un sostituto dei concreti contatti sociali? Si è perso interesse per le attività che prima piacevano? Si ha un senso di vuoto e di inadeguatezza se non ci si può collegare ai social?

Sono tutte domande che ci si deve porre per essere padroni della propria vita, restare connessi alla realtà e stare bene con gli altri e con se stessi, senza cadere nella dipendenza.

Uno studio fatto nell’Università di Sherbrooke (Québec, Canada), ha mostrato che l’1,5% dei ragazzi con meno di 18 anni è dipendente da Internet.

Recentemente nei giornali italiani, ‘Il Messaggero’ e altre testate, hanno ripreso una notizia, salita alla ribalta della cronaca qualche anno fa, la quale diceva che anche Steve Jobs, il famoso cofondatore di Apple, non voleva che i suoi figli usassero iPod, iPad e iPhone.

Lo sfortunato inventore di Apple, morto per un cancro al pancreas, qualche anno fa, diceva in un’intervista al New York Times che non voleva che la sua famiglia fosse circondata da strumenti tecnologici, di cui i figli non comprendevano il funzionamento e le caratteristiche.

Come Jobs, ricorda ‘Il Messaggero’, anche Chris Anderson, ex direttore del magazine Wired e coofondatore di Robotica 3D, ha detto: “Conosco i pericoli della tecnologia, li ho vissuti sulla mia pelle e non voglio che accada lo stesso ai miei figli”.

Evan Williams, fondatore di Twitter, e sua moglie Sara Williams, a loro volta, hanno circondato i figli di libri e non di tecnologia, spiegando come sia importante che i più giovani non diventino dipendenti e sappiano avere dei limiti nell’utilizzo degli strumenti tecnologici.

“Oggi Apple reinventerà per sempre il telefono” annunciò Steve Jobs il 29 giugno del 2007,
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Filmati live da condividere su Twitter con Periscope

Periscope è una nuova app di Twitter che permette di girare in diretta dei video in streaming.

I filmati dal vivo possono essere girati con iPhone e iPad e guardati attraverso uno smartphone, un desktop o un laptop, tramite l’app o, direttamente, sul sito di Twitter.

“Ci sono molti modi per scoprire luoghi ed eventi, ma abbiamo capito che il modo migliore per sperimentare un posto sia proprio attraverso i video live. Una foto può valere mille parole, ma un video live può portarti in un posto e mostrartelo”, dice il team di Periscope sul suo sito Web.

Nata poco più di un anno fa, Twitter ha acquisito l’app a gennaio per 100 milioni di dollari.

Per girare i video tramite l’applicazione, è necessario avere un account Twitter e scaricare Periscope dall’App Store.

Presto uscirà una versione dell’applicazione compatibile con Android.

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Scrivere in Braille sull’iPad con iBrailler Notes

Un ingegnere di Stanford ha sviluppato un’applicazione che permette ai non vedenti di scrivere in Braille utilizzando un iPad.

L’applicazione si chiama iBrailler Notes e con essa basta toccare lo schermo dell’iPad che il software estrae i pulsanti.

L’app riprende la maggior parte dei formati Braille, tra cui i trascrittori scientifici, matematici, ma anche il Braille in più lingue.

Inventata da Sohan Dharmaraja, l’app è gratuita, permette di cancellare, riscrivere e accedere a Google con un click offrendo i risultati della ricerca in formato audio.

Il 3 aprile del 2010, la Apple proponeva per la prima volta al mercato statunitense
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