La scuola di Jaipur, in India

L’1 luglio 2019 è iniziato il primo anno scolastico della scuola di KEEP OUT in India.

Grazie alla raccolta fondi derivata dalla vendita dei bracciali della collezione Jaipur, KEEP OUT, azienda orafa che ha reso il ditale un gioiello da indossare, ha infatti costruito una scuola in India più precisamente nella zona di Rajasthan.

Sono stati necessari un anno e mezzo di lavori, molte braccia ed altrettanta passione e tenacia per costruire, mattone su mattone, la scuola elementare KEEP OUT.

Ieri, 36 bambini, divisi in 3 classi, hanno iniziato un nuovo capitolo della loro vita grazie all’istruzione elementare. Oltre alle tre classi sono state realizzate anche una cucina e i servizi, per accogliere al meglio bambini dal futuro difficile.

“Un grande sogno che si realizza –  ha affermato Stefania Gagliardone fondatrice del brand – abbiamo scelto un villaggio tra i più poveri del Rajasthan, dove l’istruzione era negata ai
bambini orfani, con l’obiettivo di dar loro la possibilità di cambiare le proprie sorti. Un traguardo che mi rende molto orgogliosa della mia azienda e che dedico a mio padre Bruno, che non c’è più.

Devo dire molti grazie per questo importante risultato. In primo luogo ai tanti fan di KEEP OUT che, acquistando un bracciale Jaipur, realizzato con delle meravigliose  sete indiane,
hanno fatto sì che potessimo devolvere alla causa  2 euro per ogni bracciale venduto. Un grazie di cuore al nostro socio ed amico Gaetano Giuffrè che ha contribuito in maniera sostanziale. Grazie a Raju che con la sua presenza costante e con la sua attenzione in cantiere, ha reso tutto questo possibile. Grazie a tutti coloro che hanno fatto donazioni spontanee e che hanno creduto in noi, e
infine grazie anche alla mia testardaggine, che mi obbliga a non mi fermarmi mai.”

 

Il WWF Italia continua a dedicare tante iniziative alla natura in città, per generare un nuovo
Seguire un regime alimentare sano ed equilibrato, non saltare mai la colazione, prediligere frutta e
Le vacanze sono ormai agli sgoccioli. Le nuvole e la pioggia stanno lentamente prendendo il

Perde il pene dopo una infezione

Un cittadino indiano di 65 anni che era stato trattato per un cancro alla tiroide ha perso il pene a causa della cancrena di Fournier.

Il caso descritto su BMJ Case Reports era iniziato in modo relativamente innocuo.

Nel Dipartimento di Urologia, del King George’s Medical University di Lucknow, capitale dello stato di Uttar Pradesh, un team medico aveva cercato di cateterizzare il paziente con un catetere nel pene, ma aveva provocato lesioni all’uretra.

Il fatto era accaduto dopo che all’uomo era stata rimossa la ghiandola tiroidea, il suo prepuzio si era infiammato e poi annerito in seguito alla caterizzazione.

Quando erano intervenuti gli urologi, due settimane dopo, la cancrena aveva devastato il membro: sebbene la parte interna del sistema urinario fosse ancora in buone condizioni.

I medici avevano trovato una autoamputazione del fallo ed erano dovuti ricorrere a una penectomia totale per rimuovere il tessuto danneggiato rimanente e pulire la ferita.

Ora, il paziente sta bene, dopo essere stato sottoposto a uretrostomia per svuotare la vescica attraverso un foro e un tubo nell’area pubica.

All’uomo era sopraggiunta una fascite necrotizzante, terribile infezione che distrugge il tessuto.

Un taglio o una ferita convenzionale sono sufficienti per contrarla, la malattia si diffonde rapidamente e, se il paziente non viene trattato immediatamente, porta a inevitabili amputazioni e infine alla morte.

Esiste, anche, un tipo specifico di fascite necrotizzante che attacca i genitali: si chiama cancrena di Fournier.

La malattia colpisce il perineo e lo scroto, ma estendendosi attacca il resto dell’area.

È stata diagnosticata dopo una caterizzazione, ma anche a causa del sesso genitale e orale oppure per l’applicazione di cocaina al glande. Anche il diabete mellito è un fattore di rischio.

Il pene di un uomo si sta lentamente solidificando e si sta trasformando in osso.
Un uomo, nato senza pene, finalmente, potrà essere normale e fare sesso. Andrew Wardle, questo

Morto, si risveglia poco prima che iniziasse l’autopsia

Un uomo, in India, si è svegliato, poco prima che iniziasse l’autopsia sul suo corpo. Si tratta di un uomo dichiarato morto dopo un incidente, che era stato tenuto in obitorio tutta la notte ed era stato portato sul tavolo dell’autopsia a Chhindwara, nell’India centrale.

Identificato come Himanshu Bharadwaj, l’uomo era stato portato in ospedale, dopo un incidente, ma era stato dichiarato cerebralmente morto dai medici poiché la sua respirazione era disfunzionale e mancava il battito del polso.

I dottori hanno detto che nei pazienti cerebralmente morti, cuore e polmoni smettono di funzionare in modo transitorio e che questo potrebbe essere il caso di Himanshu.

Attualmente, il morto che è tornato in vita, ma che è sempre cerebralmente morto, è stato portato a Nagpur per una cura avanzata.

I familiari del paziente sono felici che sia avvenuto il “miracolo”, ma molte persone si sono radunate fuori dall’ospedale per protestare, sostenendo che si tratta di un caso di negligenza medica.

Figlio di un direttore di banca, Himanshu aveva avuto un incidente a Nagpur ed era stato portato immediatamente in ospedale, dove era stato dichiarato morto. Poi era stato portato portato da Nagpur a Chindwada dove il suo corpo era stato tenuto in’obitorio durante la notte.

Dentro la sala delle autopsie, quando i medici stavano per aprirlo e affondare un coltello nel suo corpo, l’uomo si era svegliato. I suoi organi respiratori avevano iniziato a rispondere.

Un cittadino indiano di 65 anni che era stato trattato per un cancro alla tiroide
In India, giovedì e venerdì, a Hyderabad, sono i giorni della distribuzione del pesce che

India: in fila per il pesce che cura l’asma

In India, giovedì e venerdì, a Hyderabad, sono i giorni della distribuzione del pesce che cura (Fish Prasadam).

Questa pratica, che consiste nella distribuzione gratuita di un pesce vivo da mettere in gola e ingoiare, pretende di curare l’asma e altri problemi respiratori.

Quest’anno, già giovedì, 5.000 indiani si erano messi in fila per ricevere il trattamento.

In India, ogni mese di giugno, i malati di asma si riuniscono a Hyderabad, nel Sud del Paese, per inghiottire un guizzante pesce, nella cui bocca è stata infilata una pallina con un impasto curativo a base di erbe.

La famiglia Battani, che somministra il trattamento, dice che il pesce pulisce la gola scendendo e che guarisce asma e altri problemi respiratori.

La famiglia, che distribuisce il pesce dal 1845, si rifiuta di rivelare la formula segreta del rimedio e racconta di aver appreso il trattamento da un santo indù, nel 1845.

I volontari mettono il pesce nella glottide del paziente, chiudendogli la mascella improvvisamente e bloccandogli il naso per costringerlo a deglutire.

Migliaia di persone provenienti da tutta l’India e non solo si mettono in fila per questa distribuzione di due giorni, le cui date sono determinate ogni anno con l’arrivo del monsone.

Il governo indiano mette a disposizione dei treni speciali per questa “medicina del pesce” e la polizia dispiega forze in più per contenere la folla.

Dopo aver preso il pesce, i pazienti devono seguire una dieta rigorosa per 45 giorni.

Elevati livelli di trimetilammina N-ossido (TMAO), un composto legato al consumo di pesce, frutti di
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