“Man’s World & Taste Experience” , tante tante novità

MAN’S WORLD & TASTE EXPERIENCE è il nuovo concept event che celebra le passioni e unisce nella stessa manifestazione le eccellenze del food & beverage, dell’intrattenimento, del design, della tecnologia, dell’automotive e del lusso. Quattro giorni per ritagliarsi del tempo per sé stessi, divertirsi, scoprire i menu di rinomati ristoranti milanesi e vivere appieno le proprie passioni.

Man’s World Taste Experience
Superstudio Più | Via Tortona, 27 – Milano
Giovedì 28 novembre: 19.00 – 24.00
Venerdì 29 novembre: 19.00 – 24.00
Sabato 30 novembre: 12.00 – 24.00
Domenica 1 dicembre: 12.00 – 15.00

Con le loro voci incantano i più importanti teatri d’opera del mondo. Ora, il tenore Francesco Meli, e
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Halloween: decorazioni, food, costumi per un horror party da brivido

Feste mostruose in castelli avvolti nel mistero, percorsi in case infestate, ghost tour a lume di candela nei cimiteri cittadini. Non c’è che l’imbarazzo della scelta per trascorrere la notte più spaventosa dell’anno, ormai alle porte. C’è però anche chi decide di optare per un “tranquillo” Halloween in casa con amici.

Ma come realizzare un perfetto horror party per la notte del 31 ottobre? Dalle decorazioni al cibo, dalla musica ad alcune regole di buon vicinato, ecco tutti i suggerimenti di Casa.it – il sito e l’app di riferimento per chi cerca casa e per i professionisti del Real Estate.

1. Una casa da incubo

Se volete regalare ai vostri ospiti una serata davvero terrificante, scegliete con cura  il tema della festa e delle decorazioni. Quest’anno perché non ispirarsi al clown assassino più spaventoso di tutti i tempi? IT è tornato sul grande schermo e per ricreare l’atmosfera che si respira a Derry dove vive Pennywise, trasformate gli interni in un circo del terrore: tovaglie e tessuti a righe bianche e rosse per riprodurre il tendone, palloncini rossi volanti, piccole teste di clown per segnaposto, grotteschi pagliacci sparsi per casa pronti ad attaccare, mentre un bouquet di palloncini con macchie di sangue finto all’entrata si occuperà di accogliere gli invitati. E per un tocco da veri maestri dell’horror, dipingete di nero un vecchio specchio e incollate una foto spaventosa del clown che vi fissa, appendetelo in un corridoio buio e aspettate che qualcuno dei vostri ospiti ci s’imbatta… scapperà urlando per lo spavento!

2. Scary-food senza tempo

L’atmosfera mostruosa del vostro Halloween party dipenderà anche dal cibo che preparerete. Dalle siringhe di Bloody Mary da bere in una sola iniezione a sanguinolenti cervelli di panna cotta con salsa di melograno o frutti rossi. E se siete in cerca di un evergreen, con i biscotti alla zucca si va sempre sul sicuro. Come prepararli? Impastate 250gr di farina con 125gr di burro, 100gr di zucchero, 50gr di purea di zucca, un tuorlo, un pizzico di sale e uno di cannella e lasciate riposare la frolla in frigo per un’ora. Stendetela e con degli stampi a forma di zucca, teschio o fantasmino ricavate i biscotti. Infornate a 180°C e in 10-12 minuti potrete sfornare delle vere e proprie delizie.

3. Come mi (tra)vesto?

Con i grandi classici è difficile sbagliare: scheletri, vampiri, morti viventi, stregoni e clown non possono mancare. Ma se vi state chiedendo qual è l’ultimo trend in tema di costumi per una notte da brividi, la risposta è senza dubbio Joker, con il suo inconfondibile completo scarlatto, gilet giallo, camicia verde e trucco pesante sul viso. Ad accogliere i vostri amici potrebbero essere proprio le grandi labbra rosso sangue e gli inquietanti occhi incorniciati di azzurro di uno dei più controversi villains della storia del fumetto americano, interpretato da uno straordinario Joaquin Phoenix nel film vincitore del Leone d’Oro a Venezia ora nelle sale.

4. No music, no party

Neanche la scelta della musica può essere lasciata al caso. Affidatevi a Bury A Friend di Billie Eilish, Monster di Lady Gaga o Demons di Imagine Dragons. Nella playlist non possono mancare Thriller di Michael Jackson o le colonne sonore dei film d’orrore che ci hanno fatto sobbalzare sul divano, da Profondo Rosso a Lo Squalo, da L’Esorcista a Venerdì 13.

5. Divertimento sì, ma attenzione a…

Per non incappare in lamentele e richiami di qualche vicino insofferente, attenzione a rispettare la quiete altrui, specie se si vive in condominio. Una regola su tutte: occhio ai rumori. Anche se nel regolamento condominiale non dovessero esserci clausole con vincoli di orari oltre i quali i rumori non sono tollerati, nelle ore più tarde è consigliabile lo stop alla musica e ai toni di voce troppo alti. Per evitare problemi è comunque sempre meglio informare i vicini che si ha in programma una festa e, perché no, allargare l’invito anche a loro.

Stai cercando un po' d’ispirazione per la festa del 31 ottobre di quest'anno? Allora abbiamo
Manca davvero poco all’inizio dei divertenti e spaventosi festeggiamenti di Halloween. A movimentare le giornate

Instagram Food Stories perfette, un concorso

Secondo il report di “Mangiare fuori nel 2019”, studio condotto da TheFork e Doxa a inizio 2019, andare al ristorante oggi è un’esperienza sensoriale da condividere attraverso l’immagine. Del resto, il food è uno dei trend più gettonati sulle piattaforme social e le Instagram stories – più di tutto – si sono con il tempo popolate di foto di piatti e ristoranti. Ma come realizzare scatti e “stories” perfette al ristorante da condividere sui propri account? TheFork, sito e app per Android e iOS che permette di prenotare in oltre 60.000 ristoranti nel mondo di cui 15.000 in Italia, ha cercato di rispondere a questo interrogativo coinvolgendo il videomaker specializzato in food, Simone Campanella, che collabora con l’azienda nell’ambito dei TheFork Restaurants Awards 2019, iniziativa realizzata con Identità Golose per promuovere le nuove aperture più promettenti. Ne emerge un elenco di 5 consigli da tenere a mente per ottenere il miglior risultato nelle Instagram food stories, “consigli semplici e veloci, per non far freddare le pietanzeper un approccio immediato e alla portata di tutti per la food photography” – aggiunge Simone.

 

  1. L’estetica: ci vuole ordine sul tavolo

Appena arriviamo dopo aver letto il menù, spesso succede che assaggiamo il pane che ci viene portato, beviamo dell’acqua o del vino, usiamo subito i tovaglioli, insomma sconvolgiamo già quello che era fino a poco prima una apparecchiatura precisa e ordinata, magari anche cospargendola di briciole. Bene, se vogliamo prepararci a fotografare il piatto che ci arriverà, dobbiamo per prima cosa stare attenti a non sporcare il tavolo e soprattutto scegliere con cura il punto in cui vogliamo fare il nostro scatto.

 

  1. L’impiattamento: ci sono piatti e piatti

C’è da dire che ci sono piatti e piatti. Ad esempio se abbiamo ordinato un’insalata, un minestrone o una zuppa, un po’ di disordine nella pietanza è ammesso, ma se abbiamo scelto un piatto con un impiattamento ben disposto, dobbiamo essere bravi a cogliere il dettaglio o il suo insieme in maniera precisa.

 

  1. La luce: qual è l’illuminazione migliore?

Molti ristoranti hanno un’illuminazione perfetta anche per i nostri scatti, molti invece hanno delle luci molto soffuse e con tonalità tendenti troppo al giallo o troppo bianche. Una luce comunque neutra o lievemente tendente al caldo farà apparire i vostri piatti più appetitosi. Ovviamente una volta che ci siamo seduti e il piatto è lì di fronte a noi, dobbiamo adattarci all’illuminazione presente. Sconsiglio vivamente l’utilizzo di Flash, che crea delle ombre troppo nette e punti luminosi troppo definiti. Al contrario, se abbiamo una forte luce e il piatto è bianco o di un colore chiaro, è bene andare anche aggiungere delle ombre.

 

  1. L’inquadratura: non tutte le angolazioni sono uguali!

La scelta dell’inquadratura è una parte fondamentale dello scatto che andremo a comporre. Non esiste un modo preciso di fotografare, ogni piatto o portata sarà unico e di conseguenza anche l’inquadratura è molto soggettiva. In tutti i casi, di seguito ecco alcuni consigli base. Possiamo inquadrare i nostri piatti verticalmente dall’alto, come ad esempio un’insalata o un tagliere o un risotto, oppure di lato, come ad esempio con la carne, tagliandola e facendo vedere il suo interno, che sia esso ben cotto o al sangue, oppure un panino, anche in questo caso tagliandolo a metà per mostrare il suo contenuto. Ad ogni modo è importantissimo tenere conto dello sfondo: tutto intorno deve essere ordinato perché il protagonista è il piatto e non devono esserci distrazioni! Anche mettere in risalto un singolo particolare del piatto a volte può essere efficace: provate ad avvicinarvi al dettaglio scelto del vostro piatto e lasciate sfocato lo sfondo. Fate un po’ di esercizi a casa prima, vedrete come in questa maniera le foto dei vostri piatti assumeranno un aspetto professionale. Possiamo anche inserire elementi che ci rimandano alla tavola, come delle posate, o un bel bicchiere con una bevanda abbinata magari, ma sempre ben ordinati e messi in punti precisi. Altra cosa importante è il formato. Posteremo la nostra foto sul feed di Instagram o come Instagram Stories? La cosa migliore è sempre quella di chiedersi prima di scattare o riprendere dove vogliamo pubblicare, così da sapere prima che cosa inquadrare!

 

  1. L’editing finale: come rendere i piatti davvero appetitosi!

Esistono diverse App che ci permettono di modificare al meglio le nostre foto così da pubblicare gli scatti sui social praticamente in tempo reale.

Le cose principali da fare sono:

1. Rendere i contorni più nitidi e definiti (utilizzando il cosiddetto sharpen, chiamato anche semplicemente nitidezza)

2. Giocare con il bilanciamento del bianco per far sì che la luce del vostro piatto sia regolata al meglio. Se il vostro scatto ha una luce tendente al blu, regolando questo parametro potete ottenere una luce più neutra spostandola verso il giallo. Viceversa se è troppo gialla, ci sposteremo verso il blu. Se poi volete essere proprio precisi potete andare a regolare anche le ombre o addirittura i mezzitoni.

3. La luminosità e il contrasto (Brightness & Contrast) rendono le foto più vivaci. Un lieve aumento di luminosità e contrasto farà uscire i diversi colori, oltre alle luci e le ombre della foto, così facendo renderete la vostra immagine ancor più affascinante.

4. La saturazione (Saturation) regola l’intensità dei colori. Colori più caldi e saturi, rendono i piatti più golosi.

 

Sulla scia di questa tendenza, TheFork ha anche lanciato il concorso #theforkexperience che permette di vincere un weekend gastronomico in Italia o Europa dal valore di €3.000 IVA inclusa e scorporabile ove possibile. Per partecipare, basta recarsi al ristorante prenotato con TheFork, vivere l’esperienza gastronomica condividendola su Instagram e caricare poi gli screenshot sul sito dedicato (www.theforkexperience.it). Il concorso dura fino al 14 luglio e il vincitore viene decretato tramite estrazione. Il regolamento del concorso è pubblicato sul sito ufficiale dell’iniziativa nella sezione dedicata.

 

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Sostenibilità alimentare per salvare il Pianeta

Gli italiani amano il cibo (e non solo a tavola). Amano parlarne, informarsi e fotografarlo. Il 51% dei nostri connazionali discute di cibo tutti i giorni (percentuale che sale al 58% fra i giovani tra i 18 e i 34 anni) e anche quando fa una ricerca su Google o altri motori sono proprio “Cibo” e “Food” alcune delle parole più ricercate. Dati importanti se si pensa che 1 italiano su 2 si informa proprio sul web (il 55% della popolazione usa motori di ricerca e social media per farlo). Eppure, soprattutto online, si parla di cibo solo – o quasi – in relazione al gusto, mentre l’appeal scende quando si tratta di parlare del modo in cui lo produciamo. Perché se parliamo di cibo non si può trascurare l’impatto ambientale che genera la sua produzione. Nonostante questo, l’analisi delle ricerche online degli italiani mostra come – tra le keyword associate a “sostenibilità” – l’aggettivo “alimentare” sia tra i meno ricercati. Meno, ad esempio, della “sostenibilità economica”.

 

MANGIARE BENE E AIUTARE IL PIANETA? SI PUO’

Trasporti, riscaldamento degli edifici e utilizzo di energia elettrica hanno avuto un grande impatto sull’ambiente, contribuendo ai cambiamenti climatici che oggi vediamo. Eppure, l’impatto maggiore sull’ambiente deriva da quello che mettiamo nel piatto: la produzione di cibo causa il 24% delle emissioni di gas serra globali, più di industria (21%) e trasporti (14%). Ecco perché parlare di cibo in chiave sostenibilità diventa fondamentale

Il nostro stile di vita è sbilanciato e la nostra impronta ecologica troppo alta. L’assunto è che mangiamo troppo, usando troppe risorse della Terra e anticipando così ogni anno l’Overshoot Day, giorno a partire dal quale esauriamo le risorse disponibili della Terra.  Una giornata che, in poco meno di 50 anni, è passata dal ricorrere il 29 dicembre, nel 1970, al cadere il 1° agosto nel 2018. In pratica sono stati “persi” circa 30 giorni di autosufficienza del Pianeta ogni 10 anni ed oggi, per sostentarci, usiamo l’equivalente di 1,7 pianeti. Invertire questo trend è possibile: se sostituissimo il nostro consumo di carne con alimenti di origine vegetale e se riducessimo i nostri sprechi alimentari del 50%, potremmo far slittare la data di 38 giorni. E c’è di più, riducendo del 50% la componente di carbonio nella nostra impronta ecologica, a livello mondiale, sposteremmo la data in avanti di ben 93 giorni.

 E’ possibile ridurre le emissioni di CO₂ e l’impronta idrica relativa al consumo di cibo, per cercare di aumentare la consapevolezza e il coinvolgimento dei cittadini sullo stretto legame tra cibo, salute dell’uomo e quella del Pianeta.

La Fondazione Barilla, in collaborazione con GreenApes, Wageninen University e la Sustainable Restaurant Association. Su-Eatable Life, punta a dimostrare, attraverso una serie di esperimenti svolti presso università e mense aziendali, tramite l’implementazione di un sistema informativo digitale facile e di pronto utilizzo, che è possibile coinvolgere i cittadini dell’UE a modificare le proprie diete, per apportare vantaggi all’ambiente e alla nostra salute. Nella prima fase, Su-Eatable life coinvolgerà 5.000 cittadini UE in mense universitarie e mense aziendali, e attraverso piatti “sostenibili” aiuterà a risparmiare circa 5.300 tonnellate di CO2 e 2 milioni di metri cubi di acqua.

 

IL CIBO, CAUSA DI MIGRAZIONI CHE PUO’ DIVENTARE UN DRIVER DI INCLUSIONE.

Un famoso detto arabo recita: “Non conosci realmente qualcuno finché non ci mangi insieme”. Il cibo, infatti, rappresenta storicamente un linguaggio universale, che riesce a mettere intorno allo stesso tavolo persone di culture profondamente diverse.

 

Nel mondo, oltre 257 milioni di persone si spostano ogni anno, all’interno della propria nazione o al di fuori e a guidare le migrazioni sono soprattutto motivazioni legate all’insicurezza alimentare (ogni punto percentuale di aumento dell’insicurezza alimentare porta l’1,9% della popolazione a spostarsi, mentre lo 0,4% fugge per ogni anno aggiuntivo di guerra).

 

Feste mostruose in castelli avvolti nel mistero, percorsi in case infestate, ghost tour a lume
Secondo il report di “Mangiare fuori nel 2019”, studio condotto da TheFork e Doxa a