Le mamme più famose del web

Mamma: la persona più importante per ognuno di noi. Oggi in tutto il mondo ci sono tante ragazze che grazie allo sviluppo delle tecnologie hanno la possibilità di condividere la loro esperienza della maternità, così come i loro pensieri su come essere madre. Essere mamma blogger è uno dei trend degli ultimi anni.
In occasione della festa della mamma, SEMrush, una piattaforma SaaS per la gestione della visibilità online, ha condotto uno studio dedicato alle mamme italiane VIP. La maggior parte di loro sono ovviamente conosciute grazie alle loro attività principali (lo spettacolo, lo sport, …) ma il fatto che sono mamme attira anche un grande pubblico.
Interessante notare che nella TOP 3 delle mamme più cercate sul web ci sono donne che hanno deciso di avere un bambino in tarda età. Questo fatto sembra stimolare la curiosità delle persone: forse non siamo ancora abituati al fatto che le donne partoriscono più tardi.
Ecco la nostra TOP 5 delle mamme VIP più cercate in Italia:
Lorena Bianchetti
Una delle conduttrice televisive più conosciute in tutto il paese. Lo scorso 5 marzo ha dato alla luce la sua prima figlia, Estella, nata dalla relazione col marito Bernardo De Luca. La gravidanza di Lorena ha ricevuto tanta attenzione perché al momento del parto la conduttrice aveva 45 anni. Interessante notare che, proprio a marzo, il numero delle persone che cercavano informazioni sulla sua maternità è triplicato.
Gianna Nannini
«È nata con una pettinatura rock, che è la copia esatta della mamma».
Penelope, la figlia di Gianna Nannini, è nata nel 2010, quando sua madre aveva 54 anni. Nata con parto naturale. Questo fatto, all’epoca, provocò diverse discussioni e non poche critiche.
Laura Freddi
L’amore di Laura, Ginevra, è nata il 5 gennaio. Il parto non è stato facile ma non c’è voluto molto perché tutta la paura si convertisse in pura felicità, piacere e godimento. Anche la Freddi è diventata mamma all’età di 45 anni.
Tania Cagnotto
La tuffatrice italiana più forte di sempre, è una delle mamme più “importanti“ in Italia oggi. Il 23 gennaio è nata sua figlia Maya. É curioso notare che la sua gravidanza, negli ultimi tempi, ha riscosso davvero un grande interesse tra gli internauti: le ricerche sulla dolce attesa di Tania Cagnotto sono al terzo posto negli interessi degli utenti tra tutti i temi legati all’atleta.
Chiara Ferragni
Leone o Lello, come adesso chiamano i #Ferragnez il loro bimbo, è già una star. Chiara è diventata mamma l’anno scorso, come è noto la sua è stata una gravidanza molto importante, sia perché era la prima, ma anche per alcuni problemi di salute, di cui la influncer ha parlato ai suoi follower. Con la nascita di Leo, così come accade a molte star, sembra che Chiara abbia guadagnato anche nuovi haters, che appena possono cercano di accusarla di non essere una buona madre e, addirittura, di non conoscere la decenza. Noi non ci curiamo dei pettegolezzi e auguriamo a Chiara buona festa della mamma!
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“Festa della Mamma” a Roma, in linea con 6 dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030

Si svolgerà domenica 12 maggio, dalle 9 alle 19, presso la Centrale del Latte di Roma, la terza edizione della “Festa della Mamma”, che coinvolgerà, come da tradizione, centinaia di famiglie romane in un tour divertente, musicale e istruttivo tra gli stabilimenti dell’azienda. Circa 2mila i partecipanti attesi, divisi in 12 tour, uno ogni 50 minuti, che si accenderanno dalle ore 9.00 alle 18.20 di domenicaSolo su prenotazione.

MUSICA E LABORATORI – L’inizio della visita guidata è a ritmo di musica, grazie alla coinvolgente presenza dei Riciclato Circo Musicale. I loro strumenti, “home made”, sono realizzati con oggetti di recupero, in un’ottica di riuso e riciclo, presi in garage o in cucina. Lungo il tour è possibile assistere, e interagire, con le dirette di Radio Globo e il suo travolgente dj-set. Presenti anche i laboratori creativi di riciclo di Contest-Azioni, proposto sotto l’egida ÈUREKA – Roma Capitale – Dipartimento Attività Culturali, realizzati dall’A.S.D. Sunrise 1, che consentiranno ai più piccoli di creare oggetti/regalo per le loro mamme, con le confezioni dei prodotti della Centrale del Latte di Roma, in linea con 6 dei 17 obiettivi dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile del pianeta.*

TOUR E SHOWCOOKING – A seguire il tour nello spazio produttivo dell’azienda alla scoperta di quello che è stato definito ormai il cuore “materno” della nostra Capitale da oltre cent’anni. Durante la visita guidata presenti alcuni esponenti della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) Regione Lazio che illustreranno la “buona colazione”. Al termine la degustazione dei tanti e diversi prodotti della “Centrale del Latte di Roma”, per l’occasione appositamente interpretati e ulteriormente valorizzati dalle abili mani di giovani chef della scuola dell’Associazione senza fine di lucro ENGIM – Ente Nazionale Giuseppini del Murialdo. Per l’occasione l’Ateneo del Gelato Italiano ha proposto un interessante ventaglio di gusti, tra cui uno “W le mamme” – presentato in anteprima nazionale – particolarmente simbolico, rappresentante l’amore materno, incondizionato e universale.

Che cos’è l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile del pianeta?

L’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile è un programma d’azione per le persone, il pianeta e la prosperità sottoscritto nel Settembre 2015 dai governi dei 193 Paesi membri dell’ONU. Essa ingloba 17 Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile in un grande programma d’azione per un totale di 169 ‘target’ o traguardi. L’avvio ufficiale degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile ha coinciso con l’inizio del 2016, guidando il mondo sulla strada da percorrere nell’arco dei prossimi 15 anni: i Paesi, infatti, si sono impegnati a raggiungerli entro il 2030.

I giovani di tutto il mondo, col movimento #FridaysForFuture, manifestano per chiedere un approccio nuovo e
La pietra naturale deve diventare la chiave dello sviluppo sostenibile delle città e del recupero
Grazie allo sviluppo della tecnologia anche la moda può dare il suo contributo per ridurre la

Maternità e lavoro: la storia di tre mamme

Famiglia o carriera? Nel 2019 è ancora possibile doversi porre questa domanda? Sì, soprattutto se si è donna. Ma non tutte, per fortuna, scelgono una a discapito dell’altra. E proprio a pochi giorni dalla festa dedicata a tutte le mamme, Copernico, osservatorio privilegiato sul mondo dello smart working, ha voluto fare un punto con tre donne, tre mamme che hanno scelto entrambe le cose: famiglia e lavoro. Valeria Fassio, consulente legale di Lavoix, dopo la terza maternità in tre anni ha deciso di cercare un posto smart, per poter avere orari flessibili e la possibilità di lavorare da casa. “Era il 2014 – racconta – e sono andata alla ricerca di un capo che concepisse questo metodo: l’ho trovato solo negli stranieri. Oggi però le cose sono cambiate anche in Italia e le aziende cominciano ad aprirsi a questa metodologia lavorativa che è il massimo per una mamma”.

 

Valeria si sveglia due ore prima dei bambini, lavora da remoto, poi prepara la colazione e accompagna i figli a scuola prima di tornare a casa e rimettersi al PC. Il pomeriggio lo dedica ai bambini e ricomincia a lavorare intorno alle 6, quando torna a casa il marito, oppure dopo cena. Due giorni a settimana, invece, va a Milano negli uffici di Copernico. “Una delle condizioni chieste al mio datore di lavoro, in fase di assunzione, era un ufficio vicino alla stazione e all’interno di una struttura funzionale con segreteria e reception che potessero raccogliere posta e comunicazioni da consegnarmi i giorni che ero lì”. E in più, quando è a Milano, Valeria incontra altre persone che lavorano negli uffici di Copernico, fa networking, partecipa ad alcuni incontri e fa vita di azienda. Così ha raggiunto un buon equilibrio tra vita privata e lavorativa.

 

È questione di tempo 

Sabrina Ronca, HR di Alphaomega, si è trasferita da Milano a Pescara, la città del compagno, quando è nato suo figlio. “Ero sicura di dover lasciare il mio lavoro, invece la mia azienda mi ha offerto la possibilità di lavorare 3 giorni da Milano e 2 da casa. Sono riuscita a gestire il periodo dell’allattamento e oggi riesco a dedicare le giuste attenzioni a mio figlio. Certo, non è semplice, ma per noi donne è la soluzione per poter passare il tempo con i nostri bambini”.

 

Il work-life balance è un’esigenza di tutti, soprattutto delle generazioni più giovani: a parità di stipendio o anche essendo meno retribuite, le persone ambiscono ad avere un buon equilibrio nella propria vita e a poter dedicare le giuste attenzioni alla famiglia. E proprio il tempo è il beneficio che le mamme smart preferiscono fra tutti quelli che si ottengono attraverso il lavoro flessibile.

 

Secondo la ricerca 2018 dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, l’introduzione dei modelli di lavoro smart è infatti ormai diventata una scelta strategica dettata dalla volontà delle aziende di incrementare il livello di soddisfazione delle proprie risorse, con conseguenti ricadute positive sul business: rispetto alla media degli altri lavoratori, gli smart worker sono più soddisfatti dell’organizzazione del lavoro (39%, contro il 18%) e del rapporto con i colleghi (40% contro il 23%). Ma non solo, lo smart working fa crescere anche la produttività di circa il 15% e riduce del 20% l’assenteismo.

 

Elisa Boccaccini, responsabile comunicazione di Machiavelli Music, lavora nella sede Copernico di Torino e apprezza le possibilità di networking degli uffici smart: “Una mamma che lavora passa la maggior parte del suo tempo a casa o in ufficio; spazi come questi di Copernico ti permettono di incontrare gente, fare nuove conoscenze: è un luogo stimolante”.

 

Del resto, le aziende che scelgono di spostare la propria sede o alcuni team in spazi smart come Copernico hanno abbracciato un modo di concepire il lavoro completamente nuovo, aperto, flessibile e rivoluzionario. Ma non sono le uniche: sempre di più, anche in Italia, grandi e piccole realtà stanno virando verso iniziative, organizzazione degli spazi e mentalità tipiche dello smart working.

 

L’Italia diventa smart

Dopo alcuni anni di diffidenza e resistenza, anche l’Italia e le sue aziende si sono aperte al lavoro flessibile. Nel 2018 gli smart worker erano ormai 480mila, in crescita del 20%, inoltre più della metà delle grandi imprese e l’8% delle PMI ha iniziative concrete di smart working, grazie anche alla legge sul Lavoro Agile dello scorso anno.

 

Philips ad esempio ha aperto nel 2018 la nuova sede a Milano, Sarca 235, con spazi strutturati attraverso working corner, ciascuno composto da isole con postazioni lavorative libere, meno aree dedicate al singolo e più luoghi aperti che favoriscono concentrazione, creatività e collaborazione. E in aggiunta, ha promosso iniziative per migliorare le condizioni lavorative dei suoi dipendenti, tra cui l’eliminazione del sistema di timbratura dell’orario, il programma Women@Work per lo sviluppo della leadership al femminile e lo sviluppo del progetto “Io lavoro Smart”, grazie al quale le persone possono lavorare da remoto un giorno alla settimana. C’è poi il caso di Ubi Banca che ha intrapreso la trasformazione aziendale, dando la possibilità di lavorare 5 giorni al mese da casa (o da remoto) che possono anche essere concentrati tutti nella stessa settimana, garantendo gli orari d’ufficio. Anche Mars Italia ha puntato sul raggiungimento di un buon work-life balance eliminando i sistemi di timbratura, inserendo l’orario flessibile e dotando tutto il personale di laptop e iPhone di ultima generazione con accesso a qualunque sistema aziendale.

 

Smart working: un gioco da ragazze

A sfruttare le possibilità (e avere i benefici) del lavoro flessibile sono soprattutto le donne. E non è un “caso”. Un’indagine su oltre 1.000 lavoratori in Australia ha rilevato che le donne sono più inclini del 10% agli orari di lavoro flessibili perché le aiutano concretamente a destreggiarsi tra obblighi professionali e personali. Al contrario, molti uomini hanno detto che lo smart working avrebbe potuto avere ripercussioni negative per loro. Secondo Valeria Fassio: “Per gli uomini è una modalità di lavoro più difficile, ma non tanto perché non sappiano gestirsi: forse non saprebbero mettere un freno, inizierebbero a lavorare prima e finirebbero dopo”.  Anche un recente studio tedesco sullo smart working che conferma i benefici del lavoro agile sull’equilibrio della vita lavorativa e familiare di una donna, nega che siano gli stessi per gli uomini che, invece, lavorando da casa con orari flessibili non avrebbero a disposizione più tempo per la famiglia.

 

Intanto altre risposte del governo sembrano arrivare: la Legge di Bilancio 2019 ha stabilito che le donne lavoratrici nei tre anni dopo il congedo di maternità e i lavoratori con figli disabili dovranno avere la priorità nell’accesso allo smart working.

 

Creare in maniera sostenibile, a lungo termine. Questa è una delle sfide principali imposte dalla
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Il benefit più desiderato da tutti i genitori che lavorano? È il lavoro flessibile, che

FESTA DELLA MAMMA: vestire i piccoli a propria immagine

Vestire i piccoli a propria immagine e somiglianza è un simpatico gioco che qualunque mamma al mondo adora fare.
Per la FESTA DELLA MAMMA di domenica 13 maggio, Gioseppo propone una speciale selezione MOMMY & ME che include sandali boho e sneakers floreali per mamma e figlia. 

Il gioco che si crea è dunque un mix di modelli, colori e dettagli non per forza identici, ma sapientemente abbinati tra loro a testimonianza di una relazione speciale, in cui il legame si esprime in tutte le sue forme. 

Il look coordinato con la piccola di casa sarà certamente speciale e divertente, non solo in questa domenica, ma perfetta per vivere tutta l’estate con stile!

Si svolgerà domenica 12 maggio, dalle 9 alle 19, presso la Centrale del Latte di Roma,
Famiglia o carriera? Nel 2019 è ancora possibile doversi porre questa domanda? Sì, soprattutto se