Adolescente voleva uccidere papa Francesco

Un adolescente del New Jersey, negli Usa, ha confessato di aver complottato per uccidere il Papa Francesco, durante la sua visita a Philadelphia nel 2015.

Il fatto è stato reso noto dai procuratori federali americani e dalle agenzie di stampa internazionali.

Il giovane, Santos Colon, 17 anni, residente di Lindenwold, adesso, rischia fino a 15 anni di carcere.

Ha ammesso di aver architettato l’attentato per un periodo di quasi due mesi prima della visita del Papa, avvenuta nel settembre 2015.

Ma l’utilizzo di un cecchino in grado di raggiungere il Papa lo ha tradito.

L’adolescente ha reclutato una persona, che era in realtà un agente della polizia federale (FBI), che poi lo ha arrestato, nel 2015.

Non sono chiari i motivi per cui l’adolescente volesse uccidere papa Francesco.

(Fonte Ap)

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Yahoo! si difende dall’accusa di aver fatto spiare le email dei suoi utenti

Yahoo! si è difeso dalle recenti accuse di aver segretamente fatto spiare le email dei suoi utenti e di aver progettato l’anno scorso un software che permette di cercare dei dati specifici su richiesta dei servizi di sicurezza statunitensi, in una qualsiasi lettera degli utilizzatori della sua posta.

Il gruppo statunitense ha detto mercoledì che le accuse sono “fuorvianti” e che la scansione delle e-mail descritta nell’articolo di Reuters non esiste nei loro sistemi.

In una prima reazione martedì, il gruppo si era limitato a dire che la sua società società rispetta la legge e rispetta le leggi degli Stati Uniti.

L’accusa contro Yahoo! era giunta da due ex dipendenti della società che avevano detto a Reuters che “Yahoo aveva scritto e segretamente messo in funzione l’anno scorso un meccanismo informatico per spiare le email dei suoi clienti su richiesta dei servizi segreti statunitensi”.

Secondo questi due ex dipendenti, Yahoo avrebbe spiato diversi account di posta su ordine della National Security Agency (NSA), specializzata nel monitoraggio delle telecomunicazioni, o dell’FBI (polizia federale statunitense).

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Degli hacker hanno aiutato l’FBI ad accedere ai dati dell’iPhone della strage

Degli hacker hanno consentito all’FBI di accedere ai dati dell’iPhone utilizzato dagli aggressori di San Bernardino, in California, che avevano ucciso 14 persone, il 2 dicembre scorso, attraverso un bug che hanno scoperto nel software.

Lo ha riferito il Washington Post, rivelando che questi hacker professionisti sono stati pagati per il loro intervento.

L’FBI non avrebbe avuto problemi a sbloccare il codice PIN a quattro cifre del telefono. Ma la sfida era quella di disattivare una funzione del dispositivo destinata a cancellare tutti i dati memorizzati dopo 10 tentativi falliti per trovare il codice di accesso.

La scoperta di questo bug ha permesso alle autorità statunitensi di aggirare l’identificatore di quattro cifre dell’iPhone senza attivare la funzione che avrebbe cancellato tutti i dati.

Gli autori della strage di San Bernardino, Syed Farook e sua moglie Tashfeen Malik, erano stati uccisi dalla polizia. Altri due telefoni cellulari erano stati trovati sul posto dopo l’attacco.

Il Governo Usa ha avviato una causa contro Apple che aveva rifiutato di fornire il codici personali dell’utente.

Apple, sostenuta da Google e Facebook, si era rifiutata in nome della protezione dei dati.

L’FBI, senza rivelare il metodo utilizzato per sbloccare l’iPhone degli aggressori di San Bernardino, aveva annunciato, nel mese scorso, di essere riuscito a sbloccare il dispositivo, grazie all’intervento di terzi.

Apple dice che non ha intenzione di perseguire l’FBI per costringerlo a rivelare il metodo utilizzato, ma i suoi avvocati hanno detto che richiederanno i dettagli relativi agli strumenti utilizzati per ottenere i dati richiesti.

(Con AFP)

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L’FBI sblocca l’iPhone dei terroristi di San Bernardino senza Apple

L’FBI ha svelato di essere riuscito a sbloccare l’iPhone appartenuto a uno dei terroristi che hanno compiuto una sparatoria a San Bernardino, lo scorso dicembre, e che ha accantonato la richiesta fatta ad Apple di decifrare il codice.

“La nostra decisione di porre fine alla nostra richiesta legale è basata unicamente sul fatto che abbiamo ottenuto l’assistenza di terzi, i quali potrebbero sbloccare il telefono senza mettere in pericolo le informazioni contenute nel dispositivo”, ha fatto sapere l’ufficio del procuratore, in una dichiarazione, spiegando che gli agenti dell’FBI, ora, stanno esaminando le informazioni..

“Abbiamo cercato di costringere Apple a sbloccare il telefono per adempiere all’impegno che abbiamo preso nei confronti delle vittime della sparatoria di San Bernardino che non riposeranno in pace fino a quando non avremo informazioni complete e dettagliate relative all’attacco”, dice la dichiarazione.

Apple si era opposta all’FBI rifiutandosi di sbloccare il telefono, perché questo avrebbe minacciato la privacy dei suoi clienti.

Ora, l’FBI ha prodotto una richiesta formale di rinuncia alla causa legale contro Apple.

Le speranze degli investigatori sono quelle di avere informazioni più dettagliate sulla pianificazione dell’attacco che si è verificato scorso 2 dicembre a San Bernardino, in California, in cui furono uccise 14 persone in un centro per disabili.

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