Su Google per capire, tra Sogni, Spread, Emoticon

Se hai mai digitato la frase “cos’è” nella barra di ricerca di Google per vedere cosa venisse generato automaticamente dopo, sicuramente sei rimasto molto sorpreso se non divertito dalla natura apparentemente casuale di quello che le persone cercano su Internet. Tuttavia, la conoscenza e la comprensione di ciò che rende la gente curiosa fornisce informazioni preziose su quello che pensano gli utenti comuni e su come sono influenzati dalle tendenze culturali e sociali che li circondano.SEMrush, una piattaforma SaaS per la gestione della visibilità online ha analizzato le frasi che esprimono curiosità come “che cos’è” e “cosa significa” per decifrare ciò che le persone fossero più curiose di sapere.
Partendo dall’inizio: al TOP della ricerca con 56.875 ricerche medie mensili emerge la parola “sogno”. “Significato dei sogni” oppure “significato sogni” e “significato dei sogni dalla a alla z” sono le domande correlate e più frequenti che gli italiani digitano su Google. Come questo potrebbe definire i nostri compaesani? Potrebbe essere un fenomeno culturale? – forse. Analizzando altri paesi “sogno” non occupa le posizioni leader. Vediamo un attimo le definizioni al primo posto negli altri paesi: negli Stati Uniti al primo posto c’è “pansexual” la parola che esprime attrazione per tutte le identità di genere, definizione più cercata con 310.881 ricerche medie mensili. In Francia “empatia” e in Spagna “amore” sono i risultati principali delle ricerche di francesi e spagnoli. Interessante notare che per la Spagna nelle top ricerche ci sono anche tutte le definizioni riguardanti la politica, si potrebbe anche pensare che le ricerche su internet rivelino proprio la situazione dello stato.
Allo stesso tempo, gli italiani spesso cercano il significato di “spread”. “Borsa Italiana oggi”, “Spread in salita” sono i titoli delle news più recenti su web. Dove ci può portare la situazione economica di oggi è una questione abbastanza complessa e per questo è molto giusto che le persone inizino ad interessarsi e scoprire il significato dei fattori più importanti nella vita di oggi.Nel frattempo, In Italia, i primi 30 termini di ricerca su Google più comuni assumono un mix di termini dedicati ai social media e la terminologia associata inframmezzati da concetti basati sul valore. “Emoticon” era il secondo termine più cercato in Italia, seguito da “Whatsapp” al 5 posto, “faccine” al n. 6 e ‘Lol’ in ottava posizione. Una situazione simile si può notare per gli utenti di Germania per i quali nelle posizione più alte c’erano domande che chiedevano cosa fossero le “emoji”, con 120.000 ricerche medie mensili se si aggiungono le due frasi più ricercate. Questo è stato seguito da ricerche che chiedono di “smiley”, con una media di 44.596 ricerche al mese. Ma la lista continua con termini di ricerca popolari che indagano sull’abbreviazione per ridere, “lol” e “lmao”, e sui servizi di social media “Instagram” e “Snapchat”.

“Resilienza”, “Empatia”, “Cherofobia”, “Ipocrisia” sono nella TOP 10 delle ricerche del significato degli italiani. Alcune parole come empatia e ipocrisia probabilmente sono presenti perché richiedono una spiegazione più approfondita. Invece resilienza e cherofobia sono più legate a fenomeni culturali attuali.
Tutti i paesi presenti in questo studio mostrano risultati molto differenti, ed è facile osservare che la natura di ciò che le persone desiderano sapere di più su Internet è sempre la stessa: le tendenze più calde della giornata o forse il significato di parole complicate sentite in giro.

Ciò che è forse più incoraggiante è che non importa dove si trovino le persone sul pianeta, c’è e ci sarà sempre una forte tendenza a cercare concetti che possano dare loro indizi sulla natura di se stessi, indipendentemente da ciò che accade intorno a loro.

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Non solo ‘Mi piace’, Facebook si rinnova

Non più solo ‘Mi piace’, che talora era del tutto inadeguato. Adesso, su Facebook, ponendo il cursore del mouse sopra la scritta, che finora si utilizzava per i ‘Like’, compaiono molte opzioni da utilizzare, oltre alla solita immagine della mano col pollice alzato.

Un cuore per condividere le cose che si amano, una faccia sorridente che fa “Haha” da utilizzare quando una pubblicazione è divertente, una bocca spalancata che esclama “Wow” per esprimere meraviglia, un volto triste, con una lacrima, che fa ‘Sigh” per le occasioni tristi, e una faccia arrabbiata che fa “Grrr”.

Facebook ha studiato queste opzioni per tanto tempo, dato che gli utenti si lamentavano di avere solo una scelta, il pulsante “Mi piace”, che era del tutto fuori luogo in caso di tragici eventi.

Da tempo Facebook voleva introdurre nuove opzioni e ha studiato bene quali proporre.

“Non vogliamo trasformare Facebook in un forum dove le persone votano a favore o contro ciò che scrivono le persone”, aveva spiegato Mark Zuckerberg, nel mese di settembre.

“Abbiamo condotto molte analisi per capire quali fossero le reazioni universali più diffuse, quelle da includere nello strumento”, ha spiegato la responsabile del progetto di Facebook, Sammi Krug, raccontando: “Ci lavoriamo ormai da un anno”.

“Siamo consapevoli – ha aggiunto – che si tratta di un grande cambiamento e siamo quindi stati particolarmente attenti a questo lancio”, spiegando che la società ha “condotto a livello internazionale focus group e interviste, per capire quali tipi di reazioni le persone” volessero esprimere maggiormente, prima di introdurre le nuove opzioni.

Facebook è il più grande social network globale, con 1,59 miliardi di utenti, lo scorso dicembre: non poteva deludere la gente che frequenta il luogo virtuale.

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Facebook ha rimosso l’emoticon “mi sento grasso”

Facebook ha rimosso l’emoticon “mi sento grasso” dopo aver scatenato l’ira di un’associazione che lotta contro tutto ciò che può rafforzare nella gente un’immagine negativa del proprio corpo.

Il social network così ha deciso di rimuovere questa emoticon che era possibile associare con la pubblicazione di un proprio stato.

L’associazione Endangered Bodies (Corpi in pericolo), guidata dall’attivista Catherine Weingarten, ha portato alla costituzione di una petizione che ha ricevuto più di 16 000 firme e ha spinto Facebook a prendere la sua decisione.

Lo stato “mi sento grasso” era accompagnato da uno smiley con doppio mento.

L’emoticon “avrebbe potuto rafforzare l’immagine negativa del corpo, soprattutto nelle persone affette da disturbi alimentari”, ha detto un portavoce dell’Associazione.

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Apple: 300 nuove Emoji gay friendly e con diverse razze

Apple ha inserito più di 300 Emoji sulla tastiera dell’iPhone, iOS 8.3. Il set include un uomo asiatico vestito tradizionalmente, un indiano con un turbante e un nero. Ma, le scelte possibili sono tante.

Le nuove emoticon non si limitano a rappresentare tutte le razze, sono state anche pensate anche per i diversi rapporti umani. Ci sono Emoji per il rapporto omosessuale e per le famiglie con due madri e due padri.

Nelle versioni per OS X 10.10.3 beta e 8,3 iOS, Apple ha introdotto il supporto per emoji in cinque toni differenti della pelle. Le nuove opzioni delle emoji includono diverse combinazioni di colore di pelle e di capelli, con una sfilza di caratteri.

Create in Giappone negli anni 90, le emoji furono incorporati in Unicode. Il Consorzio Unicode assicura un’esperienza coerente su più piattaforme e lo scorso novembre, aveva annunciato che stava progettando più diversificazione per le Emoji del 2015.

Da parte sua, Apple si preoccupa profondamente della diversità e lavora con il Consorzio Unicode per aggiornare lo standard in modo che esso rappresenti al meglio la diversità, come ha detto un portavoce di Apple.

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