Cieco da un occhio dopo l’orgasmo

Un uomo di 29 anni è dovuto andare in ospedale dopo aver perso la vista in un occhio a seguito di un intenso orgasmo.

Secondo un articolo pubblicato sul British Medical Journal, l’uomo si era svegliato con un blocco alla vista e, poiché la diagnosi non era chiara, era dovuto tornare in ospedale tre giorni dopo.

Alla sua seconda visita, il medico lo aveva interrogato sulla sua vita sessuale e il paziente aveva ricordato che la notte prima di diventare “cieco”, aveva avuto un incontro di “sesso vigoroso”. Con questa informazione chiave, gli fu diagnosticata un’emorragia che aveva bloccato in parte la sua vista.

Secondo il British Medical Journal, i medici hanno riscontrato un’emorragia nell’occhio del soggetto, causata da un accumulo di pressione nel vaso sanguigno.

I ricercatori hanno concluso che trattenere il respiro durante un orgasmo, per esempio, o durante la manovra di Valsalva, che è un qualsiasi tentativo di espirare l’aria con la glottide chiusa o con la bocca e il naso chiusi, può far esplodere i vasi sanguigni.

La manovra di Valsalva può essere utilizzata per scopi diversi, ad esempio per diminuire la frequenza cardiaca in caso di tachicardia o per calmare il singhiozzo.

“Gli effetti dell’orgasmo nell’occhio sono ben noti e sono stati associati ad altre patologie oculari, incluso il glaucoma ad angolo chiuso”, hanno detto i medici che hanno seguito il caso.

L’infortunio del giovane è stato tuttavia temporaneo.

Solo sei casi simili sono stati registrati in medicina.

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Occhi: il glaucoma è una malattia subdola e inizialmente silenziosa

Dal 12 al 18 marzo 2017 con iniziative in circa 90 città italiane si celebra la Settimana mondiale del glaucoma, per sensibilizzare su una patologia subdola che inizialmente non presenta alcun segno. Sul sito dell’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità si possono trovare tutte le iniziative prese in Italia per contrastare quella che è la causa più diffusa di perdita della vista. A livello mondiale, il 12 marzo si celebra la Giornata mondiale del glaucoma.

ll glaucoma è una malattia che colpisce gli occhi e solitamente è caratterizzata dall’aumento patologico della pressione intraoculare.

E’ la seconda causa di cecità nel mondo e 4,5 milioni di persone già soffrono di questa patologia oggi. Gli esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) dicono che essa colpirà 11 milioni di persone entro il 2020.

In Italia, si stima che la malattia colpisca circa un milione di persone, ma la metà di esse non ne sarebbe a conoscenza, perché non effettua visite oculistiche periodiche complete.

La maggior parte delle persone colpite dalla patologia non ha sintomi all’inizio. Quando un individuo colpito si accorge dell’esistenza di un problema agli occhi è già iniziata una perdita progressiva della visione periferica.

Nel glaucoma cronico non è comune l’insorgenza del dolore, mentre il glaucoma acuto può causarlo.

Ci sono diversi tipi di glaucoma, infatti, ognuno dei quali ha una diversa origine ed evoluzione, per cui una definizione generale potrebbe non essere applicabile a tutte le forme di malattia.

Nella maggior parte dei casi il glaucoma è ad angolo aperto.

Il glaucoma cronico ad angolo aperto rappresenta circa l’80% dei casi. Si verifica in seguito a un ostacolo che incontra l’umor acqueo nel suo defluire.

Il glaucoma acuto ad angolo chiuso, invece, consiste in un rapido aumento della pressione intraoculare che può portare alla cecità in breve tempo.

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Accecate dopo aver utilizzato lo smartphone al buio

Due donne sono state temporaneamente accecate in un occhio dopo che avevano utilizzato lo smartphone al buio. Lo ha riferito il New England Journal of Medicine.

Le due donne avevano fissato a lungo lo schermo del telefonino mentre erano sdraiate a letto. Con un occhio avevano guardato lo schermo del telefono, mentre il secondo occhio era coperto dal cuscino.

Ciò ha costretto un occhio ad adattarsi al buio e l’altro occhio a guardare lo schermo luminoso dello smartphone. Quando il telefono è stato spento l’occhio che era focalizzato sullo schermo ha dovuto adattarsi al buio e questo ha creato una cecità momentanea, durata quindici minuti.

Le due donne di 22 e 40 anni hanno avuto entrambe una sorta di cecità ‘transitoria’, senza effetti duraturi.

Il fenomeno comunque è stato indagato per mesi. Le donne sono state sottoposte a risonanza magnetica e ad altri test prima di consultare un oftalmologo.

Lo specialista ha chiesto alle due donne cosa esattamente avessero fatto quando si è verificata la cecità. Una delle due donne ha pensato subito a una connessione tra l’uso dello smartphone al buio e la cecità temporanea.

Comunque, per gli esperti, due casi rappresentano troppo poco per giungere a precise conclusioni.

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I ciechi potranno vedere…con la lingua

Giovedì scorso la Food and Drug Administration americana (Fda) ha approvato l’uso di BrainPort V100, un dispositivo che aiuta le persone non vedenti a vedere con la lingua.

Il dispositivo, prodotto dalla Wisconsin Wicab Inc, è progettato per aiutare le persone non vedenti, fornendo immagini visive attraverso la bocca, in particolare la lingua.

Il gadget a batterie è costituito da un paio di occhiali, con una minuscola videocamera, e da un boccaglio con quasi 400 elettrodi da fissare sulla lingua.

Per “vedere”, al cieco basta mettere il boccaglio sulla lingua mentre la telecamera converte le immagini in stimoli elettrici, vibrazioni o formicolii, che stimolano la lingua. Gli utenti possono interpretare queste sensazioni per “vedere” la dimensione, la forma, il movimento o la direzione di un oggetto.

I ciechi, comunque, devono conoscere la tecnologia, per usarla, e fare pratica: è come imparare una nuova lingua, dicono gli esperti.

Tuttavia, il 74 % dei soggetti che ha testato il gadget è stato in grado di identificare correttamente le cose.

Il dispositivo costa 10mila dollari e non ha effetti collaterali, anche se può provocare bruciori e dare in bocca un sapore pungente e metallico.

BrainPort V100 era stato già approvato in Europa nel 2013 ed è commercializzato nel Regno Unito, in Germania, in Italia e in Svezia.

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