“Bullismo ferita dell’anima”, se ne è parlato a Milano

Obesità. Disabilità fisica. Chi vive queste condizioni, in un mondo votato alla bellezza e alla efficienza fisica, vive spesso situazioni di disagio e di discriminazione. E, per quanto riguarda i ragazzi, anche casi di vero e proprio bullismo, come ci raccontano le cronache. L’obesità è spesso uno stigma per le persone che ne soffrono, specie i ragazzi. Si tratta invece di una malattia di cui Auxologico si occupa da decenni, sia dal punto di vista della cura che della ricerca medica.
L’Ospedale Auxologico-Piancavallo (Verbania) si occupa, oltre che di adulti, anche di bambini e ragazzi affetti da obesità e, dati i lunghi periodi di ricovero, è stata la prima struttura ospedaliera in Italia a dotarsi di una scuola in ospedale per non interrompere il percorso formativo dei ragazzi. È all’interno di questo ambiente scolastico ospedaliero che ai ragazzi, con il supporto dei loro insegnanti, è venuta l’idea di occuparsi, attraverso il loro linguaggio “rap”, di bullismo. Condizione subita in prima persona da molti di loro.
L’iniziativa è partita da qualche anno con il titolo “La scuola di Piancavallo dice NO al bullismo!” e, tra le altre figure coinvolte, registra anche incontri con dirigenti dei Carabinieri, come il Luogotenente Tiziano Petaccia che, come riferiscono i ragazzi nella pagina online dedicata all’iniziativa, “ci ha parlato del disagio giovanile, cioè quando i ragazzi non sanno cosa fare nella vita e si mettono a dare fastidio agli altri con atti violenti o rovinano le loro vite compiendo delle azioni che poi rovineranno la loro esistenza e quella degli altri”.
Ecco perché Auxologico si è unito ai promotori dell’iniziativa “Il bullismo è una ferita dell’anima, un dolore che ti cambia” che ha avuto luogo a Milano giovedì 3 ottobre alle ore 18 presso l’Ambrosianeum di via delle Ore 3.
Il mondo della musica, dell’arte, della cultura, della ricerca scientifica, dell’impegno sociale e pastorale si ritrovano insieme per riflettere, dire no al bullismo e lanciare un messaggio positivo di speranza per giovani e genitori.
Auxologico ha presentato il video “Piccole gocce salvano il mondo” realizzato dai ragazzi, provenienti da tutta Italia, che hanno frequentato la Scuola in Ospedale di Auxologico-Piancavallo durante il loro periodo di ricovero.
Il video è risultato vincitore della 45esima edizione del Premio della Bontà “Sant’Antonio di Padova” e muove dall’esortazione di Papa Francesco “Non è sufficiente non fare il male per sentirsi giusti: è necessario fare il bene e promuovere ogni bene nella società”.
Spiega Mario Colombo, Direttore Generale di Auxologico che “gli episodi di bullismo costituiscono vere e proprie forme di discriminazione e di violenza che nascono dal non riconoscere nell’altra persona il proprio prossimo. Secondo alcune recenti ricerche l’aspetto fisico tra cui il marcato sovrappeso è una delle motivazioni più frequenti per la quale gli adolescenti diventano vittime di bullismo”.
Nell’occasione, inoltre è stato presentato il videoclip “Sputi sull’anima”, testi  di Aristea Canini, musica e voce di Giovanni Nuti con arrangiamenti di Adriano Pennino.
Aggiunge il produttore del video, Francesco Bombelli, che “il bullismo provoca una ferita che si allarga sempre più in un contesto di indifferenza. Il dolore del bullismo è profondo perché ferisce l’anima e un’anima ferita ti cambia la vita per sempre. “Sputi sull’anima” è un appello contro l’indifferenza”.
L’ heavy metal della Strana Officina di scena sabato 16 novembre a Cagliari  per l’unica
Tra arte, musica e spiagge d’incanto... L’ Avana si è fatta ancora più bella per festeggiare i
La Casa bianca ha divulgato su Twitter un video in cui la first lady degli

Lo Sport come riscatto per le vittime di bullismo

“Lo sport ha il potere di cambiare il mondo. Ha il potere di suscitare emozioni. Ha il potere di unire le persone come poche altre cose al mondo. Parla ai giovani in un linguaggio che capiscono. Lo sport può creare speranza, dove prima c’era solo disperazione”.

Queste parole di Nelson Mandela spiegano bene lo spirito con cui la Fondazione Laureus Italia ha dato vita al progetto Sport for Good: coinvolgere in diverse iniziative sportive bambini e adolescenti provenienti da quartieri difficili delle nostre grandi città, con l’obiettivo educativo di ritrovare la fiducia in loro stessi e facilitare così la loro inclusione sociale.

Utilizzando lo sport come strumento di recupero, riscatto e formazione, Laureus riesce ogni anno in Italia a coinvolgere nei suoi progetti oltre 1500 ragazzi, strappandoli da emarginazione, violenza, bullismo.

Per poter proseguire e ampliare l’attività, La Fondazione avvia dall’8 al 30 settembre una campagna con numero solidale: con un sms o una chiamata al 45581 è possibile per tutti dare un contributo per regalare un progetto sportivo ed educativo dedicato in particolare a 150 bambini delle periferie di Milano e Roma, finanziando anche il lavoro di due psicologhe dello sport – una per città – dedicate a seguire i processi di crescita dei bambini aiutandoli a confrontarsi e a interpretare le emozioni che emergono grazie allo sport.

I progetti di Laureus Sport for Good sono infatti messi in campo grazie a un team di professionisti, composto da psicologi dello sport e allenatori specializzati, che interviene sul territorio dove viene segnalata un’emergenza grazie ai partner sociali (scuole e associazioni). Fondamentale è poi il supporto dei partner sportivi: associazioni (dilettantistiche e non) che operano sul territorio e con cui vengono definiti progetti specifici, permettendo così a Laureus di garantire l’accesso gratuito alle attività sportive ed educative ai minori a rischio.

Calcio, basket, karate, vela, dal quartiere Giambellino di Milano all’Esquilino di Roma: i progetti ogni anno coinvolgono migliaia di bambini in oltre 20 discipline sportive diverse, grazie a cui i ragazzi hanno la possibilità di apprendere valori come il rispetto delle regole, degli altri e delle diversità culturali; la capacità di condividere e di integrarsi, sviluppando un senso di appartenenza alla comunità.

Per tutti quelli che per l’estate 2020 cercano ispirazione per una vacanza nuova e divertente
Roma – Proseguono i lavori per la Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia, riunita fino
Scoperto un dinosauro precedentemente sconosciuto, che aveva sulla sua spina dorsale una piccola sporgenza a

Combattere il bullismo e il cyberbullismo nello sport

Il Presidente del CONI, Giovanni Malagò e la Presidente del MOIGE, Maria Rita Munizzi, hanno sottoscritto oggi a Roma un Protocollo d’intesa finalizzato a contrastare ogni forma di bullismo o cyberbullismo, coinvolgendo il mondo scolastico e l’associazionismo sportivo per favorire una conoscenza aggiornata del fenomeno e fornire alcuni pratici strumenti di contrasto, per una corretta educazione e formazione dei ragazzi, anche all’uso delle nuove tecnologie.

In particolare, obiettivi concreti del protocollo saranno: favorire la diffusione nel mondo dello sport di progetti educativi per i minori ma anche per dirigenti, insegnanti, allenatori e genitori, con l’obiettivo di prevenire le varie problematiche inerenti il disagio minorile e favorire un corretto stile di vita; promuovere i principi del gioco corretto e del fair play, anche in rete, per sensibilizzare e formare i ragazzi e le ragazze sull’uso corretto delle nuove tecnologie e diffondere la cultura della “navigazione” consapevole in rete, fornendo sostegno, aiuto e consigli ai minori e alle loro famiglie; promuovere le azioni del “Centro mobile di sostegno e supporto per le vittime del cyberbullismo”, nato con l’obiettivo di voler assicurare un aiuto e sostegno concreto ed immediato alle vittime, alle famiglie e alla comunità locale, dando supporto su questo tema anche alle società sportive.

“Lo sport è un baluardo della nostra società insieme alla famiglia e alla scuola ed occupa un ruolo molto importante nella formazione dei giovani. È quindi indispensabile dare il nostro contributo”, afferma il Presidente del CONI, Giovanni Malagò. “Sono orgoglioso di questa intesa che ci consentirà di lavorare a fianco del MOIGE e di proseguire nella nostra opera di formazione e di sensibilizzazione dei nostri dirigenti, tecnici e, in particolare, dei nostri ragazzi e dei loro genitori, tutelando quei valori di inclusione e rispetto che contraddistinguono da sempre il nostro mondo. Insieme, facendo squadra, possiamo vincere una partita così importante per la crescita e il benessere dei nostri giovani”, conclude Malagò.

“La collaborazione con il CONI ci consente di essere ancora più vicini ai minori e alle famiglie che, praticando attività sportive si trovano coinvolti in atti di bullismo o cyberbullismo” – dichiara Maria Rita Munizzi, Presidente nazionale del MOIGE. “Vogliamo sensibilizzare i presidenti delle società sportive, i tecnici, gli operatori, ma anche i genitori per coinvolgerli in questa battaglia per il futuro e il benessere dei nostri figli. Il nostro compito, anche come genitori, è essere presenti e raggiungibili, incontrare tutti coloro che hanno bisogno di aiuto e sostegno. È molto importante continuare a parlare di bullismo e cyberbullismo ai nostri ragazzi e ai loro genitori per prevenire il verificarsi di nuovi episodi. Solo accrescendo le conoscenze sul fenomeno in ottica di prevenzione, si contribuisce a combatterlo”, conclude Maria Rita Munizzi.

Dai dati rilevati da una recente ricerca dell’Università Europea di Roma per il MOIGE su 2.778 ragazzi dagli 8 ai 18 anni emerge che circa il 21% del campione abitualmente gira video e li diffonde tramite i social. Il 31% ammette di essere stato un “bullo”, facendo girare video imbarazzanti per prendere in giro i compagni e 1 su 2 condivide immagini personali. Un dato allarmante soprattutto se pensiamo al fenomeno del sexsting. Emerge, infine, un basso controllo sulla vita online dei ragazzi: il 63% del campione esplora il web in solitudine, nella propria stanzetta o in giro per casa con un pc portatile.

Con questa campagna, da oggi, MOIGE e CONI agiranno coinvolgendo le società sportive e le scuole con azioni concrete, attraverso le proprie strutture.

Roma – Proseguono i lavori per la Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia, riunita fino
Una delle cose significative che una persona può fare per ridurre il rischio di malattie
È stato appena pubblicato sul New England Journal of Medicine uno studio epidemiologico retrospettivo condotto
Disponibile da novembre nei centri medici Cerba HealthCare l’analisi su 34 geni, affiancata dalla valutazione

Rugby nei Parchi torna a Milano

I parchi pubblici non sono solo i polmoni delle nostre città: sono anche spazi dove i bambini possono giocare e divertirsi liberamente, lasciando da parte ogni differenza. Un concetto chiave anche per l’edizione 2019 di Rugby nei Parchi, l’ottava, rivolta a bambini e ragazzi tra i 5 e i 14 anni e alle loro famiglie: una manifestazione che porta la palla ovale in giro per l’Italia, promuovendo i valori dello sport ma anche la necessità di valorizzare le aree verdi cittadine, oggi più che mai al centro dell’attualità sociale e culturale.
Dopo le entusiasmanti tappe di Marsala, Parma e Ancona, il quarto appuntamento con Rugby nei Parchi 2019 è previsto per sabato 4 maggio a Milano, al Parco di Trenno, dove i giochi prenderanno il via a partire dalle 15.00.

Il Cus Milano Rugby, squadra organizzatrice dell’evento milanese, anche quest’anno si è candidata con entusiasmo a far conoscere il rugby in uno dei parchi milanesi dove, dopo le prime 2 edizioni di Rugby nei Parchi, sono stai posti i pali ad H.
Dopo l’appuntamento meneghino, le ultime due città italiane in cui la palla ovale farà tappa saranno Padova e Genova, una città che insegue il ritorno alla normalità, anche grazie a iniziative come questa e che sarà teatro dell’appuntamento conclusivo della manifestazione, il prossimo 18 maggio.

Tante le novità dell’edizione 2019, a cominciare dal Trofeo Rugby nei Parchi, un torneo rivolto ai bambini delle squadre partecipanti che riconosce il valore dei giovani rugbisti (under 12, 10, 8 e 6) con premi ad hoc, come il Premio Fairplay o quello dedicato ai più piccoli. In ogni città, inoltre, la squadra organizzatrice avrà la possibilità di invitare altre squadre del territorio per condividere l’esperienza di gioco nelle zone verdi delle città, spogliandosi almeno per un giorno della “maglia” di appartenenza. Anche Il Trofeo Rugby nei Parchi significa proprio questo: giocare in un parco pubblico come e con chi si vuole, veicolando i valori che fondano tutta la manifestazione: spirito di squadra e rispetto dell’avversario.

“Rugby nei Parchi è ormai un punto di riferimento per chi lavora nell’ambito della promozione dello sport di base. E’ uno strumento potentissimo per avvicinare le famiglie ai valori del nostro sport. E’ un evento che ormai trova la ragione d’essere sia nelle città dove il rugby ha una tradizione radicata come Padova e Parma, sia dove le radici sono ancora giovanissime, ma la passione non è inferiore, come ad esempio Ancona. Inoltre ci mette a contatto con realtà fantastiche come quella di Marsala che utilizzano il rugby come strumento di inclusione sociale che si lega a filo diretto con il Cus Milano che attraverso il progetto Insieme sta portando la palla ovale nelle periferie milanesi. Infine essere a Genova ha un significato speciale” – commenta Antonio Raimondi, voce storica del rugby italiano.

Come per le passate edizioni, Rugby nei Parchi 2019 potrà contare sull’appoggio di partner
d’eccezione, che continuano a credere nel valore sociale, educativo e culturale dell’iniziativa.
Generali per l’ottavo anno consecutivo sostiene Rugby nei Parchi e conferma, attraverso il programma “Valore Benessere”, il proprio impegno nello sport per trasmettere ai più piccoli valori come rispetto, condivisione e disciplina attraverso esperienze divertenti che favoriscono l’aggregazione e lo stare bene insieme al di là di logiche competitive.
Generali Italia è contenta di arricchire la collaborazione con “Rugby nei Parchi” inserendo anche il supporto alle famiglie sui temi del cyber bullismo attraverso incontri dedicati ai genitori dei piccoli rugbisti per informarli e sensibilizzarli su questo argomento.
Con il progetto ‘Bullyctionary, insieme contro il bullismo dalla A alla Z‘, la Compagnia con un team di esperti composto da Informatici Senza Frontiere Onlus (IFS) e uno psicologo, supporterà le famiglie nella corretta lettura dei temi legati al bullismo e delle dinamiche del mondo dei ragazzi.
Rugby nei Parchi 2019 potrà contare anche sulla collaborazione di Scuola Channel, piattaforma multimediale rivolta alle famiglie che offre numerosi contenuti di edutainment, quest’anno presente alla manifestazione con un progetto realizzato in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata e dedicato allo sport e alla disabilità.
“Quest’anno collaboreremo con Rugby nei Parchi mettendo a disposizione dei partecipanti il nostro kit “10 Cervelli Ribelli per lo Sport”. Si tratta di un progetto sostenuto da OSO “Ogni Sport Oltre” – Fondazione Vodafone e realizzato da Kulta-Scuola Channel con la Onlus Insettopia, in collaborazione con la Fondazione Policlinico di Tor Vergata. Il nostro obiettivo è quello di favorire una reale inclusione sociale dei ragazzi con neurodiversità nell’ambito delle diverse discipline sportive: e tra queste il Rugby è in prima linea. Un kit didattico e
formativo gratuito, quindi, in formato digitale disponibile per tutti gli allenatori e le organizzazioni sportive interessati a una corretta inclusione di soggetti neurodiversi” – commenta Michela Paparella, AD Kulta-Scuola Channel.
Per l’edizione 2019 di Rugby nei Parchi si rinnova anche la partnership con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e in particolare con il Corso di laurea in Scienze Motorie e dello Sport e con il Master di primo livello Comunicare lo Sport dell’Alta Scuola in Media, Comunicazione e spettacolo (Almed). Gli studenti di Scienze Motorie si concentreranno sull’avviamento motorio e sul primo approccio alla disciplina sportiva, affiancando gli istruttori di Rugby nei Parchi. Inoltre, cinque ragazzi del Master Comunicare lo Sport contribuiranno all’analisi del mondo social, insieme allo staff di comunicazione di RnP. “Lo sport è un potente veicolo educativo – spiega Mario Gatti, direttore della Sede milanese dell’Ateneo – e Università Cattolica guarda con favore a questa iniziativa di rilevante carattere culturale. Attraverso Cattolica per lo Sport l’Ateneo collabora agli eventi coniugando le attività formative proposte
e la condivisione dei valori più genuini di cui lo sport e il rugby sono portavoce”.

Roma – Proseguono i lavori per la Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia, riunita fino
Una delle cose significative che una persona può fare per ridurre il rischio di malattie
È stato appena pubblicato sul New England Journal of Medicine uno studio epidemiologico retrospettivo condotto
Disponibile da novembre nei centri medici Cerba HealthCare l’analisi su 34 geni, affiancata dalla valutazione