A Cheese 2019 si immagina il futuro del cibo

La manifestazione di Città di Bra e Slow Food a Bra (Cn)
dal 20 al 23 settembre  

I naturali: un’idea di futuro possibile

Piero Sardo, presidente della Fondazione Slow Food per la Biodiversità

Cheese è la manifestazione di Slow Food più naturalmente legata ai prodotti: nella quattro giorni di Bra i formaggi protagonisti si conoscono e apprezzano con tatto, gusto e olfatto mentre intorno a loro esperti e produttori sviluppano alcuni dei grandi temi che agitano il mondo della produzione alimentare al giorno d’oggi.

A partire dall’ultima edizione, Slow Food ha preso possesso di un nuovo territorio culturale, compiendo un ulteriore passo in avanti, che è quello verso il naturale. Per noi di Slow Food i prodotti non sono oggetti da mettere in vetrina negli spettacoli dei grandi chef. La nostra visione della gastronomia risponde a quanto espresso da Massimo Montanari, il più grande storico del cibo italiano, già vent’anni fa. E cioè che l’evoluzione verso i prodotti tipici tradizionali rappresenta il futuro e non il passato, quello che ci auspichiamo avvenga e non nostalgia. Questa concezione strategica per il nostro futuro si concretizza riconsegnando ogni prodotto alla propria storia e al proprio territorio: questa è l’essenza di ciò che vuol dire naturale per noi e che sta già accadendo oggi nel mondo. Prova ne sono le tendenze produttive a cui Cheese dedica parole e spazi espositivi, momenti di approfondimento e degustazioni. Sono i vini senza lieviti selezionati e i pani a lievitazione naturale, movimenti ormai ben affermati che la manifestazione accoglie e amplifica. Ma sono anche i formaggi senza fermenti selezionati e i salumi senza nitriti e nitrati, per i quali Slow Food è stato precursore.

Infatti, da un lato l’industria più meramente legata al profitto spinge verso produzioni iper-lavorate, dannose per salute e ambiente, che distruggono una biodiversità invisibile fatta di batteri, enzimi e lieviti, silenziosamente sotto attacco dall’utilizzo sempre più diffuso di colture selezionate dall’industria; mentre dall’altro le grandi aziende più accorte e i produttori di piccola scala mostrano sempre più interesse verso le alternative già oggi praticabili, aprendo la strada a consumi più razionali, sani, equilibrati e sostenibili.

Tutte le virtù dei formaggi da erba

Andrea Cavallero, già professore di Alpicoltura al dipartimento di Scienze Agrarie Forestali e Alimentari dell’Università di Torino

Fino a 20 anni fa era normale che gli animali erbivori si cibassero, appunto, di erba, mentre oggi nutrirli al pascolo è diventata una grande novità o una pratica da sostenere affinché non vada persa. Ma i benefici che derivano dal promuovere i formaggi da erba sono reali e le loro ricadute addirittura inaspettate su alcuni ambiti.

 

Una risposta all’abbandono
L’unicità delle Alpi e dell’Appennino, soprattutto settentrionale, è data da migliaia di anni di utilizzo da parte dell’uomo e delle sue greggi che hanno ampliato le zone di vegetazione gradita. Valorizzare gli alpeggi grazie ai formaggi prodotti con latte da erba può essere una risposta all’abbandono delle montagne. Oggi abbiamo perso il 50% dei pascoli ma il problema non sono i cambiamenti climatici quanto piuttosto la cattiva gestione dell’ambiente. Solo nelle Alpi occidentali si trovano oltre 90 varietà di erbe gradite agli animali, di cui circa 40 sono molto diffuse.

 

Ambiente
I pascoli ben curati hanno un effetto positivo sull’ambiente da diversi punti di vista. Innanzitutto trattengono maggiore CO2 rispetto ai boschi perché hanno un sistema radicale più sviluppato; permettono di conservare il paesaggio; rafforzano la biodiversità della flora ma anche della fauna; rendono le zone montane fruibili, diversamente dalla boscaglia selvaggia e abbandonata a sé stessa; riducono il rischio idrogeologico dovuto a una montagna mal gestita.

Gusto
La ricchezza dei pascoli si trasmette nei formaggi d’alpeggio, espressione del territorio, della biodiversità di erbe, dei latti e, non da ultimo, del sapere umano.

Ciò che fa bene agli animali fa bene anche a noi

Andrea Pezzana, SC Nutrizione Clinica ASL Città di Torino

Possiamo sintetizzare le ricadute dei formaggi da erba sulla salute dell’individuo in un concetto molto semplice che, anche grazie al lavoro trentennale di Slow Food sull’educazione alimentare e del gusto, si sta diffondendo sempre di più, e cioè che ciò che è buono per gli animali lo è anche per la salute di chi si nutre del cibo che da essi deriva. Ecco perché è così importante sapere come sono state allevate vacche, pecore e capre. Purtroppo il formaggio è proprio uno degli alimenti per cui emerge l’estrema fragilità del sistema di etichettatura, in quanto la legge prevede solo tre ingredienti – latte, caglio e sale – quando in realtà le differenze si giocano a livello di micro nutrienti.

Nel caso dei formaggi, per godere appieno di vantaggi nutrizionali e organolettici, la qualità fa davvero la differenza. Infatti, la composizione del latte è influenzata da ciò che l’animale ha mangiato e da come ha vissuto: se gli animali sono nutriti principalmente a erba e fieno o, in assenza dei primi due, con granaglie intere germinabili, ritroveremo un migliore bilanciamento tra acidi grassi polinsaturi omega 3 e omega 6 nei formaggi prodotti con il latte di quegli animali. Non dimentichiamo infatti che oltre alla quantità dei grassi – il formaggio è comunque un alimento per cui è consigliabile un consumo programmato e non quotidiano – è fondamentale anche in questo ambito la qualità di quelli assunti. Vale quindi la pena concedersi un formaggio da erba ma consumato con una frequenza minore. Solo così si può contribuire a riavvicinare il rapporto tra omega 3 e 6 e migliorare la capacità dell’organismo di difendersi da infiammazioni croniche e attacchi derivanti dall’ambiente circostante.

La rinascita della montagna

Ludovico Roccatello, responsabile Comunità Slow Food e sviluppo della rete

La montagna è il luogo in cui l’uomo è posto in una condizione estrema di interazione con la natura, il luogo paradigmatico in cui si può ricostruire un dialogo positivo con l’ambiente. Paradossalmente il problema principale del ritorno alla montagna è l’accesso alla terra, dovuto a tre ragioni principali: la frammentazione fondiaria che ha ridotto sempre di più le dimensioni degli appezzamenti e non consente un lavoro agricolo agile e redditizio come in passato; l’inselvatichimento di boschi e pascoli dovuto all’abbandono che non rende questi ambienti ecologicamente stabili; e infine i cosiddetti “pascoli di carta”, cioè la cattiva interpretazione del sistema europeo di contributi all’agricoltura che fa sì che sia più conveniente per i Comuni, principali proprietari degli alpeggi, affittare a chi può pagare un prezzo più alto, anche se il pascolo effettivamente non viene utilizzato, e rende quasi impossibile per i pastori riuscire ad assicurarsi il terreno a un prezzo per loro equo e sostenibile.

Ma quali sono le possibili risposte? A Cheese ne parliamo nello spazio organizzato dalla Regione Piemonte che tra collina e montagna ospita oltre il 70% di quelle che con un termine evocativo possono essere definite Terre Alte. In queste vallate, un’agricoltura viva e sostenibile che produca reddito e speranza, un turismo capace di rispetto e autentica conoscenza, stanno indicando una via per tanti giovani agricoltori, allevatori, fornai, cuochi e albergatori che con grande intelligenza, creatività e apertura mentale, ma con i piedi ben piantati nella terra, propongono un futuro nuovo per la montagna.

E’ nato “Articolo 3343 - Dall’alto del futuro”, il documento di intenti per un turismo accessibile
La montagna è una meta molto ambita per la villeggiatura anche in estate perché consente
Al via la terza edizione di Innovalp, il festival delle idee per la montagna, che

Nasce tolk tolk corsi, la formazione che ti fa stare bene

Nasce a Bologna un nuovo format di formazione dedicata alla comunicazione digitale ma non solo: TolkTolk Corsi- La Formazione che ti fa stare bene.

Dalla passione e dalla creatività di tre professioniste della comunicazione (Dora Carapellese con Paola Frateschi e Stella Saladino) e dalle loro diverse competenze nasce l’idea di volersi distinguere dallo scenario “classico” formativo che ormai predomina nel settore.

L’obiettivo è soprattutto quello di mettere la persona al centro, di tornare ad un maggiore senso di umanità, tenendo quindi in considerazione tutti quei fattori che a volte sono sottovalutati nella vita professionale: la sensibilità della persona, la sua personalità, il suo benessere.

Il motto del format è appunto “La formazione che ti fa stare bene”, ovvero che insegna tecniche e strumenti operativi pratici della comunicazione e del digitale da poter subito mettere in pratica nella vita professionale, ma che allo stesso tempo aiuta anche a sviluppare un senso di benessere e di armonia interiore senza il quale ormai non potremmo riuscire ad affrontare il mondo lavorativo e la nostra quotidianità frenetica.

Per questo all’interno delle giornate formative sarà sempre inserita almeno 1 ora dedicata a se stessi, perimparare a rilassarsi, a gestire lo stress, grazie a professionisti del settore, come ad esempio le tecniche di respirazione yoga.

E siccome come diceva Feuerbach “noi siamo quello che mangiamo”, ci sarà anche una particolare attenzione al pranzo (offerto ai partecipanti) che sarà rigorosamente bio e studiato ad hoc per fornire il massimo del “nutrimento” al corpo ma anche alla nostra mente!

Tra i professionisti che interverranno anche Riccardo Scandellari, meglio conosciuto come “Skande”.

Si inizia venerdì 27 ottobre 2017 con la formazione dedicata all’Ufficio Stampa 2.0. “ Come gestire in maniera efficace un ufficio stampa”, tenuto da Dora Carapellese, esperta di relazioni pubbliche e ufficio stampa. Una giornata formativa intensa dalle 9,00 alle 17,30, intermezzata dal pranzo bio incluso nel prezzo e da un’ora di benessere in compagnia della psicoterapeuta e docente di yoga Kundalini, Dott.ssa Anna Manderioli.

I corsi si terranno presso Seven’sbo in via Galliera 62/d, un luogo di incontro tra creatività e innovazione con la mission di ricostruire possibilità di lavoro, favorendo idee, progetti e approcci utili alla sostenibilità (ambientale, sociale e culturale).

Migliora l’umore e lo stato di salute mentale in cella, riduce la propensione a comportamenti
Yoga garudasana eagle pose Meno occhiaie, meno rughe e pelle più
Il sovrappeso e l'obesità portano migliaia di persone a iniziare una dieta e a fare
Yoga garudasana eagle pose La pratica dello yoga, scienza ed arte

Al via SANA, il Salone internazionale del biologico e del naturale

Al via SANA, il Salone internazionale del biologico e del naturale,
a BolognaFiere, durerà fino a martedì 12 settembre.

Apre venerdì 9 settembre il Salone internazionale del biologico e del naturale: aziende, operatori, buyer e pubblico si danno appuntamento in Fiera a Bologna per il lungo weekend di SANA, in programma fino a lunedì 12 settembre.

Le migliaia di visitatori attesi troveranno a SANA il meglio della produzione nazionale e internazionale dei settori dell’Alimentazione biologica, della Cura del corpo naturale e bio e del Green Lifestyle. L’assortimento presente in Fiera comprende tra l’altro alimenti biologici, freschi e confezionati, tecnologie, attrezzature e imballaggio per il comparto food e l’agricoltura, oltre a piante officinali, trattamenti, prodotti dietetici, integratori e alimenti speciali a base naturale, prodotti e attrezzature per la cura della persona, servizi. Si possono inoltre scoprire tessuti e articoli naturali per hobby e tempo libero, proposte per l’abitazione ecologica, tecnologie e prodotti ecocompatibili per la casa e per la vita in generale. E una grande area di vendita aperta al pubblico, SANA Shop, l’area-mercato dedicata alla prova e all’acquisto dei prodotti proposti dalle aziende presenti in Fiera.

L’inaugurazione è in programma venerdì 9 settembre alle ore 10.30 al Centro servizi con Franco Boni, Presidente di BolognaFiere, Andrea Olivero, Vice Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, Simona Caselli, Assessore all’agricoltura, caccia e pesca – Regione Emilia-Romagna, Luisa Guidone, Presidente del Consiglio comunale di Bologna, Paolo De Castro, Coordinatore Comagri, Commissione agricoltura del Parlamento UE, Paolo Carnemolla, Presidente Federbio, Federazione italiana agricoltura biologica e biodinamica, Mario Guidi, Presidente Confagricoltura, Confederazione generale dell’agricoltura italiana, e Dino Scanavino, Presidente CIA, Confederazione italiana agricoltori.

A seguire, alle ore 11.30, si terrà il Convegno inaugurale “L’agricoltura biologica: un’opportunità strategica per il Paese” che vede gli interventi, dopo il saluto di Antonio Bruzzone, Direttore Generale di BolognaFiere, e la relazione “Il Biologico tra opportunità e sfide” di Gabriele Canali dell’Università Cattolica S. Cuore di Piacenza, di Dino Scanavino, Presidente CIA, Mario Guidi, Presidente Confagricoltura, Paolo Carnemolla, Presidente FEDERBIO, Simona Caselli, Assessore all’agricoltura, caccia e pesca della Regione Emilia-Romagna; le conclusioni saranno affidate ad Andrea Olivero, Vice Ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, a moderare sarà Lorenzo Tosi, giornalista New Business Media/Edagricole.

Oltre 60 le iniziative del programma culturale di SANA 2016 tra convegni, workshop e incontri organizzati dalle aziende, dalle associazioni e dagli enti di categoria, in programma nella sale congressuali (all’interno dei padiglioni, si terranno almeno altrettante iniziative promosse dagli espositori). Fra le prime si segnala, in aggiunta al Convegno inaugurale, l’incontro di venerdì 9 alle ore 16 “Tutti i numeri del bio italiano” con la presentazione dei dati dell’Osservatorio SANA e dei dati di SINAB – MiPAAF e di ISMEA. L’Osservatorio SANA è un progetto promosso e finanziato da ICE in collaborazione con BolognaFiere, realizzato da Nomisma, con il patrocinio di FederBio e AssoBio; sabato 10 alle ore 15 “Tutto quello che avreste voluto sapere sul bio (ma non avete mai osato chiedere)”, con esperti del settore a disposizione del pubblico e della stampa. Tra gli eventi curati direttamente da SANA, figurano anche i tre convegni di SANA ACADEMY dedicati rispettivamente a dieta mediterranea, foto-invecchiamento e biodisponibilità degli integratori, in programma nelle giornate di sabato 10 e domenica 11 settembre. Altro appuntamento chiave è l’incontro “Biologico 3.0 nel Mediterraneo: contabilità dei costi effettivi e giusto prezzo per l’agricoltura biologica”, la seconda Conferenza internazionale IFOAM AgriBioMediterraneo di sabato 10 settembre alle 10.30.

BUYER INTERNAZIONALI A SANA
Forte la presenza internazionale. Si uniscono alle migliaia di operatori accreditati i buyer internazionali in arrivo da 27 Paesi: Albania, Belgio, Bulgaria, Bosnia ed Erzegovina, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Inghilterra, Polonia, Olanda, Romania, Russia, Serbia, Slovenia, Svezia, Ucraina, Ungheria e Australia, Canada, Cina, Emirati Arabi Uniti, Giappone, Sud Corea e Usa, con una crescita del 29% rispetto al 2015. Una così significativa presenza di delegazioni straniere è frutto dei progetti avviati con la collaborazione del MIPAAF – Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane. Grazie al programma mirato di match making organizzato in collaborazione con FederBio i buyer stranieri possono incontrarsi con le aziende espositrici durante i 4 giorni di manifestazione. Gli incontri b2b in programma ad oggi sono circa 2.300.

Torna ed è un successo Sana Novità, la sezione in cui viene eletto il migliore prodotto dell’anno – nelle tre categorie merceologiche del Salone – che si distingue per innovazione nel packaging e nel concept. Sono più di 500 le referenze in gara inviate dagli espositori (al massimo tre per categoria), fra quelle lanciate sul mercato a partire da ottobre 2015. A scegliere i vincitori di saranno i visitatori di SANA con il voto espresso durante la manifestazione, mentre le blogger ufficiali di dell’esposizione ne sceglieranno 3 per la categoria #BloggerForSana. La cerimonia di premiazione si svolgerà domenica 11 settembre alle ore 16 al Centro servizi della Fiera. Tutti i prodotti in gara saranno esposti al Centro servizi della Fiera, in un’area ad hoc, una vera e propria vetrina dell’innovazione e dell’originalità del mondo bio.

Ad animare il Quartiere fieristico è anche la nuova edizione del VeganFest, il più grande di sempre: è prevista durante SANA la registrazione delle puntate del format televisivo “VeganFest Live”, con mostre, animazioni, proiezioni video, incontri, conferenze e vegan show cooking.

Da non perdere tutte le occasioni di approfondimento e aggiornamento offerte dalle aziende presenti nell’ampio e diversificato calendario di eventi in programma in città. I 10 giorni di SANA CITY, organizzati in collaborazione con Eco-Bio Confesercenti e “on air” dal 9 al 18 settembre, con oltre 170 iniziative rivolte ad adulti e bambini, dai percorsi eno-gastronomici, a workshop, a presentazioni, si combinano alle attività promosse da Confcommercio-Ascom Bologna – “Una giornata sana” e la “Notte Bianca del bio” – di sabato 10 settembre Con la “La notte bianca del Bio”, quando 40 ristoranti di Bologna e dei comuni limitrofi prolungheranno l’orario di chiusura proponendo, all’interno del proprio menu, un piatto creato per l’occasione coningredienti biologici.

I NUMERI:

SANA cresce con più espositori – 833 le aziende (+19% sul 2015) – maggiore superficie – 50mila mq (+30%) – e una più forte presenza dei buyer internazionali in arrivo da 27 Paesi (+ 29%). Una 28esima edizione con cinque padiglioni coinvolti – 25, 26, 29, 30 e 36 – che il pubblico potrà visitare incontrando le aziende distribuite nei tre settori che caratterizzano il Salone per scoprire tutte le novità del settore e assistere al ricco programma di importanti e qualificati momenti di formazione e aggiornamento.

Bio vuol dire successo: cresce la domanda di alimenti biologici, aumenta la richiesta di integratori
60 vignaioli provenienti da tutta Italia, più di 300 vini in degustazione, incontri, tasting e
Torna venerdì 7 settembre e si prepara a festeggiare il 30o anniversario. SANA, il Salone