Ridare movimento a un arto dopo un ictus con la TMS

Ridare la mobilità degli arti paralizzati dopo un ictus può sembrare un’impresa impossibile, eppure uno studio fatto su 30 pazienti dai ricercatori della Georgetown University Medical Center (GUMC), ridà un barlume di speranza.

Lo studio presentato al meeting annuale della Society for Neuroscience, ‘Neuroscience 2015′ di Chicago, ha trovato che stimolando magneticamente una parte specifica del cervello si possono influenzare i movimenti del braccio e ripristinare l’uso dell’arto colpito dall’ictus.

La ricerca è la prima concentrata sui cambiamenti transitori che la stimolazione magnetica transcranica (TMS) può apportare nei pazienti con un danno al braccio.

Nel controllo del movimento del braccio interessato può essere utile la parte del cervello non colpita dall’ictus, se c’è una compromissione.

La stimolazione ripetuta del lato inalterato del cervello può aiutare a “insegnare” il controllo del braccio alterato.

La tecnica, finora approvata dalla FDA solo per le depressione farmaco-resistenti, può aiutare tra il 30 e il 40 per cento delle 600.000 persone colpite da ictus annualmente, secondo i ricercatori.

La tecnica, comunque, può essere utile nei casi meno gravi, mentre nulla può essere fatto nei casi più severi.

La stimolazione magnetica transcranica è una tecnica non invasiva di stimolazione elettromagnetica del tessuto cerebrale.

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Una mano robotica con sensibilità umana

Un gruppo di scienziati tedeschi ha creato una mano robotica con sensibilità umana utilizzando una lega di nichel-titanio, che ha la proprietà di memorizzare le forme.

Stefan Seelecke e Filomena Simone, dell’Università del Saarland, in Germania e il centro di Meccatronica e Automazione (ZeMA), hanno creato la mano artificiale con fibre muscolari composte da fasci di fili di lega di nichel-titanio ultrasottili, il cui diametro è simile a quello di un capello umano, che possono contrarsi e rilassarsi.

Il prototipo è stato presentato all’HANNOVER MESSE, la fiera industriale più grande del mondo, che ha avuto luogo dal 13 aprile al 17 aprile.

Finora le mani robotiche erano molto pesanti, costose e complesse e avevano bisogno di apparecchiature aggiuntive.
L’utilizzo di fili metallici che riescono a memorizzare le forme rende la mano artificiale naturale, come una mano umana.

Un chip semiconduttore controlla i movimenti relativi dei cavi in lega nichel-titanio, che favorisce la precisione dei movimenti della mano e delle dita.

Se il filo diventa caldo, cosa che accade, per esempio, quando conduce l’elettricità, il materiale trasforma la sua struttura reticolare, inducendola a contrarsi come un muscolo.

Anche il raffreddamento rapido è possibile perché molti singoli conduttori presentano una maggiore superficie attraverso cui il calore può essere dissipato.

Queste protesi sono anche relativamente poco costoso da produrre ed imitano il funzionamento dell’arto umano.

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