Tokyo: la bellezza dell’artigianato tradizionale

Tokyo è una città ricca di sorprese e nasconde molti tesori ancora tutti da scoprire. La città lo scorso anno ha lanciato il nuovo logo e slogan Tokyo Tokyo Old meets New, per presentare all’estero il duplice carattere di una città che è in grado di generare sempre nuovi stili mantenendo vive le sue antiche tradizioni. Nella capitale infatti la tradizione incontra l’innovazione, e il governo metropolitano di Tokyo sta portando avanti il progetto Edo Tokyo Kirari Project, con l’obiettivo di far riscoprire le possibilità dell’artigianato giapponese che è profondamente radicato nella storia del periodo Edo (1603 – 1868)Il progetto mira a rivalorizzare la tradizione e il raffinato artigianato Edo, l’antico nome di Tokyo, per portare sotto la luce dei riflettori internazionali prodotti meno conosciuti dell’artigianato cittadino. Il programma è concepito per evidenziare il raffinato artigianato locale e i prodotti radicati nelle tradizioni di Edo-Tokyo come marchi rappresentativi di Tokyo, mostrando il loro valore e il loro fascino per il resto del Giappone.

Edo Tokyo Kirari Project è un progetto incentrato sul monozukuri di Tokyo (lett. “produzione di oggetti” che si traduce in senso lato con “artigianato”) di cui, nell’ambito della promozione, il governo metropolitano ha selezionato tre filoni principali, abbigliamento, cucina e living, individuando alcune aziende rappresentative per storia e tradizione per elevarle ambasciatrici del brand cittadino, la cui selezione continuerà anche nel corso del 2018 aumentando così il numero di aziende rappresentative.

Edo Komon Hirose Dye-Works nel quartiere di Shinjuku rappresenta la categoria dell’abbigliamento, con la sua storia risalente al 1893 e famosa per i suoi motivi edo komon, un tipo di decorazione delle stoffe caratteristica della antica Edo che Hirose Dye-Works applica a moderni prodotti di moda come la propria linea di stole. L’associazione no profit Japanese Culinary Academy, diretta da importanti chef di cucina giapponese del calibro di Yoshihiro Murata del ristorante tre stelle Michelin Kikunoi di Kyoto, nella sua sede nel quartiere di Minato è ambasciatrice del tema della cucina per la promozione la valorizzazione di prodotti tipici e locali di Tokyo come latte, verdure e riso; mentre, a rappresentare il tema del living, c’è Ubukeya, una coltelleria tradizionale nel quartiere di Chuo che affonda le sue radici nel 1783 e che produce raffinati coltelli in stile giapponese, tramandando da oltre 200 anni l’antico splendore di questi strumenti.

C’è un prodotto, inoltre, che racchiude tutti e tre gli aspetti del progetto ed è il simbolo dell’artigianato Edo: il vetro edo kiriko, un vetro decorato ad intaglio, tipico di Tokyo nell’epoca Edo. Questo vetro artigianale racchiude la bellezza visiva dei motivi edo komon e la raffinata sapienza delle mani artigiane giapponesi, ed è rappresentato da Edokiriko Shop Hanashyofondato nel quartiere di Koto nel 1946 che ad oggi ha sviluppato una linea di prodotti moderni con i motivi tipici dell’edo kiriko applicati anche al di fuori dell’arte vetraria, come tessili e caramelle.

A Tokyo, non solo è possibile ammirare o acquistare gli oggetti della tradizione, ma è anche possibile provare di propria mano l’esperienza di produzione artigiana. Presso l’Edo Kiriko-kan nel quartiere di Sumida, quartiere che peraltro raccoglie numerosissime altre testimonianze di epoca Edo come il Sumida Hokusai Museum e l’Edo Tokyo Museum, è possibile fare esperienza dell’intaglio del vetro edo kiriko con l’assistenza di un maestro artigiano.

Il desiderio di vivere momenti unici è alla base di uno dei trend che più
Tokyo si prepara ad accogliere la primavera con la spettacolare fioritura dei ciliegi, l'hanami, uno degli eventi
C’è molta eccitazione nella capitale per l’apertura, il 14 marzo 2018, del nuovissimo Pokémon official shop,

Trevi: 20 storie di artigiani, di creatività e coraggiose scelte di vita

Sabato 21 e domenica 22 aprile prossimi,  si terrà a Trevi la 6^ edizione di #Artigianinnovatori, la rassegnariservata a giovani artigiani del fatto a mano, designer, krafter, makers, che esporranno i loro manufatti nelle sale affrescate della secentesca Villa Fabri; la rassegna si terrà in occasione del “Pic & Nic a Trevi” che quest’anno è alla sua 11^ edizione.

La rassegna è un’accorta selezione dedicata alla nuova cultura dell’artigianato, nell’ottica di un consumo più consapevole e sostenibile, una produzione più sensibile. Oltre 20 gli espositori, artigiani, crafter  e professionisti del fai-da-te, che terranno anche dei workshop dedicati sia ai grandi, sia ai più piccini e che provengono dai settori più differenti:  home decor, casa e giardino, abbigliamento, scarpe, design, gioielli, abbigliamento per bambini, illustrazione, cucito creativo, arredamento, riciclo, borse e accessori.

 

Per due giorni, un concentrato di gente speciale, rara, da conoscere assolutamente, da ascoltare! Il loro lavoro, la loro passione, spesso, è una coraggiosa scelta di vita.
La manifestazione è ad ingresso gratuito e aperta a tutti gli amanti e appassionati di handmade.

Sarà una lezione di Maria Giuseppina Muzzarelli, ordinaria di Storia Medievale dell’Università di Bologna, ad
In occasione della XXI edizione di Frantoi Aperti, che si terrà in Umbria dall’1 al
L’Istituto Serafico di Assisi ha inaugurato pomeriggio il nuovo Centro di Ricerca “InVita”, polo di eccellenza

Arte e artigianato in Sudafrica

Il ricco patrimonio culturale del Sudafrica si riflette nella grande varietà del suo artigianato. In ogni angolo del paese si possono trovare abili artisti al lavoro, dai vivaci mercati delle grandi città fino ai più remoti villaggi della campagna.

I diversi prodotti e manufatti del Sudafrica sono realizzati con ogni mezzo possibile. I materiali tradizionali come perline, erba, cuoio, legno e argilla sono lavorati utilizzando abilità popolari, mentre materiali come cavi telefonici, sacchetti di plastica, vetro, pelle e tappi di bottiglia sono utilizzati per creare oggetti di artigianato moderni che rispecchiano la diversità culturale della rainbow nation.

Durante il loro soggiorno, i turisti internazionali possono seguire, in modo sicuro, i Percorsi Artigianali in tutto il paese e scoprire all’interno di ogni provincia negozi di artigianato, mercati, villaggi culturali e gallerie d’arte.

In Sudafrica ci sono oltre 1.000 punti vendita al dettaglio e collettivi che vendono sia prodotti artigiani africani moderni sia tradizionali, dove i viaggiatori possono acquistare pezzi unici dell’arte locale entrando a far parte della cultura vibrante del Sudafrica in modo semplice ed economico.

Spesso le comunità locali traggono vantaggio dalle cooperative di arte e artigianato del Sudafrica che insegnano e trasmettono abilità e aumentano l’occupazione attraverso il turismo. In queste cooperative, inoltre, crescono nuovi talenti e artisti qualificati che emergono raggiungendo l’attenzione nazionale e internazionale grazie alle proprie creazioni.

Un esempio è l’opera del ceramista Bonnie Ntshalintshali che, con i suoi spettacolari dettagli, è andato ben oltre i confini della ceramica tradizionale africana. Le sue creazioni sono state acquistate dalle gallerie di tutto il mondo.

Lo scultore PhuthumaSeoka è un altro artista che si occupa di artigianato tradizionale – sculture in legno del popolo dei Venda – e le utilizza per creare una serie di personaggi eccentrici e altamente ricercati. Esistono inoltre numerose gallerie che offrono opere dei più famosi artisti di arte moderna sudafricana, tra cui Irma Stern, Gerald Sekoto and Walter Battiss.

L’artigianato sudafricano utilizza molte risorse riciclate tra cui tappi di bottiglia, metallo di scarto e cavi del telefono – la cosiddetta arte del filo. I pionieri dell’arte del filo sono bambini e genitori delle township e delle zone di campagna del paese, che usavano il filo scartato come unica risorsa disponibile per fare giocattoli.

Questa tipologia di arte si è evoluta e diffusa in ogni angolo del paese molto velocemente diventando rappresentativa del Sudafrica e affermandosi oggi come fiorente attività e sofisticata forma creativa. Molti produttori di sculture metalliche sostengono le famiglie vendendo le loro creazione agli angoli della strada, ai mercati di artigianato, in negozi e gallerie d’arte selezionate.

Sono inoltre nati anche collettivi degli artisti del filo, come gli Streetwires di Cape Town. Questi collettivi mettono insieme artisti che utilizzano fili metallici di scarto e artisti che utilizzano perline con lo scopo di creare una gamma innovativa di oggetti d’arte decorativi e funzionali: oltre a elefanti, bovini Nguni, sculture di Nelson Mandela portachiavi, cornici, cesti e altro.

Alcuni degli esempi più antichi di questa forma d’arte si possono trovare presso le colline di Zululand, nell’angolo nord-orientale del Sudafrica, dove i giovani ragazzi che si occupano del gregge hanno iniziato a costruire automobili giocattolo utilizzando il filo scartato di appendiabiti, lattine e tutto ciò che capitava loro in mano.

Più famose e sempre più ricercate sono le sculture di modelli d’auto, spesso dotate di assi indipendenti, colonne fatte con sterzi completamente funzionanti e molti dettagli complessi. Tutti oggetti che danno ampia prova che, in materia di innovazione e creatività, il Sudafrica è davvero unico.

Ecco il calendario delle sfilate dell'edizione 2019   Mancano poche ore all'apertura della settimana della
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Quinta edizione di Sol d’Oro Emisfero Sud dal 16 al 21 settembre a Cape Town
L'acqua, la risorsa più preziosa ma anche meno protetta al mondo, sarà presto un bene