Bambini: il Ritalin influenza lo sviluppo del cervello

Il Ritalin, ampiamente usato per il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), sembra influenzi lo sviluppo della sostanza bianca nel cervello dei bambini.

Secondo uno studio della UMC di Amsterdam, locatie AMC, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Radiology, questo effetto non è stato riscontrato negli adulti.

Il metilfenidato, venduto con i marchi Ritalin e Concerta, è spesso prescritto per l’ADHD ed è efficace in circa l’80% dei casi, ma fino ad ora, si sapeva poco sugli effetti del farmaco sullo sviluppo del cervello.

Ora emerge che provoca un aumento della sostanza bianca, gli speroni delle cellule nervose che sono importanti per l’apprendimento, le capacità motorie e la comunicazione tra le parti del cervello.

“Non è chiaro se questo effetto sia favorevole o sfavorevole”, spiega il leader del progetto, il prof. Liesbeth Reneman. “È chiaro che il Ritalin cambia le cose nel cervello. Il modo esatto in cui dovremmo interpretarlo è materiale per ulteriori ricerche “.

Il consiglio dell’esperto è, comunque, quello di usare il medicinale solo se è veramente necessario.

LO STUDIO

Per lo studio, 59 ragazzi e 49 uomini adulti con diagnosi di ADHD ma senza aver ancora utilizzato farmaci, hanno ricevuto il Ritalin o un placebo, per 16 settimane. Prima e dopo l’intervento, la sostanza bianca del loro cervello è stata determinata usando una risonanza magnetica.

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Iperattività, dipendenza da alcol e binge eating influenzati dai geni

Il disordine di iperattività con deficit di attenzione (ADHD) favorisce la dipendenza dall’alcol e il disturbo da alimentazione incontrollata (binge eating), secondo un nuovo studio, il quale ha trovato che sono patologie influenzate dai geni.

Quasi il cinque per cento della popolazione adulta mondiale è affetta da ADHD, ha trovato lo studio, il quale dice che, sia la dipendenza da alcol che il binge eating, sono più comuni negli adulti con ADHD rispetto alla popolazione generale.

La ricerca suggerisce che alcuni individui ereditano una tendenza a sviluppare sia i sintomi dell’ADHD che i disturbi di dipendenza dall’alcol o i disordini alimentari.

Questi problemi devono essere trattati in parallelo, ha detto Andrea Johansson Capusan della Università di Linkoping in Svezia, autore dello studio.

Per la ricerca, gli studiosi hanno esaminato più di 18.000 gemelli di età compresa tra 20 e 46 anni.

Hanno confrontato i gemelli identici, che condividono il 100 per cento dei loro geni, con i gemelli fraterni.

E’ emerso che i gemelli identici crescono nello stesso ambiente, ma sono influenzati da fattori ambientali individuali, quali le malattie e la loro cerchia di amici.

Per i sintomi di ADHD e di dipendenza dall’alcol, il 64 per cento di essi sono spiegabili con fattori genetici comuni.

Anche nel 91 per cento dei casi, l’associazione fra i sintomi dell’ADHD e i disordini alimentari è spiegata da fattori genetici comuni.

Poiché l’ereditarietà gioca un grande ruolo, è importante che l’ADHD sia trattata in una fase iniziale e che siano adottate delle misure per evitare che gli individui sviluppino dipendenza dall’alcol o binge eating più tardi nella vita, hanno detto i ricercatori.

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Gli antidepressivi in gravidanza provocano i disturbi di iperattività nel bambino

L’assunzione di antidepressivi durante la gravidanza potrebbe essere legata al rischio di iperattività nei bambini, secondo uno studio statunitense pubblicato su un giornale del gruppo “Nature”.

I disturbi da iperattività e deficit di attenzione (ADHD) sono caratterizzati dalla difficoltà che alcuni bambini hanno di concentrarsi o di svolgere attività complesse.

Nella ricerca americana, apparsa su ‘Molecular Psychiatry’, un esperto dell’ospedale generale del Massachusetts dice di aver osservato un persistente rischio di ADHD dopo l’esposizione del feto a farmaci antidepressivi, particolarmente durante il primo trimestre di gravidanza.

Lo studio è stato fatto su un campione di 2.243 bambini con problemi di ADHD.

I ricercatori hanno trovato un’associazione significativa tra l’assunzione di antidepressivi da parte della madre incinta e il rischio di disturbi di ADHD nei bambini.

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