Le zanzare? Sì, sono estremamente pericolose

Le zanzare? Sì, sono estremamente pericolose

Gene-Drive e Responsabilità Ecologica

Parere del Comitato Etico Fondazione Umberto Veronesi

Prevenire le pandemie con la tecnica cosiddetta del Gene-Drive? È un’ipotesi attualmente in corso di sperimentazione con le zanzare per eradicare la diffusione della malaria nelle zone dove questa malattia uccide oltre 400.000 persone, tra cui oltre 250.000 bambini sotto i 5 anni (il 67% dei decessi; un morto ogni due minuti) [Fonte dati: OMS, 2018].

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“Mi Curo di Te”, il progetto educativo sull’ambiente

Mi Curo di Te”, il progetto educativo promosso da WWF e Regina (Gruppo Sofidel), riparte con una nuova annualità ricca di approfondimenti e attività analogiche e digitali per scoprire, conoscere e amare il nostro Pianeta a partire dalle foreste e dalla conoscenza dell’Agenda ONU 2030. Il programma è gratuito ed è rivolto alle scuole primarie e secondarie di primo grado d’Italia.

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Run Up: la calza ecosostenibile e biomeccanica

Chi pratica running sa bene quanto sia importante scegliere con cura e attenzione il giusto equipaggiamento per praticare questo sport. Non solo le scarpe, anche la scelta di una calza adatta può essere determinante in termini di protezione e prevenzione dagli infortuni.

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A Milano nasce la “Orchestra 4.0”

Durante la pandemia uno dei settori più penalizzati è stato senza alcun dubbio quello della musica. Tuttavia, come raccontato da “Genio & Impresa” (genioeimpresa.it), il web magazine di Assolombarda, c’è chi non si è arreso di fronte alle difficoltà. “L’orchestra 4.0 era un mio pallino già un anno fa quando sono arrivata alla Fondazione: sono un’imprenditrice e ho sempre avuto grande fiducia nella tecnologia e nell’innovazione, le considero alleate e non avversarie anche nell’ambito della musica colt”, afferma Ambra Redaelli, presidente della Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi e membro della task force Impresa 4.0 di Assolombarda.

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HIV: attenzione ai pazienti fragili e alle donne

“Le donne presentano elementi di maggiore fragilità legati alle caratteristiche biologiche del distretto genitale femminile, sia in termini di infiammazione, sia di microbioma che in alcune tipologie sembra favorire la trasmissione dell’infezione” sottolinea la Prof.ssa Giulia Marchetti, Professore Associato di Malattie Infettive Università di Milano

DONNE E HIV: UN MAGGIORE RISCHIO DI INFEZIONE, SPESSO IGNORATO – Recenti studi internazionali sull’Hiv si sono soffermati anche sulle differenze di genere, rilevando una serie di specificità che sembra caratterizzare la donna. La donna, infatti, può annoverarsi tra i soggetti fragili in termini di infezione da Hiv: tuttavia, nonostante nel mondo le donne rappresentino oltre la metà delle persone infette, non vengono rappresentate in modo soddisfacente nei trial. La donna presenta degli elementi specifici sotto il profilo clinico, con riferimento sia all’acquisizione dell’infezione, sia alla progressione della malattia. Molte indicazioni necessitano ancora di conferme, ma alcune conclusioni possono dirsi già conclamate.

“Un elemento caratterizzante della donna è il rischio di acquisizione – evidenzia la Prof.ssa Giulia Marchetti, Professore Associato di Malattie Infettive Università di Milano, presso l’Ospedale San Paolo – L’apparato genitale femminile presenta alcune caratteristiche specifiche che possono comportare alterazioni in grado di favorire la possibilità di contrarre l’infezione. La letteratura scientifica conferma questa tesi sulla base di due elementi: anzitutto, l’infiammazione a livello genitale femminile determina anche un aumento delle cellule che possono essere infettate da Hiv; in secondo luogo, è dimostrato che vi sia un’aumentata espressione di alcuni corecettori dell’Hiv sulle cellule della mucosa genitale come evidenziato da studi su biopsie della cervice uterina”.

“Un altro aspetto su cui si è concentrata l’attenzione negli ultimi anni è il cd. microbioma vaginale – aggiunge la Prof.ssa Marchetti – Il microbioma è quell’insieme di batteri normalmente presenti nel nostro organismo a ogni livello, che influenzano tante situazioni di benessere e malattia. Il tipo di microbioma presente a livello vaginale ha effetti sulla probabilità di venire infettati. Questo è stato dimostrato in coorti di pazienti molto ampie. In breve, possiamo affermare che le donne abbiano degli elementi di maggiore vulnerabilità, che sono in buona sostanza legati proprio alle caratteristiche biologiche del distretto genitale femminile, sia in termini di infiammazione, cioè di aumento di cellule infiammatorie che possono essere infettate, sia in termini di microbioma che in alcune tipologie sembra favorire la trasmissione dell’infezione. Questa condizione provoca conseguenze in tema di prevenzione: non per quanto riguarda la PrEP per via orale, ma per i vaginal rings, intrisi di farmaci antiretrovirali, che potrebbero essere meno efficaci perché potrebbero essere influenzati dalle caratteristiche specifiche sia dal microbioma. In questo sensi, alcuni germi propri di quadri di disbiosi vaginale hanno mostrato la capacità di metabolizzare i farmaci antivirali rilasciati dagli anelli vaginali, riducendone così la biodisponibilità”.

LE DONNE E L’EVOLUZIONE DELL’AIDS – Il secondo aspetto riguardante le donne è attinente alla loro diversità nell’evoluzione della malattia. “Nelle prime fase dell’infezione, le donne sembrerebbero avere delle cariche virali di HIV più basse rispetto agli uomini: un dato sostanzialmente positivo, almeno in apparenza – spiega la Prof.ssa Marchetti – Tuttavia, in merito alla progressione, cioè alla probabilità di sviluppare Aids, nessuno studio ha dimostrato con certezza delle differenze tra uomini e donne. Quindi, nonostante una carica virale più bassa in una prima fase, ciò non implica un minore sviluppo della malattia come si potrebbe supporre. I ricercatori hanno approfondito questo aspetto immunologico: ciò che è emerso è che nelle donne, pur con una carica virale più bassa all’inizio dell’infezione, viene a crearsi una situazione di maggiore attivazione del sistema immunitario durante la fase cronica dell’infezione. In particolare, si osserva un aumento dei livelli di sottotipi cellulari che producono interferone, citochina in grado di esplicare un duplice effetto sull’infezione da HIV: un iniziale maggiore controllo della replicazione virale, seguito però da un contributo alla progressione del danno immunologico. Questo è il dato più forte: nelle fasi iniziali dell’infezione, prima del trattamento antivirale, le donne hanno meno carica virale, che si accompagna però ad una maggiore produzione di interferone e di attivazione immunitaria, la quale tuttavia nelle fasi croniche dell’infezione può portare ad una progressione di malattia più rapida. Analogamente, un assetto infiammatorio più elevato nelle donne si associa ad una maggiore probabilità di sviluppare tutte quelle malattie associate alle persone affette da Hiv, quali quelle di tipo cardiovascolare, aterosclerosi precoce, infarti, malattie dell’osso come l’osteoporosi o l’osteopenia, oltre a menopausa precoce, minore funzionalità ovarica, conseguenze all’apparato riproduttivo”.

ATTENZIONE ANCHE AI PAZIENTI FRAGILI – Il tema delle donne è stato oggetto di numerose riflessioni nell’ambito del Congresso ICAR 2020, occasione per focalizzare l’attenzione sulle popolazioni più complesse e fragili, importante componente dei soggetti affetti da HIV. “La popolazione che ha contratto l’infezione da HIV sta invecchiando ed è molto importante considerare le diverse comorbosità al momento della valutazione della terapia antiretrovirale, non soltanto per le interazioni farmacologiche, ma anche per evitare di sommare effetti collaterali simili – sottolinea la Prof.ssa Cristina Mussini, Professore Ordinario di Malattie Infettive presso l’Università di Modena e Reggio Emilia e co-presidente del Congresso – L’attiva partecipazione al convegno della community ha aiutato a far emergere problematiche sociali ed etiche scarsamente considerate in altri ambiti, come quelle legate alla popolazione transgender, che presenta peculiarità e fragilità che meritano di essere affrontate in modo adeguato, o alle donne. Altri soggetti con corsi dell’infezione più complessi sono i pazienti con presentazione tardiva, oltre ad adolescenti e giovani adulti che hanno acquisito l’infezione per via materna. Inoltre, ogni aspetto sia sanitario sia sociale legato allo stigma risulta amplificato nella popolazione immigrata, i cui soggetti spesso sono legati a una presentazione tardiva, a una minore aderenza e al rischio di perdita al follow-up. Infine, questi tempi difficili per tutti lo sono ancora di più per una popolazione che per motivi sanitari e sociali è più fragile di altre. Infatti, l’infezione da Covid-19 ha avuto un importante impatto negativo su tutta la cascata della cura dell’infezione da HIV: l’impatto negativo si ha a partire dalla prevenzione, quindi dal test e dalla  PrEP, per la quale, nonostante i recenti progressi, in Italia persiste ancora una non rimborsabilità, contrariamente agli altri Paesi europei”.

ICAR2020, LA NUOVA SFIDA DEGLI INFETTIVOLOGI: AFFRONTARE L’HIV AL TEMPO DELLA PANDEMIA – ICAR 2020, svoltosi online dal 12 al 16 ottobre, è stato un Congresso abstract-driven, con una forte interazione tra ricerca di base, translazionale e clinica, ispirato dalla necessità di un linguaggio comune tra comunità scientifica, dei pazienti, particolare attenzione verso i giovani ricercatori, il personale sanitario non-medico, la Community, la società civile. Questa edizione, ridisegnata in digitale, è stata presieduta dal Prof. Massimo Clementi, Professore Ordinario di Microbiologia e Virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano; da Sandro Mattioli, Presidente Plus, Persone LGBT+ Sieropositive, Bologna; dalla Prof.ssa Cristina Mussini, Professore Ordinario di Malattie Infettive presso l’Università di Modena e Reggio Emilia; il Prof. Guido Silvestri, professore ordinario di Patologia Generale alla Emory University University School of Medicine di Atlanta; il Presidente SIMIT Marcello Tavio, Azienda Ospedaliero-Universitaria Ospedali Riuniti di Ancona).
Nonostante l’inedita modalità digitale, sono stati rispettati gli impegni e gli obiettivi, il programma annunciato precedentemente e le consuete caratteristiche. Presentati il 14% di Abstract in più rispetto allo scorso anno. Prevenzione (dal messaggio U=U, alla PrEP al Testing) e innovazione (dalla medicina personalizzata all’eradicazione e alla cura) al centro delle relazioni presentate; “numeri” significativi: 1248 partecipanti, 185 membri della Faculty, 159 della Community, 122 studenti coinvolti nel Contest RaccontART in 40 classi e 7 scuole.

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La Psoriasi si combatte a tavola

In Italia circa 3 milioni di persone vivono con la psoriasi. Una malattia autoimmune della pelle, molto comune e diffusa, che a livello globale colpisce dal 2 al 4% della popolazione e di cui ancora non si conosce la cura definitiva. È noto che a provocarla sia una sfortunata combinazione tra una disfunzione del sistema immunitario, il patrimonio genetico e l’esposizione a specifici fattori ambientali. Tra questi le cattive abitudini a tavola.

In occasione della Giornata Mondiale della Psoriasi in programma il prossimo 29 ottobre, APIAFCO (Associazione Psoriasici Italiani Amici della Fondazione Corazza) lancia il progetto Cibo e Benessere, otto volumi per oltre 900 pagine di consigli, suggerimenti e ricette rivolti a coloro che soffrono di psoriasi e di malattie infiammatorie ma non solo. Un vero e proprio viaggio che dall’antipasto al dolce (ciascun volume è dedicato ad una portata), esplora il ruolo di tutti gli alimenti nella nostra dieta. Nella collana trovano spazio 350 ricette, 24 articoli scientifici e 27 articoli informativi, 14 Chef.

L’iniziativa nasce da un’idea della Presidente di APIAFCO, Valeria Corazza, per rispondere alle numerose domande sull’alimentazione dei pazienti, che spesso si trovano disorientati di fronte alla mole di informazioni spesso di difficile interpretazione. “Desideriamo celebrare la Giornata Mondiale della Psoriasi a ottobre 2020 con una campagna informativa che per la prima volta si focalizza sull’alimentazione. Il cibo è un amico insostituibile e con questo progetto vorremmo rispondere alla richiesta d’aiuto dei pazienti, che, sempre di più, si pongono domande sull’importanza di un’alimentazione corretta, capace di prevenire malattie e migliorare la qualità della vita, spesso senza avere risposte chiare. Anche perché, in materia di psoriasi, risposte certe non ce ne sono”.

Grazie al contributo di illustri esperti medico – scientifici e alla partecipazione di chef noti e stellati, la collana rappresenta un lungo viaggio nel mondo del cibo che passa dalla descrizione approfondita delle proprietà nutrizionali degli alimenti alle indicazioni su come leggere le etichette, dalla storia di come sono nate le tradizioni culinarie alla presentazione delle ricette per la preparazione di un menu gustoso e sano.

“L’alimentazione riveste un ruolo di grande importanza nella cura del paziente psoriasico. È noto come le manifestazioni cutanee di questa malattia, che rappresentano sicuramente l’aspetto più evidente e maggiormente impattante sulla qualità della vita del paziente, di fatto costituiscono solamente l’espressione visibile di uno stato infiammatorio generalizzato. – spiega il dott. Federico Bardazzi, responsabile Ambulatorio Psoriasi Severe U.O. Dermatologia, Policlinico di S. Orsola, Bologna – Il rischio di sviluppare sindrome metabolica, patologie cardiovascolari e malattie infiammatorie intestinali è infatti maggiore nei pazienti affetti da psoriasi rispetto a quello della popolazione generale. Per questo siamo chiamati a prenderci cura del paziente in maniera olistica e globale, dove un’alimentazione corretta dal punto di vista quantitativo e qualitativo rappresenta oggi un alleato insostituibile nella corretta gestione della patologia, per ridurre lo stato infiammatorio dell’organismo e l’incidenza delle comorbidità”.

La mini enciclopedia Cibo e Benessere si compone di otto volumi, realizzati grazie al prezioso contributo di Giovanni Bellavia che si è occupato di tutto il progetto grafico e delle illustrazioni dei volumi, disponibili gratuitamente in versione integrale sul sito di APIAFCO www.apiafco.org, nella sezione dedicata all’alimentazione, per coloro che intendono iscriversi all’Associazione. Tutti gli altri utenti interessati potranno effettuare il download di un ebook contenente degli estratti di ciascun volume.

AVOCADO, CAVOLO, VERZA E CIME DI RAPA I FIGTHER FOODS PER UNA PELLE PIÚ SANA

Tra gli alimenti funzionali che offrono benefici all’organismo, concorrendo alla riduzione di rischio di alcune malattie, ce ne sono alcuni che nel caso della psoriasi e delle altre patologie infiammatorie sono dei veri e propri Fighter Food che, se inseriti all’interno di un regime alimentare vario a base di verdura fresca, frutta, legumi e frutta secca, hanno effetti benefici su particolari funzioni dell’organismo, migliorando lo stato di benessere.

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Milano, Tonin e Atir: una poltrona per sostenere il teatro

Tonin Casa, un’azienda di Padova che da 45 anni crea mobili e arredi dal design rigorosamente Made in Italy, ha debuttato alla 77ma Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con un’iniziativa che ha lasciato il segno, anzi, proprio la firma!

Tonin Casa ha accolto le star sulla poltroncina Mivida, modello iconico di una produzione che coniuga sapienti radici artigianali al moderno più originale, estetica e funzionalità. E originale è l’idea di chiedere agli attori presenti alla kermesse di autografare l’oggetto su cui si sono accomodati: Alessandro Gassmann, Alessandro Preziosi, Andrea Damante, Annabelle Belmondo, Barbara Bobulova, Linda Caridi, Cecilia Rodriguez, Maggie Civantos, Claire Grieve, Claudia Gerini, Damiano e Fabio D’Innocenzo, Francesco Di Leva, Diodato, Edoardo Leo, Angela Finocchiaro, Francesco Pannofino, Frank Chamizo Marquez, Fotinì Peluso, Giorgia Surina, Ignazio Moser, Luca Tommassini, Ludovica Martino, Luka Zunic, Lunetta Savino, Marco D’Amore, Matt Dillon, Ricky Memphis, Monica Guerritore, Massimo Popolizio, Roberta Giarrusso, Rocio Munoz Morales, Shayna Taylor, Stella Manente, Lambert Wilson e Alessandro Siani.

In occasione dell’apertura del nuovo Flagship Store, in Via Brentano 2 a Milano, l’8 ottobre 2020, la poltroncina Mivida, unica e irripetibile, è stata consegnata dall’attrice Eliana Miglio ad Atir, allo scopo di raccogliere fondi a sostegno di produzioni teatrali e lavoratori dello spettacolo particolarmente colpiti dalle restrizioni dovute all’emergenza Covid-19. La scelta è coerente con la filosofia di Tonin Casa: sposare le idee alla concretezza per un abitare migliore.

Noi di ATIR siamo emozionati ed onorati!!!

Per portarti a casa questo modello iconico e senza tempo e contemporaneamente aiutarci in questo momento così delicato, è necessario effettuare una donazione a favore della nostra Associazione.

Se entro l’8 dicembre 2020 avrai effettuato la donazione più alta entrerai in possesso di Mivida!

Tutte le altre offerte verranno comunque utilizzate per finanziare e sostenere produzioni e progetti ATIR, confermandosi un prezioso aiuto.

Un grazie infinite a Tonin Casa che ha fatto sì che la partecipazione a un evento internazionale non resti fine a sé stessa, ma si trasformi in una nuova concretezza.

COME PARTECIPARE ALL’INIZIATIVA
Effettua un bonifico bancario a favore di
Destinatario A.T.I.R.
IBAN IT98D0311101644000000011764
Causale “Donazione Mivida – Nome e Cognome”

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