Pellicce ecologiche Amanda Baldan: no allo sfruttamento degli animali

Amanda Baldan scende in campo in prima persona per portare avanti la propria battaglia contro il maltrattamento degli animali e lo fa in modo creativo e incisivo.

Secondo la filosofia del brand, la pelliccia non è un semplice capo di moda ma un vero e proprio mezzo per poter manifestare e trasmettere un messaggio etico. Per questo motivo la stilista ha deciso di organizzare uno shooting molto speciale. Protagoniste dello shooting 12 ragazze di Milano, selezionate proprio grazie ai loro ideali, al loro rapporto con i propri cani e alla voglia di mostrarsi in prima persona per una lotta condivisa.

Tra le partecipanti allo shooting troviamo anche diversi volti noti:

Ginevra Rossini

Nicole Moellhausen Tronchetti Provera

Sylvie Moellhausen

Alice Cavagna

Valentina Cavagna

Stefania Brandimarte

Loredana Querini

Valeria Badalamenti

Federica Fumagalli

Francesca Muggeri

Camilla Guccione Prata

Melissa Mandelli

Accanto a loro, in ogni foto, i loro animali.

A effettuare lo shooting è stato Filippo Avandero, giovane affermato fotografo amante dei ritratti e dei nostri amici a 4 zampe. Tra uno scatto e l’altro, Avandero ha cercato di trasmettere il rispetto, la complicità e l’amore per gli animali protagonisti delle foto. Il contrasto tra la pelliccia ecologica indossata dalle ragazze e la pelliccia naturale “indossata” dai loro amati cani risulta chiarissimo agli occhi di qualsiasi osservatore. L’obiettivo dello shooting, infatti, è dimostrare che le pellicce naturali appartengono agli animali e l’essere umano non ha nessun diritto di indossarle.

A La Rinascente in vendita le luxury bags di Hussain Harba

Dopo il successo della Milano Fashion Week dello scorso settembre, dove l’architetto e designer Hussain Harba ha sfilato sotto l’egida della Camera Nazionale della Moda Italiana, e dopo essere stato ospite di Sant’Agostino Casa d’Aste e Galleria durante l’evento Torino Design of the City che lo ha visto tra i protagonistidal 29 ottobre le sue borse iconiche saranno vendute presso il Department Store La Rinascente di Torino. Si tratta di una capsule composta da 20 pezzi unici che appartengono alla collezione Mini-Home e che include anche le nuovissime Home-Pochette.

Le bags, esposte al piano terra, sono progettate dall’architetto insieme con la figlia Alia e sono già note ad un pubblico internazionale di amateurs che le definisce opere che coniugano arte, moda e design. Registrate presso l’Euipo (European Union Intellectual Property Office), sono prodotte artigianalmente in Italia con la massima cura del dettaglio e sono state protagoniste di eventi moda come la Torino Fashion Week, in cui il Dottor Harba è stato special guest delle ultime tre edizioni.

Realizzate in texture lussuose quali pitone, coccodrillo e struzzo che le rendono morbide, pregiate e capaci di enfatizzare la luminosità delle diverse colorazioni, indagano tutta la palette cromatica in maniera creativa e raffinata. Dotate di chiusure logate, hanno i manici in bamboo. Ogni dettaglio è frutto della sintesi di design, architettura e arte. Secondo Hussain Harba ciascun oggetto, per cui anche la borsa, è un manufatto che nasce dalla sensibilità dell’essere umano perché è il pensiero che si cela dietro all’atto creativo, il delta che fa la differenza e che distingue un prodotto seriale da uno iconico e originale.

Vere opere d’arte da indossare, le Mini-Home – il cui nome vuole rendere omaggio alla casa intesa come simbolo di sicurezza che cela e custodisce il mondo di ogni signora – sono customizzate e quindi tutte diverse tra loro così da rispecchiare la personalità di ogni donna. Eleganti e grintose, si declinano perfettamente dall’alba al tramonto e sono ideali tanto per la business woman quanto per chi le vuole indossare ad un party. Non stupisce quindi che siano molte le fashion addicted che le hanno già richieste tra le quali la show girl Elena Barolo, l’attrice Linda Messerklinger e la modella Bali Lawal che è stata protagonista delle passerelle di Armani, Bulgari, Krizia, Chopard, Calvin Klein, Versace, Damiani e altri stilisti.

Vestire le bambine per le Feste di Natale

Sarà l’atmosfera magica, sarà l’arrivo di Babbo Natale… ma le feste natalizie restano il momento più atteso da tutti i bambini. La corsa ai regali e la ricerca dell’outfit perfetto è ormai iniziata. Ecco allora che C’era una volta, il brand italiano di abbigliamento da bambini, offre una selezione di capi pensata per le occasioni speciali.

Con il suo stile raffinato e senza tempo, C’era una volta propone pezzi unici e ricercati, realizzati con tessuti di prima qualità. Il morbido velluto, il leggiadro tulle e il caldo cotone celebrano la spensieratezza romantica del passato. Dal rosso, al bianco, al nero… i colori sono sofisticati come il design degli abiti.

Uno dei capi di spicco della collezione è l’abito in velluto rosso a coste. La sua forma asimmetrica è semplice ma sofisticata e i delicati volant lungo il collo incorniciano i graziosi visi delle piccole principesse. Per chi ama il tessuto delle fate, C’era una volta propone Ottavia dress realizzato in ampio tulle a pois: il sogno di ogni bambina diventa realtà. E per le bambine che amano il glamour e la comodità, c’è il vestito a scacchi rosso e nero, al passo con le ultime tendenze di stagione. A completare la collezione morbidi pigiami per dei sogni d’oro e accoglienti mantelle con dettagli magici in lurex.

C’era una volta non spezza mai l’incanto di far vivere una fiaba a occhi aperti a tutte le bambine.

Martino Midali e la sua storia

«Piacere, mi chiamo Maria e vesto da vent’anni Martino Midali. Non sapevo che faccia avesse e sono felice di conoscerla oggi. Compli­menti! Immagino che l’armonia irregolare dei suoi vestiti appartenga anche alla sua vita. Mi piacerebbe tanto leggere di lei in un libro: penso che dovrebbe scrivere la sua biografia…»

 

Sono state queste parole di un’affezionata cliente a far nascere in Martino Midali l’idea di scrivere la sua storia. Quella di un vero self made man, nato in una semplice famiglia nel minuscolo borgo di Mignete, nel lodigiano, che si trasforma in un’anima che istintivamente si nutre di bellez­za ed eleganza.

Ogni capitolo corrisponde a un gradino sulla scala del successo: i primi passi nel mondo della moda, il trasferimento in una Milano proiet­tata verso il futuro, la grande intuizione sull’uso innovativo del jersey, le prime vendite in proprio, l’inaugurazione di uno showroom nella capitale lombarda, i grandi buyer americani come Henri Bendel e l’apertura di due punti vendita a New York frequentati da molte star, il trionfo degli anni Ottanta dove «vestire Midali» equivale a essere parte di un modo tutto nuovo di sentirsi donna. Un viaggio sul filo dei ricordi, accompagna­to dalla giornalista Cinzia Alibrandi, per scoprire un viandante della moda sempre in cammino, con un’anima gipsy mai placata, che coniuga la forza della terra da cui proviene con la soavità racchiu­sa tra le pieghe delle sue inconfondibili creazioni.

 

Image

Image

E’ la seta la regina del guardaroba

Con l’arrivo dell’autunno, le vacanze si trasformano in un ricordo lontano e si apre ufficialmente la stagione del cambio dell’armadio: in soffitta top, costumi e bermuda, spazio a camicie, cappotti e sciarpe. Per chi non rinuncia ad essere sempre alla moda è tempo di concedersi una giornata tra camerini e vetrine per acquistare i must-have della stagione che sta per iniziare. Come riporta il Telegraph, un trend su tutti dominerà la moda maschile e femminile il prossimo autunno: la seta, un tessuto che ha più di quattro millenni, ma che non sembra aver perso il suo fascino ed è considerato ancora oggi uno dei filati più pregiati ed esclusivi. I motivi del successo? Innanzitutto è ideale per la stagione intermedia, come ricorda il francese Le Parisien, e poi è lucente, naturale, morbida e ricercata, caratteristiche che ne fanno un materiale perfetto per vestiti e accessori in grado di illuminare qualsiasi outfit. Grande protagonista in passerella e sul red carpet, tra le celebrities che non hanno resistito al suo fascino si annoverano Alessandra Mastronardi, Sophie Turner e Stefano Accorsi. La popolarità della seta non si limita, però, al fashion, ma si estende anche all’arredamento dove trova posto in boutique hotel, castelli e soprattutto in camera da letto con un impatto positivo su pelle e capelli.

È quanto emerge da uno studio condotto da Espresso Communication su oltre 30 testate internazionali dedicate a tendenze e attualità nei campi della moda e del lifestyle per Bigi Cravatte Milano per scoprire le tendenze della prossima stagione.

 

“La seta è un materiale unico e raffinato, che da secoli ispira sarti e disegnatori, e ha nella cravatta uno degli impieghi più naturali e conosciuti – spiega Stefano Bigi, amministratore unico di Bigi Cravatte Milano – La lavorazione e la nobilitazione di questo materiale vede, poi, nel distretto comasco un’eccellenza italiana. Nel nostro laboratorio la seta è il punto di partenza per la realizzazione della maggior parte dei prodotti e ci permette di creare cravatte sofisticate e sempre attuali. L’ispirazione nasce, prima di tutto, dalla scelta del filato, lucido o opaco, fine o spesso, puro o mélange, che viene poi tessuto in moltissime armature come ad esempio garze, oxford, rasi e twill. A rendere ancor più speciale una cravatta in seta è la sua grande versatilità, può essere infatti indossata sia in un’occasione formale sia quando si richiede un abbigliamento più casual”.

Nella storia, nessun altro prodotto è stato capace di stuzzicare la curiosità quanto la seta e dare vita a così tante leggende. Tra queste, la più affascinante è forse quella legata alla sua scoperta: si racconta che Xi Ling, concubina dell’imperatore cinese, raccolse un bozzolo di baco da seta e, mentre prendeva il tè, lo fece inavvertitamente cadere nell’acqua bollente, estraendone sorpresa un lungo e prezioso filo. Per secoli, i segreti della fabbricazione furono gelosamente custoditi dal Paese asiatico e ogni tentativo di divulgazione punito con la morte. Il successo non tardò a diffondersi: nell’Antica Roma, l’esotismo e la leggerezza la resero il filato più in voga, una moda che portò i nobili a spendere cifre così alte da costringere il Senato a mettere al bando gli indumenti di seta. L’amore per questo tessuto non si esaurisce nell’antichità, ma attraversa epoche e oceani, influenzando anche il cinema. Celebri il vestito in seta rosa indossato da Sophia Loren ne “La miliardaria” venduto all’asta, come riporta il Daily Mail, per oltre 10mila sterline, e l’abito verde in seta, organza e chiffon sfoggiato da Keira Knightley nel film “Espiazione” considerato uno dei migliori costumi della storia del cinema e così famoso da vantare una pagina di Wikipedia. Memorabili anche gli slip dress in seta portati a più riprese in diversi episodi della serie televisiva “Friends” dall’attrice Jennifer Aniston e l’elegantissimo vestito lungo dal sapore retrò indossato da Marion Cotillard sul set dello spy movie “Allied”.

Non solo dietro la macchina da presa, le star adorano indossare la seta anche sul red carpet e nella loro vita di tutti i giorni. Ne sono un esempio il romantico vestito rosa con cui Sophie Turner ha solcato il red carpet dell’edizione 2019 degli Emmy, il kimono blu notte con cui si è fatto fotografare recentemente l’influencer Mariano Di Vaio e la lucente camicia in seta color perla scelta dall’attore Robert Pattinson per il Toronto Film Festival. L’antico filato ha fatto capolino anche alla Mostra del cinema di Venezia: la madrina della kermesse Alessandra Mastronardi ha indossato una tuta bianca in seta, Juliette Binoche una camicia rossa nello stesso tessuto, Timothée Chalamet ha incantato il pubblico con un completo in lucente satin grigio. E la seta non poteva mancare anche alla Milano Fashion Week dove Stefano Accorsi ha stupito con un abito di flanella misto seta in principe di Galles. Tra le celebrities che non resistono al fascino della seta spicca poi la futura regina d’Inghilterra (già regina di stile) Kate Middleton che, come racconta l’Indipendent, per assistere al torneo di Wimbledon ha scelto un vestito bianco in seta italiana. Ma la duchessa di Cambridge non è l’unica fuori dai confini della Penisola ad apprezzare i filati made in Italy: secondo l’Osservatorio del Distretto Tessile di Como, i prodotti italiani riscuotono grande successo in Francia, dove occupano il 69% del mercato, in Germania e nel Regno Unito e vantano un buon posizionamento negli USA.

Abiti sì, ma anche accessori in seta per far risplendere qualsiasi look, da quello più casual al quello più sofisticato. E dunque, ispirandosi ai look visti durante la settimana della moda milanese, nel guardaroba di lei e di lui quest’anno non potranno mancare slippersandalipochette, sciarpe, bandane e soprattutto foulard, oggetto di culto sempre più utilizzato anche tra i millennials come segnala Le Figaro. Il celebre fazzoletto di seta si adatta alla personalità di chi lo sfoggia: al collo per uno stile classico, in vita per chi cerca un tocco sofisticato, a mo’ di turbante per chi non rinuncia ad osare, annodato a fiocco tra i capelli per le fashion addicted determinate a seguire l’ultimo trend visto sulle passerelle della città meneghina. Per lui il vero must rimane la cravatta in seta, accessorio da indossare tutto l’anno che fa rima con eleganza e qualità. Che si scelga una riga, un motivo classico, una fantasia più ardita o una semplice e classica tinta unita, optare per una cravatta in seta si traduce in uno stile attento al buon gusto e ai dettagli.

Questo millenario filato conquista persino il design e il prossimo autunno utilizzarla nell’home decor sarà più popolare che mai: nelle case più glamour troveranno posto cuscini, tende, carte da parati e persino mobili. La seta arreda anche gli spazi più esclusivi e raffinati come il boutique hotel parigino che affianca a un mobilio in stile XVI carta da parati in seta o la storica dimora scozzese Seton Castle, dal valore di 8 milioni di sterline secondo il Times, le cui pareti sono impreziosite da seta dipinta a mano. Arriva, inoltre, tra le mura domestiche, in modo particolare in camera da letto dove risulta positiva per la salute: scegliere lenzuola e federe in seta, come spiega il magazine Hola!, aiuta infatti a rendere i capelli più lucenti. La seta avrebbe poi un effetto benefico sulla pelle in quanto evita la comparsa delle cosiddette “rughe del sonno” che, come dimostrato da uno studio della Scuola di Medicina dell’Università del Nevada, sono prodotte dalla pressione delle lenzuola durante il sonno e diventano visibili a partire dai 30 anni.

Quando il pene è ad ananas

C’è una nuova tendenza tra gli uomini, quella di radersi completamente la base del pene.

Però, quando il pelo pubico ricomincia a crescere, la peluria può essere ispida e assomigliare al ciuffo di un ananas.

Secondo un sondaggio fatto dalla rivista Men’s Health, il 62% degli uomini negli Stati Uniti si taglia o si rade i peli pubici (il 17% regolarmente).

Secondo i medici, la pratica espone a vari rischi.

I peli possono ricrescere sotto pelle, si espone la parte a possibili tagli cutanei, che facilitano la diffusione di malattie a trasmissione sessuale, possono verificarsi delle infezioni dovute ai piccoli tagli e la pelle può essere irritata.

La cosa migliore se un uomo vuole ridurre i peli nella zona pubica, è di farlo con prodotti per pelli sensibili e consultando il medico.

La depilazione maschile non è qualcosa di raro. Men’s Health dice che il 72% degli uomini elimina i peli dal petto, mentre il 78% dalla schiena.