In forma, semplicemente facendo le scale

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Per mantenersi in forma non è detto che bisogna per forza andare in palestra. Anche semplicemente facendo le scale si possono ottenere buoni risultati fisici.

Un nuovo studio americano, fatto dai ricercatori della Oregon State University, dice che qualsiasi esercizio (brevi passeggiate, giardinaggio, lavori di casa, scendere e salire le scale…) può essere utile per condurre uno stile di vita sano, quanto quello di chi va in palestra regolarmente.

Semplici esercizi possono aiutare a evitare quei disturbi che frequentemente provocano malattie cardiovascolari, pressione alta, diabete e colesterolo alto, secondo questo ultimo studio pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Paolo Loprinzi autore principale del lavoro, ha osservato che avere uno stile di vita attivo complessivamente è la stessa cosa che fare costantemente una serie di esercizi in palestra, senza nulla togliere a un esercizio fisico strutturato.

Per giungere alle loro conclusioni i ricercatori hanno preso in esame 6.000 partecipanti, di cui il 43% faceva dell’attività fisica non strutturata per almeno 30 minuti al giorno.

Siamo stati progettati dalla natura come esseri che si suppone debbano muoversi, ha ricordato il professore Brad Cardinale della Oregon State University.

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Api: limiti all’utilizzo dei neonicotinoidi

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Il commissario europeo alla salute ha annunciato una serie di leggi per far calare l’utilizzo di questi pesticidi dannosi per le api

All’utilizzo dei neonicotinoidi arriveranno dei limiti imposti direttamente dall’Unione europea. Lo ha annunciato lunedì a Bruxelles il commissario europeo alla salute e alla protezione dei consumatori Antonio Borg, che durante il consiglio agricoltura dell’Ue ha parlato di «una serie di misure legislative ambiziose, ispirate ai princìpi di precauzione e proporzionalità, che saranno giuridicamente vincolanti per limitare l’utilizzo di alcuni insetticidi appartenenti alla famiglia dei neonicotinoidi». Borg si è riferito in particolare ai prodotti contenenti i principi attivi clothianidin, thiamethoxam e imidacloprid (quest’ultimo è al momento l’insetticida più usato nel mondo)

Ormai da tempo, i neonicotinoidi sono accusati di avere un impatto diretto sul preoccupante fenomeno della moria di api in Europa e nord America, dove le colonie sono state decimate provocando perdite fino al 30% all’anno. Borg ha riconosciuto l’esigenza di limitare tali dannosi prodotti, pur precisando che non sarà imposta un’interdizione totale dell’utilizzo agricolo di tale classe di insetticidi (che secondo il commissario «sarebbe ingiustificata»).

Le misure, ha anticipato Borg, saranno basate sulle conclusioni di un recente rapporto dell’Efsa (l’autorità comunitaria di sicurezza alimentare, con sede a Parma), che «hanno confermato gravi rischi legati all’uso di tre neonicotinoidi su diverse importanti colture presenti in Unione europea».

Il quotidiano La Stampa, citando una fonte della Commissione europea, ha riferito che le misure verranno presentate agli Stati membri e discusse durante il Comitato Ue sulla catena alimentare in programma proprio per oggi.

Sembra molto probabile che la Commissione europea proporrà limiti all’utilizzo dei neonicotinoidi per le colture che, secondo l’Efsa, presentano il più alto rischio di esposizione per le api: si parla dunque di mais, colza, girasole e cotone, ma non di barbabietole, patate, orzo e altri cereali. Inoltre, l’esecutivo Ue potrebbe proibire l’uso di questi insetticidi nella semina per mezzo di macchine pneumatiche che spargono le sementi conciate nel suolo sollevando polveri altamente tossiche per le api.

È opportuno ricordare che l’Italia sin dal 2008 ha proibito l’uso di questi pesticidi tramite decreti temporanei rinnovati sì di anno in anno dai vari governi, ma solo per le colture di mais. Tuttavia il nostro paese si è comunque dimostrato all’avanguardia grazie all’iniziativa di monitoraggio denominata “Apenet”, che ha fatto emergere una significativa riduzione della moria delle api dopo l’introduzione dei decreti citati. Simili divieti a livello nazionale sono stati adottati anche da Germania (nel 2008 e solo sul mais), Francia (nel 2012 sulla colza), e Slovenia (nel 2011 su tutte le colture).

da http://www.agrinotizie.com/articoli/news.php?id=2090

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Dimagrire: non è solo questione di debolezza

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Non riuscire a scendere di peso non è solo questione di debolezza caratteriale e di poca forza di volontà. A sostenerlo è un famoso medico americano, il quale ritiene che la causa sia un’altra.

Il dottor Robert Lustig, professore di Pediatria dell’Università della California San Francisco (UCSF), negli Stati Uniti, uno dei maggiori esperti in fatto di obesità, dice che il  problema è in un ormone, la leptina,  che agisce come da termostato per il nostro appetito.

Quando uno ha mangiato abbastanza, le cellule di grasso del corpo secerneno la leptina, che sopprime l’appetito, dando istruzioni al cervello e inviando il messaggio che è il momento di smettere di mangiare.

Questo meccanismo, tuttavia, è compromesso dallo zucchero, che spesso è aggiunto anche agli alimenti sani, come i cereali integrali o anche il latte scremato.

Come sostiene su “Fat Chance: l’amara verità sullo zucchero”, per anni gli scienziati hanno creduto che l’obesità fosse causata dalla mancanza di leptina, che provoca il sovrappeso e l’obesità.

Studi recenti, tuttavia, hanno mostrato che le persone obese hanno molta leptina. Il problema è invece la resistenza alla leptina, per cui uno continua a mangiare anche se ha già mangiato a sufficienza.

L’eccessivo consumo di zucchero provoca sovrapproduzione di insulina che innesca la resistenza alla leptina.

Per il dottor Lustig, regolando il consumo di zucchero e quindi la produzione di insulina si può migliorare la capacità del cervello di cogliere i segnali della leptina.

Per raggiungere questo obiettivo, l’esperto consiglia di:

– mangiare solo una volta a settimana un dolce a basso contenuto di zucchero;

– consumare molta fibra. L’apparato digerente lavorando duramente per rimuovere l’involucro esterno dei prodotti integrali rallenta il processo digestivo, impedendo l’impennata dei livelli di zucchero nel sangue. Quando lo zucchero aumenta gradualmente, il corpo produce meno insulina e mette in riserva meno grasso. Inoltre, la digestione lenta aiuta il cervello a percepire il senso di sazietà;

– camminare 15 minuti al giorno aiuta a migliorare la sensibilità del corpo all’insulina e ad aumentare la massa muscolare a scapito del grasso corporeo;

– mangiare in modo tradizionale. In molti alimenti confezionati e trasformati c’è lo zucchero ‘nascosto’ che può minare gli sforzi. E’ meglio evitare gli alimenti trasformati e mangiare quello che si fa a casa;

– mangiare lentamente. Se si mangia in piedi e rapidamente il tempo non è sufficiente per attivare la sensazione di sazietà;

– mangiare proteine (pollo, pollame, pesce, latte magro) a ogni pasto, per rallentare il processo di digestione e le esplosioni di insulina.

– evitare qualsiasi alimento che contenga solo grassi, carboidrati e zuccheri (ciambelle, paste, frullati, eccetera).

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Cibi light: 2 mousse monoporzione

mousse

Ingredienti:

2 yoghurt magri (0,1% di grassi) al naturale o agli agrumi
il succo di un limone piccolo
4 cucchiai di acqua
4 cucchiai di zucchero
2 cucchiai colmi di farina
fettine di limone per decorare

Preparazione:
1) Mettete la farina e lo zucchero in un pentolino e mescolate a freddo, poi aggiungete il succo di limone filtrato, l’acqua e lo yogurt.

2) Mescolate, sempre a freddo, per sciogliere completamente la farina e continuate a girare energicamente fino ad ottenere un liquido omogeneo, quindi accendete il fornello e fate cuocere a fuoco medio per qualche minuto, mescolando continuamente: portate a bollore e lasciate cuocere per 3-4 minuti, quindi spegnete il fuoco e fate riposare circa 3 minuti.

3) Trascorso questo tempo, aiutandovi con una palettina o un cucchiaio bagnato, versate il composto in due coppe, pressate la superficie della mousse e livellatela bene. Lasciate raffreddare completamente e mettete in frigorifero per almeno un paio di ore, prima di servire guarnendo con fettine di limone.

“Le vaccinazioni sono universalmente considerate uno dei principali strumenti di sanità pubblica. Ad esse è
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Il diabete adulto rappresenta il 12% di tutte le cause di morte negli Stati Uniti,