Archmarathon Awards 2018: premiati a Milano i progetti Seullo 7017 e Milan 44

Sono 55 i progetti che hanno partecipato alle 16 categorie premiate, provenienti da 23 paesi e 4 continenti

Si è conclusa domenica 13 ottobre a Milano, Archmarathon Awards 2018. La manifestazione, quest’anno arrivata alla 5° edizione, si è tenuta a Palazzo Mezzanotte in Piazza Affari, e ha premiato i progetti del mondo dell’architettura e dell’interior design che si sono distinti nel biennio precedente. Questa edizione è stata ribattezzata come l’edizione dei records perché ha visto ben 55 progetti, provenienti da ben 23 paesi distinti, partecipare alle 16 categorie in concorso.

I titolari dei progetti realizzati in giro per il mondo hanno illustrato il lavoro realizzato spiegando alla giuria tecnica internazionale, mood ma anche soluzioni innovative, estetiche e sostenibili che danno risposta ai problemi reali legati alle grandi metropoli contemporanee, ma anche alle esigenze di residenze private o commerciali, coniugando volontà del committente, pubblico o privato, risorse economiche, materiali ed ambiente. Due i vincitori proclamati per gli overall winner – uno per la macrocategoria Architettura e uno per la macrocategoria Interior Design.

Per la sezione dedicata all’architettura è risultato vincitore lo studio olandese con sede a Rotterdam, MVRDV con il progetto Seullo 7017, riferito ad una infrastruttura, nel centro di Seul, ripensata e risistemata con la nuova funzione di passerella pubblica. La passerella è stata realizzata su un cavalcavia del 1970 lungo 983 metri, e concepita come un giardino che ospita la più grande varietà di specie vegetali coreane.
La sfida principale dello Skygarden è stata quella di trasformare l’infrastruttura esistente in un parco pubblico, sovrapponendo una matrice di flora alla struttura in acciaio e cemento di 16 m di altezza, che si propone di diventare un catalizzatore per il quartiere, un simbolo del verde.

Per la sezione dedicata all’Interior Design vincitore è il progetto denominato Milan 44, che arriva da Città del Messico ed è stato curato dallo studio Francisco Pardo Arquitecto + Amezcua. Il progetto è un intervento di rigenerazione urbana in un quartiere della capitale messicana, Colonia Juarez, in decadimento a causa del terremoto del 1985.
Il progetto si inserisce in un tentativo di dare nuova vita alla zona e trasforma un vecchio magazzino a quattro piani in un mercato urbano, riutilizzando ed integrando le strutture originali della costruzione come la griglia regolare di travi, colonne e lastre in cemento. Nel mercato sono state aperte molte attività commerciali fra cui diversi ristoranti e spazi commerciali privati ​​tra cui un barbiere e uno studio di yoga.

Le 16 categorie in concorso, più specifiche nei settori dell’architettura e dell’arredo degli interni, hanno visto trionfare anche diversi progetti italiani.

La prossima edizione di Archmarathon si svolgerà l’anno prossimo nella città di Miami.

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In alto i calici a Milano con la Wine Week

Foto Albani Tatiana

INAUGURATA A MILANO LA SETTIMANA DEL VINO: FINO AL 14 OTTOBRE UN PROGRAMMA RICCO DI APPUNTAMENTI.

Le settimane tematiche di Milano si arricchiscono di un nuovo format. Fra moda, architettura e design, quello che mancava alla capitale lombarda era una kermesse dedicata alla bevanda più amata dagli italiani, il vino. A questo proposito, sabato 6 ottobre, è stata inaugurata la prima edizione della Milano Wine Week che, a giudicare dal numeroso pubblico intervenuto in questi giorni, si appresta a diventare uno degli eventi più attesi dai milanesi.

La manifestazione, ideata da Federico Gordini e organizzata in collaborazione con EPAM – FIPE (Associazione Provinciale Milanese Pubblici Esercizi) e Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza, non poteva che essere aperta da un suggestivo brindisi, che è stato anche un flash mob che si è svolto in Piazza Tre Torri, dove centinaia di persone si sono date appuntamento per alzare i calici. Ma il fitto calendario previsto fino al 14, è entrato nel vivo domenica con incontri dedicati alle degustazioni guidate, ai workshop, ai seminari, tutti orientati a promuovere un consumo più consapevole e a una conoscenza più approfondita nei confronti del mondo del vino (programma completo disponibile nella pagina http://www.milanowineweek.com/ ) ma anche con tante iniziative collaterali, che in una sorta di fuori salone, hanno animato vie e piazze, accompagnando gli eventi ufficiali. Essendo l’Italia una delle maggiori produttrici ed esportatrici mondiali di vino, la settimana milanese si propone anche come momento per riflettere sulle strategie che il comparto vinicolo italiano deve intraprendere per vincere le grandi sfide internazionali del futuro, rappresentate per esempio dall’ascesa di nuovi paesi produttori, che si posizionano sul mercato con ottimi vini. E’ il caso per esempio del Malbec. Il nome di questo vitigno si lega indissolubilmente a quello del paese che ne è oggi il suo maggior produttore, l’Argentina. Coltivato in origine in Francia nella zona della Borgogna e poi caduto in disuso, il Malbec, è stato trapiantato e rilanciato nel continente sudamericano, e più precisamente nelle alte quote della zona di Mendoza, fino a raggiungere le vette dei mercati grazie alla qualità del prodotto che è possibile ottenere in questi luoghi. Il caso dell’Argentina è solo un esempio dei nuovi paesi che si affacciano e si impongono sul mercato tanto che c’è da chiedersi se l’Italia riuscirà a vincere la sfida e a mantenere il suo ruolo di primo piano. A giudicare dalle parole degli addetti ai lavori di una delle più note cantine italiane, il nostro paese è in grado di continuare ad essere competitivo puntando una volta di più sui grandi vini classici della tradizione e continuando ad osservare i più alti standard di qualità nella produzione. Vincere la sfida è quindi possibile affidandoci ad una buona bottiglia di Chianti o di Brunello, e magari concedendosi di tanto in tanto di degustare qualche novità, come per esempio un vermentino della zona dell’Etna, dalle note delicate, che è capace di riservare al palato piacevoli sorprese.

 

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Bit: Guatemala e Albania fra le mete emergenti del 2018

Foto Albani Tatiana

E’ in corso a Milano, fino a martedì 13 febbraio, la Borsa Italiana del Turismo, BIT 2018. La manifestazione, organizzata dall’Ente Fiera Milano presso i padiglioni cittadini di MilanoCity, ospita come sempre numerosi professionisti legati al mondo del viaggio: dai Tour Operator alle agenzie, dagli stand curati dalle regioni italiane a quelli dedicati agli operatori esteri.

Iniziata, domenica 11 febbraio, con la giornata aperta al pubblico dei viaggiatori, Bit è proseguita lunedì e poi martedì, con l’accesso riservato agli addetti ai lavori, confermandosi in questo senso un punto di riferimento per le imprese turistiche in quanto a formazione e aggiornamento.

Quest’anno la Bit si è presentata con un nuovo format che ha visto 4 aree tematiche: quella del matrimonio soprannominata  I Love Wedding, Bit4Job il settore dedicato al lavoro dove è possibile candidarsi e fare un colloquio con le aziende che cercano personale per la prossima stagione estiva e non solo, il BeTech cioè l’area dedicata al digitale e alla tecnologia e che raggruppa i servizi di business & networking e infine A Bit of Taste, cioè un percorso legato all’enogastronomia, dove le regioni italiane possono promuoversi anche attraverso i loro prodotti tipici.

Per noi amanti del viaggio Bit è sempre un’occasione per reperire informazioni sui paesi che si vogliono visitare, magari parlando di persona con gli operatori del posto, sempre pronti a fornire consigli e a distribuire materiali. In qualche occasione si ha magari l’opportunità di accaparrarsi qualche promozione esclusivamente pensata per la manifestazione o semplicemente si possono scoprire in anteprima le novità che verranno lanciate sul mercato.

Gironzolando fra gli operatori esteri si notano gli stand che da sempre animano la Bit come quelli dell’India, di Cuba e della Thailandia, ma anche della Tunisia e del Marocco. Quest’anno i paesi del Sudamerica e quelli Caraibici si sono uniti in una specie di consorzio e mirano a promuovere sia le classiche mete, come le spiagge da sogno ma anche i luoghi e la cultura specifica di ogni paese. In particolare spicca il Guatemala con un grande spazio che dedica alla promozione delle sue città coloniali e dei resti delle civiltà precolombiane. Presenti i paesi del Medioriente come Iran, Iraq e la Giordania con Petra. E poi, per la zona del Maghreb, si nota lo spazio dell’Algeria. In Europa ritroviamo la Spagna, con la promozione della regione dell’Andalusia e delle Isole Canarie che ritornano alla manifestazione. Proseguendo si ritrova la Grecia con alcune delle sue isole, fra le tante quella che più colpisce è Cefalonia per il connubio tutto da esplorare di mare e natura. Più grande rispetto agli anni passati è lo stand dedicato alla Russia con le destinazioni di Mosca e San Pietroburgo sempre più in voga. Ma ritroviamo anche le più vicine Croazia, con le popolari destinazioni della costa ed il meraviglioso Parco nazionale di Krka, e la Slovenia, con la sua natura incontaminata e le sue acque termali. Infine, l’Albania, la sorpresa della Bit 2017, che quest’anno si afferma come una delle destinazioni top del 2018, con le sue acque cristalline, la buona cucina ed i prezzi abbastanza contenuti. Tornano alla Bit inoltre le Maldive, fra le destinazioni per la luna di miele come anche le Isole Seychelles e l’Indonesia. Per l’Asia fra gli altri ci si sofferma sul Giappone, anch’esso in forte ascesa, che invita a scoprire il paese uscendo fuori dai circuiti più battuti di Tokio e delle grandi città per apprezzare la bellezza della natura e la cultura del paese, percorrendo i sentieri meno conosciuti.

Entra il pubblico…e subito tutti in scena! Chi vestito da Cappuccetto Rosso, chi da albero,
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Vinitaly tra Sol&Agrifood, Enolitech e Fuorisalone

Tornata la grande rassegna dedicata al vino 

Inaugurata domenica a Verona la 51° edizione di Vinitaly, la rassegna dedicata al vino italiano più importante del mondo. Dal 9 al 12 aprile, le migliori cantine promuovono i vini provenienti dalle diverse regioni della penisola, fra il pubblico ma soprattutto fra i buyer esteri, accorsi numerosissimi, per un mercato in continua espansione.
L’Italia infatti si è confermata nel 2016 il secondo esportatore mondiale di vino dopo la Francia (terza la Spagna), e i nostri vini sono particolarmente apprezzati dal mercato statunitense, che rimane il primo grande importatore per l’Italia, ma anche in Cina, dove si registra un interesse crescente verso il vino italiano (+130%), interesse che l’Italia cerca di coltivare e intercettare, vista l’importanza di questa fetta di mercato. In questo senso, Vinitaly, che da più di 50 anni promuove e sostiene il comparto vitivinicolo nazionale, ha messo in campo un programma complesso che prevede per i prossimi anni molte innovazioni, fra cui quella digitale per favorire l’incontro fra gli operatori e le aziende del settore, una continua promozione e formazione degli operatori e un piano di investimenti che punta a fare di Verona sempre di più la capitale del vino.
Ma Vinitaly, come di consueto, attrae anche moltissimi visitatori e appassionati di vino, che partecipano al salone per avvicinarsi, anche attraverso le numerose degustazioni guidate, a questo affascinante mondo. Oltre alle eccellenze regionali, il Salone offre uno spazio dedicato ai grandi vini internazionali con il VinInternational, e ai trend del momento: i vini biologici con VinitalyBio e i vini artigianali con ViVit.
Infine la manifestazione non propone soltanto vino ma si complementa anche con una sezione dove protagonisti sono l’olio e i prodotti agroalimentari, in Sol&Agrifood, e Enolitech, cioè un settore dedicato alle tecnologie per il vino e l’olio. Infine per tutti i partecipanti, c’è il Fuorisalone del vino, Vinitaly and the city, con un ricco calendario di eventi pensato dalla città di Verona, che promette al visitatore di passare delle piacevoli giornate nella città veneta.

Alcuni momenti:

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