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Covid: cresce la preoccupazione tra le persone immunodepresse

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foto Flickr

Mentre la curva dei contagi da Covid continua la sua ascesa, cresce la preoccupazione tra i pazienti trapiantati, dializzati e immunodepressi. Il Dl agosto approvato all’inizio del mese dal Consiglio dei ministri, infatti, non contiene più alcun riferimento al provvedimento del 18 marzo scorso con cui il governo imposto a tutti i lavoratori immunodepressi di rimanere a casa, per evitare di essere contagiati dal Covid 19. Una tutela in meno per la salute dei circa 50mila lavoratori immunodepressi che, con l’incremento dei casi di positività registrati negli ultimi giorni, rischiano seriamente di contrarre la malattia.

“Non so – sottolinea Giuseppe Vanacore, presidente di Aned Onlus, l’Associazione nazionale dei trapiantati e dializzati – se si sia trattato di una dimenticanza o di una scelta precisa da parte dell’esecutivo a inizio agosto. Quel che so è che il Coronavirus è tutt’altro che sparito dalla circolazione e che il nostro dovere è quello di tutelare al massimo la salute delle persone più fragili. I nostri centralini stanno letteralmente impazzendo: centinaia di persone ci stanno esprimendo preoccupazione in previsione della riapertura degli uffici. Se il governo non porrà rimedio a questo scivolone, come ha fatto ad onor del vero in extremis anche a fine aprile, oppure rischiamo l’esplosione di nuovi focolai che andrebbero a colpire le persone più esposte al Covid”.

Le persone immunodepresse, infatti, hanno la stessa probabilità di ammalarsi degli altri, ma, in caso di contagio, il tasso di mortalità supera il 25%. Una percentuale molto superiore rispetto alla media nazionale.

“Dal 31 agosto al 5 settembre la Camera affronterà la discussione per la conversione in legge del decreto, – conclude Vanacore – ci appelliamo al Governo e ai Parlamentari affinché sia presentato e accettato dalla maggioranza un emendamento che proroghi la norma di tutela per gli immunodepressi oltre il 31 luglio, fino alla scadenza stabilità per lo stato di emergenza”.