Un’email con Carla Bruni nuda, ma era phishing

Un’email e un link: “Si possono vedere le foto di Carla Bruni nuda qui”, diceva il testo di una lettera elettronica inviata a vari diplomatici di ministeri degli esteri europei, durante un vertice del G20 a Parigi, nel 2011.

La maggior parte dei destinatari ha abboccato, ha scritto il New York Times, martedì 10 Dicembre. Così i ministeri della Repubblica Ceca, del Portogallo, della Bulgaria, dell’Ungheria e della Lettonia sono stati attaccati dagli hacker cinesi.

Una volta che i destinatari hanno cliccato sul link per vedere le immagini della cantante ed ex first lady francese, gli hacker hanno messo una specie di spia sui loro computer.

Secondo il quotidiano statunitense, gli hacker cercavano informazioni sugli Stati Uniti. Ma è impossibile sapere per gli esperti società di sicurezza informatica statunitense FireEye, quali file siano stati rubati, di fatto, dagli hacker.

Oltre ai ministeri degli esteri di alcuni paesi, gli hacker cinesi, con le loro operazioni di “phishing”, iniziate nel 2010 e ancora in corso, hanno spiato gli attivisti tibetani e delle aziende giapponesi.

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