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Test sierologici e screening per l’HCV, l’appuntamento viaggia in Rete

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I test sierologici su gran parte della popolazione italiana potranno verificare la diffusione del Covid-19 anche tra asintomatici e paucisintomatici. Una grande opportunità sarebbe poter abbinare a questi anche lo screening per l’HCV . Ma restano sullo sfondo da dirimere alcune questioni politiche. Una conferenza che vuole dare risposte

Test sierologici abbinati agli esami HCV. Un’occasione imperdibile per far emergere con le evidenze del COVID-19 anche il “sommerso” dell’Epatite C.

Un virus da sconfiggere ancora e uno che si potrebbe vincere totalmente

“L’opportunità di effettuare questi test per rilevare la presenza di HCV non ha precedenti. Auspichiamo un Paese senza Covid, ma anche senza Epatite C. E per questo, più persone potremo curare, più ci avvicineremo all’obiettivo” evidenzia il Prof. Massimo Galli

COVID-19 UN VIRUS NUOVO DA SCONFIGGERE, HCV UN VIRUS CHE SI PUO’ VINCERE – Negli ultimi due anni l’Italia ha compiuto un percorso virtuoso nel piano di eliminazione dell’infezione da HCV entro il 2030 promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’innovazione garantita dai nuovi farmaci antivirali ad azione diretta (DAA) per il trattamento dell’epatite C ha avuto una portata rivoluzionaria per la possibilità di eradicare il virus in maniera definitiva, in tempi rapidi e senza effetti collaterali. Tuttavia, l’emergenza globale determinata dalla pandemia Covid-19 ha spostato l’attenzione sul contrasto a questo nuovo sconosciuto virus e lasciato in secondo piano la lotta ad altre patologie. Nel caso dell’Epatite C, questo arresto è intervenuto in un momento chiave, proprio all’indomani dell’approvazione dell’emendamento al decreto mille proroghe lo scorso febbraio: un provvedimento con cui sono stati stanziati 71,5 milioni di euro per il biennio 2020-2021 per introdurre lo screening gratuito necessario a individuare i potenziali malati di epatite C. Questi screening riguardano i nati nelle fasce d’età 1969-1989, i soggetti seguiti dai Servizi Pubblici per Tossicodipendenze (SerT), i soggetti detenuti in carcere. Non è però ancora chiaro se e quando verranno avviati gli screening specifici, visto che mancano ancora i decreti attuativi.

L’APPUNTAMENTO VIAGGIA SULLA RETE – Si tiene venerdì 22 maggio la 1a Web Conference “Epatite C, una patologia invalidante da non dimenticare. Il need del paziente nell’era Covid-19: stato dell’arte dell’eliminazione del virus HCV e proposte operative aggiornate”, organizzata da MA Provider con il contributo non condizionato di Abbvie e di Gilead Sciences. Parteciperanno al dibattito, collegati in remoto, Giovanni Rezza, neo Direttore Generale della Prevenzione, Ministero della Salute; l’On. Elena Carnevali, XII Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati; Ivan Gardini, Presidente EpaC Onlus; Beatrice Lorenzin, V Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione, Camera dei Deputati, già Ministro della Salute; Michela Rostan, Vicepresidente XII Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati; Loreta Kondili, Medico Ricercatore presso Centro Nazionale per la Salute Globale, Istituto Superiore di Sanità; Massimo Andreoni, Direttore Scientifico SIMIT, Professore ordinario di malattie Infettive della facoltà di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”; Massimo Galli, Past President SIMIT, Professore ordinario Malattie Infettive, Università degli Studi di Milano Direttore Divisione Clinicizzata Malattie Infettive AO, Polo Universitario “Luigi Sacco”; Salvatore Petta, Segretario AISF – Associazione Italiana per lo Studio del Fegato; modera Andrea Pancani, Giornalista LA7. La web conference si propone come momento di confronto tra gli attori di sistema per analizzare i nuovi scenari con clinici, pazienti, accademici e referenti istituzionali attivi sul tema e per aggiornare la strategia di contrasto al Virus HCV e le relative proposte attuative.

LA PROPOSTA DI UN DOPPIO TEST E I VANTAGGI ECONOMICI E SANITARI CHE POTREBBE PORTARE – Le società scientifiche AISF – Associazione Italiana per lo Studio del Fegato e SIMIT – Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali, di concerto con l’Associazione Pazienti EpaC onlus, riunite sotto l’acronimo ACE – Alleanza Contro l’Epatite, propongono una soluzione semplice che potrebbe garantire un importante passo avanti: abbinare ai test sierologici per il coronavirus stabiliti dal Governo anche gli screening per l’Epatite C. “Abbiamo una grande opportunità – sottolinea il Prof. Massimo Andreoni – Visto che anche il Covid pone l’esigenza di uno screening di massa per riconoscere la diffusione del virus nella popolazione, possiamo mettere insieme le due cose. Gli studi epidemiologici per la diffusione del Covid prevedono test su tutto il territorio nazionale al fine di raggiungere una numerosità rappresentativa. Tecnicamente non ci sono difficoltà a fare ambedue i test sul campione di sangue prelevato. Ma bisogna organizzarsi in tempi brevi perché la sierologia per il Covid sta partendo. Potrebbe emergere un quadro significativo dell’incidenza di entrambe le patologie nelle singole regioni. Naturalmente il campione di partenza è ristretto, ma è destinato ad ampliarsi e sarebbe comunque utile per avere un approccio propositivo”.

“L’auspicio degli infettivologi è che si possa affiancare all’indagine sulla Covid un’ampia rilevazione su HCV – evidenzia il Prof. Massimo Galli – Il campione da testare sarebbe certamente, almeno in parte, diverso, ma lo sforzo organizzativo ed economico potrebbe essere unificato, inducendo utili sinergie. Oltre a garantire una valutazione realistica della distribuzione e dell’entità dell’infezione da HCV, un’iniziativa di questo tipo darebbe un fondamentale impulso all’emersione del sommerso, se accompagnata da un’adeguata campagna informativa. L’opportunità che ci è data di effettuare test per rilevare la presenza di HCV non ha precedenti. Auspichiamo un Paese senza Covid, ma anche senza Epatite C. E per questo più persone potremo curare, più ci avvicineremo all’obiettivo”.

LA VOCE DELLA POLITICA: On. CARNEVALI: “VA COMPLETATO IL DISPOSITIVO ATTUATIVO PER GLI SCREENING HCV” – “Dobbiamo cogliere le opportunità che scaturiscono da questa crisi. La possibilità di effettuare un doppio test, per il Covid e per l’HCV, rappresenta uno stimolo a fronteggiare l’emergenza di queste settimane e a mantenere gli impegni presi. Spetta alla politica il compito di mettere in pratica gli screening. Dobbiamo completare il dispositivo attuativo per consentire che i fondi già stanziati possano essere concretamente disponibili per un’azione incisiva nei confronti sia di un virus che si può vincere sia dell’altro che risulta ancora da sconfiggere” commenta l’On. Elena Carnevali, membro della XII Commissione (Affari Sociali), presentatrice dell’emendamento.

On. LORENZIN: “CONTINUERO’ A VIGILARE NON SOLO SUL COVID MA ANCHE SULL’HCV” – “È imprescindibile trovare chi è affetto da Epatite C per poterlo curare. Per questo ho sostenuto da subito l’emendamento al Decreto Milleproroghe per lo stanziamento di un fondo per gli screening, che permetterà di andare avanti nella ricerca e nell’eradicazione del virus nella popolazione italiana. È necessario non abbassare la guardia: in questi mesi il covid19 ha attirato su di sé tutte le attenzioni, ma non dobbiamo dimenticare le altre patologie, soprattutto laddove esista un percorso già ben avviato come nel caso dell’HCV. Per questo continuerò a vigilare e a impegnarmi in tal senso” così l’On. Beatrice Lorenzin, ex Ministro della Salute e Responsabile del Forum Salute del PD.