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Amore e quarantena: aumentano concepimenti e richieste di separazioni e divorzi

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Il lockdown ci ha spinti a modificare la routine familiare, con tutti i componenti costretti a restare in casa tutto il giorno, tutti i giorni, privati della libertà di uscire e di continuare la propria vita. Una situazione difficile, che ha generato diverse forme di stress nella maggior parte dei cittadini, amplificando emozioni e sentimenti. Ed è per questo motivo che tra circa 8 o 9 mesi assisteremo ad un forte incremento di nascite, concepite proprio durante i giorni della quarantena, ma nelle prossime settimane assisteremo anche allo scioglimento di molte famiglie.
Purtroppo, però, in molti paesi che hanno adottato questo regime si sta verificando anche un aumento di richieste di separazioni e divorzi. In Turchia, l’avvocato Engin Karaha ha dichiarato che il numero di richieste è aumentato di 4 volte rispetto a gennaio, un trend che sembra diffondersi anche in Cina e USA, e che alcuni temono possa interessare anche l’Italia. Il Tribunale di Torino, d’intesa con il consiglio dell’ordine degli avvocati, ha, dunque, deciso di snellire le procedure, per evitare assembramenti negli uffici durante l’emergenza coronavirus, consentendo ai coniugi che richiedano la separazione consensuale di poterlo fare anche via e-mail.
“Riuscire a fornire dati esaustivi sul fenomeno non è ancora possibile, ma da qualche settimana sto ricevendo circa il doppio delle richieste di informazioni per procedere alla separazione legale o per rendere effettivo il divorzio. – Commenta l’Avvocato Valentina Ruggiero, esperta in diritto di famiglia – Questa situazione ha fatto esplodere tensioni latenti o ha esasperato situazioni già critiche, portando i partner alla decisione di prendere strade diverse. Dato, però, il forte carico di stress emotivo degli ultimi due mesi, il mio primo consiglio è quello di valutare bene insieme al partner, per capire se si tratti di una crisi dovuta al momento o se, effettivamente, il rapporto è arrivato al capolinea. Consiglio anche a tutti i miei colleghi di cercare di fare lo stesso. Nella maggior parte dei casi, non si tratta di una decisione presa a cuor leggero, ma di un reale desiderio di separazione, ma credo sia nostro dovere morale cercare di individuare quella piccola percentuale di casi che più di un avvocato divorzista ha bisogno di un aiuto psicologico.”